giovedì 29 giugno 2017

RIFLESSI TEMPORALI II - figure di disturbo ed ideologie vecchio stampo in un mondo liquido






Quello che ho proposto è un filmato del settembre 2016, neanche un anno, eppure ne sono successe di cose. Un filmato istruttivo per mostrare due zeitgeist influenti di cui accennerò in seguito.
Ho voluto scegliere questo video perché è la perfetta testimonianza dei nostri tempi schizofrenici. Diverse volte mi capita di guardare su youtube filmati delle cosiddette figure di disturbo che appaiono in tv. Naturalmente l’originale, il modello a cui inconsapevolmente tutti si sono ispirati è Sgarbi, infatti prima del famoso critico d’arte (tranne alcune eccezioni di cui parlerò) la tv italiana era per lo più informazione, cultura ed intrattenimento, non vi era spazio diciamo per scontri o dibattiti estesi, era un contenitore da cui prendere informazioni, una specie di libro ad immagini ed il libro può servire per passare il tempo o per riflettere, aveva un carattere neutro diciamo, una fruizione passiva. Certo vale la critica di Pasolini che vedeva la tv come strumento di imborghesimento ed impoverimento culturale, però in realtà era lo specchio dei tempi di una società ancora non digitalizzata e dove gli scontri ed i dibattiti erano nelle piazze, nelle riunioni di partito, in un tempo dove l’agorà sociale era viva e vegeta.
La tv che era ed è uno specchio della nostra società (e quindi pur sempre un riflesso riallacciandoci all’articolo precedente), rifletteva la totale accettazione del cittadino verso la realtà sociale, o meglio verso la realtà che viveva. Se si era contro il sistema vi era una totale accettazione fideistica verso il PCI e sigle satelliti annesse, fossero anche terroristiche, vi era comunque un’ideologia, a cui gli attuali “oppositori del sistema”, ovvero l’m5s, che sono un riflesso dei partiti antisistema del passato (per quanto a modo loro importanti nella destrutturazione della realtà sociale italiana), non possono paragonarsi proprio per mancanza di un retroterra culturale ed ideologico solido. Non vi era quella cosiddetta apatia o nichilismo, la destra e sinistra erano vive e vegete e si viveva nell’illusione di fare la storia. Mentre oggi molte persone, in un mondo liquido e svuotato di significato, si vedono come semplici consumatori, senza un minimo sforzo nel capire il proprio scopo, anche perché nessuno riesce ad intravederlo. Si viveva, si odiava il sistema, ma si comprendeva la realtà, si pensava di averne tutte le chiavi di lettura. “La società del capitale a me fa schifo ma con i compagni stiamo lottando per la rivoluzione e stiamo vincendo diverse battaglie” poteva affermare un comunista negli anni 70 che aveva ben chiaro qual era lo scopo delle battaglie e il suo finale, i suoi erano veri e propri dogmi adombrati di marxismo-leninismo e pensiero gramsciano che avevano anche delle incarnazioni nel reale, a lor parere, nella Cina di Mao, a Cuba con Fidel Castro e nell'URSS, mentre per un socialista la mentalità simil comunista era adombrata da un progressismo più moderato dove la lotta di classe doveva essere moderata e non violenta e passare per importanti ma piccole riforme, per portare passo dopo passo la società verso l’assenza di classi, ovvero ciò che prospettava il comunismo. Vi erano persino i fascisti, orgogliosi di esserlo (prima del cambio a 360 gradi portato da Fini che portò i più integerrimi ad essere relegati ad un piccolo movimento extraparlamentare); vi erano i democristiani, i più cattolici e cristiani del lotto, in un partito che accoglieva i moderati (che sapevano ed erano coscienti di esserlo) e tutti coloro che vedevano nei valori cristiani il fondamento della democrazia e soprattutto di quelli che vedevano questo partito come il garante della democrazia, del boom economico ed in un certo senso dell’inserimento nell’ottica americana e non sovietica, ma non paragoniamo la DC ad un normale partito di sistema attuale come può essere il PD, se faceva milioni di accoliti e portava una marea di gente a votare, con percentuali altissime (cosa che oggi non vedremo neanche al lumicino), era anche per la chiarezza del suo programma, per il rapporto stretto con l’elettore, con quella mentalità tipicamente cattolica del forte legame familiare, del clientelismo, del “votami e ti do un lavoro”. Erano i tempi di Don Camillo e Peppone che da amici-nemici, portarono poi lo scontro ad esacerbarsi e ad essere influenzato da eminenze grige che misero a ferro e fuoco l’Italia negli anni 70. Era periodo di forti passioni ideologiche, di sudore e sangue. Tutto questo per dire che in Italia e nel resto del pianeta “si stava al mondo” e nella maggior parte dei casi si aveva un senso di appartenenza, che non voleva per forza significare “stare bene nella società”, semplicemente capirne i meccanismi, perché se uno capisce i meccanismi dell’ingranaggio in cui è incluso o il suo scopo o meglio pensa di saperlo, può essere anche uno straccione, ma certamente non finirà a prendere psicofarmaci, antidepressivi se non ha un lavoro, certo non è che queste pillole fossero presenti in Italia, almeno non come oggi, ma diciamo che quando si vive in una società non liquida, si ha anche una maggiore accettazione potremo dire o fatalismo verso quello che succede e certamente nessuno si permetterebbe mai di dar adito o seguito a personaggi nichilisti.
Non è un caso che in TV, le figure disturbanti, il segnale disturbante come nel film “essi vivono”, che avverte di vivere in un mondo dominato da elite aliene e che disturba i fruitori passivi della tv, la cosiddetta tv dello scontro, comincia timidamente ad apparire in Italia nella seconda metà degli anni 80, quasi ad annunciarci un nuovo far west futuro, dove le categorie di appartenenza passate non sarebbero più state valide ed infatti poco tempo dopo avvenne la caduta del muro di Berlino, la fine simbolica delle ideologie, della destra e della sinistra (ma chi poteva essere così profeta da capire cosa stava avvenendo?), con l’avvento del far west attuale che é il neoliberismo e il globalismo, con tutta la liquidità, precarietà e fine di fiducia nella società che portò. La fiducia divenne forte quindi negli oggetti materiali, quando infatti non si vede nessuno scopo nella realtà, quando quello che tu credevi realtà, quando la tua ideologia viene sconfermata da ciò che ti circonda, ti rifugi nella nostalgia, nella rabbia fine a se stessa o nel più puro edonismo materialista e non a caso i costrutti digitali si sono fortemente affermati sostituendo le vecchie agorà sociali, virtualizzando l’intero nostro mondo sempre meno 3D.
Da quel periodo in poi in parallelo con la realtà, la tv ci appare piena di risaputo, grottesca, pomposa, fortemente trash, come le litigate di Sgarbi che in una delle tante sue invettive iniziali della sua carriera, desacralizza l’icona classica televisiva per eccellenza, ovvero Mike Bongiorno, nella famosa litigata di inizio anni 90 sugli abitanti colpiti dall’eruzione dell’Etna, che mette in luce un personaggio imbolsito e buonista, come la sua tv oramai logora. Mike Bongiorno, sempre corretto, posato, una delle tante icone del boom italiano, degli “happy days” italiani, in quella famosa litigata si scompone, ripete in evidente difficoltà frasi e concetti ed addirittura da uno spintone a Sgarbi, minacciando persino di lasciare il suo programma. Forse non è un caso che Mike Bongiorno nel suo proseguo di carriera, riceverà forti attenzioni soprattutto per le sue gaffe.
Abbiamo già detto in altre lande che il Giovanni Battista, l’annunciatore, colui che precede, fu Grillo con l’accusa ai socialisti e l’intervento a Sanremo dell’89 a cui poi seguì il Bagaglino con l’altra opera di desacralizzazione della figura politica, Sgarbi, D’Agostino e i milioni di cloni a seguito (tra cui Paolini, l'interruttore archetipale dell'informazione lineare).
Una scena tratta dal Bagaglino
Una breve nota personale: ho avuto la fortuna all’università di seguire un corso di psicologia cognitiva che si basava proprio sui simbolismi (perfettamente volontari) usati dal bagaglino (e non solo) per direzionare un certo pensiero, con l’uso di spunti mitologici per portare la tv in una nuova era e modificare l’immaginario comune. Non c’è bisogno di citare adesso il professore, so solamente che in quel periodo in cui frequentavo questo corso, quindi all’incirca 2002-2003, esisteva ancora il bagaglino che ricordo usò un inside joke che solo in pochissimi potevano capire ed io ero uno di quei fortunati, ovvero Pippo Franco fece una battuta con il cognome del professore che aveva scritto appunto il libro che si soffermava sul bagaglino, grazie all’assonanza con una parola non proprio felice del vocabolario italiano. Lo spettatore neanche ci avrà fatto caso visto che la battuta di Pippo Franco dura due secondi appena e il libro del professore lo leggeranno solo alcuni studenti e qualche altro fortunato, ma è stato illuminante per mostrare come insulti e messaggi velati siano mandati in continuazione dalle trasmissioni televisive a terzi che non sono certo il pubblico.
Da quando i disturbatori (intesi come persone che interrompono la normale linearità della narrazione culturale, storica ecc.) sono emersi nel tubo catodico, come la realtà, la tv che è un riflesso di essa, ci mostra un mondo a cui è impossibile affiliarsi, per il risaputo continuo, perché si dice tutto e il contrario di tutto. I disturbatori, i segnali disturbanti, persino quelli che noi vediamo anti-sistema, sono il riflesso di una società sempre meno affiliata in una realtà che si sta sgretolando sotto i nostri occhi.
Il giovane filosofo Diego Fusaro
Io immagino che ad esempio se uno sente Giulietto Chiesa o Fusaro (per parlare di due dei personaggi non-mainstream presenti spesso nel mainstream e non è una frase paradossale), può immaginare che se li fanno parlare è perché non danno fastidio al sistema, perché sono falsi oppositori, o magari dal lato opposto possono elogiare una pur piccola voce contraria alla solita narrazione. Né l’uno e né l’altro. La tv è un riflesso sbiadito, con forti crepe, tanto che risulta difficile specchiarsi per interpretarne la realtà attuale, proprio perché l’avvento di internet la sta rendendo obsoleta ed è destinata a scomparire in un tempo non molto lontano (almeno se sopravviverà sarà totalmente diversa da quella attuale ed avrà un ruolo di appendice a qualcosa di diverso), però rimane pur sempre un riflesso, perché influenza ancora milioni di persone ed i riflessi non possono che specchiare (per fare audience e soldi, perché i riflessi amano imitare ed essere considerati) la nostra società e nella nostra società c’è un sentore liquido verso tutto l’estabilishment e la narrazione lineare, persino tra i più inglobati nel sistema, quindi è naturale che l’m5s si sia adattato e venga spesso intervistato (nonostante dichiari la tv obsoleta), è normale che compare Fusaro che critica la legge sui vaccini, l’intera società, la Nato e tanto altro (cose inconcepibili almeno fino agli anni 80-90), è normale persino accennare e mostrare un documentario sulla versione alternativa dell’11 settembre, sono normali queste cose perché pur nascondendole, una parte ampia della società è oramai interessata al disturbo, anche coloro che non sanno nulla di informazione alternativa, amano inconsapevolmente il disturbo, proprio perché in una grande maggioranza c’è una mancanza di fiducia e di affiliazione in una narrazione del reale che puzza di risaputo, da qui l’ascesa di programmi “disturbatori” o complottistici, naturalmente distorti e trash come possono esserlo Voyager, la Gabbia o Mistero con Ruggeri, dove intervenne persino Paolo Franceschetti.
Ed ora ritorniamo al filmato che ho postato all’inizio. Perchè Fusaro e Briatore? Dietro la scelta di questo filmato non vi è stato un lungo ragionamento, ma un’intuizione, appena visto, tac ho avuto l’illuminazione e ho detto “ devo postarlo”. Ora lo so non è un filmato divertente e parecchi possono trovare noioso Fusaro ed insopportabile Briatore, eppure rappresentano due zeitgeist potenti ed attuali, entrambi rammolliti ma che diciamo sono il sentire collettivo, il senso comune della società verso diciamo soluzioni future nella risoluzione dei problemi attuali della società, mentre il resto vive in un eterno presente con nostalgia o menefreghismo:
da una parte abbiamo il viaggiatore del tempo Fusaro che con una macchina del tempo personale è giunto a noi dagli anni 70. E’ impossibile non notare la storicità, la linearità e la logicità del ragionamento di Fusaro, cui la sintesi del suo intervento é: bisogna garantire il lavoro e non possono farlo i privati ma lo Stato, non possiamo andare avanti come nel caso dei terremotati con la beneficenza o la buona volontà dei singoli, ma deve essere lo Stato che garantisce ai cittadini delle case e il lavoro. Da una parte Briatore che afferma che lui da lavoro ad 800 e più persone e ha creato diversi progetti anche in Africa. Poi c’è uno scontro sulla cultura al che intelligentemente Briatore chiede a Fusaro cosa è la cultura, cosa intende il filosofo quando parla di questo concetto, altrimenti si parla di aria e lui è un uomo pratico, cosa é un bel quadro? Una città ben strutturata? Al che Fusaro che è tra i più consapevoli e meno manovrati uomini televisivi (perché alla fine è tale, un uomo, forse a malavoglia, di spettacolo) afferma che è consapevolezza di sé. Ora un ragionamento lineare (come è quello di Fusaro) pre caduta del muro di Berlino, non può che essere condivisibile, anche oggi visto l’ostentazione del lusso fatta dal Donald Trump italiano, con tutta quella cultura del vuoto, della massima aspirazione che è andare nella costa Smeralda al suo billionaire, una certa cultura ricca trash, da decadenza dell’impero, la cultura dell’apparenza, dello yatch, del self made man, della carriera e della realizzazione che avviene solo tramite i soldi. Appunto come si fa a non essere d’accordo con Fusaro?
Trump con Flavio Briatore, suo forte sostenitore
Questo non è un blog lineare, semmai ciclico, insomma ripetitivo ed in realtà la questione non è così cristallina e allora partirò da un altro scontro di Briatore con un personaggio novecentesco, ovvero Vauro. Abbastanza decadente (in termine di apprezzamento e popolarità) la parabola televisiva del vignettista toscano, tanto che potrebbe essere portato come esempio del danno che fa l’essere legato alla storicità e ad una visione lineare di essa. Ebbene tutti i telespettatori italiani sanno come Vauro ebbe il suo massimo di popolarità nel primo decennio del terzo millennio, praticamente metteva d’accordo tutti quelli che si sentivano superiori perché non votavano Berlusconi, perché erano contro la mafia e il malaffare e volevano un paese normale. Le sue vignette da Santoro nella maggioranza dei casi erano spassosissime, ne ricordo una in cui Storace (purissimo fascista e quindi sulla carta nemico assoluto di Vauro), si mise le mani sulla bocca per non far vedere che stava ridendo a causa di una riuscitissima vignetta sulla Polverini. Praticamente il programma di Santoro a lungo andare sopravviveva ed aveva i maggiori ascolti quando interveniva Travaglio coi suoi sermoni contro Berlusconi, ma soprattutto con le vignette di Vauro, che sembrava uno di quelli duri e puri, senza peli sulla lingua, che senza paura mandava affanculo persino i ministri ospitati con tanto di querele. Era il periodo berlusconiano dove il cavaliere pur parodiandolo, riusciva a far sopravvivere il bipolarismo destra e sinistra e a mantenere l’illusione della sua esistenza. Senza Berlusconi la sinistra italiana sarebbe crollata dopo il dissolvimento del PCI, dovrebbero fargli un monumento ed in effetti l’inciucio, l’intoccabilità delle sue tv, sono dovute proprio al desiderio da sempre delle elite italiane, di creare una situazione tipo USA, ovvero l’alternarsi di due poteri che mantengono intatti i privilegi delle elite, la cosiddetta politica dell’alternanza, in cui il gioco continua sempre senza dar fastidio a nessuno. Con Berlusconi sembrava essersi avverata questa prospettiva (descritta in modo profetico da Blondet nel libro cult “gli adelphi della dissoluzione”), tanto che la sinistra assunse il nome di partito democratico trasformandosi completamente in una pallida imitazione di quello americano (con Veltroni che si dichiarava l’Obama italiano), rinunciando ad ogni istanza di sinistra europea che ha sempre avuto tratti che vanno dal socialismo al comunismo. Senza prenderla lunga, crollato il berlusconismo, molti giornalisti e comici sono divenuti semi-disoccupati e ad esempio Vauro non si è rivelato altro che un irriducibile nostalgico, un uomo dogmatico che critica chiunque non si dichiari comunista, mostrando come per gli ancora irriducibili comunisti ciò che conta non è il cambiamento, ma che tu la pensi come loro e stai dalla loro parte, un mondo lineare, novecentesco, rigido e senza sfumature, non si spiega altrimenti (giusto per fare l’esempio più evidente, senza per forza parlare della sua frequentazione dei salotti in come ad esempio quello della bilderberghina Gruber) l’avversione feroce di Vauro contro l’m5s dal giorno uno, con una ferocia che non ha mai avuto verso il PD e che ebbe solamente ai tempi di Berlusconi, questo perché ad un uomo racchiuso nella nostalgia che ha visto sfumare le sue ideologie, un partito (l’m5s) che sembra la parodia post-moderna del PCI e che si professa né di destra e né di sinistra, deve essere sembrato un incubo che diventa realtà e Vauro su questo potete scommetterci (visto anche i vari insulti che scambia con i grillini), odia molto più Grillo che Berlusconi, perché Berlusconi è il padrone, categoria storica riconoscibilissima, il nemico che sai come combattere e che anzi ha regalato notorietà e soldi indirettamente al “rivoluzionario” Vauro.
Vauro Senesi
Perchè ho parlato di Vauro? Perchè anche in questo filmato si parla di mancanza di senso, di politica e il sermone di Vauro per quanto possa avere diverse verità, appare retorica fine a se stessa. Briatore ha almeno compreso certe dinamiche della società e se magari manifesta una società del vuoto, certamente almeno non cade nella retorica storica e della cultura che come spiegò bene Carmelo Bene, il profeta del non-tempo, nel suo etimo é colo- colonizzare, con la sua depravazione culturale che per il genio salentino è l’informazione, con il prete medium che è il giornalista. Sono sicuro che Carmelo Bene si troverebbe più a suo agio a bere un caffè con Briatore piuttosto che con Vauro. Guardate voi stessi questo filmato e vedete chi è più patetico. Qui abbiamo storia contro liquidità, la storia con la sua logicità e la liquidità con la sua praticità e mancanza di illusioni, entrambi stati dell'essere limitanti.



