mercoledì 12 aprile 2017

IT ALL STARTS WITH A BANG - i rituali per l'entrata nell'anomalia spazio temporale


Chi mi legge ha capito oramai la mia fissa su date, suddivisione ed analisi della storia dal punto di vista ciclico. Ebbene questo articolo si soffermerà sul primo decennio del post dopoguerra mondiale sul periodo storico che va dal 1945 fino diciamo ai primi anni 50. Quel periodo che diede vita all’entrata nell’anomalia storica in cui siamo invischiati da più di 70 anni.

Conoscendo il passato si conosce e comprende il futuro è un detto che non solo gli storici ma ognuno di noi dovrebbe imprimersi nella memoria per analizzare la realtà che ci circonda anche e soprattutto da un punto di vista personale e non per forza storico-culturale.

Va molto di moda in questo periodo l’ipnosi regressiva e non solo quella Malanga style (non ci crederete ma non esiste solo lui in questo campo, fate una breve ricerca su youtube e vi si aprirà un mondo), esistono persino studi di psicologia, olistici ecc. che con risultati esaltanti stanno letteralmente salvando migliaia di persone nella comprensione di loro stessi e qui non mi sto basando su dei video presenti in youtube (molti dei quali viziati dalle credenze dell’ipnotista), ma di esperienze di persone che conosco direttamente che mi hanno letteralmente lasciato a bocca aperta, rilevandomi una realtà sommersa che non vive di credulità e teorie, ma di esperienze sul campo. Non ho mai provato su me stesso l’ipnosi regressiva, ma come detto molte volte in questo forum, molti eventi del tempo passato in cui si è imbattuta l’umanità, sia dal punto di vista personale che a livello di inconscio collettivo e planetario, hanno creato una barriera ed un’evoluzione non proprio naturale della società in cui viviamo. Traumi planetari e personali hanno bloccato l’uomo nel suo percorso di sperimentazione e ricerca, rendendo il nostro splendido pianeta blu, un vero e proprio inferno dove sembra non esserci una via d’uscita verso qualcosa di diverso e migliore.

Mi viene in mente una puntata del serial “Buffy” (ve la consiglio proprio perché è una delle miglior trattazioni esistenziali sul percorso dell’eroe, che è da sempre la metafora del percorso iniziatico dell’uomo e sul ribaltamento del potere patriarcale in un potere condiviso), quando Buffy viene resuscitata dagli amici grazie ad un rituale magico reso possibile dal fatto che la sua fu una morte avvenuta in modo mistico, gli amici credevano di averla aiutata ma lei una volta tornata sulla Terra con sconcerto all’inizio pensa di essere all’inferno, solo dopo si rende conto di essere ritornata sulla terra e ciò porterà alla sua depressione per il resto della stagione. Ecco il suo dialogo che un po' riassume la vita di ogni uomo sulla Terra:



...Everything here is hard and bright and violent. Everything I feel, everything I touch. This is Hell. Just getting through the next moment, and the one after that. Knowing what I've lost. They can never know. Never."



Eppure tanti sono i momenti di gioia, di ricerca per cui diciamo che vale la pena vivere ed è proprio così. I nostro momenti su questo pianeta sono fondamentali, perché è qui che avviene la vera battaglia non in qualche inconoscibile dimensione spirituale.

Eppure sentiamo che c’è qualcosa che non va, ci sentiamo spesso estranei alla realtà, in questo periodo storico più che in passato. Come detto varie volte, il postmoderno, nato simbolicamente (come evidenziato benissimo dal blog civiltascomparse) nel 1956, ha portato la fine della linearità storica e l’ingresso in una singolarità temporale da cui non siamo ancora usciti. E’ un periodo dove tutto viene messo in discussione, compresi i cosiddetti elementi “imperiali” della storia. Tutto è caos, tutto è liquido, nulla si sedimenta.

Perchè il 1945? Perchè è l’inizio dell’era nucleare che porterà pochi anni dopo all’inizio dell’era spaziale, della pop-culture ecc. ecc.




It all start with a bang





Immaginate di essere uno storico che vive in diretta la seconda guerra mondiale. Un evento traumatico proprio perché si tratta di una guerra planetaria, la seconda oltretutto, dove vengono messi in mostra archetipi importanti, come quello della spirale tramutata in svastica, simbolo del sole nero, del centro galattico, sembra quasi una profezia dell’avvento di una singolarità quantistica, dell’ingresso in un buco nero. Il nazismo rappresenta il male assoluto, il potere che tutto vuole controllare, mentre gli alleati occidentali rappresentano il bene assoluto che vogliono difendere la libertà e l’autodeterminazione. Sembra tutto così cristallino e chiaro ad uno storico di mente aperta. Tralasciando dettagli più ambigui e complottistici, nello spettacolo, nella messa in scena mainstream tutto era delineato e preciso, c’era una sorta di sentore escatologico proprio per l’ampiezza degli ideali e la vastità della guerra che si combatteva, ma tutto era chiaro, nonostante già da diversi decenni, le arti e la cultura in generale stessero mostrando la decadenza dell’Occidente, ovvero il padrone dello zeitgeist planetario.

Queste persone stavano vivendo la storia in diretta che pur con una sorta di accelerazione che molti spiegavano con l’avanzamento tecnologico, procedeva su binari frenetici ma leggibili. La scala era più vasta ma non perdeva la sua storicità e le ideologie divenivano sempre più potenti e sentite, tanto che gli uomini in base alle loro credenze potevano in maniera logico-razionale interpretare il reale. Il relativismo poteva al massimo assumere una deriva privata e personale, ma nella società tutti erano schierati in maniera certa e leggibile. In quel periodo la maggioranza in Italia erano fascisti e una minoranza partigiani (quindi per la democrazia e la libertà e c’era chi espletava questa sua appartenenza come comunista o come amante del liberalismo democratico americano o di un’idea di democrazia oramai già ben conosciuta e sperimentata nel mondo post-rivoluzione francese).

Si dice che tutto sia iniziato con un bing bang, anche se questa teoria più si va avanti e più viene scartata, ma certamente lo scoppio della bomba atomica nell’arena pubblica, sulle città di Hiroshima e Nagasaki, all’estremo limite dell’Oriente, lì dove nasce il sole (ricordiamo che la bandiera del sole nascente è la bandiera militare del Giappone), fu come l’inizio di un nuovo giorno, l’entrata in un’anomalia, l’inizio come anche la scienza ci conferma, dell’allineamento del nostro sole al centro galattico.

In realtà fu una specie di prologo, oppure come lo sparo che viene udito prima che i corridori inizino la gara a velocità folle. In Italia ad esempio l’appartenenza politica e le categorie di analisi ed interpretazione della realtà erano perfettamente lineari nel post secondo guerra mondiale. In maniera semplice la serie dei film di Don Camillo, mostra in maniera stereotipata e divertente come era facile essere del mondo ed interpretare la realtà nella società che si apprestava a vivere il boom (si era nostalgici fascisti, ma soprattutto democristiani o comunisti), in un Occidente in cui la democrazia, ma anche il comunismo avevano battuto i cattivoni nazisti, c’era una vitalità ed un entusiasmo che non si sarebbe più ripetuto nella nostra società umana. Si poteva ricostruire da zero letteralmente. Iniziava un vero e proprio periodo di ricostruzione e la fiducia era illimitata.

Questa ulteriore dose di linearità e fiducia non avrebbe avuto vita lunghissima, ma certamente per diversi decenni, almeno fino agli inizi degli anni 70, portò un incredibile fiorire di arti e culture sovversive, di ricchezza economica ed artistica.

Il periodo che va dal 1945 fino al 1955, ovvero il primo decennio del post dopoguerra, nell’underground già ribolle l’anomalia, la distruzione del tessuto spazio-tempo lineare, già la liquidità ribolle. L’anno in cui tutti questi processi hanno inizio è l’anomalo 1947, data dell’incontro con l’anomalia spazio temporale.

L’anno di Roswell, dell’avvistamento di Kenneth Arnold che da inizio all’era ufologica e probabilmente all’accettazione dell’era spaziale nell’inconscio collettivo terrestre, l’anno della morte dell’inventore occulto della pop-music e di tanto altro (Aleister Crowley).

Tenete in mente questi eventi che sono collegati a ciò di cui parlerò in seguito.

Una parte enorme dell’attuale tecnologia è uscita fuori dai laboratori della American Telephones, ma soprattutto dai Bell Laboratories.

Tutto iniziò guarda caso nel 1947 con l’uscita del primo solido transistor proprio dai Bell Laboratories. Tutti questi eventi (Roswell e la messa in costruzione di tecnologie impossibili da immaginare fino a pochi mesi prima come vedremo) sono fortemente collegate, ma non nella maniera lineare ed ufologica, ossia si tratta di qualcosa di più che retroingegneria su manufatti alieni, si tratta di rituali occulti per il recupero di una tecnologia ancestrale, di cui l’evento Roswell forse è stato l’evento simbolico pop da dare in pasto al pubblico.

