giovedì 8 dicembre 2016

IL MUSEO DEL POST MODERNO - il crollo improvviso dei macigni storici

Questa estate sono stato a Berlino ed è stata un'esperienza affascinante.
Quasi 30 anni fa era una città divisa nei blocchi est ed ovest ed è stata la capitale ed il simbolo della guerra fredda, piena di tutte le contraddizioni e le paure che essa portava.
 
 
 
Fino al 1989 il mondo guardava con speranza e paura Berlino. Era la città che più di tutti incarnava il concetto di confine, con il suo muro mastodontico che non separava solamente la città, ma due ideologie, due mondi affini ma diversi. Il concetto di muro come separazione, indottrinamento, chiusura mentale era incarnato in una città e durante la guerra fredda ed il post-moderno l'abbattimento del muro è stato sempre visto come traguardo da raggiungere per arrivare ad una libertà senza confini ed ideologie dogmatiche, non è un caso che dopo il suo abbattimento si sia aperta la fase di globalizzazione e rottura dei confini e di altri muri ideologici (pochi anni dopo ufficialmente finì anche l'apartheid).
 
La famosa "torre della televisione", una specie di bussola e punto di riferimento per tutta la città grazie alla sua enorme altezza. Questa torre fu costruita dalla DDR (Germania dell'est), anche come sfida al modello dell'Ovest. La sua altezza e le sue proporzioni la rendevano ben visibile ben oltre Berlino Ovest ed aveva come scopo mostrare la grandezza del sistema socialista. E' la più alta torre televisiva d'Europa, seconda solamente a quella di Mosca. Si guarda con apprensione e timore a questo simbolo quando si converte alla Germania est, pensando che noi civilizzati cittadini dell'Ovest non abbiamo niente a che spartire con la loro concezione di grandeur ed informazione, in realtà la torre tv di Berlino,  è simbolo dell'onnipotenza e del potere manipolatorio di tutti i media, nessun escluso, rei di aver standardizzato il pensiero della società moderna. Pochi se ne sono accorti ma il crollo del muro di Berlino, ovvero degli ultimi scampoli di storicità lineare presenti nel mondo, hanno portato al crollo simbolico della torre dei media mainstream, ovvero ad una specie di presagio che avvertiva che con la caduta delle ideologie a crollare non sarebbe stata solo la politica e la storia lineare, ma anche l'informazione di tipo storica. Fate mente locale, perchè pochissimi anni dopo, con la globalizzazione, nasce anche Internet che in maniera graduale, e più forte ai nostri giorni, sta abbattendo la torre del mainstream, dell'informazione mainstream, del risaputo e dell'analisi lineare dei processi storici e culturali.
 
 
Ciò che mi ha colpito della città, non sono state tanto le diverse architetture presenti, da quelle tipicamente austere della Germania Est, con un senso di forte retaggio tradizionale, fino ad arrivare alle post moderne strutture della Germania Ovest, anche perchè il neoliberismo ha appiattito e come dire trasformato in turismo tutto quanto. Oggi Berlino è una delle città paradossalmente più multiculturali del mondo ed anche più "aperte". Forse una delle cose che più ricorderò di Berlino è il museo della Germania dell'est, propagandato in pompa magna con diversi manifesti e cartelli in tutta la città, situato al centro della città, ai piedi della famosa "isola dei musei".
Ciò che mi ha colpito di questo museo è proprio ciò che viene esposto, non è infatti un museo storico, o meglio non nel senso tradizionale del termine, è più un museo basato sulla vita di tutti i giorni dei cittadini dell'est, la loro vita quotidiana, i loro vizi, le loro abitudini. E' stato sconvolgente vedere come fosse stato messo in un museo e già "storicizzata", una società scomparsa da nemmeno 30 anni (e sembra passato molto più tempo).
Nel museo si trovano radio tramite le quali ascoltare le musiche ed i programmi più in voga in quell'epoca, riviste femminili e tantissimi vestiti dell'epoca, giochi che perculavano i politici protagonisti di quella stagione, giocattoli, foto che mostravano la mania dei cittadini dell'est di andare a farsi un bagno nei numerosi laghi della zona, completamente nudi, il piccolo, il quotidiano, la mercificazione, il risaputo fortemente presente anche al di là della cortina.
 
La Trabant, così storica, così fantozziana, non certo una macchina da impiegato precario
 
E' possibile vedere anche la ricostruzione di un appartamento dell'epoca e perfino la ricostruzione di una camera di interrogatorio del temibile servizio segreto STASI. La tipica monolitica autovettura del blocco EST (la Trabant) ci accoglie all'ingresso, usata ora come una specie di videogioco, infatti sul suo parabrezza è montato uno schermo 3d tramite il quale simulare (con il volante ed i comandi della macchina), un viaggio nelle austere, decadenti vie di Berlino EST. Presente anche una mastodontica autoblu governativa.
E' stato traumatico vedere tutto ciò, perchè  avere tutti quei cimeli intorno era come ritornare nell'Italia anni 60-70 (ed in parte anche 80), era quasi un museo su di noi, un museo su di un tempo in cui la liquidità del vissuto veniva fortemente negata e dove la guerra fredda negava il concetto di "fine della storia", dove la parodia storica aveva ancora ragione di esistere, dove in un certo senso la storia ancora veniva vissuta e pensando che stiamo parlando di un mondo che esisteva meno di 30 anni fa, chi ci dice che fra qualche decennio con curiosità e tristezza la nostra società non finirà in un museo e le prossime generazioni vedranno con fascino e sdegno una società dove tutto veniva mercificato, dove i media manipolavano la realtà ogni giorno, dove la precarietà era un modello di vita, dove il lavoro come concepito oggi, non verrà visto in modo diverso da come noi oggi vediamo il lavoro in alcune fabbriche cinesi o delle fabbriche dell'ottocento?
Telefono e riviste nel museo della DDR
La cosa assurda é che, manipolazione informativa oppressiva non nascosta e povertà a parte, quello che ho visto all'interno del museo sulla DDR non è assolutamente distante a ciò che si poteva vedere in un appartamento e nella società di noi italiani degli anni 70. E la prima cosa che abbiamo notato io insieme alla mia compagna, sopratutto sui vestiti, l'uso di tazzine ed oggetti di cucina che noi abbiamo nelle nostre abitazioni e che a Berlino sono esposte in un museo.
Siamo già all'interno di un museo e neanche ce ne rendiamo conto?
A Berlino ho soggiornato vicino al famoso checkpoint Charlie, in un luogo di confine tra Est ed Ovest, abbastanza conosciuto all'epoca. Ora del muro a Berlino rimangono alcuni ruderi ed una striscia per le vie ed i marciapiedi a segnalare che in passato era presente una enorme barriera. Una parte importante del muro (lunga diversi km) però è ancora presente nel lungofiume Sprea ed è stato già ampiamente de-storicizzato, basta vedere una delle immagini più famose e desacralizzate, una delle tanti immagini magiche che hanno demiticizzato la politica e le ideologie, portandoci al nostro mondo liquido attuale. Quella più significativa e storica è certamente questa che poi è stata presa anche da un  evento reale:
 
Bacio "fraterno" tra gli ex leader comunisti della Germania dell'Est e dell'Unione Sovietica Erich Honecker e Leonid Brezenev
 
 
 
La storia ingombrante e così forte che proveniva da quel mondo diviso, quella storia pesante, quel macigno ideologico è scomparso 
in una notte di fine autunno, improvvisamente, emblematica un'immagine di un illuminante articolo di civiltascomparse che consiglio a tutti:
 
 

Dall'articolo che trovate qui un piccolo estratto:
Guardate l’immagine qui sopra. E’ stata scattata durante l’anniversario per i quarant’anni della Repubblica Democratica Tedesca, nel settembre-ottobre 1989. Secondo l’allora presidente della RDT Erich Honecker, la separazione geopolitica tra l’Europa dell’ovest liberal-democratica-occidentale e l’Europa dell’est socialista reale (ben simboleggiata dalla divisione della città di Berlino in due settori, separati da mura e filo spinato) sarebbe potuta durare ancora mille anni, praticamente come il “Reich millenario” dei nazisti.
Invece, sia nel 1989 che nel 1945 i “mille anni” sono collassati in un CROLLO DI SCENARIO dalla durata di pochi giorni.

Paradossale vero? Siamo così abituati a dare per scontata la nostra realtà quando il passato ci dice tutto il contrario.
Questa è una serie di mini articoli per mostrare alcuni piccoli e grandi esempi di questa importante realtà, anche perchè noi ci troviamo nel mezzo del più grande cambio di paradigma della storia moderna ( e non solo post-moderna) e serve mente elastica per affrontarlo. 

sabato 19 novembre 2016

CROLLO DEL MAINSTREAM E SINCRONIE - Trump, 911, torri in fiamme e crollo delle certezze - seconda parte

" Non si è mai vista una stampa così compatta ed unita contro un candidato...Che cosa succederà quando evidentemente la stampa non ha più forza e peso nella società americana,...Le cose che sono state scritte, le cose che sono state dette evidentemente non hanno contato su questo risultato e non hanno influito su questo risultato...".
Giovanna Botteri, inviata del tg3 a New York


Un'ammissione di colpa dal carattere grottesco, dove la disperazione fa dire cose che non dovrebbero dirsi (unilateralità nel dare le notizie che è proprio l'opposto del concetto di giornalismo).

