venerdì 26 febbraio 2016

ELEZIONI AMERICANE 2016: Joker, crisi del restyling e fine del bipolarismo


Ci risiamo, in questo 2016 riparte il teatrino delle elezioni americane.
Mi concentrerò poco sui contenuti esposti dai vari competitori, anche perché francamente non c'è davvero nulla di nuovo all'orizzonte, i personaggi sono tutti intercambiabili tra di loro. C'è la parte repubblicana che gioca a fare la destra, quindi si mostra più patriottica, un po' più razzista, più liberal, mentre la parte democratica tende a mostrarsi più progressista e più attenta alle minoranze, insomma nulla di nuovo sotto il sole, anzi pensare che nel 2016 a contendersi la Casa Bianca ci sia stato un membro della famiglia Bush e c'é ancora una della famiglia Clinton, sicuramente fa venire la pelle d'oca, ma è anche sintomo di un potere che a differenza delle elezioni del 2008, ha paura, perché non riesce a rinnovarsi, in una nazione in cui è sempre più evidente la farsa dello scontro Democratici-Repubblicani, su questo punto mi soffermerò meglio in seguito.
L'unico elemento che rende queste elezioni più interessanti rispetto alle ultime del 2012 (dove francamente si sapeva della vittoria di Obama) è sicuramente Donald Trump, che da un punto di vista simbolico è una figura molto interessante e di rottura, indipendentemente da alcune sue stravaganti idee, ma anche di questo parlerò in seguito.
Credo sia interessante a questo punto mettere a confronto le elezioni del 2008 (le ultime vere elezioni presidenziali, come detto quelle del 2012 erano una specie di staffetta tesa a dare il prevedibile secondo mandato ad Obama, insomma un evento transitorio) con quelle del 2016, anche perché banalmente il mondo è cambiato e non poco da quella data.
Il 2008 è un anno particolare, proprio perché ha dato il via a dei processi storico-culturali-economici che subiamo tutt'oggi.
Prima di tutto l'inizio dell'enorme crisi economica che ha creato così tanta precarietà e instabilità nel nostro vissuto e nel nostro rapporto con i soldi, il lavoro e lo stesso sistema, una precarietà fino ad allora percepita per lo più mentalmente, ma è stato anche l'inizio di una vera e propria voglia di consapevolezza sui meccanismi di immissione, gestione e proprietà della moneta, non è un caso che le cripto valute senza nessun controllo centrale (bitcoin), nascono in quegli anni.
Oltretutto gli USA erano davvero stanchi e terrorizzati della presidenza neo-con. Tranne Nixon, forse nessun presidente all'interno degli USA ha avuto una così bassa popolarità come Bush Junior, tale da creare un forte odio e varie proteste anche tra personaggi della cultura e dello spettacolo, ma anche l'immagine dell'America nel mondo ha subito forti contraccolpi. Il sogno americano era definitivamente tramontato, infatti dall'11 settembre (fine dell'imbattibilità americana), passando per Katrina (gestione delle catastrofi da terzo mondo e forte razzismo della dirigenza), alla tragedia irachena e alle bugie sulle armi di distruzione di massa, la popolarità americana nel mondo non è mai stata di così basso livello come nel 2008 è questo per un impero post moderno non è un fattore secondario, ma addirittura vitale.
Il Vaticano parallelamente, stava subendo la stessa sorte, con gli scandali dei preti pedofili che anche se non in maniera roboante, stavano cominciando ad emergere, per poi scatenarsi nel mainstream due anni più tardi (nel 2010), ma già ben evidenti nel mondo anglosassone. L'opera di restyling di un po' tutti i poteri, a causa dell'accumulo storico e dell'avvicinarsi dell'anomalia temporale o punto zero, o meglio della fine della novità nel contesto storico-lineare, parte proprio in quegli anni.
Se il Vaticano compierà il suo restyling nel 2013, gli USA sono costretti ad accellerare i tempi con la “storica” elezione del primo presidente nero americano. Da questo punto di vista, come sta avvenendo oggi, Obama nei primi dibattiti non era neanche tra i favoriti e probabilmente l'elite pur se era conscia di dover puntare su qualcosa di innovativo e spettacolare, come prima scelta aveva in mente probabilmente Hillary Clinton, abbastanza apprezzata, con la forte novità (almeno all'interno degli Stati Uniti) della prima donna al potere, cosa non da poco.