Se si va a fondo nella faccenda, si scopre che il GAO (la sezione investigativa del congresso degli Stati Uniti) ha riferito che tutti i messaggi usciti fuori dalla base dell’esercito a Roswell nel mese in cui avvennero i famigerati fatti (luglio), sono andati persi, ma non solo, tutte le comunicazioni dell’air force dal 1946 al 1949, da quelle finanziarie fino a quelle amministrative, sono state distrutte.

Come giustamente molti ricercatori tra cui Nick Redfern, sostengono, se il cover up riguardava gli eventi specifici di luglio, come mai questo blackout totale delle comunicazioni in realtà è datato anni prima degli eventi, addirittura in molti casi fino al 1945?

Forse perché gli eventi di Roswell del luglio 1947 sono stati anticipati anni prima, un semplice rituale e storiella da dare in pasto al pubblico.

Vi ricordate la storia dei Macrobes ben esposta da Tsarion, sulla conoscenza ancestrale, la nascita della scienza nel 1600? Ecco una piccola rinfrescata prima di continuare e capire meglio gli eventi che discuterò in seguito, qui e qui.

La bell Labs, fortemente collegata ai fatti di Roswell divenne successivamente la Lucent (Lucifer) Technologies, assonanza neanche nascosta dai partecipanti.

La Bell labs creò un sistema di ricerca chiamato Plan 9 e subito dopo il cambio di nome dei Bell labs in Lucent, la Plan 9 chiamò lo sviluppo del loro lavoro nel 1997 come INFERNO OS. I riferimenti a Lucifero e all’opera di Dante dove Lucifero è il re dell’inferno, sono ovvi, anche perché componenti del progetto prendono nomi utilizzati dal poeta come Styx (il fiume dell’inferno), Limbo, Caronte ecc.

La Terra è l’inferno dove fu confinato Lucifero e sull’assonanza tra Lucifero e Prometeo oltre a trovare tantissima letteratura, troverete vari riferimenti anche sul mio blog. Prometeo l’inventore della tecnica, colui che si ribellò e rubò il fuoco agli Dei.

Mentre In Europa nel 1945 vi era distruzione dappertutto e milioni di morti ed in Giappone si svolge un altro sacrificio con lo sganciamento della bomba atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki, lo stesso anno in un’oscura caverna egiziana viene scoperta la libreria Nag Hammadi, che porterà lo gnosticismo, una conoscenza antica di due millenni, a far sentire la sua voce dopo due millenni di oblio.

Un anno dopo la sezione dell’esercito americano Signal Corps (inventori del moderno circuito stampato) diedero vita all’era spaziale il 10 gennaio 1946 con il progetto Diana, che fece rimbalzare un segnale radio mandato sulla Luna, generando un eco ed un segnale sul nostro pianeta, a Fort Monmouth, New Jersey, dove fu tentato con successo l’esperimento.

Poco tempo prima dell’inizio dell’era degli ufo, nel 1946, appaiono i famosi missili fantasma nei cieli della Scandinavia. Ne saranno visti a migliaia durante tutto quell’anno.

Jack Parsons è una delle figure più misteriose ed affascinanti del novecento. Come scritto in wikipedia da cui riportiamo uno stralcio:

Lavorò al California Institute of Technology e fu uno dei fondatori principali del Jet Propulsion Laboratory (JPL) e Aerojet Corporation. Inventò il combustibile solido per razzi, rivoluzionando così la scienza missilistica. È noto anche per essere stato uno dei primi seguaci americani di Aleister Crowley.

Aleister Crowley come sappiamo fu una specie di moderno John Dee in molti suoi eventi, anche lui riuscì a contattare a suo dire esseri dell’altro mondo.
Jack Parsons

La sua “Grande Opera” nelle sue parole era quella di riuscire a contattare esseri da altri mondi provenienti da altre dimensioni, non umani, tramite invocazioni che lui chiamava Amalatrah. Uno degli esseri che riuscì a contattare, chiamato Lam, fu riprodotto da lui graficamente ed è stato fortemente evidenziato la somiglianza che ha con gli attuali Grigi.

Ebbene anche Parsons pochi giorni dopo i primi avvistamenti di missili fantasma nei cieli scandinavi, si recò solitario nel deserto Mojave dove affermò di aver incontrato la Dea Babalon (concetto di cui abbiamo già parlato nella serie di articoli su Charles Manson) che gli dettò il Liber 49.

Sempre lo stesso anno, ovvero il 1 luglio del 1946, gli Usa danno inizio all’operazione Crossroads (crocevia) che consisteva in test di varie e potentissime armi nucleari. Nelle tradizione magica, i crocevia sono luoghi dove si fanno i patti con i demoni e si prendono accordi con essi ed altri oscuri spiriti, vi è persino la leggenda costruita su Robert Johnson, il padre spirituale del blues, che lo ritrae in compagnia del diavolo al crocevia, dove riceverà la grande ispirazione che lo farà divenire uno dei musicisti più influenti del novecento.

Nel novembre del 1947 dopo la scoperta dei testi gnostici avvenuta due anni prima, avviene un’ulteriore importante scoperta, ovvero quella dei rotoli del Mar Morto, i sacri testi di una setta ebrea chiamata Esseni, che creerà grande scompiglio all’interno della Chiesa.

Quell’anno il Vietnam comincia a ribellarsi contro l’occupazione francese (prologo della più terribile successiva guerra vietnamita).

L’8 gennaio nasce anche “l’alieno sceso sulla terra”, ovvero David Bowie.

In quel mese la Divisione Z sposta le sue operazioni nella base Sandia, divenuta successivamente i laboratori Nazionali Sandia, ovvero il primo laboratorio di armi nucleari degli USA.

Intanto i missili con il carburante stabile di Parsons, incontratosi con la dea Babalon, sono lanciati con successo, tranne uno che viene dichiarato distrutto da un UFO.

Nell’album Sergent Pepper nella copertina è raffigurato anche Aleister Crowley di cui era seguace Parsons e i Beatles ammiratori, ebbene vi è una frase del sgt Peppers in persona nella canzone omonima dei Beatles, che insegna a suonare ai Beatles, in cui nel 1967 dice “it was 20 years ago today”, ovvero oggi fanno venti anni, il che ci riporta al 1 giugno 1947, il mese prima degli eventi di Roswell, ovvero dell’inizio dell’era ufologica, dell’era spaziale nella pop culture, o meglio nello zeitgeist mondiale.

Quello stesso mese vi fu l’avvistamento di Harold Dahl che dichiarò di aver visto ben sei UFO e testimoniò il primo incontro ufficiale con i famigerati Men in Black. Pochi giorni dopo avvenne il più famoso avvistamento del businessman Kenneth Arnold.

Poi il 1 luglio come già affermato, naturalmente avvenne l’evento a Roswell, un anno preciso dopo l’operazione Crossroads.
Crowley nell'album Sgt Peppers

Nessun ufologo si è mai soffermato sul fatto che quello stesso anno il presidente Truman promulgò il 18 settembre del 1947 il National Security Act che inaugurò la nascita della CIA e dell’NSA e sempre quel mese il primo utilizzo di un “computer” come lo conosciamo oggi fu effettuato.

Una nuova tecnologica e futuristica realtà tutto in 2-3 anni scarsi.

Poco dopo la morte di Crowley (le cui ceneri furono sparse nel New Jersey) i Bell Labs presentano il primo solido transistor al mondo.

Il leggendario ufologo John Keel affermò che le attuali manifestazioni ufo, non erano niente di diverso da i demoni descritti dalla civiltà mesopotamiche, studiati dai cosiddetti Assiriologi.

Sant’Agostino ci rivela dettagli interessanti su questi demoni, quotando il famoso mago Apuleio, affermando che essi hanno le stesse pulsioni mentali degli umani, che essi richiedono riti che se trascurati provocano loro enorme fastidio.

A quei tempi la base di Roswell era l’unica base al mondo con armi nucleari ad ala e ci sarebbero varie importanti considerazioni da fare sul nome Roswell, ma vi rimando all’articolo da cui ho preso queste informazioni, in cui troverete informazioni interessanti anche sulla sua latitudine: http://secretsun.blogspot.it/2016/04/lucifers-technologies-land-of.html

Tutta la tecnologia emersa dai Bell Laboratories ha sconvolto letteralmente il mondo, tutto quello che abbiamo adesso lo dobbiamo a quegli anni. La scienza e la cultura è stata rivoltata e rivoluzionata dai transistor, dai circuiti integrati, dai laser ecc.

A questo punto fondamentale è la testimonianza dell’insider Jack Shulmann (tra gli inventori del primo desktop visuale per computer, il cosiddetto ODIN), molto più pregnante di quella del colonnello Corso che parlando di Roswell parlava di “semplice” retroingegneria aliena. Ecco le sue parole:


sono cresciuto all’interno delle abitazioni dei Bell labs, quindi sapevo che c’era qualcosa di strano nei transistor. Conoscevo Bill Shockley (progettista del primo transistor) e Shockley era simile ad un buffone. Non c’è modo che lui abbia inventato il transistor.
Il simbolo per il transistor è composto da tre parti: positiv
o, positivo e negativo; o negativo, negativo e positivo ... biossido di silicio drogato con arsenico e boro, nel 1947. Nel 1947 dopare le cose col boro non era facile, è richiesto un tipo di apparecchiature che i Bell Labs non possedevano nel 1946. Avevano questo tipo di apparecchiatura ai Lawrence Berkeley Laboratories, ma avrebbe richiesto migliaia, migliaia e migliaia di ore ad uomo per inventare il transistor”



Questo è verissimo infatti ufficialmente si dice che il primo transistor era fatto di germanio e solo nei primi anni 50 fu sviluppato il primo transistor al silicio.