Ora Fusaro non è certamente Vauro, è un uomo con più colo (parafrasando Carmelo Bene) di Vauro, ma a differenza di quest’ultimo è consapevole della liquidità dei processi attuali e quindi non fa il bambino che batte i piedi cercando di interpretare la realtà come se vivessimo negli anni 70. E’ un uomo puramente di sinistra che da uomo consapevole, immerso nella sua cultura e non nella nostalgia totalizzante, sa che i nemici di quello che lui in modo retrò chiama ancora capitale, sono diventati paradossalmente molti uomini di sinistra e che sempre paradossalmente come in uno specchio, la sinistra internazionale è oggi più pericolosa della destra. Eppure c’è qualcosa di artificioso e non vero nel discorso di Fusaro, che è dimostrato dal sincero stupore della faccia di Briatore quando Fusaro rimarca che lui (Briatore) è uno dei vincitori del mondo post 1989 con la categoria degli imprenditori che mira a distruggere lo Stato. Capisco lo stupore di Briatore visto che l’imprenditore, inteso anche come colui che apre una semplice attività e non solamente lo spietato impresario di una multinazionale (ed ognuno credo può testimoniarlo con esperienze personali o indirette) in Italia è tartassato da tasse, favoritismi e mancanza di vera libera concorrenza proprio dallo Stato, tanto che il vero imprenditore (che nella maggior parte dei casi non è un miliardario che sfrutta la sua ricchezza per guadagnare mercati), in realtà è costretto continuamente a chiudere attività o ad adottare politiche restrittive. Briatore è rimasto stupito proprio per il concetto di Stato come moderatore e mantenitore dell’ordine, che da garanzia di diritti civili e lavori a tutti, Briatore è addentro al sistema e sa i magheggi che avvengono dentro il cosiddetto “Stato” che favoriscono anche lui. Lo Stato come garante della libertà è sempre stata una grande illusione e non è mai esistita, semmai in periodi maggiormente storici e con convergenze internazionali favorevoli è verissimo che lo Stato ha garantito welfare ed una certa ricchezza, il tutto però dipeso da dinamiche che vanno oltre il discorso “sovranità si-sovranità no” che non ci è mai appartenuta, eravamo dall’altra parte della cortina di ferro e si voleva mantenere l’Italia nell’ottica occidentale. Poi sappiamo bene che lo Stato non siamo mai stati noi, come ama dirci la propaganda, visto che proprio quelle politiche passate ci hanno portato all’indebitamento attuale, sono gli Stati che hanno rinunciato alla loro già piccola indipendenza (soprattutto dei vertici), vendendoci ai pescecani dell’alta finanza, proprio perché lo Stato è una gerarchia dove decidono i più potenti e prima o poi dopo un periodo illuminato, un leviatano, una struttura così mastodontica tende sempre ad accentrare più potere verso sé e a burocratizzarsi. Lo Stato è quello che ha cresciuto in suo seno il politically correct, i vari Fantozzi al suo interno.
Parlare male di Briatore invece è come sparare sulla croce rossa, rappresenta come detto in articoli precedenti, lo zeitgeist che è divenuto padrone a partire dall’ascesa della globalizzazione ad inizio anni 90 ed ancora dominante, ma giunto anch’esso al capolinea, quindi sia Fusaro, ancora aggrappato a termini come proletariato, lavoro classico (che sta scomparendo di giorno in giorno e non sarà certo sostituito da altro lavoro vecchio stile ed ha ancora la concezione che un lavoro pur alienante sia un diritto ed un fatto culturale, quando in termini filosofici si dovrebbe discutere soprattutto di come liberare l’uomo dal concetto attuale di lavoro come schiavitù alienante fatta per sopravvivere e realizzarsi solamente materialmente) che Briatore dove la concorrenza e il fare soldi e tener conto solo dell’individuo e non della collettività sono la massima aspirazione, sono ancora categorie falsamente storiche che stanno riproducendo quella guerra ideologica che nell’articolo su Trump ho indicato come il leitmotiv finale degli ultimi anni di questo decennio, ovvero nazionalisti (sovranisti) contro globalisti (collettività versus privato ed individuo), le ultime compagini del sentire ideologico degli ultimi secoli. Entrambi hanno a cuore il concetto di lavoro inteso in modo classico (che oramai sta scomparendo), quindi come strutturato gerarchicamente e strumento per fare soldi e quindi essere accettato nella società. La differenza è che Fusaro riprendendo il tema di questo mio vecchio articolo rappresenta il Katekon, Briatore é l’anti-katekon che mira ad un nuovo ordine dove a dominare a 360 gradi la realtà sia il mercato con tutta la sua liquidità e mancanza di Ethos.
Il Katekon però è già crollato e costruirne un altro oltre ad essere dannoso, in questa particolare congiuntura storica è anche impraticabile.
In questa fase le idee di Fusaro sono sicuramente una boccata d’aria fresca, semplicemente per distruggere il devastante pensiero globalista-neo liberista ed almeno prepararci a costruire qualcosa di più umano e diverso. Quando però questa ideologia andrà in crisi divenendo “storia passata”, dovremo far rivivere Frankestein? Resuscitare un cadavere oramai morto e che non ha più possibilità di attecchire semplicemente perché la gente oggi preferisce vivere piuttosto che fare un lavoro racchiuso in un ufficio e ripetitivo per tutta la vita? Ritornare agli stati nazioni in un mondo interconnesso ed oramai con tutti i pregi e difetti, multiculturale, dove neanche si ha più una vera identità nazionale? E perché ricreare qualcosa di astratto che oltretutto in un lontano passato ci fu imposto con la violenza? Ricreare un patriottismo per fare concorrenza agli altri popoli? Dall’unione dei due pensieri dovrà uscire qualcosa di diverso, sicuramente di più positivo di quello che uscì dalla sintesi tra capitalismo e comunismo alla fine degli anni 80, evento che però è servito a creare una coscienza planetaria impossibile da eliminare, semmai da far maturare in maniera consapevole e non distruttiva. Credo bisogna essere realisti più che nostalgici, perché la nostalgia spesso porta rabbia, inazione ed odio.