In realtà la situazione era così tesa, la popolarità così ai minimi termini e la crisi economica così grande, che bisognava giocare la carta più “coraggiosa” e spettacolare esistente, appunto il primo presidente nero nella storia.
In quel periodo l'unipolarismo americano era ancora vivo e vegeto, pur non avendo forte presa nella coscienza collettiva, a causa dei disastri combinati nel primo decennio del terzo millennio, periodo in cui gli USA si sono rivelati come un impero uguale agli altri (con l'unica differenza che un potere così forte nell'immaginario collettivo, nessuno impero lo ha mai avuto. Magia del postmoderno).
E' naturale che con una Cina rampante che proprio in quegli anni emergeva come potenza economica mondiale (e già da diversi anni invadeva economicamente le nostre lande), la Russia che non si mostrava più il vassallo e la puttana degli USA dell'era Eltsin (basti ricordare il grande fallimento della guerra georgiana proprio nel 2008, che molti cospiratori vedono come uno dei pochi fallimenti dell'nwo, oltre al fallimento delle prime rivoluzioni colorate all'interno dell'ex stato sovietico che hanno mostrato una Russia vitale e che nonostante sia accerchiata, riesce a tenersi forte ed integra all'interno), insomma questi ed altri elementi (tra cui un EURO appetibile a molti come moneta di scambio al posto del dollaro) mostravano che il mondo unipolare forgiato dagli USA, se non dava un restyling di immagine estrema e non partiva all'arrembaggio, avrebbe rischiato di crollare, offuscando l'intero Occidente, con il rischio di far nascere oasi di indipendenza inammissibili. Era tutto ad un livello germinale, ma i segni erano davvero tanti ed assordanti Vivevamo ancora nel mondo pre-social network, ma il web 2.0 anche se non ai livelli attuali, era già realtà e la prima fase del complottismo e dell'informazione alternativa ai media centrali controllati dal potere, era al culmine (informazioni in grosse quantità, importanza più al numero delle informazioni che alla qualità, guerra debunker-complottisti).
Oggi, al contrario, l'unico candidato donna Hillary Clinton, non è più vista come una novità, ma anzi sommersa dagli scandali delle mail riservate. Ogni giorno che passa, l'ex first lady cala sempre più nei sondaggi e viene vista come in realtà è sempre stata, ovvero una conservatrice, questo già solo paragonandola al candidato democratico Sanders, che sembra persino più progressista di Obama, che alla fine probabilmente ha solo il colore della pelle come elemento di novità nella politica americana.
Per il resto c'è una forte disaffezione verso il teatrino delle elezioni, l'America infatti sta subendo in ritardo ciò che proprio nel post 2008, inizio ufficiale dell'epoca della precarietà, è avvenuto nel continente europeo, soprattutto nei paesi mediterranei, ovvero il crollo del bipolarismo partitico, il crollo dei falsi opposti e della politica di alternanza, la morte della politica. Infatti in quasi tutti i paesi europei che contano, abbiamo visto in questi ultimi anni continue elezioni che portavano i vari Stati in una situazione di stallo, per via di elezioni da cui non usciva mai un vincitore assoluto. L'Italia è il caso più eclatante, mentre in questi giorni la Spagna, assediata da partiti “anti sistema” come podemos e company, porta come soluzione governativa il solito governo delle larghe intese, proprio perché anche in quelle elezioni non è uscito nessun vincitore.
In Italia e in Spagna sono nati Podemos e i Cinque Stelle che come ben sappiamo hanno reso obsoleti i tradizionali partiti politici. In Spagna sta avvenendo quello che in Italia è avvenuto nel 2013, mentre da noi si cerca continuamente di rimandare le elezioni, prima di tutto perchè il m5s nei numeri sicuramente supera il pd (che se vincerà di stretta misura, sarà solamente perchè è appoggiata dalla vecchia elite e soprattutto perché l'Italia è un paese fatto di vecchi) e per secondo perché come mai avvenuto in Italia, il partito degli astensionisti è attualmente la prima forza politica del paese, certo si tratta di elezioni regionali ed europee, ma comunque nel nostro paese non era mai successa una cosa del genere e soprattutto gli astensionisti (di cui una buona parte potrebbe votare alla prossime elezioni) sono un'incognita troppo difficile da prevedere, vista la liquidità dei processi storici. Renzi poi è la loro ultima speranza, una carta che pensavano di doversi giocare un po' più in là (vedere dichiarazioni di Renzi nel 2013, che non sono sicuramente quelle di un uomo bipolare, ma di uno che si stava preparando al potere, ma non a prenderlo immediatamente).


In Inghilterra Jeremy Corbin, leader a sorpresa dei laburisti, continua a ricevere continui attacchi e denunce dall'estabilishment e dai media, perchè è una figura anomala in quelle lande, rivoluzionaria per così dire, persino difesa da David Icke ( e tenete in mente questo dettaglio, perchè un altro complottista famoso sta difendendo un politico oltreoceano, roba che pochi anni fa mai avremmo immaginato).
Syriza in Grecia, da par suo, era un partito che rischiava di sconvolgere gli equilibri geopolitici europei, ma una parte di quel partito si è arresa alla troika, provocando una scissione che ha spento la speranza degli europei, ma è stato un evento che ha fatto sudare freddo alcune elite.
Se in Europa i fenomeni rivoluzionari si trovano soprattutto in queste nazioni (e in Islanda che oramai è già nel futuro, tanto che molti ancora vedono alle cose successe in quel paese come leggenda, ma in realtà è semplicemente già nel futuro), altre nazioni, vivendo in situazioni di post trauma (paesi dell'est Europa soprattutto) o di benessere ancora maggioritario (tipo la Francia), al mondo nuovo che bussa davanti, rispondono con qualcosa che da fastidio al nuovo ordine mondiale imposto, ma che comunque riporta le lancette della storia dietro di un bel po', ovvero una piccola dose di nazionalismo, patriottismo e sguardo verso un falso passato mitico perduto. Gli esempi più eclatanti sono Marine le Pen in Francia ed Orban in Ungheria, entrambi contrari al patto Nato ed alla UE.
Quello che è evidente comunque è la totale disaffezione oramai sempre più generalizzata verso lo status quo ed il sistema dominante, poi ognuno in base alla propria storia ed al vissuto attuale risponde con la paura e con slogan antichi (Dio, patria e famiglia), con ingenuità (il m5s soprattutto delle origini), o con proposte coraggiose ma che hanno pochi riscontri, ma è evidente che quella che nel passato era una minoranza, nell'epoca internettiana è diventato un vero proprio enorme esercito ancora per lo più inconsapevole, ma capace di ribaltare gli etats d'esprit dominanti, tanto da bussare alle porte del potere che conta.
La reazione appunto del potere ancorato allo status quo, ci da come risultato un aumento delle operazioni false flag, che funzionano sempre meno nell'inconscio collettivo come strumento di cambio di mentalità, proprio per questo purtroppo stanno spingendoci verso lo scoppio di un conflitto mondiale, è la loro ultima opportunità. La partita certamente è ancora aperta.
Ritorniamo ora agli USA.
Come detto, anche in quelle lande si comincia a sperimentare la fine del bipolarismo, il trauma dei vari Joker che appaiono nell'estabilishment facendolo tremare, in effetti questi primi mesi di campagna per le presidenziali americani, non sono stati avari di sorprese.
Intanto negli Usa coloro che hanno visto in Obama la speranza per le minoranze ed un sistema più equo, oltre all'uscita dall'incubo neo con, tra cui anche molti moralisti-progressisti-global, insomma la cultura di massa dominante attuale, vedendo il grosso punto interrogativo davanti a loro rappresentato dalle prossime elezioni e forse avvertendo inconsciamente la fine degli Usa come impero e padrone dell'immaginario collettivo, con forse l'ultimo presidente pienamente distinto, politically correct ed accettabile della sua storia, reagisce come la bambina mostrata nel video qui in basso, filmato che ha girato per la rete in tutto il mondo in questi ultimi giorni:


Tralasciando la bambina, credo che molti americani inconsciamente abbiano la stessa reazione, tipica di chi si avvicina ad una terra ignota.
Come al solito nessuno dei protagonisti attuali, diciamo tra gli opinion makers e coloro che si lasciano trasportare dal sentire attuale, ovvero la stragrande maggioranza delle persone, ci ha capito un cazzo, naturalmente me compreso, proprio per questa mia consapevolezza non mi schiero, così da facilmente riuscire a comprendere cosa sta avvenendo.
Da una parte i radical chic criticano Trump per i soliti motivi prevedibili, non rendendosi conto delle finestre di opportunità che potrebbero aprirsi per l'Europa rispetto ad un candidato tradizionale o fintamente progressista (che la storia insegna, sono quelli peggiori).
Poi ci sono anche i complottisti o comunque gli scettici verso l'estabilishment. non più una nicchia, ma da diverso tempo, da quanto hanno oramai raggiunto il mainstream, hanno completamente perso lo spirito di critica e pionieristico delle origini, articolando (quelli ancora rimasti ad un decennio fa) i loro discorsi sempre in pochi e stabili dogmi “tutto é merda, tutto sta peggiorando”. Le previsioni apocalittiche dei complottisti poco prima dell'inizio della campagna presidenziale, ma anche agli albori di essa, si sono rivelate infondate non avendo previsto diversi fattori, infatti vedevano come favoriti Jeff Bush e Hillary Clinton. Il primo si è ritirato, facendo una figura di merda plateale che nessun complottista tradizionale avrebbe mai immaginato (ne parleremo perchè è una delle cose più interessanti di questo inizio di campagna presidenziale), la Clinton a causa dei vari scandali, perde sempre più consenso, però è naturale che é ancora fortemente in gara ed è la pedina principale dell'elite per quanto riguarda il partito democratico. Il problema é che con quello che sta subendo l'America e per non aggravare i conflitti interni e far durare il gioco dell'alternanza, in questa tornata, almeno inizialmente, dopo due mandati democratici era prevista la vittoria dei repubblicani, che comunque rimangono tutt'ora i favoriti.
Il joker Donal Trump, da buon personaggio post-moderno di stampo tradizionale (praticamente un ossimoro), ha scombussolato diversi piani.
Donald Trump sembra incarnare uno di quegli ultimi imperatori, o come detto nel significativo articolo intitolato “Romolo Augusto”, nel blog civiltascomparse, “la fine ciclica, il simbolo dell'esaurimento più che del cambiamento”. Infatti Donald Trump è qualcosa di nuovo a livello simbolico negli USA, perchè per il resto le sue politiche sono quanto di più tradizionale, reazionario e legato al mondo liberal conservatore americano si possa trovare oggi in America. Donal Trump é infatti da un certo punto di vista lo stereotipo del milionario yankee (anche quello che noi abbiamo imparato a credere tramite i film americani), incarna tutto l'edonismo, l'eccesso, il mito del self made man. E' uno stereotipo vivente, proprio per questo (e sono felice che molti nel web lo hanno notato) è molto simile ad un altro personaggio di rottura ed esaurimento, Silvio Berlusconi, che è apparso poco prima della fine della politica italiana, da lui esaurita. Trump sembra un misto tra Berlusconi e Reagan. Ha il loro stesso carattere post-moderno, infatti è un uomo fortemente conosciuto nel mondo dello spettacolo, per farvi capire, una specie di Flavio Briatore Yankee, infatti oltre ad essere uno dei magnati più famosi d'America (tanto da essere citato fin dagli anni '80 persino in diversi film), ha creato anche una specie di reality per imprenditori che ha riscosso enorme successo tale da aver superato le dieci edizioni (The apprentice, con cui è diventato famoso con la frase “you're fired”, programma ripreso in Italia appunto da Flavio Briatore). Ha persino partecipato in diversi siparietti nel wrestling e la classifica degli uomini più ricchi del mondo stilata dalla rivista Forbes, lo vede come il 314° uomo più ricco del mondo.
L'uomo che esaurisce, che da fine ad un impero e ad un ciclo, o comunque un uomo di rottura, incarna sempre lo stereotipo classico del contesto a cui appartiene, lo stereotipo vivente.
Ora non sto dicendo che Donald Trump sia destinato a vincere, per ora comunque ha altissime probabilità almeno di divenire il candidato repubblicano alle elezioni, visto che dopo un timido inizio, sta vincendo in tutti gli Stati e questo era difficile da immaginare fino ad un anno fa.
La cosa più interessante ( e ritorno ad un discorso fatto in precedenza) é che il complottista più famoso di America, ovvero Alex Jones, sia un suo forte sostenitore. Da una parte c'è da dire che l'uscita di Jeff Bush dalle campagne presidenziali è imputabile sia al suo scarso carisma e al suo etats d'esprit completamente al di fuori di un'America sicuramente più consapevole di un decennio fa, nazione che sta entrando nell'esaurimento del bipolarismo partitico, ma il merito va anche a Donald Trump. Famosa oramai è diventata la sua accusa ai Bush di non aver fermato l'11 settembre e di aver fatto entrare gli Stati Uniti con la menzogna, in una inutile guerra come quella irachena. Tutto questo è avvenuto in diretta nazionale, con un pubblico pilotato che naturalmente fischiava unito contro Trump (ma guarda un po', che strano, eppure Bush è quello che si è ritirato) e il patetico tentativo rilevato da molti di Jeff Bush, di sviare il discorso, cosa che in epoche più semplici e meno interconnesse, poteva farsi tranquillamente. Ecco il filmato, il sogno di ogni complottista fino a degli anni fa e ricordiamo che Trump ha promesso di riaprire l'inchiesta del 9/11:



Quest'altro filmato è l'analisi del dibattito fatta da Alex Jones:



Credo che oltre alla scarsa popolarità, che solo per gli apocalittici era difficile da comprendere, proprio questo scontro-dibattito abbia fatto decidere a Jeff Bush definitivamente di ritirarsi, meglio non aprire certe porte.
Per il resto se Trump è un Joker che farebbe comodo anche a molti insospettabili per indebolire gli Usa e forse fondare un nuovo ordine mondiale senza una nazione guida, è pur vero che l'estabilishment vede con molto favore come pupillo repubblicano Marco Rubio, il vero candidato dell'establishment, anche da un punto di vista simbolico (il significato del suo nome rimanda a Marte e al suo colore, ovvero la frontiera simbolica del nuovo mondo, vedere il sito Goroadachi). Rubio prevedibilissimo e scontatissimo (praticamente soprattutto in politica estera è rimasto a dieci anni fa) è una specie di Matteo Renzi yankee, giovane e rampante, conservatore che mette d'accordo anche qualche non conservatore grazie ai suoi modi garbati e al suo aspetto di attore latinos di telenovelas, pedina probabilmente futura ma che potrebbe emergere prima in caso di problemi, soprattutto se la carta Trump dovesse andare fuori controllo.

Il problema è che dopo un sorprendente inizio, anche Rubio sta perdendo colpi. Il latinos sembra incarnare uno di quei candidati androidi di un romanzo di Dick, con sempre i soliti slogan ripetuti, tanto che su internet girano tantissime parodie su “Rubio-Robot” e persino proteste di gente travestita da robot ai suoi comizi e ricordiamolo che è una delle pedine preferite dall'estabilishment, rovinato praticamente dal potere del web 2.0.
Ritornando ad esempio a Jeff Bush, c'è da mettersi le mani nei capelli vedendo come sia stato il candidato più appoggiato da Wall Street (vedere questo articolo) ed in generale il candidato repubblicano che ha ricevuto più finanziamenti dai privati: ben 130 milioni di dollari di cui 84 milioni in pubblicità positiva eppure non ne ha ricavato niente. Con una cifra del genere in passato un candidato avrebbe vinto la nomination dopo un mese.
Donald Trump (basta vedere i finanziamenti ricevuti) sembra non essere un personaggio voluto dall'estabilishment (apparentemente), proprio perché rappresenta una forte incognita ed è questo il motivo del perchè l'inconscio collettivo americano lo appoggia in questa fase.
Vedremo insomma cosa ci riserverà questa elezione. Per ora i favoriti rimangono Clinton e Trump, anche se l'elettorato democratico si sta spostando sempre più verso Sanders (che da un certo punto di vista è il candidato più garbato, prevedibile, ma anche rassicurante, simbolicamente poco pregnante, anche per questo, almeno ora poco favorito, se vincesse lui ne sarei sorpreso, ma da quel che fa vedere a noi, sembra anche una specie di Obama due, leggermente più progressista).

E' ancora presto fare previsioni ed anche inutile, l'anno della torre che crolla (Trump ha una sua torre personale) non da stabilità e bisogna vedere come gli Usa si presenteranno alle elezioni.