Nell'articolo scritto a febbraio sulle elezioni americane, avevo pubblicato un video di una bambina nera che piangeva perché Obama non poteva ricandidarsi, interpretando questo gesto così forte ed emotivo ( di cui la bambina rappresentava giusto una delle tante reazioni simili) come un avvertimento dell'inconscio collettivo americano verso l'ultimo candidato presidenziale accettabile, politicamente corretto ed apprezzato della loro storia e vedendo cosa sta succedendo in questi giorni in effetti è proprio così.
Una delle grandi novità dell'elezione di Trump  é proprio quest'odio, questa paura che la sua elezione porta in molti americani e questo è un fatto anomalo nella storia americana che bene o male anche turandosi il naso ha poi accettato qualunque candidato.
Non stiamo parlando dell'Italia o di una qualunque altra nazione dove scene del genere sono la norma, ma dell'impero, dove la delegittimazione dell'"imperatore" eletto é un fatto grave per l'immagine e per il potere che quell'impero vuole dare al mondo.
C'è anche da dire che candidati presidenziali odiati nel passato naturalmente ve ne sono stati, ma quell'odio non è stato mai forte e montante proprio perchè il mainstream lo ha sempre tenuto basso, mentre oggi la sconfitta del mainstream e l'utilizzo dei social network (e questo non solo negli USA ma in tutto il mondo), amplificano in maniera esponenziale le risposte emotive, l'informazione è molto più onnicomprensiva ed è anche più personalizzata e fai da te rispetto al passato, quindi il livello di scontro è molto più alto.
Il mainstream si è reso conto di aver perso il monopolio dell'informazione dopo la sconfitta della Clinton. 
Il mainstream è stato sempre consapevole del potere dell'informazione di rete, ma illuso di poterlo manipolare. Nonostante la perdita di questo monopolio, il mainstream, anche se non più solitario, rimane pur sempre il mezzo di informazione più potente e ne risulta che se un risultato in questo caso elettorale, ne mostra la loro non invincibilità, esso si scateni per creare stimoli e risposte fortemente emotive e violente
Le reazioni appunto violente e fortemente emotive verso l'elezione di Trump sono sintomo della morte dell'invincibilità dei media mainstream. La guerra dei media non è contro Trump, ma contro chi lo ha appoggiato praticamente voltando le spalle ai canali informativi ufficiali.
Questo è il motivo del perché stiamo assistendo a questa isteria collettiva. Eppure in passato vi sono stati candidati ugualmente "pericolosi", ma nessuno ha scatenato queste scene isteriche e qui davvero non c'entra nulla il pensiero di Trump verso qualche minoranza ecc., spesso travisato consapevolmente dai media, Trump ripeto non porta nessuna novità politica di rilievo, si inserisce nella dialettica repubblicana, in realtà l'unica novità è che accanto a pretese di destra, da bravo "outsider" (tra virgolette ovviamente), inserisce nel suo discorso anche molte istanze democratiche che i suoi avversari naturalmente nascondono, anche perché molti lo dimenticano, Trump da buon camaleonte, ha tentato in passato di candidarsi anche con il partito democratico.
Si capisce come le reazioni violente ed avverse non ci sarebbero state se i media mainstream fossero stati più obiettivi mostrando le ragioni di entrambi i candidati. Ma davvero i candidati delle precedenti elezioni come i guerrafondai Romney e Mccain, sono migliori di Trump?


Trumpusconi

Come già indicato in passato, Berlusconi è stato una figura di esaurimento e di morte simbolica dei partiti politici. Dopo la sua caduta la sinistra è divenuta destra, l'inciucio tra destra e sinistra è divenuto di dominio pubblico, il primo partito italiano (non contando coalizioni ed appoggi laterali) è divenuto un movimento anti partiti ed anti estabilishment ed il partito degli astensionisti ha la maggioranza in Italia. Vicende analoghe, di diversa entità, stanno avvenendo in tutto il mondo occidentale.

Quella a cui stiamo assistendo è una guerra dove lo star system ed il mainstream hanno ottenuto una cocente sconfitta. Il problema è che il comportamento schizofrenico dei media sta portando alla più grossa delegittimazione dell'impero americano mai avvenuta nella sua storia.
In questo caso non sbaglia chi vede Trump come un nuovo Berlusconi, le analogie sono sconcertanti: entrambi uomini di successo, magnati milionari,  dichiarati sessisti e dongiovanni, con diversi capi di accuse sulla capoccia (tenendo in conto sempre che le accuse fatte a Berlusconi non avrebbero permesso la sua elezione in America, quelle di Trump sono legate a questioni prettamente economiche, vi è ad esempio già una risoluzione ed un risarcimento di 25 milioni di dollari che Trump darà per la causa contro la "trump university"), entrambi derisi ed odiati dall'estabilishment che conta. Dietro Berlusconi vi era il deep state italiano che probabilmente cercava di rialzarsi dopo la batosta data da tangentopoli, stessa cosa per Trump.
L'analogia però più pregnante di significato è quella simbolica. Molti immagino (diciamo la generazione dei millenials non tanto chi è nato dagli anni 80 in giù) hanno dimenticato come da Berlusconi in poi l'Italia abbia rimediato una miriade di figure di merda all'estero, proprio il cavaliere per i suoi modi, il suo linguaggio e le sue azioni è stato deriso persino in faccia e fortemente osteggiato dai leader esteri, che hanno sempre provato quel misto di "imbarazzo" o "speriamo dica la cosa giusta" durante i vari incontri e meeting ufficiali, basti ricordare il nomignolo "kapò" che Berlusconi diede a Schultz, con tanto di difesa piena di stereotipi dell'Italia, il "mister Obama" ad alta voce durante il g8, che fece innervosire la regina d'Inghilterra sui suoi modi sgarbati, il Berlusconi che blocca un meeting dei leader occidentali perché al cellulare, il termine "abbronzato" dato ad Obama, le famose tre pacche sulla testa date da Junker al cavaliere finite in mondovisione. 
Finché si tratta di un leader di uno stato vassallo, la situazione per quanto grottesca rimane negli ambiti della normale, oseremo dire, dialettica padrone-servo, ma quando una delegittimazione del genere, alla pari del cavaliere, è traslata nell'imperatore dell'impero, allora vuol dire che qualcosa non va. I media mainstream persi nella loro disperazione, non si rendono conto probabilmente che distruggere la rispettabilità dell'imperatore, distrugge anche quella dell'impero.
Prima delle elezioni, durante la campagna elettorale, immaginavo Trump vincente e facendolo nella mia testa pensavo il clima teso e da tragedia che si sarebbe svolto nell'incontro tra lui e ad esempio i leader europei che apertamente hanno sempre appoggiato la Clinton ed anzi insultato fortemente la sua persona ed i suoi modi, mi immaginavo il suo incontro con papa Francesco che lo ha dichiarato "non cristiano" ed immaginavo che questo sarebbe stato uno dei principali motivi di una caduta simbolica dell'impero americano come centro di potere ed influenza nel mondo occidentale. Mi veniva in mente proprio Berlusconi.
La vittoria della Clinton era così certa in diversi centri dell'estabilishment che addirittura Renzi con il suo staff governativo e con le "eccellenze" culturali italiane, ha incontrato la Clinton pochi giorni prima delle elezioni, per il solito viaggio del vassallo al centro dell'impero, teso ad avere benedizione e favori. 
Gira voce nel web (sembrerebbe confermata) di come lo sceneggiatore di "ritorno al futuro II" si sia ispirato a Donald Trump per la figura del ricco e potente Biff Tannen. A far circolare la voce è stato Ted Cruz, candidato presidenziale repubblicano, che avvertiva l'America di come votare Trump significava avere un Biff Tannen tirannico che avrebbe portato ad un aumento di caos e violenza.
Vero o falso che sia l'assonanza simbolica è fin troppo evidente: dalla capigliatura, alla personalizzazione dei suoi oggetti personali, dal suo edonismo, alla costruzione di una torre personale e ricordiamo che la Trump Tower fu completata nel 1984, un anno prima dell'uscita del primo capitolo di "ritorno al futuro". 
Ritorno al futuro (e qui lo abbiamo già scritto in tempi non sospetti) ha avuto indirettamente un potere predittivo, in questa serie di articoli che consiglio di rileggere é evidenziata questa sua dote: 1; 2; 3; 4; 5; 6;
Come ho già affermato fino alla noia, qui nessuno afferma come fa qualche sito complottista, che gli autori di Ritorno al Futuro abbiano voluto predire eventi che loro conoscevano e neanche che Ritorno al futuro sia un film basato su reali profezie, così come altre produzioni filmiche che con sconcerto ed in modo dettagliato hanno previsto vari eventi futuri. 
Che le produzioni mainstream siano pura propaganda ed in un certo senso  in alcune produzioni si voglia trasmettere un certo messaggio ed una certa visione per farla divenire realtà questo è sicuramente reale. Stiamo comunque parlando di magia, che non è certamente scomparsa e neanche bisogna averne un'idea stereotipata che è quella fatta di stregoni, bacchette, formule ecc. La più grande magia è quella che riesce a manipolare o comunque asservire la realtà al proprio scopo personale. 
Vivendo in un mondo apparentemente laico e razionalista, la magia ha semplicemente cambiato veste, ma non è mai scomparsa. La cosiddetta "profezia che si autoavvera" è un esempio di magia. Attualmente la pop culture nei suoi riti e simboli è divenuta l'attuale magia ed ha lo stesso scopo delle mitologie, delle sibille e degli oracoli nel passato, con un'arma in più, ovvero milioni di persone che investono tempo e si lasciano attrarre da quel messaggio. In questo caso Ritorno al futuro ed altre produzioni filmiche, vivono dell'investimento emozionale e mondiale della coscienza collettiva umana, si parla di miliardi di persone che investono il proprio tempo nell'ascolto e nella visione di canzoni, film, libri ed altre opere culturali, appunto si tratta di un investimento magico che cambia la realtà, visto l'enorme energia che ruota intorno a quella produzione.
La magia per funzionare ha bisogno di un forte investimento di energia o comunque di una ferrea volontà individuale (quando si tratta di qualcosa relegato a pochi individui). Molti film hanno proprio questo carattere, quindi non sorprende che molte produzioni culturali riescano a prevedere eventi futuri. Non si tratta di complottismo, ma di sincromisticismo o semplicemente di una volontà magica (spesso diretta e consapevole) che crea la sincronia e fa avverare la profezia.
Questo é un esempio di video oramai abbastanza conosciuto nel web per chi è interessato a questi argomenti, in cui solamente qualche debunker può fermarsi a parlare di coincidenze e paranoia:


Però c'è da dire che se il riduzionismo che parte dal debunker e successivamente si trasmette verso la parte di popolazione apparentemente più razionale, laica e politically correct, indirettamente favorisce lo status quo, la censura e la repressione, il rovescio della medaglia, diventa paranoia e superstizione, per questo è sempre utile accettare la profonda verità "in media res".


l'11 settembre 2016 la Clinton si ammala dopo un comizio. Le voci che la davano affetta da una grave malattia sembrano avere conferma. Un filmato di quel giorno la riprende sofferente e sostenuta dalle guardie del corpo, per la difficoltà a rimanere in piedi. Simbolicamente da molti questo evento è stato visto come la sconfitta definitiva, almeno simbolica, della Clinton alle elezioni. La sua immagine di persona malata e debole ha avuto un forte impatto nell'opinione pubblica




l'11 settembre 2012 è considerato da molti americani (anche per l'assonanza della data) come un 9/11 estero. L'attacco jihadista al consolato americano a Benghazi, provocò la morte dell'ambasciatore americano Cristopher Stevens e di altri tre cittadini americani. La notizia creò forte sconcerto negli USA per la mancanza di rinforzi e di protezione verso l'ambasciatore (che fu seviziato dai terroristi), tanto che  si può vedere questo evento come l'inizio della lunga sequela di processi ed indagini contro la Clinton. L'allora segretaria di Stato americana, assolta solamente nel 2016, fu accusata di essere tra i maggiori responsabili nella mancata difesa del consolato americano. Tra le varie mail rilasciate da wikileaks ma anche da altri giornali già da diversi anni, ci stanno proprio i tentativi di insabbiamento per la falle di sicurezza presenti nel consolato americano e molti in tempi non sospetti hanno visto questo evento, come una macchia nella candidatura della Clinton alle elezioni 2016. Si sono formati perfino comitati della verità su questi eventi che hanno portato in luce il ruolo di alcuni apparati americani nella copertura ed utilizzo di jihadisti e futuri membri dell'ISIS per rovesciare Gheddafi che fino a poco tempo prima era ritenuto un solido alleato anti-terrorismo. Le varie dimissioni, la guerra interna nell'estabilishment americano che probabilmente hanno portato alle elezioni di Trump, possono avere il loro anno zero in quella data.


Il 9/11 1989 crolla il muro di Berlino. L'assetto geopolitico globale cambia totalmente. L'URSS si dissolverà pochi anni dopo, finisce la guerra fredda ed inizia ufficialmente l'unipolarismo americano e la globalizzazione neoliberista. Crollo delle ideologie e dei partiti tradizionali. Il primo contraccolpo in Occidente lo avrà l'Italia con Tangentopoli. L'attuale crollo del concetto di destra e sinistra e la fine della figura politica tradizionale parte da quella data.



9/11 2016 Trump vince le elezioni americane: inversione geopolitica speculare a quella del 1989?

Rudolph Giuliani soprannominato "l'uomo dell'11 settembre" (sindaco di New York durante gli attentati alle twin towers) per il suo ruolo attivo nel periodo della ricostruzione post attentato, sarà uno degli uomini di punta dell'amministrazione Trump. Per molti è già sicuro il suo ruolo di segretario di Stato o di ministro degli esteri.




Come mostrato nel mio articolo di febbraio sulle elezioni presidenziali, Jeff Bush si è ritirato solamente dopo il disastroso dibattito-scontro con Trump, con quest'ultimo che ha usato l'argomento 11 settembre per far fuori Bush dialetticamente, che imbarazzato, nonostante le potenti lobby che aveva alle spalle, ha deciso di ritirarsi. In primavera sono usciti diversi file ufficiali che indicavano l'Arabia Saudita come uno stato che a suo modo ha favorito l'attentato.

Trump Tower a New York



La Torre di Biff Tannen in Ritorno al futuro II



Il significato della carta numero 16, dall'immagine così evocativa ed archetipica è quello di rottura, shock, sgretolamento, cambiamento ecc. Non è un caso che nella realtà si è concretizzata visivamente proprio con eventi del genere, ovvero l'11 settembre e le dimissioni del papa Ratzinger (shock, evento inaspettato, liberazione, crollo delle difese, ciò che sembrava solido diviene fragile)






L'immagine che ha fatto il giro nel mondo la sera dell'annuncio delle dimissioni di Papa Ratzinger



Parola di Biff Tannen

I libici in Ritorno al futuro rappresentano il terrorismo,il potere nazista, Plutone, che ferma il Doc, la nuova scienza (vedere articoli indicati su ritorno al futuro) che ancora dipende dalla scienza nazista per prosperare (il Plutonio, l'energia nucleare). La macchina del tempo funziona solamente se supera la velocità di 88 miglia all'ora, numero sacro per i nazisti 8=heil 8=hitler

Se a queste due date importanti nel film invertiamo gli anni, abbiamo il 12 novembre 2015 (giorno di un grave attentato in Libano) e giorno prima del pluri attentato a Parigi. Il 12 novembre vi fu il famoso discorso di Obama contro l'ISIS (60 anni prima dell'arrivo di Martin nel 1955). Martin dopo l'attentato a Doc torna indietro nel tempo il 12 novembre 1955 dove cercherà di evitare appunto l'attentato terroristico al DOC.



"Salviamo la torre dell'orologio", salviamo il sistema dominato dal tempo
La torre dell'orologio colpita da un fulmine in "Ritorno al futuro I", di nuovo l'archetipo che viene messo in scena visualmente.

Alex Jones uno dei più famosi complottisti al mondo e tra i pionieri nell'accusa della versione ufficiale dell'11 settembre è uno dei più ferventi sostenitori di Trump (che ricambia pubblicamente l'apprezzamento) e tra i maggiori fautori non ufficiali della sua vittoria soprattutto tra le persone refrattarie al sistema e al voto.

Nel filmato sopra è mostrato uno spot pubblicitario sulla sua torre e la qualità dei suoi materassi. Da notare le uniche due pecore recanti i numeri 9 e 11

Sincromisticismo nel wrestling sull'11 settembre

Hulk Hogan è una delle poche star che si è esposto apertamente a favore di Trump, persona quest'ultima vista da vari lottatori sempre come un protettore ed una sorta di benefattore per l'insana passione del nuovo presidente per il wrestling, tanto che Trump ha partecipato persino come protagonista-lottatore in passato

Ad ottobre 2015, mese in cui Martin giunge nel futuro, esce nella realtà il film The walk con protagonista Joseph Gordon Levitt nei panni di Philippe Petit, noto funambolo francese, che il 6 agosto 1974 compie la sua più grande impresa: la traversata delle Torri Gemelle del WTC su un cavo d'acciaio senza alcuna protezione (notare la croce in copertina). Il regista del film è sempre Zemeckis che naturalmente ha diretto anche Ritorno al futuro. Crump vs Trump? Nel 2002 un anno esatto dopo i tragici eventi dell'11 settembre 2001, ovvero il 10 settembre 2002, Trump acquista l'immobile di John Delorean, esatto, proprio il padre e creatore della Delorean (che è una casa automobilistica realmente esistita), finito in rovina tanto che l'ultimo modello venduto fu quello basato sul film ritorno al futuro. Qualche dettaglio è forzato ma credo sia utile lo stesso mostrarlo
Con Biff "Trump" Tannen, Hill Valley diventa Hell (inferno) Valley, dove il caos e la violenza domina, solamente per sua incapacità o per qualcos'altro?
Poteri che si scontrano. Chi è la torre più piccola?
Nell'episodio dei Simpson dell'anno 2000 "Bart to the future", Burt Simpson si trova in un futuro dove Lisa Simpson è il nuovo presidente succeduto alla disastrosa presidenza Trump. In realtà la cosa interessante di questo episodio non è l'aver citato Trump come presidente, come infatti stesso gli autori e qualche ricerca storica dimostrano, Trump cercò di candidarsi nell'anno 2000 e questo evento agli autori sembrava così assurdo e paradossale tanto da renderlo un dettaglio significante di questo episodio. Matt Groening ha dichiarato che "...era improbabile che Donald Trump divenisse il nuovo presidente degli USA". Lo sceneggiatore dell'episodio Dan Greney in un'intervista ha affermato che la presidenza Trump sembrava "l'ultima fermata prima di cadere completamente in basso... era coerente con la visione di un'America che stava impazzendo". In questi casi la storia ha molto ironia. Ciò che rende interessante questo episodio sono i dettagli che ruotano intorno a questa scelta, ovvero che la presidenza Trump nella visione dell'episodio, aveva portato il paese in bancarotta, una grossa ondata di crimine che si spargeva in tutto il paese e nazioni estere che reclamavano agli Stati Uniti di pagare il debito, con paesi come la Cina o l'Europa che compravano pezzi d'America, insomma la fine degli Usa come superpotenza. Altro dettaglio interessante é l'accenno alla legalizzazione della marjuana, evento improbabile nell'anno di produzione dell'episodio. Ebbene l'8 novembre 2016 (l'election day) è un giorno storico per i sostenitori dei benefici della Maria, se è vero che ufficialmente era già partita l'approvazione e le varie procedure burocratiche (per lo più in California e in pochi altri stati dove era stata approvata la legalizzazione ), proprio il giorno dell'elezione di Trump si è votato in diversi Stati il referendum per la legalizzazione o depenalizzazione della Marjuana. Persino la California dove era già partita la legalizzazione medica, ha fatto un passo in avanti nel considerarla una droga alla pari dell'alcool e renderla legale a scopi ricreativi. Alla California si sono aggiunti vari stati come Nevada, Maine e Massachussets, mentre in altri Stati come la Florida è divenuta legale solo per scopi medici. Lisa Simpson sarà la prima presidente donna dopo la disastrosa presidenza Trump. Per chi ha seguito anche sporadicamente i Simpson, sa che Lisa Simpson è una fan di Hillary Clinton e si è ispirata fortemente a lei nelle sue gesta politiche, molto frequenti nello show.