Un altro insider infatti ci fa sapere che fino a luglio-agosto-settembre del 1947 non era disponibile nessuna informazione dei Bell Labs sul transistor, questo insider afferma che ciò avvenne perché fu poi scoperto questo elemento nell’ufo caduto a Roswell.

Questo transistor fatto di Germanio in realtà era una chiavica, non era affatto robusto tanto che era inutilizzabile, lo ammettono anche diversi scienziati attualmente.

E mentre in tutto il mondo si cerca di far funzionare questo transistor al germanio, la Bell Labs azzittisce tutti dichiarando la creazione del transistor al silicio.

I transistor al germanio erano davvero interruttori scadenti, tanto che la corrente anche quando venivano spenti continuava a circolare, erano molto instabili e poi boom improvvisamente la Bell Labs esce fuori con i transistor al silicio.

La cosa strana di questa storia è che il transistor al germanio se si va a fondo nella storia non è stato mai un vero transistor e il passaggio da questa primitiva prova a quello al silicone non ha studi scientifici dietro, un percorso graduale o ricerche precedenti, per quanto si inventino balle, negli anni 20 e 30 le proprietà del transistor erano dichiarate impossibili e tutte le ricerche fatte in proposito non portarono a nulla di buono e fra poco parleremo meglio di questi dettagli.

Come venne fuori il boom tecnologico del secondo dopoguerra mondiale? Abbiamo visto come tutto sommato la nascita della scienza e le varie invenzioni avvenute nel settecento ma soprattutto nell’ottocento, pur se adombrate in piccola parte di mistero, in realtà si sono manifestate in maniera sensata, documentata ed anche graduale, si è avuto prima un retroterra ideologico, vari passi falsi, fino alle prime invenzioni.

Lo diamo per scontato e neanche ci facciamo caso, ma le prime televisioni, radio, computer, per essere alimentati avevano bisogno di lunghi tubi a valvole, pesanti e caldi, il motivo del perché ad esempio il primo calcolatore occupava un’intera casa mentre oggi può avere la grandezza di una mano di un bambino.

Nessuno ci ha fatto veramente caso, ma i cambiamenti furono enormi, fu come passare in un attimo dalla carrozza alla ferrari, ma tutto ciò che uscì dai Bell Laboratories ad esempio, trovò esposizione e la sua entrata definitiva nel mercato (come spesso avviene con le varie tecnologie), solo decenni dopo.

Il grafico qui sotto raffigurato, vi mostra questa anomalia quantica, come a partire dagli anni successivi al secondo dopoguerra mondiale, lo sviluppo scientifico, da graduale ed a piccoli passi, abbia ricevuto una anomala spinta di accelerazione, soprattutto a partire dal 1947. Il grafico è reale ma falsato in alcune parti, semplicemente perché il boom ci fu in quegli anni, ora viviamo in un anomala stagnazione, infatti quel grafico fortemente all’insù anche nei nostri decenni è dovuto al fatto che molte invenzioni fatte soprattutto nel primo decennio del secondo dopoguerra, sono state perfezionate e messe nel mercato parecchi decenni dopo. Le vere scoperte in realtà si sono avute in un piccolissimo spazio di tempo.



Nel 1997, precisamente 50 anni dopo il fondamentale 1947, il colonnello Corso sconvolge il mondo ufologico e non solo per le sue informazioni sulla retroingegneria aliena compiuta dai Bell Laboratories ecc.; tutto ciò che è venuto dopo si è dovuto anche grazie all’imperfetta e probabilmente opera di intelligence del colonnello, anche perché come ammette lo stesso Corso, egli entrò dentro tutta questa rete solamente dopo 15 anni dagli eventi di Roswell, quindi non seguì in diretta tutti gli eventi.

Pur nella sua sommarietà ed ambiguità in realtà Corso metteva la pulce nell’orecchio di tutti noi su fatti realissimi. Ad esempio il colonnello affermava che il transistor, di cui abbiamo ampiamente parlato, proveniva da Roswell.

I critici affermano che in realtà il transistor era in sviluppo già da molto tempo prima. Sommariamente in precedenza ho affermato che non è affatto vero, ma andiamo più a fondo in questa questione.

Vediamo cosa ci dice wikipedia su ciò che poi portò all’invenzione del transistor:



The thermionic triode, a vacuum tube invented in 1907, enabled amplified radio technology and long-distance telephony. The triode, however, was a fragile device that consumed a substantial amount of power”



Un vacuum tube, cioè un tubo enorme che consumava enorme potenza, oltretutto estremamente fragile, nulla quindi a che vedere con il moderno transistor, perché viene segnalato come prima frase della storia del transistor dalla wikipedia inglese?

Infatti ci viene detto che il primo vero transistor fu creato dal fisico Julius Edgar Lilienfeld nel 1925, tuttavia Lilienfeld non pubblicò alcuna ricerca a tal proposito come è descritto anche su wikipedia, quindi ancora abbiamo il nulla più assoluto, dicerie senza dimostrazioni pratiche, schemi o esperimenti che possano essere controllati e studiati oggi, tanto che oggi esiste solamente una replica, un modellino basato sul nulla.

Ancora wikipedia ci informa che visto che la creazione di materiali semiconduttori ad alta qualità era ancora decenni da venire (ma va), le idee di Lilienfeld non potevano avere nessun utilizzo pratico negli anni ‘20 o ‘30. Nel 1934 poi ci viene detto che l’inventore tedesco Oskar Heil cercò di creare un simile dispositivo (cioè basato su nessuna dimostrazione).

Come vedete questa è la “storia” del transistor, ovvero fatta di idee e nessuna vera e propria creazione di un dispositivo anche vagamente simile, ma facciamo finta che sia tutto normale. Almeno dal 1934 al 1947 abbiamo una testimonianza cartacea, qualche studio, qualche altra prova anche non mostrata? Assolutamente nulla, più di un decennio di silenzio.

Poi è storia, il primo prototipo funzionante fu creato dai Bell Laboratories nel 1947 e naturalmente loro dovevano giustificare questa scoperta, i vari steps, mettere in mostra una produzione cartacea e udite la barzelletta, perché davvero è andata così, i vari creatori del progetto per giustificare la mancanza di produzione cartacea o dimostrativa affermano che la creazione dei brevetti dei primi dispositivi è stata bloccata a causa dei brevetti di Lilienfeld. Oltretutto per una personalità così importante come Lilienfeld si sa davvero poco, basti pensare che si perde completamente traccia di lui dal 1935. Lilienfeld affermò di essersi recato alle isole vergini per sfuggire dall’area metropolitana di Boston che gli creava enormi allergie, solo questo sappiamo, nient’altro.

Molte persone allergiche di demoni, macrobes, alieni ed altro affermano che questa anomala avanzata di tecnologia, di cui il transistor è uno dei tanti esempi possibili, sia dovuta all’operazione paperclip che trasferì in segreto migliaia di scienziati nazisti negli Usa, portando tra l’altro anche al potenziamento e allo sviluppo della missilistica, ma in realtà spiega poco, anche perché come ammette lo scienziato missilistico Hermann Oberth “non possiamo prenderci tutto il merito dell’avanzamento in certi campi scientifici; noi siamo stati aiutati”. Sicuramente l’operazione paperclip partita alla fine del 1945, con la guerra già conclusa da qualche mese, ha aiutato in diversi campi ed anche sui nazisti si raccontano strane storie di particolari rituali, di sette esoteriche, di contatti con esseri di altri mondi e di tutta una mitologia che grazie allo studio di diversi storici ora è ampiamente accettata e verificata anche nel mainstream.

Mentre quindi si entrava nell’anomalia tecnologica, nell’era spaziale e si dava inizio alla guerra fredda, nella cultura più attenta e nell’underground si era già in pieno post-moderno con la sfiducia verso la scienza che per la prima volta veniva vista non solamente come creatrice di progresso, ma anche di distruzione e creazione di mondi distopici (come in modo futuristico fu già mostrato negli anni 20 dal film Metropolis).

Sicuramente l’evento culturale più importante di questo primo decennio fu lo svilupparsi dell’esistenzialismo che nato già secoli prima, ebbe il suo sviluppo completo (almeno nel mainstream) soprattutto nel secondo dopoguerra, soffermandosi sulla precarietà dell’individuo, sull’insensatezza l’assurdo ed il vuoto che caratterizzano l’uomo moderno. I francesi sono i principali esponenti, a partire dal 1944-45 con l’esistenzialismo ateo di Sartre o di Camus, ma anche il tedesco Jaspers.

Anche il relativismo scientifico di Einstein ha piena esposizione, la sua morte nel 1955 da inizio ad una nuova epoca, l’entrata nella parodia storica, ma questa è un’altra storia.