giovedì 15 giugno 2017

RIFLESSI TEMPORALI - segnali dal mondo anglo americano



Questo non è mai stato un blog politico e mai lo sarà, infatti i vari eventi politici che vanno da Berlusconi, a Renzi, al movimento 5 stelle fino all’elezione di Trump come presidente, sono sempre stati trattati in questo contesto da un punto di vista che va oltre il politico, ovvero predittivo, non nel senso divinatorio, ma di significato del processo e dell’evento, di quale significato simbolico, culturale, spirituale e materiale hanno nella nostra società, è sempre bene specificarlo, anche perché le analisi puramente politiche sono sommarie ed adombrate da tifo, cosa che voglio evitare.
In questi anni nel mio blog ho trattato spesso il tema delle elezioni ed il motivo per chi legge il mio blog è abbastanza chiaro, infatti esse sono forse lo strumento più preciso, matematico come dire, per vedere l’orientamento politico o meglio lo zeitgeist, non di un piccolo paese o di un gruppo sociale, ma di un’intera nazione composta da milioni di persone, proprio per la caratteristica di essere uno strumento di misurazione quantitativo. Tutte le elezioni da diversi anni a questa parte, io direi dal 2011 in poi in maniera più evidente, sono lo strumento materiale e non teorico che mette in luce tutto quello che viene discusso qui e sui blog amici, ovvero l’esaurimento della narrazione storica-lineare, l’accumulazione di eventi, l’esaurimento dell’Occidente come padrone dell’immaginario collettivo, il dominio della liquidità, la fine dell’appartenenza ideologica.
In ogni nazione occidentale le varie elezioni nella stragrande maggioranza dei casi hanno mostrato tutte lo stesso copione:
-vincitori anti ideologici, difficili da posizionare a destra o a sinistra. Gli stessi candidati si dissociano dall'essere incanalati in un preciso schema politico (l’esempio più recente è Macron).
- Mancanza di un vero e proprio governo e di vincitori (larghe coalizioni praticamente nella stragrande maggioranza dei paesi europei o negli esempi di Spagna e Belgio mancanza proprio del governo, infatti il Belgio non ha avuto un governo per diversi anni)
-Vincitori anti-sistema o anti-estabilishment
- Parodie storiche del passato (di questo ne parleremo soffermandoci sulle elezioni inglesi)
- Vincitori inaspettati ed impresentabili che scatenano forti reazioni emotive ed aggressive, anch’essi trasversali al solito bipolarismo della politica (Trump che oltretutto in passato si candidò con i democratici)
- Candidati giovanissimi (politicamente parlando) e rampanti che spesso “rottamano” o cambiano a 360 gradi la dialettica ed i pilastri dell’ideologia politica (quanti hanno il coraggio di dire che Renzi é di sinistra e quanti che è di destra?)

