giovedì 29 marzo 2012

RITORNO AL FUTURO - Gli anni '80 e il Live Aid


Nella chiusa del mio articolo precedente, parlando delle due epoche che il film "Ritorno al futuro" mette al confronto, avevo parlato di come gli autori del film tra l'altro, sottolineavano le differenze tra anni '50 ed '80, con il nome diverso che nelle due epoche aveva il cane del Doc, Copernico nel 1955, Einstein nel 1985. Avevo anche omesso l'importante particolare che proprio nel 1955 Albert Einstein muore e simbolicamente (come ogni mito della storia), dopo la sua morte le sue teorie cominciano ad acquisire fama anche tra l'uomo comune e ad influire nella neonata società post-moderna.
Il vero elemento di distinzione tra le due epoche nel film, o almeno quello principale, però rimane la musica. Martin Mc Fly è il Prometeo che simbolicamente porta il post-moderno nella realtà, fa attraversare il mondo verso uno stargate e il suo strumento non è il fuoco, ma una chitarra elettrica! Su questo importante elemento ritornerò in futuro, ma era importante preannunciarlo perchè ora parleremo degli anni 80 (e soprattutto di musica), epoca in cui Martin McFly vive e ritorna indietro nel tempo, perchè proprio nel 1985, mentre i media celebravano in anticipo la morte dell'Urss e Gorbachev diventava tra gli uomini più potenti dell'impero sovietico, si consumava intanto un rito popolare ma non per questo meno importante, ovvero la fine dell'era d'oro mitologica della musica e l'avvento dell'età attuale fatta di revival, citazionismo, mancanza di forti novità e di divinità artistiche (sto parlando di musica ma alla fine è un discorso generale), questo rito collettivo mondiale è il famoso Live Aid.
Dopo questo evento vi sono stati altri miti musicali, pochi in realtà e su tutti aleggiava una forte aura di decadenza, basti pensare la morte di Kurt Cobain con cui simbolicamente molti indicano come evento che ha portato alla morte del rock o i Gun's Roses, probabilmente l'ultima vera rock'n roll band di massa in senso classico che sia emersa in quegli anni, per molti l'ultima vera rock band capace di trascinare enormi platee ai concerti. Gli stadi pieni che vediamo oggi celebrano per lo più miti del passato è tutto un revival.
Il circo Massimo di Roma era strapieno all'inverosimile per i Genesis degli anni fa, gli U2 hanno avuto il loro periodo d'oro negli anni 80 ed inizio anni 90 e continuano a vivere di rendita grazie a quel periodo, poi la storia non è mai precisa in sé, si parla di date ma i processi sono molto graduali, ma l'aura mitologica delle band passate non ritornerà più, dei nuovi Led Zeppelin, Beatles, Rolling Stones non potranno mai nascere e non è un discorso di qualità musicale, per fortuna tutt'oggi pur se esiste un forte revivalismo, si compone ancora ottima musica, qui la questione è legata al tempo; siamo in un'epoca demitizzata, non sacra e non eroica, decadente, in cui i pochi miti decadenti durano al massimo una stagione e sono fin troppo artificiali, la stessa Lady Gaga iperpompata dai media, pur se celebre in tutto il mondo, non potrà mai raggiungere la fama o riempire gli stadi come facevano i Queen o i Pink Floyd per dire,tutto sommato Lady Gaga è una versione riveduta e aggiornata di Madonna.