                Dal blog civiltà scomparse: La suggestiva copertina del film “Home alone 2” del 1992, dove il protagonista Macaulay Culkin – già protagonista del precedente “Home alone” – incontra il miliardario Donald Trump in carne e ossa nella parte di se stesso. Nella copertina, la statua della libertà sembra spaventata per qualcosa che sta arrivando verso i grattacieli di New York.

Sempre da un'altra locandina del film, la torre e un bambino spaventato per ciò che sta per arrivare


E siamo solo al principio se alcune rivelazioni di wikileaks diverranno mainstream, intanto stanno spopolando nell'internet sfera:







sabato 12 novembre 2016

LA CADUTA DEL MAINSTREAM E DELLO STAR SYSTEM - prima parte



Partiamo da vari fatti incontestabili:
la campagna elettorale di queste presidenziali è stata una delle più squallide della storia degli Stati Uniti, piena di attacchi sessisti, persino inchieste governative e richieste di impeachment ben prima della candidatura, linguaggio scurrile, manifestanti che si picchiano tra di loro, manifestazioni contro i manifestanti, sabotaggi dei vari comizi, attentati falsi e veri (non lo sapremo mai) contro i candidati, salute cagionevole di una delle candidate, guerra interna e fratricida tra esponenti degli stessi partiti (Sanders contro Clinton e Trump contro tutti i candidati repubblicani), crisi internazionali (la faccenda wikileaks-hacker-Russia); l'onda di tutto questo caos continua anche nel post elezioni con un clima di odio mai visto dopo una tornata elettorale, con migliaia di manifestanti in varie città americane contro Trump, un'America mai così divisa nel voto (ricordiamo che la Clinton ha vinto il voto popolare con più di 220mila voti), non c'è nessun paragone passato possibile.
Uno degli ultimi candidati fortemente ostracizzati e fortemente odiati da una parte degli Stati Uniti è stato Bush Junior, ma la situazione non è assolutamente paragonabile, prima di tutto perchè è vero che una parte dello star system (più per una questione di immagine in molti casi, che di vero e proprio sentire ideologico)  si schierò fortemente contro di lui, ma in realtà, una forte parte dei mass-media oltre ad appoggiarlo, nel caso di dissenso, non andavano mai oltre gli attacchi politici, era un semplice giornalismo d'opposizione. Bush era un forte elemento dell'estabilishment ed anche in quel caso i dissensi dello star system non hanno mai raggiunto il livello attuale, in più Bush usava sempre l'arma del ricatto dell'11 settembre e del trauma collettivo (ritorniamo sempre alla questione stimolo-risposta indicata nel prologo a questo articolo) per rimanere sulla cresta dell'onda, cosa che gli ha garantito ben due mandati presidenziali.
Era un altro mondo, senza social network e dove i blog e l'informazione 2.0 erano agli albori e il mainstream aveva il completo monopolio nella creazione dei giusti stimoli sensoriali utili a generare la risposta desiderata da parte del grande pubblico.
Altro fatto incontestabile é il grandissimo appoggio delle lobby verso la Clinton, è stata infatti una delle campagna elettorali più costose della storia. La Clinton ad esempio ha speso 137 milioni in più di spot elettorali rispetto a Trump. In generale tra i vari candidati si afferma che è probabile che la cifra spesa superi i 6 miliardi di dollari, pensate come ci tengono a manipolarci se tutti investono così tanto in campagna elettorale.
Uno dei candidati che ha ottenuto più investimenti è stato Jeff Bush (più di 100milioni) seguito dalla Clinton, mentre Trump essendo un miliardario si è per lo più autofinanziato, cosa anomala in una campagna presidenziale americana post-moderna. Di come tutta questa marea di soldi non abbia pagato e sia finita al cesso, ne ho già ampiamente parlato nel mio ultimo articolo sui candidati presidenziali.
Da qui emerge come Trump, essendosi autofinanziato, ha reso solamente in apparenza molto facile la vita agli altri candidati, infatti mai nella storia delle campagne elettorali, il massimo candidato alla presidenza di un partito ha ricevuto un attacco così forte e compatto dai media. In quest'ultimo anno di campagna elettorale gli attacchi verso Trump sono stati giornalieri, sono usciti filmati vecchi di dieci anni su di lui che faceva discorsi sessisti, donne che lo accusavano di averle sfruttate sessualmente, persino un attacco diretto del Vaticano su voce di Papa Francesco che riguardo al muro che Trump vorrebbe far costruire tra Usa e Messico, ha dichiarato che "Trump non è un cristiano". Per la prima volta nella storia delle campagne presidenziali, molti leader mondiali si sono schierati apertamente a favore della Clinton, anche nelle nostre lande la stampa era unita ad incensare la Clinton e dare addosso a Trump. L'ingerenza di leader esteri nelle elezioni americane ( a favore soprattutto della Clinton) è stata così anomala che persino la Clinton e i democratici hanno creato una crisi internazionale con la Russia accusata di essere dietro gli attacchi hacker e di Wikileaks e che dietro Trump ci sia Putin.
In più, mai un candidato alla presidenza è stato paragonato dal mainstream ai peggiori dittatori della storia. Trump è stato soprannominato "Hitler, Mussolini, Pol Pot, Stalin, Napoleone" e aggiungeteci cos'altro voi volete.
Lo star system da par suo è stato, tranne davvero rarissime eccezioni, completamente compatto contro Trump. Il comizio con veste semi-nazista di Lady Gaga a favore della Clinton, la promessa di milioni di pompini da parte di Madonna se vinceva la Clinton, gli insulti da bar via videomessaggio di De niro, sono solamente quelli che in futuro rimarranno più impressi.
Ecco le varie star che hanno appoggiato apertamente la Clinton:
Robert De niro, Leonardo Di Caprio, Meryl Streep, Beyonce, Lady Gaga, Tom Hanks, Katy Perry, Madonna, George Clooney, Elton John, le due leggende del basket Magic Johnson e LeBron James, Jennifer Lopez e Marc Anthony, Miley Cyrus, Mia Farrow, Anne Hathaway, Steven Spielberg, Larry Flynt, Matt Damon, Jane Fonda, Dustin Hoffman, Drew Barrymore, Cher, Karl Lagerfeld, Ben Harper, Orlando Bloom, Eva Langoria, Jon Bon Jovi, Snoop Dogg, Ben Affleck, Jennifer Garner, Richard Gere, Barbra Streisand, Morgan Freeman, Sean Penn, Sigourney Weaver e tanti tanti altri, praticamente la parte più importante di una delle fabbriche più importanti nella creazione dell'immaginario occidentale.
da "the wall" Pink Floyd
Per Trump la situazione è completamente capovolta, l'appoggio proviene da personaggi considerati instabili e comunque decaduti tipo Mike Tyson, Kid Rock o Rodman. L'unico personaggio di un certo peso è Clint Eastwood.
Cosa è successo allora? Abbiamo un candidato presidenziale che per la prima volta nella storia viene attaccato in modo compatto da coloro che da oramai quasi un secolo hanno il monopolio nella creazione dell'immaginario collettivo umano (mass media e star system), un candidato che vista la sua ricchezza spropositata, neanche ha bisogno del finanziamento delle lobby, tutte compatte nell'appoggio verso Jeff Bush, Clinton e la maggioranza degli altri candidati; abbiamo gli spauracchi di ogni complottista che si rispetti, da Soros a Rockfeller a Rotschild che per la prima volta apertamente si schierano contro un candidato, finanziando persino vari movimenti per creare contestazioni ai comizi di Trump, mi vengono in mente i "black lives matter", abbiamo persino accuse (sempre verso Trump) di tradimento della patria e una crisi internazionale creata dal caso degli hacker e di wikileaks contro la Clinton, insomma una potenza di fuoco da parte dell'estabilishment e del mainstream che non si era mai vista. Come mai ha vinto Trump e cosa questo significa?
Mi ripeto perchè tutto questo mio discorso può far pensare che io ritenga Trump il salvatore dell'umanità ed un candidato affidabile, assolutamente no, lo ritengo un esperimento ed un'anomalia e questo è innegabile.
Cosa è successo il 9 novembre 2016, giorno in cui il mondo ha assistito all'ufficializzazione della vittoria di Trump? La morte del mainstream e dello star system. E' così evidente che persino il mainstream stesso è costretto ad ammetterlo. Vi è stata la consapevolezza tremenda da parte dell'elite che i media mainstream e tutto il loro complesso di giullari (dalla politica, alla cultura e allo spettacolo) non ha più lo stesso potere dissuatorio del passato. Nonostante i miliardi e le pubblicità che i candidati dell'estabilishment hanno avuto, ha vinto un outsider attaccato dal suo stesso partito, hanno vinto il passaparola, l'informazione alternativa e wikileaks. Il mainstream è ancora molto potente (Clinton nonostante gli scandali, le inchieste e nonostante fosse il candidato più impresentabile della storia delle campagne elettorali USA, ha vinto comunque il voto popolare), ma ha perso per la prima volta il monopolio dell'informazione.