E’ una situazione presente in tutti i paesi occidentali senza nessuna eccezione (non parliamo dei nuovi arrivi, tipo i paesi dell’est Europa che vivono un po' il nostro riflusso o in rarissimi casi si attaccano con sforzo ad un senso di storicità oramai perduto).
Dell’Italia ne abbiamo già parlato tantissimo ed in numerosi articoli (vi consiglio di spulciare i miei vari articoli soprattutto quelli che vanno dal 2011 al 2013 proprio perché in quegli anni è iniziata la morte della seconda repubblica e della politica nel mainstream), della Francia ne ha parlato in modo lucido il blog civiltascomparse, ora tocca parlare dell’Inghilterra o meglio della Gran Bretagna, nazione che non può essere presa sottogamba, non è un normale Stato.
Se infatti in questo link avevo sottolineato come l’Italia fosse un laboratorio di sperimentazione di nuove forme di potere, l’UK è la fonte, utilizzando un concetto del film Matrix, la sorgente dove abita l’architetto, l’architrave del moderno potere occidentale.
Lo stemma della City
A Londra è presente la City, uno Stato dentro lo Stato, basti pensare che supera persino Wall Street nell’indice dei centri del commercio mondiale ed ha un’influenza persino maggiore di Wall Street in molte altre transazioni.
I cosiddetti WASP, l’elite anglo-americana che domina il mondo occidentale e di convesso il mondo, ha origine nella Gran Bretagna e da lì si sviluppa e si è propagata al mondo grazie anche al più grande impero coloniale della storia (appunto quello britannico) che ha reso la lingua inglese quella principale, una specie di lingua mondiale usata per far comunicare i diversi popoli terrestri tra di loro.
In questa tornata elettorale tutti i media erano puntati sulla May (strasicura di avere la maggioranza assoluta) e Corbyn, un personaggio che ha attirato persino le simpatie di David Icke, candidato che dopo l’oscuro periodo di Blair, sembra aver riaffermato per la prima volta nell’area sinistra inglese, un sentimento non più radical chic, globalista, ma anti-estabilishment (si dichiara contro L’Ue, la Nato), rivelandosi un’anomalia in tutto il panorama della sinistra tradizionale europea ed infatti anche in quelle lande le accuse verso Corbyn sono state le solite “populista, estremista” ecc.
Dall’altra parte abbiamo la May che è l’autentica reincarnazione della Tatcher, sia nei modi sbrigativi e brutali nell’effetto, nel suo carattere macho, in quella femminilità virile e spietata di cui appunto la Tatcher è stata un archetipo dei nostri tempi. Anche lei una conservatrice.
Theresa May e Margaret Tatcher
Nell’altra sponda abbiamo invece il Reagan dei nostri tempi (Trump), di cui abbiamo già parlato ampiamente. Tutto questo ci porta ad un ricorso storico che è quello degli anni 80, ultimo decennio ideologico e “finto storico”, che fu seguito dal crollo dell’URSS e della guerra fredda.
Oggi abbiamo una nuova guerra fredda 2.0 sempre tra Russia ed Usa, ma a parti inverse, come uno specchio, e come tipico dei nostri tempi, è una parodia fatta di fake news che rimandano ad altri ricorsi storici come il maccartismo degli anni 50 (dove chi aveva un’idea semplicemente diversa dal governo veniva visto come alleato dei Russi e con simpatie comuniste) e alla presidenza Nixon con tanto di impeachment che rischia fortemente Trump.
Reagan con un giovane Trump
I ricorsi sono così tanti che è difficile seguire uno schema preciso, si saltella di decennio in decennio, anche se qualcuno con coraggio ci sta provando come Matteo Pacilli nel blog civiltascomparse.
Come accennato in articoli passati, il ruolo che fu degli USA nei decenni precedenti alla caduta del muro di Berlino (soprattutto gli anni 80), ora è recitato dalla Russia. Ci troviamo davanti uno specchio che ci fa vedere all’incontrario lo stesso copione già recitato.
Lo specchio è un simbolo importante in ogni tradizione spirituale che si rispetti, perché è il contatto più diretto con noi stessi, o meglio la contemplazione del nostro io (metaforicamente parlando).
L’apostolo Paolo scriveva nella sua lettera ai Corinti:
Noi ora vediamo in uno specchio, in enigma, ma verrà un tempo in cui vedremo faccia a faccia. Ora la mia scienza è parziale, ma verrà un tempo in cui io conoscerò per intero, come sono conosciuto” (I Corinti, 13, 12).
Lo specchio è infatti un riflesso e traslando questo concetto al tempo (come fece anche Lewis Carroll che come molte altre opere culturali vedeva lo specchio come il passaggio ad una diversa dimensione temporale, nel suo famoso libro “Alice oltre lo specchio”) ci rendiamo conto che il riflesso ci ridona un’immagine di noi che avevamo già immaginato. Noi anche senza essere allo specchio ci immaginiamo e sappiamo dare di noi un’immagine coerente, ma lo specchio, il riflesso, serve a mostrarci i dettagli più nascosti, i difetti, serve a contemplare, a pensare compiutamente l’immagine. 
I ricorsi storici che altro non sono che riflessi, specchi del tempo, servono a farci comprendere e completare quell’evento, così da superarlo e passare allo step successivo.
Infatti nelle tradizioni Tao e Shinto lo specchio ha un ruolo di purificazione, venne infatti fabbricato dagli Dei per indurre la Dea del Sole Amaterasu (il sole rappresenta l’ego, la personalità esterna), ad uscire dalla grotta da cui si era ritirata, per ridare la luce (saggezza e verità) al mondo.
Il processo dei corsi e ricorsi storici, del loop temporale è una strigliata alla nostra anima per farci uscire dalla matrice.
Riprendendo la trama del famoso film “ricomincio da capo” con Bill Murray, il protagonista del film, era, prima di entrare nel loop temporale, un essere cinico e vagamente psicopatico e con un ego enorme, tutto sommato anche realizzato lavorativamente, ma senza spigoli smussati e senza vere e proprie sfumature, un forte, ma grezzo sasso. La caduta nel loop temporale lo rende dapprima incredulo ed ansioso, poi capisce che può approfittarne per cercare di governare gli eventi con il potere della conoscenza e della predizione, per manipolare la realtà a suo vantaggio. I corsi e ricorsi storici vanno avanti e lui comincia a stancarsi di quella che vede come una vera e propria trappola, giunge quindi la prima illuminazione e consapevolezza, quella dell’eterno ripetersi, dell’illusione della nostra realtà. La reazione è rabbia, aggressività e nichilismo (tenterà il suicidio più volte durante questa fase e compierà azioni criminali), finché poi il nostro protagonista capirà che dovrà essere semplicemente se stesso e non forzare gli eventi, godere di ciò che ha, assaporare ogni più piccolo momento, l’unitarietà dell’evento. Giunta questa ulteriore consapevolezza potrà uscire dal loop.
Che l’Inghilterra in questo periodo e prossimamente sarà nell’occhio del ciclone non deve sorprenderci. E’ stato rimarcato diverse volte in queste pagine e nei blog amici (soprattutto nel periodo delle olimpiadi londinesi) di come questa nazione nei tempi moderni abbia assunto ed incarnato il simbolo del tempo, infatti come si rimarcava anche nel blog The Synopticon, Londra sembra una città monumento dedicata al tempo: dal suo simbolo principale che é il Big Ben che è la torre dell’orologio più famosa del mondo e il cui nome ricorda il principio dell’universo e del manifestato, al London Eye che assomiglia ad un orologio con le lancette e uscendo fuori dai lidi londinesi, il meridiano di Greenwich al quale si accordano tutti i fusi orari mondiali, alla serie forse più longeva della storia televisiva, che dura da più di 50 anni, ovvero doctor who, dedicata ai viaggi del tempo, che dopo un periodo di crisi (negli 80 e 90) e riemersa come una delle serie tv più apprezzate recenti, a partire dalla nuova struttura partita nel 2005. Londra è quindi la città del tempo e se andiamo dicendo che le teorie di McKenna con il suo rimarcare una futura singolarità quantistica, con tutto quel che può succedere durante, in sintesi ultra spicciola non porteranno ad altro che alla sconfitta del tempo, di Chronos, io come il blog Synopticon faceva anni fa mi chiedo “cosa succederà alla città del tempo quando Chronos sarà sconfitto”?
Sempre ripetendo concetti già scritti (perché il mio blog segue un po' i loop temporali, ha la stessa struttura diciamo;-) ), abbiamo detto che l’Occidente è la terra del tramonto, quella dove le ultime compagini della civiltà, di uno zeitgeist, del potere si manifestano. Infatti il sole sorge ad est e l’Oriente da sempre rappresenta l’inizio di una civiltà, di un sentire, tutto parte da est per poi spostarsi, maturare e morire ad Occidente.
Non è un caso che la fine della civiltà atlantidea la cui nostra civiltà si dice sia uno specchio, un riflesso, un ricorso storico questa volta enorme, che racchiude tutti gli altri, sia stata sommersa secondo la leggenda, nell’estremo Occidente del mondo allora conosciuto, come scrisse il filosofo Platone che fu il primo a parlarne, “oltre le colonne d’Ercole”.
In questo link, parlai di come la California (terra da dove è nata tutta la rivoluzione informatica attuale) fosse l’attuale limite estremo dell’Occidente, ed in effetti è vero, ma se consideriamo che l’elite wasp che domina il mondo attuale si muove in entrambe le sponde atlantiche e che Inghilterra e USA (fondati da ex inglesi) hanno una storia in comune, sono due fratelli gemelli, le ultime compagini della civiltà, la fine di questa civiltà sarà scatenata da questi due paesi che con la musica e tutta la pop-culture (che condividono alla pari, ricordiamo che i Beatles sono inglesi e non americani ad esempio) dominano insieme l’immaginario collettivo umano da più di 60 anni diciamo.
L’Inghilterra è anche sede della più potente ed opulenta monarchia mondiale. Insieme al Vaticano i regnanti britannici sono i maggiori esponenti attuali dell’ancien regime, infatti i Windsor sono i maggiori proprietari terrieri del mondo.
Si è discusso molto in ambiente sincromistico di come la casata reale essendo così esposta, avendo così tanto potere, sia tra i maggiori ricettori e la maggiore incarnazione simulativa di alcuni eventi cosmici, di come la nascita del nuovo regnante simbolizzi l’avvento del nuovo eone: come in alto così in basso. Se eventi cosmici nel macrocosmo hanno dei corrispettivi nel nostro microcosmo umano, gli attori inconsapevoli non possono che essere gente che ha l’influenza ed il potere su milioni di persone, su una buona parte della coscienza collettiva.
Che poi questa casata sia attraversata da scandali e voci poco rassicuranti è un altro fattore che potrebbe portare ad un bing bang futuro.
Ritornando alle elezioni inglesi, come tipico copione ci siamo trovati in un’altra situazione di stallo dove la May si è trovata con una maggioranza risicata non in grado di governare (portando alla resurrezione dei laburisti che da anni erano in preda ad una forte emorragia di voti) e ha dovuto allearsi con il piccolo partito degli unionisti (le cui trattative sono ancora in corso) per sperare di governare. Come ogni ricorso storico la May può solo riflettere la Tatcher, non seguirne per filo e per segno le orme.
Dall’Inghilterra è partita la Brexit che è la prima vera fuoriuscita di un paese dall’Unione europea, ha creato un forte scossone ancora in divenire, visto che è tutto un lavoro in progress e l’effettiva brexit deve essere ancora negoziata e se il fallimento dell’UE è stato mostrato nel mainstream da dove simbolicamente è iniziata la civiltà occidentale (Grecia), la miccia per la sua fine è stata data dall’Inghilterra, in cui anche le terribili rivelazioni sul dj televisivo Jimmy Savile, uno stupratore e pedofilo che ha messo in imbarazzo la rete tv più prestigiosa del mondo (la BBC) ed in genere il mondo dello spettacolo e del potere inglese, sono funzionate come miccia per altri casi simili che sembrano aver seguito la scia di questo evento. Ricordiamo che le rivelazioni e gli scandali degli abusi sessuali all’interno della chiesa sono partite dal mondo anglo-americano. Anche Assange, gli anonymous che mirano a sovvertire l’attuale potere provengono tutti da lì.
Il potere tempo-rale avrà la sua fine in quelle lande, con eventi di magnitudine tale da essere difficilmente prevedibili in questo periodo che però ci comincia a mostrare dei timidi antipasti.
Tutto questo per dire che alcuni poteri angli-americani attuali ( e non c’è bisogno di fare nomi, ne faremo solo uno che è abbastanza sputtanato) stanno portando inconsapevolmente un compito di esaurimento del concetto di potere tempo-rale.
In America Trump sta portando divisioni ed odio, persino tra i media mainstream, verso gli Usa, ultimo caso è l'accordo all'ultima conferenza climatica, dove il suo secco no è stato visto negativamente dalla maggioranza delle nazioni. Mai i media mainstream avevano descritto in modo così negativo un presidente degli Stati Uniti, come se fosse un qualunque dirigente di una piccola nazione.
La macabra foto con una finta testa di Trump decapitato, postata dalla comica Kathy Griffin nei suoi profili social, che poche settimane fa ha creato scandalo e scalpore e non è l'unico elemento da specchio o riflesso futuro o rituale propiziatorio del genere, esempi simili mainstream e non, ne trovate numerosi.
La copertina dell'Economist per l'anno 2017
Il 14 giugno è il giorno di nascita di Trump e nella città del tempo in periodi di rischio impeachment, di licenziamenti ed abbandono dello staff di Trump di diversi personaggi del suo entourage, cosa succede? Brucia una torre, la GrenFell tower, il cui nome è di se già malaugurante, infatti letteralmente ha il significato di “ramo abbattuto, fatto cadere”, tutto avviene nel distretto londinese W11.
Abbiamo parlato tantissimo della forte assonanza di Trump con il simbolo della torre (sappiamo che Trump ha una torre personale) il cui numero nei tarocchi é il 16, come 2016 anno dell’elezione di Trump, anno che non a caso si è aperto con il grande incendio della Dubai Tower e che nel giorno del compleanno di Trump vede nei due centri di poteri anglo-americani da una parte una torre che brucia e dall’altro una violenta sparatoria a Washington che ferisce il terzo maggior esponente repubblicano del paese. Per Goroadachi è un presagio (soprattutto in questo periodo dove sul caso Russiagate Trump verrà ascoltato in tribunale), di una sua immediata uscita, probabilmente tramite impeachment. Sicuramente Trump sarà colpito da qualcosa di forte, come mostrano anche gli astri, ma meglio non speculare. Una cosa si può dire, se Trump uscirà prematuramente dalle stanze del potere, gli Usa cambieranno volto completamente, si assisterà a qualcosa di certamente non piacevole ed anche inaspettato, qualcosa di cui ho accennato in qualche articolo passato.
Sempre Goroadachi ci informa di altri presagi riguardanti la vicinissima morte (a parer suo) della Regina Elisabetta, oramai entrata nel guiness dei primati, con uno dei regni più lunghi della storia, superando persino quello della regina Vittoria. Dal primo attentato terroristico di quest’anno avvenuto ad Istanbul al night club Reina (che ha il significato di Regina), al recente attentato al London Bridge, che rimanda all’operazione London Bridge che è il nome di un piano realmente esistente, strutturato dai vari settori del governo inglese, su come reagire dopo la morte della Regina Elisabetta II, infatti la frase “London Bridge is falling down” (che è anche una delle filastrocche inglesi più famose) è la frase chiave che verrà data al primo ministro inglese quando lei morirà.
Altra cosa interessante è che in questa operazione London Bridge, i diversi media clandestinamente daranno la notizia utilizzando la parola codice Mrs Robinson. L’attentato al London Bridge è avvenuto il 3 giugno; tre giorni dopo muore la famosa Mrs Robinson del film “il laureato” (da cui è stata inserita anche la famosa canzone di Simon and Garfunkel dal titolo omonimo), Anne Bancroft.
Il Ponte rimanda anche al pontefice, come ponte tra due mondi, il potere divino, legittimato dal cielo. La Monarchia ed il potere ecclesiastico sono i due ponti, i legami tra cielo e terra, il potere a cui sono tutti occultamente subordinati.
Piccoli eventi, piccoli simboli che creano una valanga e la valanga parte sempre all’estremità dell’occidente, nel suo punto focale, lì dove vi è il cuore della struttura.

mercoledì 31 maggio 2017

BLACK HOLE SUN





Questo post è come dire non previsto, anche perché nel mio percorso musicale personale, Chris Cornell non ha significato molto, da questo punto di vista artisti come Prince o David Bowie (per citare due morti illustri recenti, senza andare troppo indietro nel tempo altrimenti ci sarebbe da citare anche Lou Reed) hanno significato molto di più, ma vi era una tale mole di informazioni e significati riguardo la loro morte e soprattutto l’influenza enorme che hanno avuto non solo nel contesto musicale post moderno, ma anche culturale, che mi hanno frenato dal parlarne, richiedeva troppo tempo una trattazione su di loro che non fosse semplicemente superficiale o utile a seguire la scia dei vari articoli del web.
Il giorno della morte di Chris Cornell non è stato un giorno come tutti gli altri per me, ma questa è storia personale poco interessante per chi legge. Il mio vissuto unito a vari altri dettagli, mi hanno convinto di dedicargli un po' di spazio.
Chris Cornell con i suoi Soundgarden ha rappresentato uno dei gruppi rock più importanti degli ultimi decenni e sicuramente uno dei gruppi simbolo della rinascita del rock avvenuta ad inizio anni 90. 