Per un’ottima trattazione storico-culturale sulla fine della storia e lo scoppio del bing bang, sugli anni che diedero inizio all’anomalia presentatasi in pompa magna a partire dal 1956 sui salotti del pubblico umano ed avere pieno ragguaglio e maggior profondità, consiglio questo articolo di civiltascomparse, uno di una lunga serie che si concentra soprattutto sul passaggio dalla storicità all’anomalia e può far come compendio a questo articolo che parla del prologo sul come si è creata nell’underground questa anomalia.





domenica 29 gennaio 2017

MODELLI PREVISIONALI PER IL 2017 ED OLTRE: l'analisi di Austin Coppock





Il 2016 è stato davvero un anno pieno di tribolazioni dal punto di vista degli eventi mondiali e sicuramente ha cambiato alcune carte in tavola e molti sono stati i fallimenti previsionali, clamorosi soprattutto nel mainstream, incapace di fare analisi anticipatorie o di interpretare la nostra realtà. A dimostrazione di come il sistema stia perdendo presa sulla nostra realtà, in realtà ci troviamo davanti un processo più profondo che investigheremo in questo articolo.
Il metodo predittivo classico, quello basato solamente sugli eventi politici, culturali ecc. non basta, perchè la vita è sempre piena di incognite ed eventi improvvisi, anche per questo ho letto con sincero interesse ed entusiasmo l'analisi di Austin Coppock sul 2017 ed oltre, proprio perché mira a svelare tendenze ed etats d'esprit più che prevedere un colpo di stato, il crollo dell'euro o l'assassinio di Trump, eventi troppo dettagliati per prevederne il loro avvenimento od esito. Questo personaggio è un astrologo di cui ho conosciuto gli articoli grazie ad alcune interviste audio sull'ottimo blog runesoup. Naturalmente non stiamo parlando di astrologia dei giornali gossippari o quella presente in tv, ma di una tradizione millenaria (presente in ogni parte del mondo) che è nata da quando l'uomo ha alzato per la prima volta il suo sguardo al cielo e visto che questo sarà un articolo in buona parte astrologico è bene tener presente che io non sono un astrologo e tanto mai esperto in questa materia, ma nella sostanza ritengo che questa materia (che gioca con gli archetipi, il simbolismo e con l'universale verità del "come è in basso così è in alto"), sia assolutamente imprescindibile in un'analisi previsionale, altrimenti faremo continue figure di merda come il mainstream ci sta abituando, per nostra somma gioia, da qualche anno a questa parte.
Quello che dalla sua analisi emerge è che certamente il vecchio sistema continuerà nella sua opera di autodistruzione di se stesso (in questo senso il 2017 sarà una sorta di continuazione, di 2016 parte II), ma purtroppo per aspettare qualcosa di davvero nuovo bisognerà attendere l'inizio del prossimo decennio.
Il cielo del 2017 astrologicamente nelle stesse parole di Coppock è sgargiante e luminoso come le insegne e le luci della città di Las Vegas e al suo interno si svolgono giochi di abilità e di fortuna, perché la nostra società quale migliore paragone può avere se non quello di un Casinò di Las Vegas dove si scommettono miliardi, dove con investimenti e giochetti finanziari si distruggono milioni di vite e si portano in bancarotta intere nazioni? Eppure pur con tutto il tragico melodramma che si svolge al suo interno, una regola non cambia nel grande Casinò che è la vita: il banco vince sempre.
Le carte usate nel casinò per l'anno 2017 hanno immagini sia luminose che mostruose. Vi sono jolly, joker, non più solitari, ve ne sarà un esercito intero abbastanza eterogeneo, come alla fine è stato anche nel 2016.
Questa prima indicazione ci porta anche al fatto fondamentale che come è successo nel 2016, anche nel 2017 ci saranno fatti imprevedibili, che porteranno sconcerto e malamente alcuni ad abbandonare le loro convinzioni, perché il mondo non andrà come loro hanno voluto, per questo sarà necessario come ho già affermato in articoli precedenti ( e questo vale in genere per i prossimi anni) essere flessibili, perché viviamo in un periodo liquido dove si subiranno diversi contraccolpi e cambi a 360° che porteranno le nostre dinamiche di pensiero a dover cambiare ogni volta approccio. Vedremo la realtà cambiare fulmineamente e spesso in maniera inaspettata o non piacevole, insomma tutte cose poco utili per programmi a lunga scadenza.
Una considerazione importante da fare è che il Casinò (la società post-moderna con tutti i suoi lustrini) sta per chiudere i battenti. Il Casinò ci ha lasciato giocare, perdere e persino rialzarci con solamente una fiche in mano. A tutti è stata data la possibilità di scommettere avendo come regola non detta quella del banco vince sempre, ovvero il sistema. Il banco se ne fotte se un gruppo di turisti ubriachi o un riccone facoltoso fa bancarotta, l'importante é che non ecceda coi guadagni, può anche temporaneamente svuotare il banco, peggio per lui se lo fa, gli saranno richiesti gli interessi. Quando si gioca al casinò la regola importante da sapere è quella di essere flessibili, vari nelle puntate e giocate e di non strafare, altrimenti si sarà cacciati fuori malamente dai bodyguard. Finché si sanno queste regole base, tutti possono giocare, persino chi non ha fiche in mano troverà sempre qualcuno che potrà prestargliele.
Il casinò appunto sta per chiudere i battenti e molti con sconcerto ne saranno cacciati, secondo la visione di Coppock, probabilmente il 2017 sarà l'ultimo anno vagamente familiare prima di raggiungere paesaggi anomali che purtroppo non saranno ancora il nuovo, la rivoluzione che tutti aspettiamo.


Manifesto pro-Trump che nel suo essere semplice propaganda rileva comunque la diversità tra i due zeitgeist in lotta tra di loro