Il Live Aid del 1985 rimane un evento davvero storico in ambito musicale:
aprì la moda dei futuri super concerti globali fatti per beneficenza ed è stato il più grande collegamento televisivo via satellite e la più grande trasmissione televisiva di tutti tempi, detiene tutt'oggi questo record, si parla infatti di due miliardi e mezzo di telespettatori e di un concerto situato in diverse città del mondo tra cui anche significativamente Mosca, città sicuramente vergine alla musica popolare occidentale, soprattutto il rock, a quei tempi per ascoltare un nastro di un autore occidentale nell'Urss si acquistava il tutto tramite il mercato nero.
Le maggiori star musicali dell'epoca parteciparono e per l'occasione anche vecchie leggende del passato si riunirono solamente per suonare in quell'occasione e già questo puzza di revival (si può dire che il Live Aid aprì la moda tutta attuale e liquida delle reunion di gruppi passati che non molto stranamente ha un boom particolare nel 2012 che è un anno record di formazioni passate che si rimettono insieme), basti pensare i Black Sabbath che per il Live Aid tornarono a suonare con la loro prima formazione originaria con Ozzy alla voce, per poi riprendere ognuno la propria strada a fine concerto e così fu anche per i Led Zeppelin (già sciolti da 5 anni), Crosby, Still, Nash and Young, gli Who (significativamente l'unica interruzione che ebbe il Live Aid fu mentre loro suonavano "My Generation", il destino si sa fa di questi strani giochi). Un vero rito mondiale collettivo che si concluse con "We are the world" (brano creato proprio nel 1985) a testimonianza di un mondo che stava divenendo globalizzato, dicendo addio alle ideologie, alla guerra fredda, ma che faceva presagire anche fulmini all'orizzonte.
In una società (quella presente) che sicuramente si prende meno sul serio e in cui il termine nwo è divenuto di uso comune, non può non vedersi in quell'evento anche un'importante tappa dell'nwo di usare la cultura musicale come mezzo per infondere l'idea di un villaggio globale, di un mondo unito e far passare l'umanità verso un nuovo importante periodo,  l'ultima tappa verso la realizzazione dell'nwo.
L'aria di revival e autocelebrativa che si respirava in quel concerto e che risulta assai comune oggi, in tempi di crisi del mercato discografico, rende il Live Aid un evento epocale non solo musicalmente ma anche culturalmente.
Sempre simbolicamente l'eta decadente del post-moderno parte nel 1985, anno in cui Martin Mcfly, il Prometeo dei giorni nostri, porta il post moderno nella realtà. Cosa ancora più strana essendo il post-moderno di per se già un'età decadente e di passaggio; la sua ultima fase (che stiamo attraversando) è quella della decadenza totale di ogni aspetto del reale:
come già detto nel passato il post-moderno è l'età che fa tabula rasa di tutte le credenze, la cultura e la morale passata. E' l'età relativa per eccellenza, fenomeno questo più unico che raro nella storia dell'umanità. Il Post-moderno distrugge tutto e il suo mezzo principale è la pop-culture soprattutto cinema e musica, che infondono sincretismo, nichilismo, mancanza di ideologie, distruggono totalmente la nostra realtà, ci tolgono la terra da sotto i piedi. Tutto ciò, nella fase pionieristica del post-moderno, si incarnava in un senso di libertà dal machismo e dalle rigide strutture passate che specie negli anni '60 si avvertiva in tutto il mondo e che  Bob Dylan riassunse felicemente nella sua canzone "times are changing".
Dagli anni 70 si comincia ad avere un sintomo di forte decadenza ben espressa dalla musica che spesso prendeva fortemente in giro gli Hippie e tutto il movimento pacifista anni '60, fino ad arrivare agli edonisti e materialisti anni 80, gli anni di Thatcher e di Reagan, della fine delle politiche sociali, della politica sempre più lontana dal cittadino, della perdita di speranza, l'ultima fase del post-moderno, prima della singolarità quantistica che a detta  di McKenna ci trasporterà altrove. Martin Mc Fly si trova in questo importante bivio.
Con il prossimo e spero ultimo articolo della serie "Ritorno al futuro", analizzeremo finalmente il film per vedere questi importanti eventi e trasporli sincronicamente, nella nostra realtà e nel futuro.

5 commenti:

  1. Sono così in sintonia con ciò che scrivi su questa analisi di "Ritorno al futuro" che ti domando se posso riportarla anche sul mio blog.
    Spero che nella prossima puntata accennerai anche al periodo 2015 comparso nel secondo episodio. A mio parere, ciò è così significativo da farmi pensare che Zemeckis abbia intuito qualcosa, o addirittura sapesse qualcosa.

    In questo periodo sto riflettendo su come la spinta propulsiva per la produzione di novità tecnologiche da parte della civiltà industriale (nell'ambito del paradigma storico-scientifico-sociale conosciuto)si sia ormai esaurita, presumiblilmente nel giorno indicato da Calleman e da Lungold come quello finale del calendario Maya, ovvero il 28 ottobre 2011, con il compimento dell'ultimo "underworld".
    Le tecnologie secretate - legate al fenomeno UFO e non rese disponibili al pubblico perchè avrebbero raso al suolo il sistema capitalista - hanno fatto parte di questa spinta propulsiva che ora giunta al termine. Come ho scritto da qualche parte, "il futuro ce l'abbiamo alle spalle senza sospettarlo".
    Dal momento che il "modello di creazione" ha preso un'altro ritmo, meno ricco di intensità rispetto al precedente (come ha accennato anche The Synopticon paragonandolo al passaggio tra l'estate e l'autunno), sarà sempre più difficile andare avanti per l'attuale civiltà industriale - la quale ha preso forma e si è modellata all'interno di un periodo di creazione più intensa, basandosi su questo ritmo - e verrà il momento in cui verrà meno l'attività censoria nei confronti delle tecnologie secretate, e ciò è connesso all'esaurimento dei paradigmi conosciuti. L'inflazione musicale di cui scrivi qui è stata proprio un'opera di smantellamento nei confronti dei miti, praticamente quasi subito dopo la loro creazione. Opera di smantellamento attraverso l'inflazione già iniziata quando questi miti erano ancora in vita e in salute (pensiamo al lavoro di Andy Warhol) e giunta al massimo della potenza coi social network.