Chi ha votato Trump sono persone che se non si informano in rete, votano, come ben evidenziato da Michael Moore, per mandare il più grande vaffanculo all'estabilishment mai visto nella storia moderna. Sono i perdenti della nostra società.
E' stata la campagna elettorale dove i complottisti sono stati addirittura tra i protagonisti ufficiali. Alex Jones è oramai un magnate della contro informazione alternativa (uno dei pionieri sulla versione alternativa dell'11 settembre) con milioni di ascoltatori. Ha appoggiato apertamente sin dall'inizio Trump, lo ha intervistato ed ha ottenuto persino dallo stesso Trump un ringraziamento pubblico. Grazie a lui è partita anche una campagna di invasione dei comizi di Bill Clinton e della candidata presidenziale consorte, che ha avuto enorme successo, con una serie di magliette e striscioni su Clinton stupratore e certamente l'aggettivo Killary divenuto famoso in tutto il mondo probabilmente proviene da loro.
Stiamo parlando di una questione che nemmeno la fantapolitica più avveniristica poteva prevedere fino a degli anni fa (tranne in questi ed in pochi altri lidi, come in questo interessante articolo), perché i complottisti sono impegnati a pensare che tutto sia una merda e che l'elite è onnipotente, troppo presi ad articolare la propria visione in un'accusa che raramente si svolge in qualcosa mirato a creare.
Stiamo parlando del grosso dei politici, intellettuali, Star, che erano sicuri della vittoria della Clinton, di giornali che il giorno e settimane prima dedicavano le loro copertine al sicuro "primo presidente donna". Stiamo parlando di intellettuali, giornalisti e politici come Napolitano, che traumatizzati dal risultato addirittura pubblicamente attaccano il sistema democratico con frasi eversive che del tempo fa avrebbero schifato l'opinione pubblica. Napolitano ha chiaramente detto "vittoria Trump evento sconvolgente per il suffragio universale". E' stato un cortocircuito informativo, una Caporetto o meglio ancora un 11 settembre dell'informazione mainstream e visto che siamo in un blog che si occupa per lo più di sincronie e analisi simboliche, a non pochi in America è saltato all'occhio che la vittoria ufficiale di Trump è avvenuta il 9/11 secondo il calendario europeo ed 11/9 (un 11 settembre capovolto) secondo l'ordine americano. Trump come vedremo in un successivo articolo è fortemente legato simbolicamente all'11 settembre.
Per la prima volta un'elezione americana è stata persa dal mainstream e dall'estabilishment. Questo inevitabilmente da cosa voi pensate di Trump e Clinton è una verità incontestabile ed evidente.
Non bisogna fare un discorso superficiale sulla persona Trump che in tutto questo gioco è solamente un forte simbolo. Il magnate americano è una persona che sta stare al mondo, ha amici potenti e la scelta del semi-ufficiale neo-con, Pence, come vice-presidente, fa capire come Trump cerchi di ingraziarsi i "powers to be" americani o almeno far "buon viso a cattivo gioco". Trump non è uno sprovveduto, sa chi comanda in America e sa chi deve ingraziarsi ed è probabile che favorirà diverse elite. Trump infatti ha probabilmente avuto appoggi dal cosiddetto deep state americano, una fazione elitaria contraria ai neo-con.
L'elite infatti non teme Trump, teme chi appoggia Trump, ciò che simboleggia, ciò che ha rappresentato il 9 novembre 2016, ovvero la fine del mainstream come strumento manipolatorio principale nella creazione d'etats d'esprit. E' una pedina che oramai è stata persa.
In realtà per noi in Italia ciò che sta succedendo negli Stati Uniti non è una novità. Come dichiarato in un mio articolo passato, il bel paese è stato sempre una sorta di laboratorio nella creazione di nuove concezioni di società e di potere. La vittoria dell'm5s, la sua campagna elettorale, gli attacchi della stampa, sono addirittura speculari a quelli di Trump, diciamo pure simili nelle modalità. L'm5s ha simbolizzato ed ha acceso la miccia per la morte dei partiti politici, per lo più in Italia inizialmente. La vittoria di Trump, con più visibilità mondiale e più pregnante simbolicamente, rappresenta una morte da anni dichiarata, ovvero quella dei media mainstream. L'm5s, la Brexit (stessa campagna mediatica anch'essa speculare a quella di Trump e dell'm5s), la stessa vittoria della Raggi nella mangiatoia dei parassiti mondiali come Roma e tanti altri eventi meno pubblicizzati, sono stati segnali che hanno trovato la loro compiutezza nell'elezione di Trump.
Questo è stato il vero trauma, non la persona Trump.
Come successo anche in passato, grazie al sistema del finanziamento lobbystico, in realtà grazie ai media mainstream, che fanno fruttare i soldi investiti dalle lobby sui vari candidati, è praticamente impossibile che un candidato presidente in America sia inviso all'estabilishment. Trump è un nome conosciuto dai lobbysti ed anche apprezzato per la sua maniera di fare soldi ed influenzare la coscienza collettiva americana (qui in Italia lo scoprono solo oggi, ma è famosissimo negli Usa dagli anni '80). Nessuno ha preso inizialmente sul serio la sua candidatura e comunque lo si è lasciato fare. Quando poi grazie al sua carisma e al suo essere famoso (un pò come Beppe Grillo deriso quando disse di scendere in politica), si è capito che poteva andare avanti, sono cominciati gli attacchi. Da una parte i powers to be vogliono essere sempre certi che qualunque giocatore li appoggi direttamente ed indirettamente, quindi ci sarà stato qualche accordo sottobanco con Trump, dall'altro gli attacchi ufficiali, anche di chi fino a poco tempo prima era suo amico, sono continuati. Si pensava di poterlo arginare come si è sempre fatto da oramai quasi un secolo, ovvero con scandali e mettendogli contro tutto il mainstream. Ora se non c'è un appoggio di un qualche potere dietro le quinte, un tipo come Trump non ha vita lunga e non ci vuole niente a corrompere i grandi elettori il 19 dicembre, giorno in cui ufficializzeranno definitivamente la sua candidatura, creare manifestazioni di dissenso (come sta avvenendo), impeachment o in casi estremi e disperati, creare un nuovo caso Kennedy, lo sanno tutti dalla casalinga di Voghera fino al radical chic.
Resta il fatto che il trauma collettivo e la morte dei media mainstream il 9 novembre 2016 é un evento genuino ed appunto realmente traumatico per i powers to be, che sanno di dover utilizzare in futuro altre armi di manipolazione, hanno preso consapevolezza che i media sono crollati rovinosamente nel loro sistema di persuasione verso una vasta parte della popolazione mondiale, in una realtà che gli sta sfuggendo di mano, sempre più liquida, poco controllabile, in cui il risaputo sta crollando rovinosamente.
Tenendo in conto tutto questo, c'è anche da dire che dietro Trump c'è una piccola parte dell'estabilishment estero (Russia e company) e amici governativi interni (wikileaks, inchieste fbi) che hanno capito che il giocattolino da loro creato si sta rompendo. La globalizzazione neo liberista è un fallimento, la capacità di indottrinare e creare un nuovo immaginario da parte dell'estabilishment sta letteralmente scomparendo, non hanno più la capacità passata di direzionare l'intera opinione pubblica, viviamo in una realtà liquida ed in continuo mutamento, dove è impossibile una sedimentazione ideologica e chi non è fuori dalla realtà ha capito che l'Occidente non sarà il protagonista del XXI° secolo. I più avveniristici e visionari hanno anche capito che l'intero sistema e l'intera visione della realtà, per vari motivi, sta per crollare, quindi semplicemente questa elite, sicuramente più saggia di quelle rampanti che hanno il dominio attuale del sistema, non vuole far la fine dell'URSS e dell'impero romano e mira a ridimensionarsi o in casi più estremi creare una sorta di reset come avvenne dopo la seconda guerra mondiale, con un cambio a 360 gradi della geopolitica mondiale.
Il potere cosciente di sé, é perfettamente consapevole della natura ciclica della realtà e sa che ogni tot di tempo è utile una inversione ad U, un reset del sistema, una ritirata strategica, o meglio ancora una distruzione del gioco per crearne uno più al passo con i tempi. Qualcuno però ai piani alti non accetta più il metodo del reset e della distruzione (che potrebbe voler dire guerra nucleare, soprattutto in un mondo liquido come il nostro dove risulta difficile sedimentarsi al potere. Tutti vedono l'ignoto più profondo nel loro futuro, la psicostoria di Hari Seldon ha partorito il Mulo* e quindi qualcuno ha capito di non dover più scherzare con il fuoco e preferisce una demolizione controllata del Sistema tramite Trump.
"Chi troppo vuole, nulla stringe", tutti i saggi lo sanno e non tutti sono psicopatici nelle alte sfere e molti studiano anche Sun Tzu "La strategia è la via del paradosso. Così, chi è abile, si mostri maldestro; chi è utile, si mostri inutile. Chi è affabile, si mostri scostante; chi è scostante, si mostri affabile". La consapevolezza che l'unipolarismo americano è oramai solamente un miraggio, che l'Occidente non è più il boss dell'immaginario, il rischio di una guerra globale, l'orrore del finanziamento ai terroristi e del traffico di esseri umani, porta molti ad appoggiare una visione multipolare del mondo, a farsi da parte come intelligentemente fece l'URSS all'inizio degli anni 90, scongiurandoci un conflitto globale.
Molti poteri per sopravvivere sanno di doversi mettere da parte e allontanare gli psicopatici.
Questi secondo me sono i poteri dietro a Trump, non per forza benefici, ma sicuramente più saggi e più aderenti alla realtà.
Non sarà facile per molti poteri ridimensionarsi e farsi da parte. Un uragano è in arrivo ed in realtà si sta già abbattendo sulle nostre lande. Molti semplicemente credono che sia utile ritirarsi durante quest'uragano per poi darci di nuovo dentro una volta che la tempesta sia passata. In realtà la coscienza collettiva di influenza aquariana per così dire, lascerà l'acqua scorrere, porterà a vivere più a contatto con i ritmi naturali, autodistruggerà il proprio stile di vita e tutta la civiltà dei lustrini, sarà più cinica e meno ideologica e manipolatoria. Vi sarà un caos enorme che porterà ad una popolazione più consapevole e responsabile del contesto in cui vive. La democrazia rappresentativa sarà vista nel modo in cui oggi noi vediamo il comunismo. La delega naturalmente non scomparirà, ma sarà fondata su basi diverse. Questo naturalmente non ha nulla a che vedere con Trump, ma chi ingenuamente crede in lui e persino qualche potentato, non vuole più un'impero dominante.