sabato 16 gennaio 2016

SUBURRA - L'AUTODISTRUZIONE DEL POTERE




Il contenuto di questo articolo è stato pensato diversi mesi fa, precisamente diversi giorni prima degli eventi catastrofici di Parigi, quindi gli attacchi terroristici alla Francia o l'attuale cronaca di questi ultimi mesi, non saranno al centro dell'analisi di questo mio saggio, ma sicuramente ciò che descrivo in questo articolo è fortemente legato a quello che stiamo vivendo in questo periodo e non é neanche un caso che il film Suburra sia ambientato a novembre (mese dei morti) e sincronicamente tutto nella pellicola di cui mi accingo a parlare sia legato alla data del 12 novembre (giorno prima del 13), data per cui secondo i registi del film, è scoppiata l'apocalisse. Naturalmente il mese indicato nel film é situato temporalmente nel 2011, ma la scansione, il conto alla rovescia verso quella data, fa si che abbia un legame sincronico con gli eventi di questo lasso di tempo attuale.
Subito dopo l'11 settembre vi è stato praticamente il boom dell'informazione alternativa (subito denominata complottista da alcuni), che ha portato ad una guerra tra media tradizionali (giornali, tv ecc.) e new media (internet e i social media). Ne è uscito fuori un ibrido caotico che rende la realtà meno decifrabile e più caotica. Sempre più persone hanno smesso di informarsi dalle fonti comunicative tradizionali, libri interi sono nati su una visione alternativa della storia e molte visioni taboo della cultura, della stessa storia o degli eventi della nostra Italia, sono state sdoganate. In realtà il mainstream è pur vero che suo malgrado è stato costretto a dar spazio per fare audience, ad alcune teorie “complottiste”, ma il tutto mischiato con esagerazioni, sensazionalismo e ilarità tali da generare per contro, una massa di persone che si è affidata ad un esercito di debunker e prezzolati del potere, in passato una minoranza, ma oggi visto i tempi, esercito fondamentale per mantenere lo status quo. Tutto ciò ha reso l'informazione ufficiale (che è ancora quella che conta, quella che decide il destino delle nazioni) ancor più indottrinante, menzognera, caotica e chiusa verso il nuovo, mentre nel passato almeno un minimo di dignità e professionalità veniva mantenuto.
Comunque sia nel precedente decennio, un importantissimo seme è stato gettato che ha cambiato indubitabilmente, la visione della realtà di milioni di persone. Naturalmente tutto questo ha scalfito poco il più grande taboo della nostra civiltà, ovvero l'occidentocentrismo (perdonatemi per questo neologismo), presente anche nella stragrande maggioranza della letteratura complottista (razza bianca dietro tutti i piani di distruzione, il resto del mondo sfigato e manipolato). L'occidentocentrismo è conscio (soprattutto dal post 11 settembre) della decadenza della civiltà occidentale, delle sue falle e sa che è giunto il momento della sua fine e naturalmente se crolla l'Occidente secondo questa visione, crolla anche il mondo, perchè la salvezza viene solo da esso, non vi è nulla di interessante al di fuori di esso, il centro del mondo rimane l'Occidente. Uno dei più grandi taboo del mondo liquido però proprio in questo periodo ha ricevuto un forte contraccolpo, in una maniera tale che il complottismo non è riuscito a fare in tutti questi anni.
Trovo interessante spesso leggere blog o forum lontanissimi dalla visione della mia vita e sentire l'opinione di persone che in genere seguono lo zeitgeist ufficiale, quelli insomma che subiscono le mode passivamente, quelli che si allineano alle opinioni più gettonate, proprio perchè tramite quelle persone puoi capire dove si sta dirigendo la coscienza collettiva umana. Ebbene almeno dal 1° ottobre 2015 qualcosa è cambiato.
Nel mainstream, nelle discussioni al bar è facile sentir dire le persone che i terroristi li finanziamo noi a causa di alleati che sono leader nel finanziamento internazionale del terrorismo (tipo Qatar ed Arabia Saudita ed ultimamente si cita anche la Turchia che ricordiamolo è un membro NATO), Crozza davanti a milioni di persone un mesetto fa ha sbeffeggiato l'Occidente e le manifestazioni di solidarietà alla Francia ree di aver allevato un Frankestein a casa loro. In bus ma persino nei normali social media è facile sentire cori di elogio verso Putin, che praticamente ha ridicolizzato l'intero Occidente che in questi anni non ha minimamente combattuto per davvero l'Isis. Blair e persino la Clinton ammettono di essere responsabili della nascita dell'Isis a causa del conflitto iracheno. In città (e ne sono primo testimone) vedi una tale paranoia e militarizzazione, che non ha eguali neanche paragonata a quella dei tempi dei neo-con, di al qaeda, del post 11 settembre, una paranoia amplificata più che vissuta, infatti siamo diventati più cinici e disincantati e più che manifestare contro la militarizzazione della società e i falsi allarmi (come quattro gatti facevano in passato), preferiamo deriderla (anche perché è un ricorso storico abbastanza scontato e di cui riserviamo memoria). Insomma tutti quei legami sotterranei tra terrorismo islamico e vari Stati occidentali e forti alleati, che con disperazione venivano citati da tutti i complottisti nello scorso decennio, ora vengono citati anche dall'uomo di strada qualunque.
L'Occidente dal 2013 in poi, ha rimediato così tante figure di merda ed è sempre meno allineato allo zeitgeist attuale, da sembrare un kamikaze giapponese che coscientemente decide di farsi scoppiare per provocare più danno possibile. Nel mainstream non si parla più degli USA come unica superpotenza mondiale, oramai è un fatto.
L'Fmi il 30 novembre ha accettato lo Yuan cinese come valuta di riserva aprendo la strada al suo utilizzo ufficiale il 1° ottobre 2016. Sarà la quinta valuta di riserva mondiale, con la differenza che il suo peso economico é davvero enorme. L'euro che si pensava dovesse combattere il dollaro come riserva valutaria, é passato dal 27% di quota di riserva valutaria internazionale del 2009, al 20% di oggi. La Russia è campione di diplomazia mondiale e dopo l'incidente turco ha installato una no fly zone, praticamente è l'unica legittimata, da quello che alla fine è il governo eletto di Assad, a stare in Siria e sta dominando praticamente e mettendo in riga tutti i vari Stati che, quasi dovessero affrontare la nuova Armaggedon, si accalcano tutti in Siria (ultimamente si sono aggiunte ai bombardamenti Germania e Inghilterra).
Per la prima volta da tanto tempo uno Stato non totalmente Occidentale è leader diplomatico e mondiale in una controversia internazionale, uno spettacolo che dal secondo dopoguerra mondiale non eravamo abituati più a vedere, in realtà da molto più tempo.
Paragonate l'attuale situazione geopolitica di appena due anni fa a quella di oggi, i rapporti di forza si sono quasi ribaltati ed è da anni che io ne parlo in questo blog. Pensate nei prossimi anni dove arriveremo. Il potere Occidentale è un potere forte e come ogni potere dominante ( che sia orientale o del sud ), oppressivo e padrone tutt'oggi dell'immaginario, con però la volontà di autodistruggersi davanti ai nostri occhi e vi assicuro che poche volte nella storia si ha la fortuna/sfortuna di assistere ad eventi del genere.
Se nel precedente decennio lo sputtanamento dell'Occidente non riceveva forti contraccolpi e ricadute nell'immaginario, perché in effetti non vi erano poteri alternativi in grado di contrastarlo, nel nuovo decennio, soprattutto in questi ultimi anni che hanno portato a termine l'unipolarismo occidentale (anni 2014-2015), si è capito come persino l'ultimo taboo, l'occidentocentrismo (e non ne sto parlando solo da un punto di vista politico e finanziario), sia destinato a crollare. Come detto questo biennio ha posto fine all'unipolarismo geopolitico ed economico occidentale, il prossimo biennio probabilmente farà crollare l'immaginario occidentale, soprattutto quello post-moderno, per il resto bisogna aspettare un pochino.