    Concludo, informandoti che sarei curioso che mi commentassi l'ultimo mio post.
    Ciao!

    RispondiElimina
  2. ciao Rossano,
    certo che puoi riportare il mio articolo, si può dire che siamo collaboratori oramai eeh! Senza il tuo blog questi ultimi articoli non ci sarebbero mai stati probabilmente!
    Sono di fretta, quindi la risposta la rimando a domani.
    A presto!

    RispondiElimina
  3. Titanic è di nuovo nei cinema, questa volta in 3d, siamo a quota tre navi affondate quest'anno, insomma routine sincronica, siamo al giro di boa, decadenza in ogni ambito, i simboli diventano sempre più evidenti ed interpretabili anche da chi è a digiuno in queste materie, sulla concordia persino i più scettici parlavano di come simbolizzasse l'Europa intera quella nave.
    Riguardo alle tue considerazioni su Calleman, la storia è sempre una maestra nell'anticiparci il futuro, alla fine essendo il tempo una spirale, ha da se la ciclicità che fa si che molti eventi si ripetino nella stessa maniera.
    Pensa alla rivoluzione francese, lì tutto portò a quell'evento, a quella singolarità, l'anno 1789 in cui si entrò nell'attuale fase "storica" dell'umanità, eppure quello fu un singolo evento, ma gli ideali di pensiero e tutto ciò che è stata la base della rivoluzione francese è avvenuto prima. Per usare tue parole, Il futuro era già alle spalle , il mondo attuale era già contenuto in nuce e presente almeno dal rinascimento, la rivoluzione francese è stata la miccia, l'evento che ha fatto prendere consapevolezza di ciò. Gli enciclopedisti, Voltaire, Rousseau, tutto il nuovo sistema di pensiero di Galileo Galilei, Giordano Bruno, Copernico, tutto era già stato pensato, scritto e presente nella coscienza collettiva, esisteva anche un sistema capitalistico in nuce nei paesi dell'Europa settentrionale, l'esperienza democratica era una piccola realtà già in Inghilterra, mancava solo la singolarità per far prendere coscienza al mondo che il futuro era già presente.
    Lo stesso è ai nostri giorni, solo che il tutto è molto più complesso, come ho già detto in passato, non è un semplice cambio di era o fine di un impero, ci troviamo davanti ad una tabula rasa totale della realtà, ad una smitizzazione totale che non ha precedenti nella storia conosciuta umana, non possiamo parlare solamente di fine dell'impero occidentale è qualcosa di più profondo, anche per questo i rumors di arresti di massa che girano in rete mi sembrano tutt'altro che semplici speculazioni. Abbiamo parlato e tu prima di me, di fine della storia, di decadimento, mancanza di novità e non è forse corretto presumere che l'nwo, le elite, gli stati e le nazioni siano la storia per eccellenza, i suoi maggiori protagonisti? E se questo è vero (perchè purtroppo il popolo è solo spettatore nella storia), non dovranno essere proprio loro quelli per cui la caduta sarà più plateale e rumorosa? Anche per questo avvicinandoci sempre più alla singolarità, aumentano fenomeni di totale sfiducia, Wikileaks, sento parlare in questi giorni di persone nell'ambito legislativo che accusano e vogliono portare Ratzinger in tribunale ( e se non fosse stato eletto papa, la corte del Texas era pronto ad ascoltarlo), La regina d'Inghilterra che viene accusato di riciclaggio di denaro proveniente dalla droga, occupy wall street con il suo slogan "noi siamo il 99%, voi l'1%, la fine del predominio occidentale e la messa in discussione degli Usa, senza che vi sia una potenza che possa sostituirla (La Cina? forse nel mondo storico, non nel nostro mondo interconnesso dove se cade una pedina si porta tutte le altre con se). Le arti che esprimono l'immaginario collettivo e la mentalità dei tempi, sono un ottimo termometro per rilevare il fenomeno, anche per questo mi sono concentrato sulla musica e sul cinema che sono i veri oracoli post-moderni con i quali possiamo capire cosa ci aspetta in futuro.
    Questo 2012 sincronicamente parlando, mostra molti più segni di crollo totale rispetto agli anni precedenti, a livello simbolico c'è tanta roba, questo per ora si rispecchia in un riflusso, in una specie di controriforma partita da novembre 2011 dove la realtà sembra essersi stagnata, ma come hai detto tu, il futuro è già alle spalle, dobbiamo solamente ritornare al futuro eeh!