La band fa parte dei fabulous 4 del movimento Grunge insieme a gruppi come i Nirvana con Kurt Cobain, I Pearl Jam con Eddie Vedder e gli Alice in Chains con Layne Staley. Questi furono i quattro gruppi non per forza migliori, ma quelli che ebbero sicuramente più impatto, conosciuti all’epoca anche da chi non ascoltava grunge, quelli che hanno sbancato il botteghino vendendo milioni di copie.
Di questi quattro gruppi, in tre di loro (Alice in Chains, Nirvana ed ora Soundgarden), i loro leader si sono suicidati ponendo prematuramente fine alla loro vita, portando molta gente a parlare di “maledizione del grunge”. Su Kurt Cobain si sa vita, morte e miracoli, su Layne Staley degli Alice In Chains (l’unico gruppo che francamente mi ha fatto battere il corazon nel movimento grunge), molto di meno.
La scia di morti nel grunge non riguarda solo questi tre artisti, ad esempio basta ricordare un'altra germinale band, i Mother Love Bone, nati anch’essi sulla scia di una tragica morte, sempre provenienti da Seattle come la stragrande maggioranza dei gruppi grunge, città come sappiamo che è un po' il simbolo della globalizzazione e manifesto della fase storica attuale partita nella prima metà dei 90 dopo la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’URSS, fatta di globalizzazione neo-liberista, dominio delle multinazionali, nerd miliardari e transumanesimo spinto. I Mother of love Bone, nascono dalla ceneri dei Green River che alla voce avevano Andrew Wood che morirà di overdose nel 1990, infatti il supergruppo Mother of Love Bone aveva come cantante proprio Chris Cornell e l’album e diversi suoi testi furono dedicati al cantante scomparso.
Città strana Seattle, simbolo della globalizzazione come già affermato, patria del grunge, ovvero del movimento che elimina Dioniso e la triade sesso, droga e rock’n roll, inserendo intimismo, nichilismo e forte depressione nel rock, simbolizzando così la morte del rock e la fine della fiducia nei miti e nella cultura popolare, del mondo dei vip e dei lustrini. Seattle paradossalmente diviene anche simbolo dei no-global con la prima e più importante manifestazione contro la globalizzazione, movimento che ha la sua fine tragica a Genova nel 2001. Seattle è una delle metropoli più ad Occidente del mondo.
Il Grunge alla fine non è neanche un vero e proprio genere, anche perché i gruppi citati hanno davvero poco in comune, se infatti i Nirvana erano fortemente influenzati dal punk e da certo rock alternativo degli anni 80, i Soundgarden erano più psichedelici e zeppeliniani, i Pearl Jam più legati al concetto di rock classico o di arena soprattutto anni 70 (e sicuramente i più melodici del gruppo), influenzati fortemente da Neil Young (icona che è un po' il Caronte, la mascotte, una delle maggiori influenze sotterranee di questo movimento); gli Alice in Chains invece avevano influenze più legate al metal (quello di stampo Black Sabbath) e all’hard rock classico, condito con una sensibilità tutta anni 90.
Ciò che legava questi gruppi era una certa attitudine, una certa ideologia ed in parte anche il modo di vestire (jeans strappati e camice di flanella) ed in un certo senso il recupero delle chitarre, del concetto di rock puro, dopo la sbornia elettronica e di sintetizzatori degli anni 80. Praticamente c’è un rock pre-grunge ed un rock post-grunge. Insieme al brit pop (che però spesso si declinava maggiormente come moda e recupero delle sonorità anni 60 più che vero sentire ideologico), il grunge pur se revival in diverse declinazioni (essendo nato in un’epoca di revival) è stato l’ultimo vero movimento musicale del rock, quello capace di unire gruppi di persone, crearci attorno un’ideologia, un sentire che nel caso del Grunge rigettava totalmente la spensieratezza del mainstream anni 80, proponendo temi più sofferti ed intimisti. Se negli anni 80 il rock (inteso nella sua forma più classica) era per lo più edonista, gli anni 90 rock sono per lo più nichilisti.
Dopo la sbornia del grunge, l’unica tribù, l’unico movimento capace di raccogliere con se un gruppo di adepti e fedeli capaci di sconvolgere moda e visioni del mondo e creare attorno a se una propria ideologia, fu il metal (che però era nato ufficialmente negli anni 80), anche questo genere però oramai è risucchiato nel ciclone della liquidità, perdendo anch’esso il suo potere di affiliazione tribale e di comunità misterica, tanto che i metallari all’esterno da i non fruitori, sono giustamente visti come si possono vedere i punk attualmente, ovvero gente che vive di nostalgia, di un culto che vive di celebrazioni e che si configura come sentire nostalgico nel nuovo zeitgeist e non più come qualcosa di nuovo.
I Nirvana
La morte di Cobain è vista da molti come l’evento simbolico che mise fine al rock e a tutto il processo di affiliazione musical-ideologica che ebbe il suo culmine negli anni 80 con il proliferare di “sette musicali” come i dark, i metallari, i seguaci dell’harcore reduci dalla distruzione del punk ecc., portando alla sua morte definitiva. Quello che vediamo oggi è una continua celebrazione di un morto e la creazione di un clone, non è un caso che proprio dagli anni 90 la maggior parte dei gruppi rock più influenti ed importanti siano a ben vedere spesso revival di suoni passati. Ma anche senza in realtà essere così tragico, nel periodo post-grunge possiamo dire che nell’ambito del rock non è nata più un’icona, un mito, un eroe capace di incarnare gli archetipi così fortemente come i vari leader rock del passato, certo fino ad inizio anni duemila si è potuto continuare allegramente a sperimentare e a creare nuove band di successo, ma in seguito con l’incredibile rivoluzione avvenuta nel mercato e nel mondo musicale portata da internet, si è data la parola fine definitiva al mondo degli eroi e dei miti musicali, che oramai sopravvivono in maniera liquida e molto temporanea solo in ambito pop ed hip hop, semplicemente per i miliardi spesi in pubblicità e video, in realtà sono tutti novelli Frankestein, molti dei quali fra qualche anno finiranno completamente nell’oblio e molti altri diverranno come una curiosità del nostro tempo (processo che ha riguardato molte popstars in cima al mondo ad esempio negli anni 80 ed oggi finite nell’oblio, stessa cosa può dirsi di molte icone degli anni 90).
La morte di Cobain, ovvero il suo suicidio, é praticamente la morte più discussa e “celebrata” in ambito rock e musicale di tutti i tempi, persino l’uccisione di John Lennon ha avuto meno risalto della morte di Cobain, visto che oggi se ne parla ancora come se fosse un fatto successo poco tempo fa.
Gli inquietanti profeti del video dei Soundgarden
Cobain era il leader di molti giovani della maltrattata generazione X.
Il brano più famoso dei Soundgarden (black hole sun) contenuto nel loro album “Superunknown”, che gode di quasi 90milioni di visualizzazioni su youtube, con relativo famosissimo ed iconico video (uno dei più trasmessi da MTV), nacque in questo clima oscuro di “fine dei giochi” in ambito musicale, pubblicato nel 1994, anno della morte di Cobain. La canzone rimase per ben sette settimane in cima alla classifica Billboard per quanto riguarda il rock ed il video e le sue sonorità, sono oramai simboli dello zeitgeist di attesa apocalittica tipico degli anni 90 (soprattutto la sua seconda metà). Ecco se dovessi parlare dei Soundgarden e della loro influenza su di me dovrei parlare di questo video, o meglio della canzone che vedevo spesso su mtv, era una delle mie preferite e quando la incrociavo cercavo sempre di registrarla, era per me qualcosa di nuovo, elettrizzante e melodicamente perfetto, fuori dall’80% di plastica che trasmetteva MTV.
Cornell disse che ci mise 15 minuti a scrivere la canzone e se spesso quando si scrive una hit c’è un processo lirico ben chiaro e coerente, lui afferma di non sapere neanche come gli sono uscite fuori le parole, forse influenzate dalla sbornia di film horror che vedeva in quel periodo, ma è stato tutto un processo intuitivo, di ispirazione inconscia, tanto che una volta scritto aveva già dimenticato di cosa parlava, nonostante lui in diverse interviste abbia dichiarato come il testo della canzone sia “la cosa più vicina a me che abbia scritto”. Un testo così oscuro e triste in un personaggio che soffriva di depressione e di varie dipendenze (alcool e droga), diviene purtroppo una profezia che si avvera, come è capitato a molti artisti grunge.
Copertina del primo album degli Audioslave
Cornell si inseriva perfettamente, con la sua figura cristica tipica di molti altri artisti grunge e la sua bellezza esteriore sempre decantata, nel già accennato clima di attesa apocalittico degli anni 90, periodo in cui tramontano le illusioni che la fine della guerra fredda ci avrebbe portato in un mondo di pace o alla “fine della storia”, inteso come trionfo del liberismo e della globalizzazione. Proprio in quel decennio nasce infatti l’attuale complottismo, con David Icke ed altri autori che pubblicano i loro primi best seller, con il fenomeno mediatico di X-files che ci avverte di non fidarci del governo, con i primi gruppi complottisti su usenet nell’internet preistorico che dapprima si articolano come ufologici per poi spaziare nel “nuovo” concetto di nwo (rafforzato dalle dichiarazioni di Bush e dall’ascesa della globalizzazione) ed infatti l’ufologia dopo un periodo di oblio riprende forte vigore negli anni 90 grazie alla riapertura del caso Roswell, il filmato dell’autopsia dell’alieno, le rivelazione del colonnello Corso, l’entrata nel mainstream del tema della abduction ecc., nasce anche quello che sarà l’unico gruppo puramente anti-sistema del mainstream della storia musicale, con il suo “fuck the system”, ovvero i Rage Against the Machine (che tanto ispireranno i no-global, altra propaggine 90’s, una loro canzone sarà presente anche nella colonna sonora di Matrix), a cui guarda caso Chris Cornell dopo la fine dell’esperienza con i Soundgarden, si unirà ad inizio millennio fondando gli Audioslave, uno degli ultimi gruppi rock classici ad avere grande successo nel mainstream.
Cornell era apprezzato fortemente anche per le sue qualità vocali. Se nel grunge più che la tecnica, ciò che contava nella voce era l’emotività e spesso la disperazione trasmessa, Cornell aggiungeva anche un enorme talento tale da essere giudicato come una delle più belle voci rock di tutti i tempi.
Come avvenne per Cobain, anche Chris Cornell previde il suo suicidio:



Chris (Christ) Cornell

Cornell nella scena tratta da uno dei suoi ultimi video prevede la sua morte per impiccaggione, Cobain morirà con un colpo di fucile autoinflitto alla testa, numerose le foto personali che lo ritraggono con un'arma puntata alla testa
   



Ritornando al video che accompagna la canzone con cui Cornell è conosciuto in tutto il mondo, è sicuramente uno dei più apocalittici dei 90. In sintesi vediamo una piccola cittadina della middle class americana, perfetta, con bellissime case ognuna con un giardinetto e naturalmente con un cielo sereno e un sole luminosissimo. Tutte le persone mostrano sorrisi forzati e deformati, dando una tinta horror al tutto e questo mentre la vita scorre apparentemente in modo normale, c’è chi si occupa del suo giardino, chi vede la tv, una bambina che mangia il gelato ecc., una tipica situazione da horror dovremo dire, alla “invasione degli ultracorpi” o alla twin peaks per citare un ritorno eccellente di questo periodo, ovvero la piccola cittadina apparentemente normale che nasconde al suo interno orrori indicibili (la bambina che rosola sulla griglia la sua barbie, la tardona con un culturista, il vecchio ipnotizzato dalla tv). La persona in apparenza più normale è il parroco che sembra richiamare a se l’apocalisse, mentre in realtà nella scena iniziale è insieme ad alcuni dei personaggi più inquietanti del video che con cartelli ci avvertono che la “fine è vicina”. Tutta questa normalità, la banalità della società vuota, liquida e consumista, viene sconvolta dall’evento catastrofico del sole che sembra trasformarsi in un buco nero che tutto inghiotte. Per Cornell sta a significare probabilmente come da frase del testo che “times are gone for honest men”, ovvero che per gli uomini onesti il tempo è terminato, una specie di profezia in quell’oscuro 1994 che vide con la morte di Cobain il risucchio in un buco nero di tutto il mondo dei miti musicali, la fine delle icone classiche (di cui Cobain rappresenta la fine), ma avendo una panoramica più ampia, dopo la dissoluzione dell’URSS avvenuta due anni prima, con la fine definitiva della guerra fredda, con tangentopoli in Italia ad esempio, il 1994 è il vero e proprio anno di inizio della globalizzazione, dopo gli anni transitori precedenti:

in Italia abbiamo l’ascesa di Berlusconi, praticamente un’anomalia quantica in quel periodo, una persona che vede lo Stato come un’azienda (oggi sembra normalità questa asserzione, ma in quel periodo era praticamente una bestemmia), un magnate con giornali e tre reti televisive, un personaggio orwelliano che sconvolgerà l’Italia dei successivi 20 anni e metterà in imbarazzo l’Europa. Nel 1994 entra anche in vigore uno dei trattati più importanti di libero scambio e fondativi della globalizzazione, ovvero il Nafta tra Messico, Stati Uniti e Canada. 
Dopo la caduta dell’Urss è proprio in quest’anno e nei successivi che l’Occidente e in special modo gli USA si cominciano a configurare come poliziotti del mondo, con i primi eserciti transnazionali, con i vari interventi in Africa (Somalia) e nei Balcani (dopo l'esperienza germinale della prima guerra del golfo). Una nuova realtà più cupa, spietata, dove l’individuo diventa preda delle macchine, dove ogni cosa viene commercializzata, dove le forme di garanzia e protezione sociale subiscono forti contraccolpi, l’inizio dell’economia neo-liberista, la fine della sicurezza nella società, nello Stato e nel futuro, l’inizio della precarietà, della liquidità, la dissoluzione di un centro di gravità permanente. Guardate i video musicali, le pubblicità, i programmi tv e tutto ciò che ruota intorno alla pop culture dalla prima metà degli anni 90 in giù, vedrete un mondo più sicuro di sé, completamente immerso nella realtà indicata dal video di Black Hole Sun, ingenuità, semplicità e gli scheletri ancora ben chiusi dentro l’armadio; il buco nero e l’anomalia poi avanzarono e nessuno se ne accorse, i processi erano troppo veloci, il resto è storia, un video però che ai nostri tempi, che ritorna in auge dopo la scomparsa di Chris Cornell, può ribaltarsi nel suo significato, l’avvento dell’anomalia quantica porterà via tutte le maschere e l’artificialità, quei falsi sorrisi, mettendoci in mostra la pura realtà.

mercoledì 12 aprile 2017

IT ALL STARTS WITH A BANG - i rituali per l'entrata nell'anomalia spazio temporale


Chi mi legge ha capito oramai la mia fissa su date, suddivisione ed analisi della storia dal punto di vista ciclico. Ebbene questo articolo si soffermerà sul primo decennio del post dopoguerra mondiale sul periodo storico che va dal 1945 fino diciamo ai primi anni 50. Quel periodo che diede vita all’entrata nell’anomalia storica in cui siamo invischiati da più di 70 anni.

Conoscendo il passato si conosce e comprende il futuro è un detto che non solo gli storici ma ognuno di noi dovrebbe imprimersi nella memoria per analizzare la realtà che ci circonda anche e soprattutto da un punto di vista personale e non per forza storico-culturale.

Va molto di moda in questo periodo l’ipnosi regressiva e non solo quella Malanga style (non ci crederete ma non esiste solo lui in questo campo, fate una breve ricerca su youtube e vi si aprirà un mondo), esistono persino studi di psicologia, olistici ecc. che con risultati esaltanti stanno letteralmente salvando migliaia di persone nella comprensione di loro stessi e qui non mi sto basando su dei video presenti in youtube (molti dei quali viziati dalle credenze dell’ipnotista), ma di esperienze di persone che conosco direttamente che mi hanno letteralmente lasciato a bocca aperta, rilevandomi una realtà sommersa che non vive di credulità e teorie, ma di esperienze sul campo. Non ho mai provato su me stesso l’ipnosi regressiva, ma come detto molte volte in questo forum, molti eventi del tempo passato in cui si è imbattuta l’umanità, sia dal punto di vista personale che a livello di inconscio collettivo e planetario, hanno creato una barriera ed un’evoluzione non proprio naturale della società in cui viviamo. Traumi planetari e personali hanno bloccato l’uomo nel suo percorso di sperimentazione e ricerca, rendendo il nostro splendido pianeta blu, un vero e proprio inferno dove sembra non esserci una via d’uscita verso qualcosa di diverso e migliore.

Mi viene in mente una puntata del serial “Buffy” (ve la consiglio proprio perché è una delle miglior trattazioni esistenziali sul percorso dell’eroe, che è da sempre la metafora del percorso iniziatico dell’uomo e sul ribaltamento del potere patriarcale in un potere condiviso), quando Buffy viene resuscitata dagli amici grazie ad un rituale magico reso possibile dal fatto che la sua fu una morte avvenuta in modo mistico, gli amici credevano di averla aiutata ma lei una volta tornata sulla Terra con sconcerto all’inizio pensa di essere all’inferno, solo dopo si rende conto di essere ritornata sulla terra e ciò porterà alla sua depressione per il resto della stagione. Ecco il suo dialogo che un po' riassume la vita di ogni uomo sulla Terra:



...Everything here is hard and bright and violent. Everything I feel, everything I touch. This is Hell. Just getting through the next moment, and the one after that. Knowing what I've lost. They can never know. Never."



Eppure tanti sono i momenti di gioia, di ricerca per cui diciamo che vale la pena vivere ed è proprio così. I nostro momenti su questo pianeta sono fondamentali, perché è qui che avviene la vera battaglia non in qualche inconoscibile dimensione spirituale.

Eppure sentiamo che c’è qualcosa che non va, ci sentiamo spesso estranei alla realtà, in questo periodo storico più che in passato. Come detto varie volte, il postmoderno, nato simbolicamente (come evidenziato benissimo dal blog civiltascomparse) nel 1956, ha portato la fine della linearità storica e l’ingresso in una singolarità temporale da cui non siamo ancora usciti. E’ un periodo dove tutto viene messo in discussione, compresi i cosiddetti elementi “imperiali” della storia. Tutto è caos, tutto è liquido, nulla si sedimenta.

Perchè il 1945? Perchè è l’inizio dell’era nucleare che porterà pochi anni dopo all’inizio dell’era spaziale, della pop-culture ecc. ecc.




It all start with a bang





Immaginate di essere uno storico che vive in diretta la seconda guerra mondiale. Un evento traumatico proprio perché si tratta di una guerra planetaria, la seconda oltretutto, dove vengono messi in mostra archetipi importanti, come quello della spirale tramutata in svastica, simbolo del sole nero, del centro galattico, sembra quasi una profezia dell’avvento di una singolarità quantistica, dell’ingresso in un buco nero. Il nazismo rappresenta il male assoluto, il potere che tutto vuole controllare, mentre gli alleati occidentali rappresentano il bene assoluto che vogliono difendere la libertà e l’autodeterminazione. Sembra tutto così cristallino e chiaro ad uno storico di mente aperta. Tralasciando dettagli più ambigui e complottistici, nello spettacolo, nella messa in scena mainstream tutto era delineato e preciso, c’era una sorta di sentore escatologico proprio per l’ampiezza degli ideali e la vastità della guerra che si combatteva, ma tutto era chiaro, nonostante già da diversi decenni, le arti e la cultura in generale stessero mostrando la decadenza dell’Occidente, ovvero il padrone dello zeitgeist planetario.

Queste persone stavano vivendo la storia in diretta che pur con una sorta di accelerazione che molti spiegavano con l’avanzamento tecnologico, procedeva su binari frenetici ma leggibili. La scala era più vasta ma non perdeva la sua storicità e le ideologie divenivano sempre più potenti e sentite, tanto che gli uomini in base alle loro credenze potevano in maniera logico-razionale interpretare il reale. Il relativismo poteva al massimo assumere una deriva privata e personale, ma nella società tutti erano schierati in maniera certa e leggibile. In quel periodo la maggioranza in Italia erano fascisti e una minoranza partigiani (quindi per la democrazia e la libertà e c’era chi espletava questa sua appartenenza come comunista o come amante del liberalismo democratico americano o di un’idea di democrazia oramai già ben conosciuta e sperimentata nel mondo post-rivoluzione francese).