Ora parliamo di Suburra


SPOILER ALERT: chi non vuole essere anticipato sulla trama del film é pregato di non leggere




Quando esce un film perfettamente allineato allo zeitgeist attuale è sempre un piacere parlarne.
Suburra non ha il realismo di Gomorra, non ha gli intenti artistici de la Grande Bellezza (per citare i film italiani più acclamati di recente dalla critica italiana ed estera) e non è certamente un capolavoro, ma proprio per mettere spesso in primo piano una narrazione di finzione, inserita in un contesto assolutamente reale, risulta molto più pregnante di contenuti e allineato allo spirito dei tempi rispetto ad altri film più acclamati.
Quando ho finito di vedere questo film ho subito pensato “ecco se dovessi tradurre alcuni miei articoli del blog in un film, in una finzione narrativa che possa essere comprensibile anche a chi non conosce niente dei temi che tratto, forse uscirebbe fuori Suburra”.
L'analisi è molto simbolica e come ogni analisi simbolica, non bisogna pensare che tutto quello che io dirò sia stata la volontà degli autori, non ho la presunzione di pensarlo. Ma quando si parla di contenuti culturali che usano lo zeitgeist attuale per dire qualcosa, appunto quella creazione artistica, di qualunque tipo sia (musicale o filmica ad esempio), riesce ad essere persino indipendente dal suo creatore e riesce ad assumere persino una valenza predittiva e chi segue il mio blog sa di cosa parlo.
Suburra, come da titolo del mio articolo, è la rappresentazione del potere che distrugge completamente se stesso, quindi è un film da una parte ottimista e dall'altro molto pessimista, perché questo crollo non proviene da una rivoluzione, da un popolo cosciente o grazie a personaggi positivi, quindi come vedrete, in realtà, l'accusa che molti hanno rivolto al finale (buonista o troppo semplice) a mio parere rimane infondata.
Cosa ancora più significativa è il contesto temporale in cui è ambientato il film (come citato in precedenza), ovvero novembre 2011. Il film scandisce una specie di countdown temporale che parte dal 5 novembre (e che nel film ha il sottotitolo di “7 giorni all' apocalisse”), per scatenarsi e raggiungere il climax finale il 12 novembre 2011.
Ogni nuovo giorno viene scandito con questo sottotitolo inserito in uno sfondo e una didascalia impregnata di acqua e gocce di pioggia, proprio perché la pioggia e la furia dell'elemento acqua, saranno altri protagonisti della narrazione come vedremo.
L'acqua come si sa viene usata nei riti religiosi cristiani e non solo, come simbolo del battesimo che ha il significato di “immersione nell'acqua”, con la pregnanza simbolica che sta ad indicare la morte del vecchio e il sorgere dell'uomo nuovo.
All'elemento acqua che impazzisce e si presenta nei sogni come onda, corrisponde un significato di fine della repressione emotiva, di emozioni che hanno bisogno di liberarsi, della realtà che ha bisogno di emergere, da qui il significato del diluvio o anche della grande onda quantica e dei tsunami, che ho già descritto in passato. Ecco perchè l'Era dell'acquario è vista da molti come un'era di rinnovamento e di inizio del percorso di liberazione dell'uomo, proprio per il simbolismo dell'acqua che viene versata e che scorre e quando l'acqua scorre e non è più trattenuta, tutte le falsità vengono alla luce, il caos si manifesta, così come la guerra che porterà alla distruzione del vecchio mondo.
Come mai il regista parla di apocalisse e rinnovamento riferendosi al novembre 2011? Perchè sceglie proprio quel periodo storico per rappresentare l'autodistruzione dei vari poteri?
Ritorniamo un attimo agli archetipi e quindi alla realtà, prima di affacciarci ad un'analisi maggiormente simbolica.
La realtà, tutto ciò che pensiamo, nasce grazie agli archetipi, le forme originarie, il pensiero puro. Gli archetipi non possono essere tradotti e capiti appieno nella realtà di tutti i giorni, quindi la versione distorta, ridotta, comune e comprensibile a tutti dell'archetipo è lo stereotipo. Nel cinema italiano due personaggi hanno rappresentato lo stereotipo dell'italiano medio: Totò ed Alberto Sordi. Questi personaggi sono riusciti perfettamente a rappresentare in modo appunto stereotipato, la coscienza degli italiani, ma a partire dal 1994, per la prima volta nella storia del nostro paese, lo stereotipo si è incarnato in un uomo non di finzione, ma realmente esistente, ovvero il cavaliere Silvio Berlusconi, la cui fine ed uscita simbolica dalla politica data a 11 novembre (occultamente) e 12 novembre nel mainstream, proprio il periodo indicato da Suburra come giorno dell'apocalisse. Nei precedenti articoli, quel periodo di fine della Nona Onda, è stato indicato dal mio blog come periodo che ha visto la morte dei partiti politici e il 2011 (che in modo microcosmico anticipa il decennio che stiamo vivendo) come “morte simbolica del potere”. Per capire meglio il contesto in cui nasce questo articolo leggete qui e qui.
Copertina del Times di novembre 2011
La trama superficiale di Suburra, essoterica potremo dire, è quella della cosiddetta malavita romana che si incrocia con vari poteri forti, naturalmente mostrata in modo pulp e volutamente narrativizzata, insomma lontanissimo anni luce dal realismo di “Gomorra”. Il film di Garrone è infatti un film con all'interno elementi documentaristici, Suburra al contrario non ha assolutamente nessun intento politico o documentaristico, questo punto è fondamentale per capire i temi che tratterò e del perché una chiave di lettura politica sia la cosa più sbagliata da fare e nel proseguo dell'analisi ve ne renderete conto. La trama più profonda in realtà mostra i vari archetipi del potere presenti a Roma e quindi in Italia (perchè ciò che succede nella Capitale influenza i destini di tutti gli italiani) e di riflesso in tutto il mondo, perchè Roma è pur sempre l'archetipo dell'impero moderno, del potere che tutti ammirano e vogliono imitare.
Esemplare è la prima scena del film ambientata in Vaticano, totalmente inaspettata, dove vediamo Ratzinger (mostrato come è naturale che sia di spalle ed inginocchiato) pregare la Madonna. L'atmosfera, sottolineata dalla musica, é da “calma prima della tempesta”, il clima teso. Il Pontefice confida ad un giovanissimo collaboratore un segreto sconvolgente, mai reso esplicito nel film, ma abbastanza chiaro, ovvero la sua volontà di dimettersi.
Questa scena iniziale è abbastanza chiara nel delineare gli intenti ideologici del film, infatti la rivelazione di Ratzinger ad alcuni ambienti della Chiesa di volersi dimettere, nel novembre 2011, non ha nessun fondamento nella realtà. Certo è chiaro che già prima del 2013 (anno della dimissione) o del 2012 (anno dello scoop un anno esatto prima delle dimissioni, da parte del giornale Il fatto quotidiano), erano già affiorate varie notizie di dimissioni e chi frequentava quell'ambiente già sapeva di questo evento, ma la scelta narrativa del film non ha nulla di fondato nel reale, quindi è chiaro che è stata messa lì come simbolo di disgregazione del più grande potere presente a Roma ed uno dei più antichi del mondo.
La prima scena di Suburra "Papa Ratzinger in crisi"