Importante in questo modello previsionale è il fondamentale ciclo di Saturno-Giove che è imprescindibile per ogni astrologo che voglia iniziare ad applicare dei modelli previsionali storici e non solamente individuali.
Ogni "congiunzione" tra Giove e Saturno, tradizionalmente chiamata grande congiunzione, avviene precisamente ogni 20 anni. L'ultima vi è stata nel 2000, quindi la prossima avverrà nel 2020.
Questo modello è utile per fare modelli previsionali su epoche brevi o su una generazione intesa in senso diciamo post-moderno, ma anche come vedremo in seguito, su epoche molto più lunghe.
Se prendiamo quindi questi 20 anni come rappresentanti di un particolare ciclo storico, diventa chiaro che noi abbiamo percorso la maggior parte di questo ciclo, vi siamo completamente immersi o meglio siamo arrivati alla sua fase finale, l'ultimo miglio.
I 16 anni di questo ciclo partendo quindi dal 2000, possono essere sintetizzati come gli anni della globalizzazione neoliberista, dell'economia che assume caratteristiche globali.
Questa asserzione è vera soprattutto per i primi 7 anni, successivamente con l'avvento della crisi economica, iniziata ufficialmente nel 2008, questo modello viene messo in discussione ed entra in crisi, pur rimanendo sempre la struttura dominante della nostra società.
Abbiamo quindi tre atti in questo mini ciclo di venti anni:
1) ascesa della globalizzazione economica (entusiasmo per l'abbattimento delle dogane, nascita di una moneta continentale come l'euro, facilità nei viaggi e trasporti, abbattimento dei dazi, fine delle politiche protezionistiche, apertura dell'oriente, immigrazione selvaggia ecc. ecc.)
2) crisi (inizio della crisi economica, inizio della precarietà).
3) risposta contraria ovvero picco della protesta contro il movimento globalista, ascesa dei movimenti populisti, dei leader nazionalisti, brexit e Trump che dopo svariati decenni applica di nuovo politiche protezionistiche all'economia americana.
Nei precedenti venti anni si è preparata la strada (con il crollo del muro di Berlino, la dissoluzione dell'Urss, le privatizzazioni selvagge e la nascita di internet) a quello che stiamo vivendo noi attualmente.
Ne consegue che alla fine di questo ciclo, vedremo raggiungere la massima tensione e scontro tra le forze neoliberali e quelle neonazionaliste. Questo picco emotivo già evidente (soprattutto dal 2016), ma ancora più forte e conflittuale nei prossimi tre anni, porterà ad una tesi ed antitesi che è un pò la summa del pensiero politico ed economico degli ultimi secoli, saranno quindi anni diciamo "oscuri", molto battaglieri, queste due tesi saranno ampiamente esposte nell'arena pubblica mostrando i loro limiti e la loro pericolosità.
Ritornerò a breve sull'importantissimo ciclo Giove e Saturno, perché in realtà abbiamo solo scalfito la superficie e dato un'indicazione estremamente sintetica e parziale, c'è molto di più, ma per ora concentriamoci su quello fin'ora esposto.
Come abbiamo visto quindi si sta scatenando l'enorme battaglia tra globalisti e nazionalisti, entrambi propongono in modo estremo visioni che ci portiamo almeno dal 19° secolo e che troveranno finalmente la loro risoluzione all'inizio del prossimo decennio. Per ora ciò che appare chiaro è il blocco in cui attualmente ci troviamo, una società che non sa pensare e proporre alternative originali per il futuro, peggio ancora una civiltà senza futuro, completamente morta e racchiusa nella NOSTALGIA. Una civiltà morente è la civiltà dove nascono i revival, dove la cultura non propone più niente di nuovo, non è un caso che se la nostalgia è un sentimento abbastanza antico, essa non è stata mai così generalizzata come ai nostri tempi, addirittura proposta come elemento culturale e decisionale. La nostalgia ha precedenti storici famosi anche in ambito culturale ed in genere anticipa un cambiamento di percezione e di epoca, ma se nel passato era spesso racchiusa all'interno di un movimento o magari utilizzata per revisionare e riproporre nuove visioni, oggi è onnipresente e poco elaborativa. La nostalgia é sguardo cristallizzato verso il passato. E' come se ci trovassimo rinchiusi in un loop e questa nostra consapevolezza di una via senza uscita, di questo accumulo di eventi che puzza di marcio addirittura rivangando patriottismi, muri e tradizioni che sembravano relegate al 900, ci fa rimpiangere persino il passato più recente.
La vaporwave da questo punto di vista (come ben esposto nel blog civiltascomparse) è una delle riflessioni cultural-musicali (consapevoli o meno è poco importante) più audaci ed originali sulla fine di un ciclo umano, sul ripetersi storico, sulla nostalgia come sentire tipico di una società bloccata in automatismo e ripetizioni per paura di affrontare un ignoto futuro che ci sembra sempre più una chimera e non è neanche un caso che il disco "manifesto" di questo genere abbia come copertina un busto greco in primo piano (simbolo di classicismo, passato storico lineare, glorioso e facilmente interpretabile), un pavimento a scacchi (la storia che si svolge nelle tradizionali battaglie duali di tesi ed antitesi) e come sfondo le torri gemelle integre (simbolo attuale di ordine e sicurezza del vissuto) e suoni spesso bloccati in loop.
E' successo qualcosa in questi ultimi venti anni, un processo che McKenna fa risalire a 2000 anni fa, con l'avvento del Cristo (poco interessa se sia esistito o meno, se abbia fatto o meno quello narrato nei vangeli, ciò che conta è come ha influito sulla società), come se una sorta di evento transdimensionale, una specie di anima e spirito collettivo abbia cominciato ad influire sulla nostra società per farla uscire dal loop arcaico in cui ci troviamo, instillando visioni su libertà, superamento dei nostri limiti, distruzione delle gerarchie. Per quasi duemila anni è stato solo un sentire che si è propagato in rivoluzioni sanguinarie ma anche in grandi pensatori avanti di secoli dal loro tempo e che molte religioni hanno riproposto in modo distorto con la visione dell'avvento di una nuova epoca d'oro, dell'Apocalisse nel suo significato originario di "rivelazione" della nuova Gerusalemme Celeste che sarebbe emersa tra gli uomini, nell'avvento dell'eta dello spirito di tradizione medievale, nell'avvento del messia nella tradizione ebraica, nel salto verso la quarta o quinta dimensione di memoria new age, ma gli esempi sono davvero migliaia tutti dello stesso tipo: fine del loop, liberazione dal tempo e dai limiti umano-terrestri. E' come se questo spirito avesse cominciato a far sentire più forte la sua influenza a partire dal 2001, ma solo adesso stia cominciando ad incarnarsi tra di noi, portando alla delegittimazione del mainstream, della lettura ufficiale della realtà a livelli inammissibili fino a degli anni fa. Forse la profezia Maya e lo stesso McKenna hanno visto in modo distorto l'inizio di un certo processo, meno improvviso di quanto fino a degli anni fa si credeva.
Ma prima di arrivare a quel punto, o almeno ad un iniziale cambio di paradigma, tesi ed antitesi (globalismo neoliberista e nazionalismo), le propaggini maggiormente compiute del potere strutturato da millenni, dovranno scontrarsi ed autodistruggersi, per questo non saranno facili gli anni di fine anni '10. La nostalgia (che è cio che rende questi processi ancora vitali) regnerà ancora sovrana proprio per il sentire profondo della fine di una visione millenaria e conosciuta, del blocco del loop che paradossalmente sarà avvertito più fortemente nei prossimi anni. Ciò di cui ha paura la società attuale è la fine di un percorso storico lineare, che solo la nostalgia può rafforzare e tenere in vita artificialmente, come un novello Frankestein, bloccato in un loop che ripete continuamente lo stesso motivo. Ma a perseverare si rischia di rovinare completamente il disco.
Questo è il motivo del perché l'ascesa del nazionalismo, di una visione nel rapporto tra le nazioni antecedente a diciamo gli anni '90 e 2000, sarà appoggiata sempre da più persone, vedendo in questa ascesa un barlume di futuro positivo (pur se distorto). In realtà entrambe le visioni hanno semi di futuro positivo che non riesce ad emergere per il blocco e l'estremismo delle controparti che si articolano verso posizioni di potere accentratrici, facce della stessa medaglia. Soprattutto sono entrambi modelli che non tengono in conto come il contesto umano attuale sia assolutamente cambiato e quindi sia il globalismo che il nazionalismo devono essere completamente rivisti alla luce degli enormi cambiamenti avvenuti nella società umana negli ultimi decenni.
Ricapitolando, il massimo della tensione in questo ultimo ciclo di Saturno e Giove sarà raggiunto nei prossimi anni. Il prossimo ciclo Saturno-Giove inizierà nell'anno 2020 nel segno dell'aquario e sarà un qualcosa di epocale, nuove idee e direzioni, ma anche lo stabilirsi di una dialettica e di una sintesi del reale molto più trasparente.
Il prossimo ciclo Giove e Saturno è importante infatti non solo perchè conclude un ciclo di 20 anni, in realtà perché chiude una serie di venti cicli che è durato ben 200 anni. Andiamo più a fondo in questa rivelazione che ci fa Coppock:
il ciclo Giove-Saturno è uno dei più lunghi parametri di valutazione usati dagli astrologi per fare previsioni storiche. Per circa 200 anni alla volta, questo ciclo si svolge in segni dello stesso elemento, quindi abbiamo 200 anni di Fuoco, Terra, Aria e poi Acqua.
Questi due pianeti da inizio del 19° secolo hanno avuto congiunzioni sempre in segni di Terra, perfettamente sincronizzati con l'avvento della rivoluzione industriale e la trasformazione del rapporto con il mondo materiale che abbiamo avuto negli ultimi due secoli, portando ad un dominio e ad un tracciamento di tutte le terre emerse, oltre ad uno sviluppo di una rete di trasporti mondiali fortemente interconnessa.
La congiunzione Giove-Saturno che inizierà nel 2020 porterà quindi all'inizio di un ciclo di 200 anni di congiunzioni in segni di Aria, terminando le congiunzioni nell'elemento Terra.
L'Aria è associata al pensiero astratto, alla comunicazione e al movimento. I periodi storici dominati dalla triplicità di questo elemento, hanno dato vita in passato a longevi sistemi di pensiero, innovazioni nello sviluppo del linguaggio e favorito la diffusione di idee e culture in tutte le parti del nostro pianeta. Insomma come afferma stesso Coppock, una boccata d'aria fresca dopo questi ultimi secoli oltremodo materialistici.
Prima di arrivare a questo luminoso traguardo, bisogna attraversare l'estremità di quest'ultimo decennio dominata dalla congiunzione di Saturno-Plutone in Capricorno.
Per capire il significato della fine, bisogna comprendere il suo inizio. La differenza e le caratteristiche tra inizio e fine degli anni '10 del terzo millennio può essere compresa tramite le sue configurazioni.
L'inizio di questo decennio si apre con diverse quadrature tra Urano e Plutone che si sono svolte in un periodo che va dal 2011 al 2015. La quadratura in astrologia è una dissonanza, un conflitto, una tensione in questo caso tra due pianeti e non viene considerato in genere benevolo.
Urano è il pianeta del cambiamento, della rivoluzione, mentre Plutone è padrone dell'invisibile, della profondità, del potere soprattutto nelle sue propaggini occulte, dell'inconscio, della vita e della morte, dei segreti. Entrambi sono pianeti che rivoltano la nostra realtà, il nostro modo di pensare e se Urano lo fa in modo più spettacolare ed evidente, per usare una metafora, come un "elefante in una cristalleria", Plutone è molto meno evidente, graduale nei cambiamenti, ma incide persino più profondamente, perché non lavora solamente nella società, ma anche nel nostro inconscio.
Quando questi due pianeti sono in un "aspetto difficile" in questo caso la quadratura, abbiamo sempre azioni e sentimenti di tipo rivoluzionario, lo abbiamo visto proprio dal 2011 in poi con il movimento mondiale di occupy wal street, gli indignados, la "primavera araba" che ha portato ad uno sconvolgimento di tutti i regimi del nord Africa e del Medio Oriente, lo abbiamo visto anche in Ucraina, in Italia con il m5s, wikileaks ed in genere con l'accrescersi dei sentimenti anti-sistema ed anti Unione Europea ecc.
La fine di questo decennio al contrario ci porterà proprio all'opposto, quindi passeremo dalla rivoluzione alla contro-rivoluzione, questo per via della congiunzione Saturno-Plutone. Se infatti le configurazioni tra Urano e Plutone portano come già visto a sentimenti ed azioni rivoluzionari, la fine della decade con la congiunzione Saturno-Plutone porterà a sentimenti reazionari che possiamo già vedere in atto ad esempio con la presidenza Trump. Per fare un esempio di tipo storico, l'ultima congiunzione Saturno-Plutone è avvenuta negli anni 80 portando all'ascesa di Reagan e Thatcher e conosciamo tutti bene la storia.
Questa ondata di rafforzamento conservatore è già evidente a livello internazionale dal 2016 grazie alle congiunzioni Saturno-Plutone. Sia i confini geografici che quelli culturali vengono bloccati e l'ascesa di leader nazionalistici e conservatori é sotto l'occhio di tutti.
Naturalmente questi eventi sono una risposta abbastanza logica (per chi non ha il prosciutto negli occhi) all'incredibile velocità ed espansione che ha avuto la globalizzazione negli ultimi 20 anni.
Informazioni, persone e capitali sono state redistribuite a velocità impossibili e se questo ha apportato diversi guadagni, gli svantaggi della globalizzazione incontrollata sono divenuti inaccettabili ed abbastanza evidenti.
Se la congiunzione Giove-Saturno porterà ad un "nuovo inizio" nel prossimo decennio, traghettandoci in un nuovo ciclo di 20 e 200 anni, anche l'attuale congiunzione Saturno-Plutone inizia e conclude un processo partito dall'inizio degli anni '80, ovvero gli ultimi scampoli della post-modernità, un ciclo che si ripete ogni 33 anni
Da considerare che questa congiunzione nella sua fase finale avviene come già affermato in Capricorno segno della praticità, del potere, delle ambizioni e non è un caso che quando questi due pianeti si trovano in questo segno avvengono spesso svolte autoritarie, quindi sarà un periodo critico proprio per la possibilità di una svolta appunto autoritaria e repressiva che potrà far resuscitare fantasmi che pensavamo relegati al passato. Prima dell'alba vi è sempre il tramonto e la notte.
I vari cicli tra Saturno e Plutone si svolgono alternativamente in opposizione o come nel nostro caso in congiunzione. La congiunzione di questi due segni porta sempre a periodi di maggior accentramento di potere, mentre l'opposizione ad una decentralizzazione.
Questo ciclo è iniziato nel 1982 e terminerà anch'esso nel 2020, si comprende quindi come il prossimo decennio vedrà una svolta a 360° della nostra realtà, anche considerando il tutto da un punto di vista solamente astrologico.
Vi consiglio questo link dove vengono mostrate alcune correlazioni che questo ciclo ha con il terrorismo: http://cyclesofhistory.com/saturnpluto-1982-2020/
Quando si fanno grandi pulizie la sporcizia non viene più nascosta, emerge in superficie per essere spazzata via, quindi in realtà questo breve periodo sarà fondamentale per fondare il futuro della società umana su solide basi.
L'apatia, l'indifferenza, il fatalismo, la mancanza di direzione che sentiamo attualmente prima o poi finirà e tutto sommato, il fatto che il globalismo sfrenato abbia una frenata è assolutamente salutare per portare finalmente l'individuo al centro di tutto, naturalmente non sarà il nazionalismo a salvarci, anzi aumenterà il caos e il rischio della guerra che tutti aspettiamo, ma sono fasi fondamentali per girare il disco al lato b, per porre le basi di una civiltà cosmica e planetaria, per uscire dal materialismo degli ultimi secoli.