Si dice che tutto sia iniziato con un bing bang, anche se questa teoria più si va avanti e più viene scartata, ma certamente lo scoppio della bomba atomica nell’arena pubblica, sulle città di Hiroshima e Nagasaki, all’estremo limite dell’Oriente, lì dove nasce il sole (ricordiamo che la bandiera del sole nascente è la bandiera militare del Giappone), fu come l’inizio di un nuovo giorno, l’entrata in un’anomalia, l’inizio come anche la scienza ci conferma, dell’allineamento del nostro sole al centro galattico.

In realtà fu una specie di prologo, oppure come lo sparo che viene udito prima che i corridori inizino la gara a velocità folle. In Italia ad esempio l’appartenenza politica e le categorie di analisi ed interpretazione della realtà erano perfettamente lineari nel post secondo guerra mondiale. In maniera semplice la serie dei film di Don Camillo, mostra in maniera stereotipata e divertente come era facile essere del mondo ed interpretare la realtà nella società che si apprestava a vivere il boom (si era nostalgici fascisti, ma soprattutto democristiani o comunisti), in un Occidente in cui la democrazia, ma anche il comunismo avevano battuto i cattivoni nazisti, c’era una vitalità ed un entusiasmo che non si sarebbe più ripetuto nella nostra società umana. Si poteva ricostruire da zero letteralmente. Iniziava un vero e proprio periodo di ricostruzione e la fiducia era illimitata.

Questa ulteriore dose di linearità e fiducia non avrebbe avuto vita lunghissima, ma certamente per diversi decenni, almeno fino agli inizi degli anni 70, portò un incredibile fiorire di arti e culture sovversive, di ricchezza economica ed artistica.

Il periodo che va dal 1945 fino al 1955, ovvero il primo decennio del post dopoguerra, nell’underground già ribolle l’anomalia, la distruzione del tessuto spazio-tempo lineare, già la liquidità ribolle. L’anno in cui tutti questi processi hanno inizio è l’anomalo 1947, data dell’incontro con l’anomalia spazio temporale.

L’anno di Roswell, dell’avvistamento di Kenneth Arnold che da inizio all’era ufologica e probabilmente all’accettazione dell’era spaziale nell’inconscio collettivo terrestre, l’anno della morte dell’inventore occulto della pop-music e di tanto altro (Aleister Crowley).

Tenete in mente questi eventi che sono collegati a ciò di cui parlerò in seguito.

Una parte enorme dell’attuale tecnologia è uscita fuori dai laboratori della American Telephones, ma soprattutto dai Bell Laboratories.

Tutto iniziò guarda caso nel 1947 con l’uscita del primo solido transistor proprio dai Bell Laboratories. Tutti questi eventi (Roswell e la messa in costruzione di tecnologie impossibili da immaginare fino a pochi mesi prima come vedremo) sono fortemente collegate, ma non nella maniera lineare ed ufologica, ossia si tratta di qualcosa di più che retroingegneria su manufatti alieni, si tratta di rituali occulti per il recupero di una tecnologia ancestrale, di cui l’evento Roswell forse è stato l’evento simbolico pop da dare in pasto al pubblico.

Se si va a fondo nella faccenda, si scopre che il GAO (la sezione investigativa del congresso degli Stati Uniti) ha riferito che tutti i messaggi usciti fuori dalla base dell’esercito a Roswell nel mese in cui avvennero i famigerati fatti (luglio), sono andati persi, ma non solo, tutte le comunicazioni dell’air force dal 1946 al 1949, da quelle finanziarie fino a quelle amministrative, sono state distrutte.

Come giustamente molti ricercatori tra cui Nick Redfern, sostengono, se il cover up riguardava gli eventi specifici di luglio, come mai questo blackout totale delle comunicazioni in realtà è datato anni prima degli eventi, addirittura in molti casi fino al 1945?

Forse perché gli eventi di Roswell del luglio 1947 sono stati anticipati anni prima, un semplice rituale e storiella da dare in pasto al pubblico.

Vi ricordate la storia dei Macrobes ben esposta da Tsarion, sulla conoscenza ancestrale, la nascita della scienza nel 1600? Ecco una piccola rinfrescata prima di continuare e capire meglio gli eventi che discuterò in seguito, qui e qui.

La bell Labs, fortemente collegata ai fatti di Roswell divenne successivamente la Lucent (Lucifer) Technologies, assonanza neanche nascosta dai partecipanti.

La Bell labs creò un sistema di ricerca chiamato Plan 9 e subito dopo il cambio di nome dei Bell labs in Lucent, la Plan 9 chiamò lo sviluppo del loro lavoro nel 1997 come INFERNO OS. I riferimenti a Lucifero e all’opera di Dante dove Lucifero è il re dell’inferno, sono ovvi, anche perché componenti del progetto prendono nomi utilizzati dal poeta come Styx (il fiume dell’inferno), Limbo, Caronte ecc.

La Terra è l’inferno dove fu confinato Lucifero e sull’assonanza tra Lucifero e Prometeo oltre a trovare tantissima letteratura, troverete vari riferimenti anche sul mio blog. Prometeo l’inventore della tecnica, colui che si ribellò e rubò il fuoco agli Dei.

Mentre In Europa nel 1945 vi era distruzione dappertutto e milioni di morti ed in Giappone si svolge un altro sacrificio con lo sganciamento della bomba atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki, lo stesso anno in un’oscura caverna egiziana viene scoperta la libreria Nag Hammadi, che porterà lo gnosticismo, una conoscenza antica di due millenni, a far sentire la sua voce dopo due millenni di oblio.

Un anno dopo la sezione dell’esercito americano Signal Corps (inventori del moderno circuito stampato) diedero vita all’era spaziale il 10 gennaio 1946 con il progetto Diana, che fece rimbalzare un segnale radio mandato sulla Luna, generando un eco ed un segnale sul nostro pianeta, a Fort Monmouth, New Jersey, dove fu tentato con successo l’esperimento.

Poco tempo prima dell’inizio dell’era degli ufo, nel 1946, appaiono i famosi missili fantasma nei cieli della Scandinavia. Ne saranno visti a migliaia durante tutto quell’anno.

Jack Parsons è una delle figure più misteriose ed affascinanti del novecento. Come scritto in wikipedia da cui riportiamo uno stralcio:

Lavorò al California Institute of Technology e fu uno dei fondatori principali del Jet Propulsion Laboratory (JPL) e Aerojet Corporation. Inventò il combustibile solido per razzi, rivoluzionando così la scienza missilistica. È noto anche per essere stato uno dei primi seguaci americani di Aleister Crowley.

Aleister Crowley come sappiamo fu una specie di moderno John Dee in molti suoi eventi, anche lui riuscì a contattare a suo dire esseri dell’altro mondo.
Jack Parsons

La sua “Grande Opera” nelle sue parole era quella di riuscire a contattare esseri da altri mondi provenienti da altre dimensioni, non umani, tramite invocazioni che lui chiamava Amalatrah. Uno degli esseri che riuscì a contattare, chiamato Lam, fu riprodotto da lui graficamente ed è stato fortemente evidenziato la somiglianza che ha con gli attuali Grigi.

Ebbene anche Parsons pochi giorni dopo i primi avvistamenti di missili fantasma nei cieli scandinavi, si recò solitario nel deserto Mojave dove affermò di aver incontrato la Dea Babalon (concetto di cui abbiamo già parlato nella serie di articoli su Charles Manson) che gli dettò il Liber 49.

Sempre lo stesso anno, ovvero il 1 luglio del 1946, gli Usa danno inizio all’operazione Crossroads (crocevia) che consisteva in test di varie e potentissime armi nucleari. Nelle tradizione magica, i crocevia sono luoghi dove si fanno i patti con i demoni e si prendono accordi con essi ed altri oscuri spiriti, vi è persino la leggenda costruita su Robert Johnson, il padre spirituale del blues, che lo ritrae in compagnia del diavolo al crocevia, dove riceverà la grande ispirazione che lo farà divenire uno dei musicisti più influenti del novecento.

Nel novembre del 1947 dopo la scoperta dei testi gnostici avvenuta due anni prima, avviene un’ulteriore importante scoperta, ovvero quella dei rotoli del Mar Morto, i sacri testi di una setta ebrea chiamata Esseni, che creerà grande scompiglio all’interno della Chiesa.

Quell’anno il Vietnam comincia a ribellarsi contro l’occupazione francese (prologo della più terribile successiva guerra vietnamita).

L’8 gennaio nasce anche “l’alieno sceso sulla terra”, ovvero David Bowie.

In quel mese la Divisione Z sposta le sue operazioni nella base Sandia, divenuta successivamente i laboratori Nazionali Sandia, ovvero il primo laboratorio di armi nucleari degli USA.

Intanto i missili con il carburante stabile di Parsons, incontratosi con la dea Babalon, sono lanciati con successo, tranne uno che viene dichiarato distrutto da un UFO.

Nell’album Sergent Pepper nella copertina è raffigurato anche Aleister Crowley di cui era seguace Parsons e i Beatles ammiratori, ebbene vi è una frase del sgt Peppers in persona nella canzone omonima dei Beatles, che insegna a suonare ai Beatles, in cui nel 1967 dice “it was 20 years ago today”, ovvero oggi fanno venti anni, il che ci riporta al 1 giugno 1947, il mese prima degli eventi di Roswell, ovvero dell’inizio dell’era ufologica, dell’era spaziale nella pop culture, o meglio nello zeitgeist mondiale.

Quello stesso mese vi fu l’avvistamento di Harold Dahl che dichiarò di aver visto ben sei UFO e testimoniò il primo incontro ufficiale con i famigerati Men in Black. Pochi giorni dopo avvenne il più famoso avvistamento del businessman Kenneth Arnold.

Poi il 1 luglio come già affermato, naturalmente avvenne l’evento a Roswell, un anno preciso dopo l’operazione Crossroads.
Crowley nell'album Sgt Peppers

Nessun ufologo si è mai soffermato sul fatto che quello stesso anno il presidente Truman promulgò il 18 settembre del 1947 il National Security Act che inaugurò la nascita della CIA e dell’NSA e sempre quel mese il primo utilizzo di un “computer” come lo conosciamo oggi fu effettuato.

Una nuova tecnologica e futuristica realtà tutto in 2-3 anni scarsi.

Poco dopo la morte di Crowley (le cui ceneri furono sparse nel New Jersey) i Bell Labs presentano il primo solido transistor al mondo.

Il leggendario ufologo John Keel affermò che le attuali manifestazioni ufo, non erano niente di diverso da i demoni descritti dalla civiltà mesopotamiche, studiati dai cosiddetti Assiriologi.

Sant’Agostino ci rivela dettagli interessanti su questi demoni, quotando il famoso mago Apuleio, affermando che essi hanno le stesse pulsioni mentali degli umani, che essi richiedono riti che se trascurati provocano loro enorme fastidio.