Come mai in un film di mafia, la prima immagine è quella di un papa sofferente che fa una terribile segreta confessione? Proprio perché, come viene reso ben chiaro anche nel finale, scopo del film è mostrare la distruzione dei vari archetipi del potere, ben cinque ne vengono mostrati nel film.
Il primo come naturale che sia, perché più antico, è appunto quello religioso e non a caso si ruba la prima scena in assoluto nel film.
Tutto ha inizio il 5 novembre (7 giorni all'apocalisse) e la descrizione e rappresentazione dei vari poteri che dominano la città eterna viene tutta mostrata durante questa giornata.
Piccola parentesi sul significato sovversivo verso il potere che ha questa data:
il 5 novembre 1605 un'esplosione avviene nel Parlamento inglese. Essa fu provocata da Guy Fawkes (il cui scopo era eliminare monarchia e membri del parlamento, forse uno dei primi grandi complotti della storia moderna venuti alla luce). Guy Fawkes viene indicato dal fumetto V per Vendetta di Alan Moore e dalla successiva trasposizione filmica (che è uno dei più famosi film complottisti del nuovo millennio), come simbolo di rivoluzione. Nel nostro mondo reale la maschera presente nel film per rappresentare il suo viso, viene utilizzata dagli Anonymous come stemma del loro movimento ed anche come copertura che garantisce loro l'anonimato. Il nome Anonymous tende proprio a sottolineare come il movimento non sia dirigistico e che non può essere identificato con una persona potente, non é personalizzato e non ha una struttura organizzativa verticale. Essi sono considerati gli hackers e i ribelli verso il potere della nostra civiltà. Il simbolo di V per vendetta e la stessa maschera rappresentante Guy Fawkes, sono state prese in prestito anche dagli Indignados spagnoli e dal Movimento 5 stelle, le cui aspirazioni sono quelle di “mandare a casa” la classe dirigente attuale, con una visione del potere orizzontale e meno gerarchica-dirigistica. Solamente con la morte simbolica della politica avvenuta nel 2011, il movimento 5 stelle e gli Indignados (fortemente influenzato dai cosiddetti grillini e nati ideologicamente proprio nel 2011, durante le manifestazioni di massa in Spagna), sono potuti emergere in politica, grazie a quel rivoluzionario e frenetico anno.
Dopo l'archetipo del potere divino rappresentato dalla Chiesa, nella scena seguente, specularmente viene rappresentato il nuovo potere rampante, rappresentato dal boss “numero 8”, a cui è affidata la zona di Ostia, la parte fuori della capitale, i nuovi confini. Come mostrato nel film e come tipico della stragrande maggioranza delle produzioni filmiche di successo, numero 8 mostra l'intramontabile dicotomia tra nuove generazioni (poco rispettose del vecchio codice di potere, più anarchiche, nichiliste e meno controllabili) e le vecchie generazioni che rappresentano l'old order.
Samurai
Il terzo potere rappresentato é in realtà quello forse più importante (e introdotto non a caso centralmente), ovvero quello che agisce nell'ombra e che fa da collante tra tutti i poteri. Nel film è rappresentato da Samurai (Claudio Amendola), ultimo sopravvissuto della Banda della Magliana è vero e proprio garante del patto mafia-politica (ed anche religione). Fa una breve apparizione anche Bacarozzo, uno della vecchia guardia, che però viene fatto subito fuori, probabilmente da Samurai, ma ufficialmente investito da un'auto.
Il quarto potere mostrato é naturalmente quello simbolo del post secondo dopo guerra mondiale, ovvero quello politico da cui partono tutte le decisioni tese ad organizzare la nostra realtà, il potere di cui si servono tutti gli altri ( a lui superiore) per far avverare i loro piani. Questo potere è rappresentato dal parlamentare corrotto Filippo Malgradi.
Nella scena in cui viene introdotto è “impegnato” in un'orgia consumata in un abitazione che affaccia a “piazza del Popolo” su cui il politico, dopo l'amplesso, si affaccerà pisciandoci sopra. Durante quest'orgia una minorenne morirà (probabilmente di overdose).
Il quinto potere rappresentato è quello esotico, simil-orientale, non propriamente occidentale, che nel film pur se sottomesso ai poteri forti, ha assunto una così grande ferocia e ricchezza, da avere anche una sua forte indipendenza. Ci viene introdotto da una specie di sottoposto soprannominato “spadino”, facente parte della potente famiglia di zingari degli Anacleti il cui capo é Manfredi Anacleti.