sabato 17 dicembre 2016

ASCESA E DECLINO DELLA RAPPRESENTAZIONE MAINSTREAM MASS- MEDIATICA - il telegatto e la scomparsa delle icone televisive



Potrà sembrare un argomento effimero e poco interessante, ma in realtà in tempi di rivoluzione nella gestione dell'informazione e di come essa viene gestita ed analizzata, con la fine della linearità del racconto, ho trovato  emblematico ed estremamente significativo l'ascesa e il rapido declino della più grande celebrazione e del più grande premio della tv della storia italiana.
La memoria è fondamentale perché nello spazio-tempo ci permette di comprendere il futuro ma soprattutto il presente.
La generazione dei millennials, quella che la sociologia americana fa partire da inizio-metà anni 80 fino a, non a caso, l'11 settembre, abituata ad una sorta di narrazione liquida, ad un eterno presente immobile, ne ha un ricordo non troppo vivido o magari tende a sottovalutare uno dei più importanti fenomeni televisivi italiani e non potrebbe essere diversamente in tempi di palinsesto personalizzato, dei centinaia di canali della tv digitale, dello streaming e del download selvaggio.
Io mi sento a metà tra millennials e generazione x, quest'ultima la cosiddetta generazione dei Latchey Kids, ovvero i primi bambini che hanno sperimentato la casa vuota al loro ritorno da scuola. Sia l'uomo che la donna a partire soprattutto dagli anni 60-70, hanno cominciato ad avere pari diritti.La donna pian piano ha abbandonato il suo ruolo di "focolare domestico" o semplice casalinga, entrando nel mondo del lavoro, la famosa donna in carriera. La generazione x (bambini nati tra la metà degli anni 60  e la metà degli anni 80) è stata la prima con dei baby sitter spesso virtuali (la tv e la pop-culture in generale), anche per questo, anche se relegato a quand'ero un bambino ed un pre-adolescente, il ricordo del telegatto è abbastanza vivido.
Bisogna prima di tutto fare un excursus storico per capire l'importanza che questo premio ha avuto nella tv italiana.
Prima di tutto il premio era certo il Telegatto, ma il suo vero nome era Gran premio Internazionale dello Spettacolo, poi per via della strana statuetta presente, molti semplicemente chiamavano questo evento "Telegatto" o "notte dei telegatti".
La testimonianza ufficiale del perchè sia stato scelto il gatto come simbolo di un premio tv è legata ad una scelta dei grafici della rivista "tv sorrisi e canzoni", ovvero la rivista fondatrice dell'evento, proprio per via della natura domestica di questo animale, il gatto infatti veniva visto dai grafici di "tv sorrisi e canzoni" come l'animale domestico per eccellenza.
Una cosa che possiamo affermare con certezza é che questo animale, come il cane, è stato sempre uno di quegli animali che ha condiviso la compagnia dell'uomo sin dall'antichità, uno degli animali più a contatto con il nostro mondo, tanto che nell'antico Egitto era divinizzato, molte divinità infatti avevano sembianze feline, ad esempio la Dea protettrice Bastet aveva sembianze feline ed era la Dea della fecondità, degli stessi gatti, della fertilità, delle nascite e anche della Casa naturalmente, dei gatti domestici. Qualcuno potrebbe cogliere l'ironia di tutto ciò, infatti soprattutto a partire dagli anni 60, la tv è divenuto un oggetto fondamentale per la casa, tanto che almeno fino all'epoca attuale, probabilmente l'azione domestica più frequente era quella di vedere la tv, la nostra società infatti è stata letteralmente plasmata dalla tv e molti hanno impuntato ad essa e a tutta la cultura che essa trasmettava, il cosiddetto calo delle nascite del mondo occidentale, tanto che uno dei detti ironici della nostra società riguardo questo fenomeno o meglio uno degli scambi stereotipati e per questo con molte verità all'interno, tra generazioni post moderne e generazioni storiche si può riassumere nella barzelletta popolare "ma voi prima della tv che facevate?" "passavamo le giornate a fare figli".
Per quanto sia stereotipata, ma non troppo, questa visione, mia nonna materna vantava più di 10 figli, mentre mia nonna paterna, un pò più giovane e con figli nati alla fine degli anni 50 era già più post moderna nel numero, ovvero solamente due.
Insomma la dea della fertilità, della casa, o meglio l'animale simbolizzante tutto ciò, diviene simbolo della tv italiana che secondo la vulgata popolare ha trasmesso una cultura e dei bisogni che hanno diminuito la fertilità.
Però c'è da ricordare che sembianze prima leonine e poi di gatto le aveva anche la sorella di Bastet ovvero Sekhmet, che aveva al suo interno elementi distruttivi, si diceva che il suo respiro generava il deserto e che portava morte e distruzione all'umanità, insomma l'opposto di Bastet, come ogni cosa, anche qui c'è un dualismo in gioco che può accoppiarsi anche alla tv.
Il gatto comunque soprattutto nell'antichità ha avuto per lo più una valenza positiva e molti erano i nobili che vedevano come un onore averlo come animale di compagnia. A differenza del cane è sempre stato poi un animale con uno spirito e una mentalità molto indipendente, sempre a stretto contatto con l'uomo, ma mai dipendente da esso, una specie di simbiosi tra animale ed uomo che ha del magico, pensando al contrario al cane, fedele servitore senza se e senza ma, portato in giro con un collare, mentre vedere un gatto in giro con un collare, oltre a sembrarci una cosa strana, risulta anche ridicola.
Il gatto infatti proprio per le sue caratteristiche è stato sempre visto come un simbolo di indipendenza e libertà anche sessuale (non a caso Bastet era la dea della fertilità), grazie anche ai suoi movimenti sinuosi ed eleganti, al fatto che a differenza del cane ad esempio, non si può convincerlo a fare ciò che non vuole, infatti tutta la moderna psicologia, vede il sognare il gatto spesso come il simbolo di una sessualità ed indipendenza che può essere repressa o libera, di bisogni inconsci che non riusciamo a portare in emersione, ad esserne coscienti, infatti sognare di malmenare un gatto spesso può significare proprio la repressione dei nostri bisogni inconsci, della nostra sessualità, della nostra indipendenza.
Non sorprende infatti che il medioevo sia stato l'unico periodo della storia umana che li abbia visti in modo negativo, associando questo animale alle streghe e al diavolo (il famoso gatto nero), simbolo di eresia, di lussuria, di morale satanica, anche perchè il gatto come simbolo è una forte rappresentazione di femminilità soprattutto. Nel medioevo infatti si bruciavano e uccidevano molti gatti proprio per questi motivi e per molti la proliferazione della peste (con scontata proliferazione dei ratti) nel medioevo, era dovuta tra l'altro proprio a questi eventi.
Femminilità e sessualità repressa, che nella tv, con le sue modelle sgargianti, veline seminude, erotismo non più censurato, si dice non più repressa. Non sorprende quindi scoprire il perchè uno dei mezzi maggiori di propagazione della liberazione dei costumi, ovvero la tv, abbia come simbolo per il suo premio più prestigioso, il gatto, anche se nella tv spesso assume purtroppo le sembianze distruttive e sterili di Sekhmet.
Dopo questo lungo excursus simbolico è utile come accennato prima, un excursus storico.
Sembra difficile crederlo oggi, a causa dell'oblio che sta ricevendo questo premio, ma il Telegatto per un lungo periodo é stato l'evento dell'anno televisivo più seguito insieme all'intramontabile Sanremo e naturalmente alle partite della nazionale (se era l'anno dei mondiali o degli europei). Praticamente avevano in Italia l'importanza che gli Oscar hanno negli Stati Uniti, tanto che il Telegatto riuscì a surclassare il premio "Regia televisiva" detto anche oscar della tv (che nell'indifferenza generale continua a sopravvivere dopo la morte del telegatto).
Il premio fu indetto nel 1971 dalla già citata rivista tv sorrisi e canzoni, ma è divenuto un evento di portata nazionale solamente con la sua prima trasmissione televisiva nel 1984 da parte di Canale 5.
Fino agli anni 70 la tv italiana era un monopolio detenuto dalla rai, nonostante in quel decennio cominciassero ad affiorare le prime tv private.
Paradossale pensare che una tv ed una rivista commerciale riuscirono a far divenire i telegatti la premiazione più importante della tv italiana, a dimostrazione dell'enorme cambiamento che i mass-media avevano subito durante lo storico passaggio dagli anni 70 agli anni 80 dove cominciò l'americanizzazione e la commercializzazione della tv generalista.
La rivista sorrisi e canzoni edita da Mondadori e con forti legami con Mediaset e quindi con Berlusconi, riuscì a fare l'impossibile unendo in un'unica platea personaggi della tv commerciale e di Stato, con un trattamento alla pari. Vedere insieme "nemici", televisivamente parlando, in un'unica platea, fu qualcosa di più unico che raro. Come detto bisogna fare un'excursus storico perchè oggi ci sembra strana questa visione, ma almeno fino ai primi anni del nuovo millennio ed anche un pò oltre, tra Rai e Mediaset vi è stata una sorta di guerra fredda che spesso assumeva piccoli connotati di guerra calda televisiva. In quel periodo l'audience, misurato dal sistema auditel era diventato il sacro graal della tv, da esso dipendevano soldi, sponsor, successi o rovinose cadute e distruzioni di carriere lavorative. 
La fine del monopolio rai e la commercializzazione della tv (affiancata nel mondo reale dall'inizio delle privatizzazioni selvagge e dall'avvento del neoliberismo) rendevano i contenuti di un prodotto secondari, era importante vendere e per farlo era importante fare qualcosa di nuovo, trasgressivo, non importa con quale contenuto, fare qualcosa con filosofia da fast-food o da visione disimpegnata magari con tette e culi (il famoso programma drive in, vero simbolo dell'ascesa di un'epoca edonista che involontariamente anticipava il crollo dell'affiliazione televisiva da parte degli spettatori). In questo contesto la concorrenza sleale e selvaggia colpì anche la tv. Come detto oggi sia per la moltiplicazione dei canali, per l'avvento di internet e del download ,dei contenuti in streaming anche post-diretta, l'auditel pur essendo ancora qualcosa da tener in conto per la tv generalista, in realtà non ha più l'importanza fondamentale che aveva degli anni fa. In un interessante articolo della rivista "Rolling Stone" italiana datato dicembre 2015, uno dei più importanti autori della televisione italiana degli ultimi decenni, ovvero Carlo Freccero, evidenzia proprio questa realtà. Riportiamo qualche stralcio del suo articolo assolutamente illuminante:

Io ho avuto la fortuna di fare la televisione commerciale quando ancora in Italia non c’era una tv commerciale, e quindi quando ancora non era oggetto di critiche. In realtà, almeno agli inizi, veniva percepita come nuovo assoluto, come l’ultimo gadget tecnologico, l’iPhone 6s contro i primi cassoni portatili di Motorola: e cioè contro la retorica didattica del servizio pubblico. Sia per chi la faceva, sia per chi la guardava, rappresentava una specie di “botta di vita” con gli stretti orizzonti nazionali che si aprivano per collegarci “in differita con l’America”. 
Comunque, dopo la sua prima affermazione, anche la televisione commerciale è entrata nel mirino di pubblico e di critica per la sua apparente mancanza di senso: non è elegante, non è pedagogica, non è esclusiva. Anzi, al contrario, tende ad abbassare progressivamente il gusto del pubblico. “Ma”, ribatteva allora chi la faceva, “noi ci atteniamo strettamente alle scelte del pubblico, non imponiamo nulla. Se il risultato è deludente, non è colpa nostra, ma del pubblico che la vuole così”
.....quando l’Auditel arrivò, anch’esso fece, come la tv commerciale, la sua bella figura, perché rovesciava lo schema pedagogico della televisione come servizio pubblico, le sue scelte educative imposte forzatamente, a favore di una sorta di democrazia diretta del pubblico che sceglie sempre l’intrattenimento.
....Oggi che la pubblicità su Internet ci permette di controllare gli utenti uno a uno in base a scelte reali, anche l’Auditel ci appare avviato sul viale del tramonto. Eppure tutta la mia storia di programmatore è stato un corpo a corpo con l’Auditel. Vuoi fare cose nuove, vuoi fare cose belle, però puoi farlo solo a partire dall’Auditel cioè con un seguito di pubblico.
...Tutte le mattine l’Auditel è lì, come un listino di borsa, e ti provoca la stessa scarica d’adrenalina, se i tuoi titoli, pardon, i tuoi programmi, salgono o scendono nel grafico che quantifica il successo di audience.