    RispondiElimina
  4. Riguardo ritorno al futuro,sto scrivendo tantissima roba e stanno uscendo informazioni interessanti che potrei pubblicare tra oggi e domani ,il fatto è che sto analizzando l'intero film quindi è probabile che spezzetti l'analisi in vari articoli. Il primo film è molto ricco di simbolismi, il secondo anche per via della pazzia degli autori e per il brillante montaggio e sceneggiatura che fa incontrare gli stessi personaggi tra di loro, renderebbe l'analisi molto più impegnativa e per ora non so se farla, ma sarei interessato e curiosissimo se la facessi tu che sembra ti sei già fatto un'idea sul II che a sguardo superficiale mi sembra una parodia del post-moderno (tecnologia in ogni ambito e subordinazione dell'uomo comune a questi aggeggi, revival, basti pensare al caffe 80 o a Michael Jackson versione 3d), Ritorno al Futuro II è più legato alla nostra realtà rispetto al primo, ma non ha la metafora cristica del primo e ha un finale troncato ecco perchè risulta difficile analizzarlo, mentre il III pur essendo un grandissimo film (non ha niente da invidiare ai precedenti) sembra più un modo per gli autori di fare una trilogia e sfruttare economicamente il marchio fin che possibile, insomma un semplice grande film. Tu che ne pensi?

    RispondiElimina
  5. Si, il terzo episodio della serie l'ho sempre considerato qualcosa di quasi-posticcio. Tutto ambientato com'è nelle epoca "western" intorno al 1890...temo che c'entri poco col nostro discorso, anche se qualcuno potrebbe notare come coincida con l'epoca di massima fioritura dell'impero Rockefeller e dei suoi alleati finanziari che, in futuro, avrebbero messo in piedi la Federal Reserve e quindi dato forma al XX secolo che conosciamo, fino al suo estremo prolungamento verso gli anni dieci del XXI.
    Per quanto riguarda il secondo episodio della serie lo ricordo, infatti, come particolarmente esagitato e un po' alla "aereo più pazzo dl mondo", ma vi è quella staffetta 1955-1985-2015 che per me riveste un grande interesse. Non so se riuscirò a mettermi lì (dopo averlo noleggiato, dal momento che ora come ora non dispongo di un programma di condivisione file) e analizzarlo. Per adesso attendo che tu concluda la tua ricerca, così la pubblico anche su CiviltàScomparse. Poi vedrò.
    Certo che la nostra visione, condivisa, del ciclo storico moderno e contemporaneo, e degli avvenimenti correlati, in senso sincro-simbolico (questo neologismo mi viene da preferirlo a sincro-misticismo), che prevede un punto di singolarità verso cui tutto questo è attratto, è così originale che soffre di una certa solitudine e mis-conoscenza, per così dire, sia negli ambienti della cultura ufficiale sia di quella alternativa.

    Per quanto riguarda ciò che hai scritto in precedenza, è molto significativo che Joseph Ratzinger ed Elisabeth II siano oggetto di attenzione giudiziaria. Il loro potere è la prosecuzione di un dominio sul genere umano che dura dall'epoca delle civiltà mesopotamiche (venute su, guarda caso, più o meno all'inizio del ciclo del Calendario Maya): l'inizio del potere piramidale, che ha i suoi cardini nell'ipnosi di massa attraverso i simboli, nella tirannia, nel controllo, nel denaro e nella guerra, si potrebbe far risalire comodamente al terzo millennio a.C., e può coincidere col Kali Yuga. Se così fosse, il crollo di cui scrivi - mentre si ci avvicina al passaggio verso il Satja Yuga - sarebbe qualcosa di più del "crollo dell'occidente" (chiesa & impero). Sarebbe un ritorno alla condizione storica di migliaia e migliaia di anni fa. E mi pare che anche di questo aspetto ne abbia trattato The Synopticon.
    Perciò, la spirale discendente dal 1955 in poi, in perdita di propulsione da una parte - quella del mito e della conservazione storica - e in contemporanea accelerazione dall'altra (un po' come la risonanza Shumann che aumenta e il campo elettromagnetico che diminuisce in contemporanea), verso un punto di singolarità, è una questione di cicli millenari, che non si riduce solo a questi ultimi decenni!

    RispondiElimina