A quei tempi la base di Roswell era l’unica base al mondo con armi nucleari ad ala e ci sarebbero varie importanti considerazioni da fare sul nome Roswell, ma vi rimando all’articolo da cui ho preso queste informazioni, in cui troverete informazioni interessanti anche sulla sua latitudine: http://secretsun.blogspot.it/2016/04/lucifers-technologies-land-of.html

Tutta la tecnologia emersa dai Bell Laboratories ha sconvolto letteralmente il mondo, tutto quello che abbiamo adesso lo dobbiamo a quegli anni. La scienza e la cultura è stata rivoltata e rivoluzionata dai transistor, dai circuiti integrati, dai laser ecc.

A questo punto fondamentale è la testimonianza dell’insider Jack Shulmann (tra gli inventori del primo desktop visuale per computer, il cosiddetto ODIN), molto più pregnante di quella del colonnello Corso che parlando di Roswell parlava di “semplice” retroingegneria aliena. Ecco le sue parole:


sono cresciuto all’interno delle abitazioni dei Bell labs, quindi sapevo che c’era qualcosa di strano nei transistor. Conoscevo Bill Shockley (progettista del primo transistor) e Shockley era simile ad un buffone. Non c’è modo che lui abbia inventato il transistor.
Il simbolo per il transistor è composto da tre parti: positiv
o, positivo e negativo; o negativo, negativo e positivo ... biossido di silicio drogato con arsenico e boro, nel 1947. Nel 1947 dopare le cose col boro non era facile, è richiesto un tipo di apparecchiature che i Bell Labs non possedevano nel 1946. Avevano questo tipo di apparecchiatura ai Lawrence Berkeley Laboratories, ma avrebbe richiesto migliaia, migliaia e migliaia di ore ad uomo per inventare il transistor”



Questo è verissimo infatti ufficialmente si dice che il primo transistor era fatto di germanio e solo nei primi anni 50 fu sviluppato il primo transistor al silicio.

Un altro insider infatti ci fa sapere che fino a luglio-agosto-settembre del 1947 non era disponibile nessuna informazione dei Bell Labs sul transistor, questo insider afferma che ciò avvenne perché fu poi scoperto questo elemento nell’ufo caduto a Roswell.

Questo transistor fatto di Germanio in realtà era una chiavica, non era affatto robusto tanto che era inutilizzabile, lo ammettono anche diversi scienziati attualmente.

E mentre in tutto il mondo si cerca di far funzionare questo transistor al germanio, la Bell Labs azzittisce tutti dichiarando la creazione del transistor al silicio.

I transistor al germanio erano davvero interruttori scadenti, tanto che la corrente anche quando venivano spenti continuava a circolare, erano molto instabili e poi boom improvvisamente la Bell Labs esce fuori con i transistor al silicio.

La cosa strana di questa storia è che il transistor al germanio se si va a fondo nella storia non è stato mai un vero transistor e il passaggio da questa primitiva prova a quello al silicone non ha studi scientifici dietro, un percorso graduale o ricerche precedenti, per quanto si inventino balle, negli anni 20 e 30 le proprietà del transistor erano dichiarate impossibili e tutte le ricerche fatte in proposito non portarono a nulla di buono e fra poco parleremo meglio di questi dettagli.

Come venne fuori il boom tecnologico del secondo dopoguerra mondiale? Abbiamo visto come tutto sommato la nascita della scienza e le varie invenzioni avvenute nel settecento ma soprattutto nell’ottocento, pur se adombrate in piccola parte di mistero, in realtà si sono manifestate in maniera sensata, documentata ed anche graduale, si è avuto prima un retroterra ideologico, vari passi falsi, fino alle prime invenzioni.

Lo diamo per scontato e neanche ci facciamo caso, ma le prime televisioni, radio, computer, per essere alimentati avevano bisogno di lunghi tubi a valvole, pesanti e caldi, il motivo del perché ad esempio il primo calcolatore occupava un’intera casa mentre oggi può avere la grandezza di una mano di un bambino.

Nessuno ci ha fatto veramente caso, ma i cambiamenti furono enormi, fu come passare in un attimo dalla carrozza alla ferrari, ma tutto ciò che uscì dai Bell Laboratories ad esempio, trovò esposizione e la sua entrata definitiva nel mercato (come spesso avviene con le varie tecnologie), solo decenni dopo.

Il grafico qui sotto raffigurato, vi mostra questa anomalia quantica, come a partire dagli anni successivi al secondo dopoguerra mondiale, lo sviluppo scientifico, da graduale ed a piccoli passi, abbia ricevuto una anomala spinta di accelerazione, soprattutto a partire dal 1947. Il grafico è reale ma falsato in alcune parti, semplicemente perché il boom ci fu in quegli anni, ora viviamo in un anomala stagnazione, infatti quel grafico fortemente all’insù anche nei nostri decenni è dovuto al fatto che molte invenzioni fatte soprattutto nel primo decennio del secondo dopoguerra, sono state perfezionate e messe nel mercato parecchi decenni dopo. Le vere scoperte in realtà si sono avute in un piccolissimo spazio di tempo.



Nel 1997, precisamente 50 anni dopo il fondamentale 1947, il colonnello Corso sconvolge il mondo ufologico e non solo per le sue informazioni sulla retroingegneria aliena compiuta dai Bell Laboratories ecc.; tutto ciò che è venuto dopo si è dovuto anche grazie all’imperfetta e probabilmente opera di intelligence del colonnello, anche perché come ammette lo stesso Corso, egli entrò dentro tutta questa rete solamente dopo 15 anni dagli eventi di Roswell, quindi non seguì in diretta tutti gli eventi.

Pur nella sua sommarietà ed ambiguità in realtà Corso metteva la pulce nell’orecchio di tutti noi su fatti realissimi. Ad esempio il colonnello affermava che il transistor, di cui abbiamo ampiamente parlato, proveniva da Roswell.

I critici affermano che in realtà il transistor era in sviluppo già da molto tempo prima. Sommariamente in precedenza ho affermato che non è affatto vero, ma andiamo più a fondo in questa questione.

Vediamo cosa ci dice wikipedia su ciò che poi portò all’invenzione del transistor:



The thermionic triode, a vacuum tube invented in 1907, enabled amplified radio technology and long-distance telephony. The triode, however, was a fragile device that consumed a substantial amount of power”



Un vacuum tube, cioè un tubo enorme che consumava enorme potenza, oltretutto estremamente fragile, nulla quindi a che vedere con il moderno transistor, perché viene segnalato come prima frase della storia del transistor dalla wikipedia inglese?

Infatti ci viene detto che il primo vero transistor fu creato dal fisico Julius Edgar Lilienfeld nel 1925, tuttavia Lilienfeld non pubblicò alcuna ricerca a tal proposito come è descritto anche su wikipedia, quindi ancora abbiamo il nulla più assoluto, dicerie senza dimostrazioni pratiche, schemi o esperimenti che possano essere controllati e studiati oggi, tanto che oggi esiste solamente una replica, un modellino basato sul nulla.

Ancora wikipedia ci informa che visto che la creazione di materiali semiconduttori ad alta qualità era ancora decenni da venire (ma va), le idee di Lilienfeld non potevano avere nessun utilizzo pratico negli anni ‘20 o ‘30. Nel 1934 poi ci viene detto che l’inventore tedesco Oskar Heil cercò di creare un simile dispositivo (cioè basato su nessuna dimostrazione).

Come vedete questa è la “storia” del transistor, ovvero fatta di idee e nessuna vera e propria creazione di un dispositivo anche vagamente simile, ma facciamo finta che sia tutto normale. Almeno dal 1934 al 1947 abbiamo una testimonianza cartacea, qualche studio, qualche altra prova anche non mostrata? Assolutamente nulla, più di un decennio di silenzio.

Poi è storia, il primo prototipo funzionante fu creato dai Bell Laboratories nel 1947 e naturalmente loro dovevano giustificare questa scoperta, i vari steps, mettere in mostra una produzione cartacea e udite la barzelletta, perché davvero è andata così, i vari creatori del progetto per giustificare la mancanza di produzione cartacea o dimostrativa affermano che la creazione dei brevetti dei primi dispositivi è stata bloccata a causa dei brevetti di Lilienfeld. Oltretutto per una personalità così importante come Lilienfeld si sa davvero poco, basti pensare che si perde completamente traccia di lui dal 1935. Lilienfeld affermò di essersi recato alle isole vergini per sfuggire dall’area metropolitana di Boston che gli creava enormi allergie, solo questo sappiamo, nient’altro.

Molte persone allergiche di demoni, macrobes, alieni ed altro affermano che questa anomala avanzata di tecnologia, di cui il transistor è uno dei tanti esempi possibili, sia dovuta all’operazione paperclip che trasferì in segreto migliaia di scienziati nazisti negli Usa, portando tra l’altro anche al potenziamento e allo sviluppo della missilistica, ma in realtà spiega poco, anche perché come ammette lo scienziato missilistico Hermann Oberth “non possiamo prenderci tutto il merito dell’avanzamento in certi campi scientifici; noi siamo stati aiutati”. Sicuramente l’operazione paperclip partita alla fine del 1945, con la guerra già conclusa da qualche mese, ha aiutato in diversi campi ed anche sui nazisti si raccontano strane storie di particolari rituali, di sette esoteriche, di contatti con esseri di altri mondi e di tutta una mitologia che grazie allo studio di diversi storici ora è ampiamente accettata e verificata anche nel mainstream.

Mentre quindi si entrava nell’anomalia tecnologica, nell’era spaziale e si dava inizio alla guerra fredda, nella cultura più attenta e nell’underground si era già in pieno post-moderno con la sfiducia verso la scienza che per la prima volta veniva vista non solamente come creatrice di progresso, ma anche di distruzione e creazione di mondi distopici (come in modo futuristico fu già mostrato negli anni 20 dal film Metropolis).

Sicuramente l’evento culturale più importante di questo primo decennio fu lo svilupparsi dell’esistenzialismo che nato già secoli prima, ebbe il suo sviluppo completo (almeno nel mainstream) soprattutto nel secondo dopoguerra, soffermandosi sulla precarietà dell’individuo, sull’insensatezza l’assurdo ed il vuoto che caratterizzano l’uomo moderno. I francesi sono i principali esponenti, a partire dal 1944-45 con l’esistenzialismo ateo di Sartre o di Camus, ma anche il tedesco Jaspers.

Anche il relativismo scientifico di Einstein ha piena esposizione, la sua morte nel 1955 da inizio ad una nuova epoca, l’entrata nella parodia storica, ma questa è un’altra storia.

Per un’ottima trattazione storico-culturale sulla fine della storia e lo scoppio del bing bang, sugli anni che diedero inizio all’anomalia presentatasi in pompa magna a partire dal 1956 sui salotti del pubblico umano ed avere pieno ragguaglio e maggior profondità, consiglio questo articolo di civiltascomparse, uno di una lunga serie che si concentra soprattutto sul passaggio dalla storicità all’anomalia e può far come compendio a questo articolo che parla del prologo sul come si è creata nell’underground questa anomalia.