Carlo Freccero
Freccero continua dicendo che l'audience/auditel é ciò che dà sapore e contenuto ad una cosa kitsch e senza senso (i programmi tv), proprio per quel senso di eccitamento, di gara in cui pone le varie trasmissioni.
Freccero fa notare che all'improvviso per due settimane nel 2015, cosa mai successa nella storia della tv italiana dopo la sua rivoluzione commerciale, l'auditel viene bloccato, rendendo il tutto senza senso.
Non essendoci l'auditel, la gara agli ascolti, che senso ha vedere programmi inutili e trash, beceri e politically correct?
Freccero da animale televisivo, qui si riferisce solo all'audience ma in realtà dice senza saperlo una verità molto profonda, ovvero che la tv attualmente è perfettamente inutile, ha persino perso quel minimo ruolo pedagogico ed informativo che almeno fino all'epoca dell'internet preistorico (inizio anni 2000) resisteva indenne. Che senso ha? Solamente commerciale niente più. Freccero involontariamente ha annullato il ruolo della tv nella nostra epoca relegandolo ad un affare puramente di mercato, niente più. Come parallelamente nella vita di tutti i giorni, noi investiamo tempo ed energie psichiche e corporali in questa società, solo perchè tutto sommato non sappiamo in che altro modo potremo vivere, sappiamo che tutto è falso, che la società è corrotta fino al midollo e che dietro le quinte ci sono i mostri, ma è un gioco in cui girano miliardi di dollari, è una gara dove tutto è assolutamente falso, ma è appunto eccitante e abbandonarla ci fa aver paura di abbandonare del tutto il senso e uno scopo, per quanto commerciale e falso esso sia.
Il crollo della tv, che si sta svelando come un mercato dove si scommettono soldi e vite e dove i programmi sono dei puri prodotti pubblicitari, è intercambiabile con quello della nostra società che parallelamente sta seguendo lo stesso destino della tv.
Il telegatto italiano si inserisce in un contesto di cui ho già accennato in passato, l'anno della sua prima trasmissione è infatti il 1984, siamo nel pieno inizio dell'epoca revival in ogni ambito culturale (musicale, artistico ecc.), l'anno seguente come indicato in questo articolo facente parte della serie Ritorno al futuro, vi fu il Live aid che aprì la moda dei concerti globali fatti per beneficienza, il primo evento revival ed autocelebrativo di massa del pianeta. Quell'anno, come descritto in passato, fu l'inizio non annunciato del liberismo sfrenato e furono gettati i primi semi per la fine della guerra fredda.
Il telegatto come fu definito da molto critici tv, era un'autocelebrazione della tv italiana e come si sa le autocelebrazioni, lo sfarzo ed il lusso precedono sempre il crollo.
Michael Jackson al telegatto con Pavarotti
Della sua importanza rilevata dagli ascolti che riusciva a raccogliere, abbiamo già accennato (e in quell'epoca di monopolio dell'audience come spiegato, era praticamente un evento che faceva gola a tutti), ma è anche significativo che praticamente i presentatori del telegatto per tutte e 23 le sue edizioni (tranne due piccole eccezioni nelle ultimissime edizioni a dimostrazione del suo declino) sono stati tre personaggi che praticamente sono la storia della tv italiana ovvero Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Corrado, questo da il senso dell'importanza che aveva assunto il premio. Per quanto specie agli inizi la Rai e i suoi dipendenti lo prendevano sottogamba, il telegatto divenne una gara feroce ed un premio ambitissimo. Persino nel 2006, quando il telegatto era già in piena decadenza, basti pensare che non fu trasmesso nel 2005 (anche se faceva ancora ascolti vertiginosi, infatti quell'anno fu visto come una specie di ripresa del premio dal punto di vista della popolarità), Mentana si infuriò fortemente (ritirando la sua candidatura) con gli organizzatori del premio, per aver inserito il suo programma "Matrix" nella stessa categoria di programmi di informazione e intrattenimento. Credo che a ripensare a quella polemica oggi lo stesso Mentana ci riderebbe su.
In quei tempi la cosa non doveva sembrare così comica. Più il telegatto andava avanti nelle sue edizioni e più assumeva toni da grandeur epica, tanto che prima dell'edizione vera e propria, proprio come negli Oscar americani, vi era un vero e proprio red carpet dove sfilavano tutte le star della passata stagione televisiva, sotto una sigla personalizzata. Gli ospiti internazionali poi spesso erano di molto superiori al festival di Sanremo e vi furono molto spesso personaggi politici di rilievo che premiavano attori o personaggi televisivi, basti pensare all'edizione del 1988 dove Giulio Andreotti (a quei tempi ministro degli esteri), partecipò per premiare Sophia Loren per la serie "Mamma Lucia".
la foto parla da se
Io come tipico dei Latchey Kids di quell'epoca (metaforicamente parlando), vedevo la tv come un compagno di giochi, spesso un baby sitter, sarebbe bello dire che ero un bambino vecchio stile che stava sempre con i suoi amici o magari che leggevo sempre tanti libri (anche se in effetti ne ho letti un bel pò da bambino), ma semplicemente come la stragrande maggioranza dei bambini, speciali o meno, adoravo la tv, spesso mi piaceva fare dei collage, una specie di montaggio televisivo stile programma blob, con il mio VHS, così da registrare solo i momenti salienti che ritenevo interessanti. Una volta ricordo che feci un collage (come lo chiamavo io), ovvero un montaggio di spezzoni video così perfetto, così sincronico, che capitò con mia assoluta meraviglia che uno spezzone preso ad esempio da rai tre si collegava in maniera perfetta con uno di rete 4 e spesso un personaggio di una scena registrata da raiuno trovava una risposta (letteralmente) da un personaggio di uno spezzone registrato su Italia 1. Insomma ero già un maniaco germinale della catalogazione, dell'inserimento ed ordinamento cronologico degli eventi (ricordo che avevo un diario dove copiavo tutti i fatti salienti accaduti nel mondo, non c'era internet a quel tempo quindi li copiavo dal televideo dove alla pagina 101 o 102, ora non ricordo, c'era la cronologia ora per ora di tutti gli eventi della giornata, dovrebbe esistere tutt'oggi questo servizio).

                                          un anno di tv dal telegatto del 1996

Ero attratto da quelle star e tra i vari miei sogni ad un certo punto c'era quello di divenire famoso, di fare il regista o l'attore, ero piccolissimo, ma pensavo che sarebbe stata una bella cosa mostrare il proprio talento ad una platea mondiale (non era questione di vanità, anche perchè ero molto piccolo), vedevo la tv come un qualcosa capace di farti uscire dal guscio, con una forte potenza emozionale, capace di farti provare sentimenti che la quotidianità sopprime e i telegatti in questo erano una potenza emozionale per me personalmente (per fortuna per brevissimo tempo) ed infatti la parte preferita di quel programma non era certo la premiazione, ma ciò che c'era prima della premiazione, infatti prima dell'inizio di ogni edizione, vi era un filmato che era una sintesi televisiva e diciamo storica, dell'anno appena passato. Vedere gli eventi della storia, affiancati alle star e agli eventi della tv, mi dava un senso di vertigine, avvertivo la spettacolarizzazione della storia, una certa mancanza di senso, ma da bambino ne ero semplicemente affascinato e disorientato, questi potenti filmati non potevo certo articolarli in una visione personale, mi davano sempre il senso di countdown, di sperare per un qualcosa di migliore l'anno seguente, una sorta di (ma non sapevo esprimerlo a parole allora) arrivo verso un punto zero.
A rivederli oggi questi spezzoni francamente, mi viene molto imbarazzo, ma erano tempi più semplici ed i primi montaggi comunque riuscivano ad avere una certo piccolo potere emozionale (i seguenti un pò meno,sarà anche per la musica sempre più brutta inserita come sottofondo con il passare degli anni).
Il telegatto, ovvero la tv italiana, si legava alla storia con quei filmati, si autocelebrava, in realtà evidenziando a sua insaputa la teatralità e la falsità del tutto, la parodia, la farsa storica ben evidente.
Naturalmente un premio del genere per quanto almeno per più di un decennio sulla cresta dell'onda, autocelebrativo al massimo, non poteva sopravvivere oltre ed infatti morì proprio nel 2008, inizio della crisi economica, dell'era del web 2.0, dei contenuti dal basso, della precarizzazione, della crisi sottotraccia dei mainstream media (ma nessuno in quel periodo poteva rendersene conto, ancora erano molte le risatine quando si parlava di informazione dal web e wikileaks stava appena muovendo i primi passi). Gli Sponsor ritirarono praticamente tutti gli appoggi alla manifestazione, trovando il tutto infruttuoso economicamente e Pier Silvio Berlusconi, figlio del cavaliere, ufficialmente dichiarò morti i telegatti nel 2009 ed in un'attimo, la più pomposa, autocelebrativa, ma anche il più amato ed enorme premio della tv italiana, finì nel dimenticatoio in un attimo. Nel mainstream italiano ( oltre ai soliti Pippo Baudo o Mike oramai decaduti) nessuno era in grado di poter portare avanti un baraccone che celebrava una grandezza ed un'epicità che oramai la tv non aveva più. Fiorello dicevano alcuni? Troppo instabile, troppo ironico per un'autocelebrazione del potere della tv italiana, troppo legato alla tv digitale (sky). C'era poco da celebrare, le icone e i miti della tv erano così fragili, liquidi e temporanei ( e quelle vecchie così fuori fuoco) che era meglio chiudere il baraccone del telegatto quando aveva ancora un certo seguito piuttosto che consumare soldi a vuoto in una tv che ogni anno cominciava a perdere potere nelle giovani generazioni e milioni di telespettatori più in generale, quindi si lasciò spazio al più underground e sobrio "premio della regia televisiva", sottovoce come direbbe Marzullo, perchè chi c'è oggi che troverebbe serio un red carpet di personaggi della tv italiana?
In quel senso la morte del telegatto fu in un certo senso un segno che mostrava come una parte del mainstream italiano aveva completamente perso potere nell'immaginario collettivo. La ripresa attuale  di programmi antichissimi e completamente fuori zeitgeist come "il carosello" o "rischiatutto" (quest'anno) lo dimostrano, la stessa ripresa del Maurizio Costanzo Show che con tutto che è stato sempre un baraccone sapeva avere persino ospiti ed eventi particolari e potenti in passato (basti pensare l'intervento di Falcone e l'attacco di Cuffaro dalla platea, la dissacrazione del linguaggio e dell'intoccabilità delle figure tv da parte di Sgarbi che nacque proprio in quei lidi, o le incredibili serate con Carmelo Bene contro tutta la platea), mentre oggi è divenuto un rifugio di rifatti e glorie perdute che spettegolano di gossip ricordando un passato che non esiste più.


Sembra oramai di vedere uno spettacolo di mostri che non accettano la loro fine, costretti a darsi anima e corpo a reality e a giornali gossip per destare interesse ed avere un certo minimo seguito. Cosa succederà, ovvero cosa sta succedendo ora che la narrazione finta storica e lineare, la società dei lustrini, la spettacolarizzazione, il mainstream sta crollando miseramente? Credo che un film come "Essi Vivono" o film come "Videodrome" mostrano benissimo cosa potrebbe succedere una volta liberati totalmente dalla falsa narrazione.
Quando la finzione crolla ciò che rimane è la pura e semplice realtà.