Fine prima parte

venerdì 11 novembre 2016

prologo all'articolo - LA CADUTA DEL MAINSTREAM E DELLO STAR SYSTEM - stimoli egoici distrutti

Sono mancato un bel pò dalla blogosfera, sia per motivi personali che come dire tecnici.
Spero di ritornare attivo a come lo ero almeno due anni fa, intanto buona lettura con il mio nuovo articolo.






C'è una costante nella storia umana moderna che gli evita una visione al di là del proprio cerchio di esperienze: l'ego.
Esso appunto ragiona per stimolo-risposta, è un costrutto della società e dei rapporti umani, non ha nulla di naturale.
Essendo strutturato in questo modo, basa per lo più la sua visione del mondo sulle sue esperienze personali, sullo stimolo che inducono in lui. Se è uno stimolo positivo, quella visione sarà introiettata e presa come una parte della propria visione del mondo, altrimenti sarà rigettata.
Come sappiamo dalla psicologia comportamentista, lo stimolo può essere anche creato ed indotto artificialmente, quindi vivendo noi umani in un ambiente artificiale, ne consegue che la maggioranza degli stimoli sono tutti indotti artificialmente dai media, dalla pubblicità, dal nostro capo, dai nostri superiori, dai nostri amici e familiari, lo stimolo quindi nella nostra società ha per sua natura un potere manipolatorio.
Fino a 60-70 anni fa, l'esperienza, lo stimolo, aveva intermediari (ovvero creatori e manipolatori dello stimolo) meno invasivi, era un'esperienza più diretta, eravamo certamente molto più ignoranti e timorosi di Dio rispetto ad oggi, ma anche più flessibili e meno pregiudizievoli e dogmatici rispetto ad alcuni cambiamenti. Eravamo una creta più malleabile e più flessibile (con tutti i lati negativi che ciò porta), ma riuscivamo anche a crearci stimoli diretti e meno manipolatori. L'ego attualmente è una pietra, un sepolcro.
Cosa c'entra questo discorso con l'elezione di Trump? Vedrete.
Intanto diciamo che essendo l'ego (questo anche in tempi antichi) abbastanza refrattario a mettersi in discussione ed ai cambiamenti, l'unico modo in cui esso aderisce ad una nuova esperienza di vita persino contraria alla propria visione del mondo è il trauma.
L'ego è una difesa contro traumi umani-collettivi passati (ne ho parlato spesso in passato quindi non mi soffermerò ulteriormente) è nato grazie a vari traumi globali ancestrali e ne consegue che il sistema-uomo cambia mentalità, evolve solamente tramite gli sbagli, gli errori, i traumi. Questa è storia e non può essere negata. E' il nostro limite ma anche la nostra forza. Senza errori, senza traumi l'uomo difficilmente muove le proprie chiappe dal divano, questo lo rende un essere facilmente manipolabile ma anche positivamente creativo e mobile. L'uomo è refrattario nel suo cuore ad un cambiamento ma sa che per sua natura avrà cambiamenti continui nel suo vissuto.
Le dichiarazioni alle vittorie di Trump seguono quindi il copione dei vari orticelli, visioni della realtà ed ego presenti nel teatro mondiale:
chi è legato al mainstream, chi si fa costruire dai media i propri stimoli e visione della realtà, la sua elezione fa schifo, è stata un vero e proprio trauma, come in misura minore lo fu anche la Brexit, mentre per il complottista classico è in atto un pararsi le spalle ed una ritirata strategica nella solita visione tutto è merda.
Il complottista classico pochi giorni prima di questa elezione aveva una visione maggioritaria del tipo "Trump serve per far vincere la Clinton; Trump è troppo scomodo, non vincerà". Ora naturalmente sorgono messaggi abbastanza demenziali del tipo "se ha vinto è perchè volevano farlo vincere, il banco vince sempre".
Il cortocircuito in cui si trova il mainstream e la parte più classica del complottismo è quella di due ego che vedono la loro narrazione, i loro stimoli, andati a puttane e che quindi giustificano la loro visione con il solito "tutto è marcio", non riuscendo ad andare al di là del loro naso, cosa che cercherò di fare in questo articolo che non è naturalmente un articolo politico, quindi a favore o contro Trump, ma è semplicemente un articolo che vuole interpretare senza intermediari, senza stimoli indotti artificialmente, ciò che è accaduto. E' qualcosa che ho fatto anche nel mio ultimo articolo in questo blog sui candidati presidenziali, dove ho rilevato come Trump in se non porta nessuna novità politica, anzi non è neanche un personaggio affidabile e non é neanche un discorso di meno peggio, Trump potrà anche in futuro favorire i poteri forti, ma quello che è importante in questa elezione è come essa influisce sulla coscienza collettiva umana che è poi ciò che conta, ciò che porta a cambiare il mondo, quindi in questo mio articolo scordatevi teorie del tipo Trump é pro-estabilishment o contro estabilishment, ci saranno valutazioni politiche ma saranno il più obiettive possibili, senza stimoli artificiali e non di pancia.
Per evitare un articolo troppo lungo, per ora mi fermo qui, il prologo serve come codice su come interpretare l'articolo, senza prenderlo sul serio, deve essere semplicemente uno spunto che crea intuizione e illuminazione, non perchè contiene verità assolute, tutt'altro, conterrà anche vari divertissment, ma cercherò anche di mettere in luce visioni archetipali e stimoli universali.
A presto.

venerdì 26 febbraio 2016

ELEZIONI AMERICANE 2016: Joker, crisi del restyling e fine del bipolarismo






Ci risiamo, in questo 2016 riparte il teatrino delle elezioni americane.
Mi concentrerò poco sui contenuti esposti dai vari competitori, anche perché francamente non c'è davvero nulla di nuovo all'orizzonte, i personaggi sono tutti intercambiabili tra di loro. C'è la parte repubblicana che gioca a fare la destra, quindi si mostra più patriottica, un po' più razzista, più liberal, mentre la parte democratica tende a mostrarsi più progressista e più attenta alle minoranze, insomma nulla di nuovo sotto il sole, anzi pensare che nel 2016 a contendersi la Casa Bianca ci sia stato un membro della famiglia Bush e c'é ancora una della famiglia Clinton, sicuramente fa venire la pelle d'oca, ma è anche sintomo di un potere che a differenza delle elezioni del 2008, ha paura, perché non riesce a rinnovarsi, in una nazione in cui è sempre più evidente la farsa dello scontro Democratici-Repubblicani, su questo punto mi soffermerò meglio in seguito.
L'unico elemento che rende queste elezioni più interessanti rispetto alle ultime del 2012 (dove francamente si sapeva della vittoria di Obama) è sicuramente Donald Trump, che da un punto di vista simbolico è una figura molto interessante e di rottura, indipendentemente da alcune sue stravaganti idee, ma anche di questo parlerò in seguito.
Credo sia interessante a questo punto mettere a confronto le elezioni del 2008 (le ultime vere elezioni presidenziali, come detto quelle del 2012 erano una specie di staffetta tesa a dare il prevedibile secondo mandato ad Obama, insomma un evento transitorio) con quelle del 2016, anche perché banalmente il mondo è cambiato e non poco da quella data.
Il 2008 è un anno particolare, proprio perché ha dato il via a dei processi storico-culturali-economici che subiamo tutt'oggi.
Prima di tutto l'inizio dell'enorme crisi economica che ha creato così tanta precarietà e instabilità nel nostro vissuto e nel nostro rapporto con i soldi, il lavoro e lo stesso sistema, una precarietà fino ad allora percepita per lo più mentalmente, ma è stato anche l'inizio di una vera e propria voglia di consapevolezza sui meccanismi di immissione, gestione e proprietà della moneta, non è un caso che le cripto valute senza nessun controllo centrale (bitcoin), nascono in quegli anni.
Oltretutto gli USA erano davvero stanchi e terrorizzati della presidenza neo-con. Tranne Nixon, forse nessun presidente all'interno degli USA ha avuto una così bassa popolarità come Bush Junior, tale da creare un forte odio e varie proteste anche tra personaggi della cultura e dello spettacolo, ma anche l'immagine dell'America nel mondo ha subito forti contraccolpi. Il sogno americano era definitivamente tramontato, infatti dall'11 settembre (fine dell'imbattibilità americana), passando per Katrina (gestione delle catastrofi da terzo mondo e forte razzismo della dirigenza), alla tragedia irachena e alle bugie sulle armi di distruzione di massa, la popolarità americana nel mondo non è mai stata di così basso livello come nel 2008 è questo per un impero post moderno non è un fattore secondario, ma addirittura vitale.
Il Vaticano parallelamente, stava subendo la stessa sorte, con gli scandali dei preti pedofili che anche se non in maniera roboante, stavano cominciando ad emergere, per poi scatenarsi nel mainstream due anni più tardi (nel 2010), ma già ben evidenti nel mondo anglosassone. L'opera di restyling di un po' tutti i poteri, a causa dell'accumulo storico e dell'avvicinarsi dell'anomalia temporale o punto zero, o meglio della fine della novità nel contesto storico-lineare, parte proprio in quegli anni.
Se il Vaticano compierà il suo restyling nel 2013, gli USA sono costretti ad accellerare i tempi con la “storica” elezione del primo presidente nero americano. Da questo punto di vista, come sta avvenendo oggi, Obama nei primi dibattiti non era neanche tra i favoriti e probabilmente l'elite pur se era conscia di dover puntare su qualcosa di innovativo e spettacolare, come prima scelta aveva in mente probabilmente Hillary Clinton, abbastanza apprezzata, con la forte novità (almeno all'interno degli Stati Uniti) della prima donna al potere, cosa non da poco.



In realtà la situazione era così tesa, la popolarità così ai minimi termini e la crisi economica così grande, che bisognava giocare la carta più “coraggiosa” e spettacolare esistente, appunto il primo presidente nero nella storia.
In quel periodo l'unipolarismo americano era ancora vivo e vegeto, pur non avendo forte presa nella coscienza collettiva, a causa dei disastri combinati nel primo decennio del terzo millennio, periodo in cui gli USA si sono rivelati come un impero uguale agli altri (con l'unica differenza che un potere così forte nell'immaginario collettivo, nessuno impero lo ha mai avuto. Magia del postmoderno).
E' naturale che con una Cina rampante che proprio in quegli anni emergeva come potenza economica mondiale (e già da diversi anni invadeva economicamente le nostre lande), la Russia che non si mostrava più il vassallo e la puttana degli USA dell'era Eltsin (basti ricordare il grande fallimento della guerra georgiana proprio nel 2008, che molti cospiratori vedono come uno dei pochi fallimenti dell'nwo, oltre al fallimento delle prime rivoluzioni colorate all'interno dell'ex stato sovietico che hanno mostrato una Russia vitale e che nonostante sia accerchiata, riesce a tenersi forte ed integra all'interno), insomma questi ed altri elementi (tra cui un EURO appetibile a molti come moneta di scambio al posto del dollaro) mostravano che il mondo unipolare forgiato dagli USA, se non dava un restyling di immagine estrema e non partiva all'arrembaggio, avrebbe rischiato di crollare, offuscando l'intero Occidente, con il rischio di far nascere oasi di indipendenza inammissibili. Era tutto ad un livello germinale, ma i segni erano davvero tanti ed assordanti Vivevamo ancora nel mondo pre-social network, ma il web 2.0 anche se non ai livelli attuali, era già realtà e la prima fase del complottismo e dell'informazione alternativa ai media centrali controllati dal potere, era al culmine (informazioni in grosse quantità, importanza più al numero delle informazioni che alla qualità, guerra debunker-complottisti).
Oggi, al contrario, l'unico candidato donna Hillary Clinton, non è più vista come una novità, ma anzi sommersa dagli scandali delle mail riservate. Ogni giorno che passa, l'ex first lady cala sempre più nei sondaggi e viene vista come in realtà è sempre stata, ovvero una conservatrice, questo già solo paragonandola al candidato democratico Sanders, che sembra persino più progressista di Obama, che alla fine probabilmente ha solo il colore della pelle come elemento di novità nella politica americana.
Per il resto c'è una forte disaffezione verso il teatrino delle elezioni, l'America infatti sta subendo in ritardo ciò che proprio nel post 2008, inizio ufficiale dell'epoca della precarietà, è avvenuto nel continente europeo, soprattutto nei paesi mediterranei, ovvero il crollo del bipolarismo partitico, il crollo dei falsi opposti e della politica di alternanza, la morte della politica. Infatti in quasi tutti i paesi europei che contano, abbiamo visto in questi ultimi anni continue elezioni che portavano i vari Stati in una situazione di stallo, per via di elezioni da cui non usciva mai un vincitore assoluto. L'Italia è il caso più eclatante, mentre in questi giorni la Spagna, assediata da partiti “anti sistema” come podemos e company, porta come soluzione governativa il solito governo delle larghe intese, proprio perché anche in quelle elezioni non è uscito nessun vincitore.
In Italia e in Spagna sono nati Podemos e i Cinque Stelle che come ben sappiamo hanno reso obsoleti i tradizionali partiti politici. In Spagna sta avvenendo quello che in Italia è avvenuto nel 2013, mentre da noi si cerca continuamente di rimandare le elezioni, prima di tutto perchè il m5s nei numeri sicuramente supera il pd (che se vincerà di stretta misura, sarà solamente perchè è appoggiata dalla vecchia elite e soprattutto perché l'Italia è un paese fatto di vecchi) e per secondo perché come mai avvenuto in Italia, il partito degli astensionisti è attualmente la prima forza politica del paese, certo si tratta di elezioni regionali ed europee, ma comunque nel nostro paese non era mai successa una cosa del genere e soprattutto gli astensionisti (di cui una buona parte potrebbe votare alla prossime elezioni) sono un'incognita troppo difficile da prevedere, vista la liquidità dei processi storici. Renzi poi è la loro ultima speranza, una carta che pensavano di doversi giocare un po' più in là (vedere dichiarazioni di Renzi nel 2013, che non sono sicuramente quelle di un uomo bipolare, ma di uno che si stava preparando al potere, ma non a prenderlo immediatamente).


In Inghilterra Jeremy Corbin, leader a sorpresa dei laburisti, continua a ricevere continui attacchi e denunce dall'estabilishment e dai media, perchè è una figura anomala in quelle lande, rivoluzionaria per così dire, persino difesa da David Icke ( e tenete in mente questo dettaglio, perchè un altro complottista famoso sta difendendo un politico oltreoceano, roba che pochi anni fa mai avremmo immaginato).
Syriza in Grecia, da par suo, era un partito che rischiava di sconvolgere gli equilibri geopolitici europei, ma una parte di quel partito si è arresa alla troika, provocando una scissione che ha spento la speranza degli europei, ma è stato un evento che ha fatto sudare freddo alcune elite.
Se in Europa i fenomeni rivoluzionari si trovano soprattutto in queste nazioni (e in Islanda che oramai è già nel futuro, tanto che molti ancora vedono alle cose successe in quel paese come leggenda, ma in realtà è semplicemente già nel futuro), altre nazioni, vivendo in situazioni di post trauma (paesi dell'est Europa soprattutto) o di benessere ancora maggioritario (tipo la Francia), al mondo nuovo che bussa davanti, rispondono con qualcosa che da fastidio al nuovo ordine mondiale imposto, ma che comunque riporta le lancette della storia dietro di un bel po', ovvero una piccola dose di nazionalismo, patriottismo e sguardo verso un falso passato mitico perduto. Gli esempi più eclatanti sono Marine le Pen in Francia ed Orban in Ungheria, entrambi contrari al patto Nato ed alla UE.
Quello che è evidente comunque è la totale disaffezione oramai sempre più generalizzata verso lo status quo ed il sistema dominante, poi ognuno in base alla propria storia ed al vissuto attuale risponde con la paura e con slogan antichi (Dio, patria e famiglia), con ingenuità (il m5s soprattutto delle origini), o con proposte coraggiose ma che hanno pochi riscontri, ma è evidente che quella che nel passato era una minoranza, nell'epoca internettiana è diventato un vero proprio enorme esercito ancora per lo più inconsapevole, ma capace di ribaltare gli etats d'esprit dominanti, tanto da bussare alle porte del potere che conta.
La reazione appunto del potere ancorato allo status quo, ci da come risultato un aumento delle operazioni false flag, che funzionano sempre meno nell'inconscio collettivo come strumento di cambio di mentalità, proprio per questo purtroppo stanno spingendoci verso lo scoppio di un conflitto mondiale, è la loro ultima opportunità. La partita certamente è ancora aperta.
Ritorniamo ora agli USA.
Come detto, anche in quelle lande si comincia a sperimentare la fine del bipolarismo, il trauma dei vari Joker che appaiono nell'estabilishment facendolo tremare, in effetti questi primi mesi di campagna per le presidenziali americani, non sono stati avari di sorprese.
Intanto negli Usa coloro che hanno visto in Obama la speranza per le minoranze ed un sistema più equo, oltre all'uscita dall'incubo neo con, tra cui anche molti moralisti-progressisti-global, insomma la cultura di massa dominante attuale, vedendo il grosso punto interrogativo davanti a loro rappresentato dalle prossime elezioni e forse avvertendo inconsciamente la fine degli Usa come impero e padrone dell'immaginario collettivo, con forse l'ultimo presidente pienamente distinto, politically correct ed accettabile della sua storia, reagisce come la bambina mostrata nel video qui in basso, filmato che ha girato per la rete in tutto il mondo in questi ultimi giorni:


                                 

Tralasciando la bambina, credo che molti americani inconsciamente abbiano la stessa reazione, tipica di chi si avvicina ad una terra ignota.
Come al solito nessuno dei protagonisti attuali, diciamo tra gli opinion makers e coloro che si lasciano trasportare dal sentire attuale, ovvero la stragrande maggioranza delle persone, ci ha capito un cazzo, naturalmente me compreso, proprio per questa mia consapevolezza non mi schiero, così da facilmente riuscire a comprendere cosa sta avvenendo.
Da una parte i radical chic criticano Trump per i soliti motivi prevedibili, non rendendosi conto delle finestre di opportunità che potrebbero aprirsi per l'Europa rispetto ad un candidato tradizionale o fintamente progressista (che la storia insegna, sono quelli peggiori).
Poi ci sono anche i complottisti o comunque gli scettici verso l'estabilishment. non più una nicchia, ma da diverso tempo, da quanto hanno oramai raggiunto il mainstream, hanno completamente perso lo spirito di critica e pionieristico delle origini, articolando (quelli ancora rimasti ad un decennio fa) i loro discorsi sempre in pochi e stabili dogmi “tutto é merda, tutto sta peggiorando”. Le previsioni apocalittiche dei complottisti poco prima dell'inizio della campagna presidenziale, ma anche agli albori di essa, si sono rivelate infondate non avendo previsto diversi fattori, infatti vedevano come favoriti Jeff Bush e Hillary Clinton. Il primo si è ritirato, facendo una figura di merda plateale che nessun complottista tradizionale avrebbe mai immaginato (ne parleremo perchè è una delle cose più interessanti di questo inizio di campagna presidenziale), la Clinton a causa dei vari scandali, perde sempre più consenso, però è naturale che é ancora fortemente in gara ed è la pedina principale dell'elite per quanto riguarda il partito democratico. Il problema é che con quello che sta subendo l'America e per non aggravare i conflitti interni e far durare il gioco dell'alternanza, in questa tornata, almeno inizialmente, dopo due mandati democratici era prevista la vittoria dei repubblicani, che comunque rimangono tutt'ora i favoriti.
Il joker Donal Trump, da buon personaggio post-moderno di stampo tradizionale (praticamente un ossimoro), ha scombussolato diversi piani.



Donald Trump sembra incarnare uno di quegli ultimi imperatori, o come detto nel significativo articolo intitolato “Romolo Augusto”, nel blog civiltascomparse, “la fine ciclica, il simbolo dell'esaurimento più che del cambiamento”. Infatti Donald Trump è qualcosa di nuovo a livello simbolico negli USA, perchè per il resto le sue politiche sono quanto di più tradizionale, reazionario e legato al mondo liberal conservatore americano si possa trovare oggi in America. Donal Trump é infatti da un certo punto di vista lo stereotipo del milionario yankee (anche quello che noi abbiamo imparato a credere tramite i film americani), incarna tutto l'edonismo, l'eccesso, il mito del self made man. E' uno stereotipo vivente, proprio per questo (e sono felice che molti nel web lo hanno notato) è molto simile ad un altro personaggio di rottura ed esaurimento, Silvio Berlusconi, che è apparso poco prima della fine della politica italiana, da lui esaurita. Trump sembra un misto tra Berlusconi e Reagan. Ha il loro stesso carattere post-moderno, infatti è un uomo fortemente conosciuto nel mondo dello spettacolo, per farvi capire, una specie di Flavio Briatore Yankee, infatti oltre ad essere uno dei magnati più famosi d'America (tanto da essere citato fin dagli anni '80 persino in diversi film), ha creato anche una specie di reality per imprenditori che ha riscosso enorme successo tale da aver superato le dieci edizioni (The apprentice, con cui è diventato famoso con la frase “you're fired”, programma ripreso in Italia appunto da Flavio Briatore). Ha persino partecipato in diversi siparietti nel wrestling e la classifica degli uomini più ricchi del mondo stilata dalla rivista Forbes, lo vede come il 314° uomo più ricco del mondo.
L'uomo che esaurisce, che da fine ad un impero e ad un ciclo, o comunque un uomo di rottura, incarna sempre lo stereotipo classico del contesto a cui appartiene, lo stereotipo vivente.
Ora non sto dicendo che Donald Trump sia destinato a vincere, per ora comunque ha altissime probabilità almeno di divenire il candidato repubblicano alle elezioni, visto che dopo un timido inizio, sta vincendo in tutti gli Stati e questo era difficile da immaginare fino ad un anno fa.
La cosa più interessante ( e ritorno ad un discorso fatto in precedenza) é che il complottista più famoso di America, ovvero Alex Jones, sia un suo forte sostenitore. Da una parte c'è da dire che l'uscita di Jeff Bush dalle campagne presidenziali è imputabile sia al suo scarso carisma e al suo etats d'esprit completamente al di fuori di un'America sicuramente più consapevole di un decennio fa, nazione che sta entrando nell'esaurimento del bipolarismo partitico, ma il merito va anche a Donald Trump. Famosa oramai è diventata la sua accusa ai Bush di non aver fermato l'11 settembre e di aver fatto entrare gli Stati Uniti con la menzogna, in una inutile guerra come quella irachena. Tutto questo è avvenuto in diretta nazionale, con un pubblico pilotato che naturalmente fischiava unito contro Trump (ma guarda un po', che strano, eppure Bush è quello che si è ritirato) e il patetico tentativo rilevato da molti di Jeff Bush, di sviare il discorso, cosa che in epoche più semplici e meno interconnesse, poteva farsi tranquillamente. Ecco il filmato, il sogno di ogni complottista fino a degli anni fa e ricordiamo che Trump ha promesso di riaprire l'inchiesta del 9/11:



Quest'altro filmato è l'analisi del dibattito fatta da Alex Jones:



Credo che oltre alla scarsa popolarità, che solo per gli apocalittici era difficile da comprendere, proprio questo scontro-dibattito abbia fatto decidere a Jeff Bush definitivamente di ritirarsi, meglio non aprire certe porte.
Per il resto se Trump è un Joker che farebbe comodo anche a molti insospettabili per indebolire gli Usa e forse fondare un nuovo ordine mondiale senza una nazione guida, è pur vero che l'estabilishment vede con molto favore come pupillo repubblicano Marco Rubio, il vero candidato dell'establishment, anche da un punto di vista simbolico (il significato del suo nome rimanda a Marte e al suo colore, ovvero la frontiera simbolica del nuovo mondo, vedere il sito Goroadachi). Rubio prevedibilissimo e scontatissimo (praticamente soprattutto in politica estera è rimasto a dieci anni fa) è una specie di Matteo Renzi yankee, giovane e rampante, conservatore che mette d'accordo anche qualche non conservatore grazie ai suoi modi garbati e al suo aspetto di attore latinos di telenovelas, pedina probabilmente futura ma che potrebbe emergere prima in caso di problemi, soprattutto se la carta Trump dovesse andare fuori controllo.

Il problema è che dopo un sorprendente inizio, anche Rubio sta perdendo colpi. Il latinos sembra incarnare uno di quei candidati androidi di un romanzo di Dick, con sempre i soliti slogan ripetuti, tanto che su internet girano tantissime parodie su “Rubio-Robot” e persino proteste di gente travestita da robot ai suoi comizi e ricordiamolo che è una delle pedine preferite dall'estabilishment, rovinato praticamente dal potere del web 2.0.
Ritornando ad esempio a Jeff Bush, c'è da mettersi le mani nei capelli vedendo come sia stato il candidato più appoggiato da Wall Street (vedere questo articolo) ed in generale il candidato repubblicano che ha ricevuto più finanziamenti dai privati: ben 130 milioni di dollari di cui 84 milioni in pubblicità positiva eppure non ne ha ricavato niente. Con una cifra del genere in passato un candidato avrebbe vinto la nomination dopo un mese.
Donald Trump (basta vedere i finanziamenti ricevuti) sembra non essere un personaggio voluto dall'estabilishment (apparentemente), proprio perché rappresenta una forte incognita ed è questo il motivo del perchè l'inconscio collettivo americano lo appoggia in questa fase.
Vedremo insomma cosa ci riserverà questa elezione. Per ora i favoriti rimangono Clinton e Trump, anche se l'elettorato democratico si sta spostando sempre più verso Sanders (che da un certo punto di vista è il candidato più garbato, prevedibile, ma anche rassicurante, simbolicamente poco pregnante, anche per questo, almeno ora poco favorito, se vincesse lui ne sarei sorpreso, ma da quel che fa vedere a noi, sembra anche una specie di Obama due, leggermente più progressista).

E' ancora presto fare previsioni ed anche inutile, l'anno della torre che crolla (Trump ha una sua torre personale) non da stabilità e bisogna vedere come gli Usa si presenteranno alle elezioni.