Dopo l'introduzione dei cinque poteri, cominciamo a conoscere “il popolo”, la cosiddetta opinione pubblica, le forze che potrebbero scaraventare e distruggere il sistema millenario di potere, ma che in realtà diventano consapevoli ed inconsapevoli agenti di diffusione dell'ideologia elitaria, anche perchè a loro va una piccola fetta di torta, una specie di “patto non scritto” che garantisce benessere materiale. Si sta parlando dei colletti bianchi, la classe media, quella più o meno benestante, quella spesso pronta ad accettare passivamente gli etats d'esprit creati artificialmente, coloro che hanno il merito di aver diffuso e lottato per un benessere materiale, che in effetti si è realizzato nel post secondo guerra mondiale, tale da non avere uguali nella storia umana conosciuta; i portatori sani del materialismo ed anche del laicismo nella società. Non fanno parte della classe elitaria, ma neanche della classe povera. Nella classe media tutti ambiamo ad entrare e tutti ne facciamo o ne abbiamo fatto parte. Nel film è rappresentata da Sebastiano, un timido ed impaurito ragazzo organizzatore di eventi. La sua vita é agiata e tranquilla, ha infatti un bellissimo appartamento, non nel centro storico di Roma (non è infatti un membro dell'elite), ma in un quartiere rinomato. Veste bene, beve ottimo vino.
La sua vita viene sconvolta da suo padre che chiede di incontrarlo urgentemente. Il figlio come è tipico delle nuove generazioni, è annoiato e poco interessato a ciò che ha da dire il padre, lui vive in pieno post-moderno, ha fretta e cerca di liquidare il suo genitore, che in effetti rendendosi conto che è inutile parlarci, lo saluta per andare a suicidarsi gettandosi da un ponte.
Il figlio, a sue spese, scoprirà che il padre era fortemente indebitato con la famiglia degli Anacleti e sicuramente voleva parlare con il figlio, invocando aiuto. Le vecchie generazioni (diciamo quelle nate dagli anni '30 agli anni '60) hanno infatti lasciato alle annoiate e nichiliste generazioni X, un debito inestinguibile. Hanno goduto (ma anche creato) il boom e il benessere economico, lasciando le nuove generazioni in una bolla artificiale e falsa che aspetta presto di scoppiare. Il patto con l'Elite ha garantito loro una tranquillità e un'influenza nella società anomala, ma anche l'ingabbiamento in un sistema corrotto e falso. L'agiato membro della classe media Sebastiano, scopre questa tremenda realtà e viene ricattato dagli Anacleti che lo intimano a pagare subito i suoi debiti, pena la morte. Sebastiano che ha vissuto sempre nell'agio artificiale, nella bolla post moderna creata dai suoi avi, per sopravvivere mostrerà un carattere codardo e sarà pronto a sacrificare anche un'amica pur di continuare tranquillamente la sua vita.
Oltre a Sebastiano, un altro personaggio al di fuori dell'elite, fondamentale nel finale del film, è la moglie del boss numero 8, di nome Viola, come il colore simbolo dell'unione dei due principi maschili e femminili. Viola, tossicodipendente (potere femminile soggiogato), pur stando con Numero 8 (un nuovissimo potere), in realtà non può essere considerata a pieno un membro dell'elite. Numero 8 la ama tantissimo, ma come tipico di un sistema di potere basato ancora sulla gerarchia, sul patriarcato, quando Viola combina qualche guaio, Numero 8 la massacra di botte.
Viola e Numero 8 in Suburra
Ci troviamo comunque in una fase in cui il femminile si equivale al maschile ed infatti Viola riuscirà persino a svolgere delle azioni guidate e comandate da se stessa quando numero 8 sarà in difficoltà (il nuovo potere maschile fortemente dipendente da quello femminile, i due infatti stanno sempre insieme), lei si mostrerà forte e capace, in ascesa, come appunto il potere femminile.
Durante i vari eventi del film quasi sempre vediamo (soprattutto nei giorni finali) la pioggia e l'acqua come sfondo alla vicende dei nostri protagonisti, l'acqua, Aquario, il rinnovamento.
Tutto il resto del film mostra come la psicopatia rende ciechi questi poteri, perché il potere corrompe e il potere assoluto corrompe assolutissimamente. Questa sete inestinguibile di potenza porterà diversi malintesi e disguidi che porteranno i cinque archetipi dominanti, in una specie di semi-guerra tra di loro.
Tutti e cinque i poteri hanno un accordo non scritto ( e di cui Samurai è il garante) che gli ha permesso di prosperare durante tutta la storia umana, ovvero di guerreggiare, distruggere i poteri deboli o a loro ostili, spesso anche ferirsi a morte tra di loro (perchè solo il più forte sopravvive) ma comunque tramite gli strumenti della vendetta privata e della divisione delle zone di influenza, evitare di autodistruggersi completamente, così da instaurare dopo la guerra, una “pax romana” che garantisca la sopravvivenza e una nuova struttura ed equilibrio di poteri. Un andamento ciclico del reale in cui poteri alternano periodi di guerra (per dividersi fra di loro le zone di influenza o per la conquista e l'ascesa di nuovi soggetti) a periodi di pace. Lo vediamo nella nostra realtà dove l'emergere di un mondo nuovo viene sempre dopo un ciclo di distruzione. Questi poteri incarnano gli archetipi di Visnu (colui che costruisce e da ordine all'universo) e Kali la distruttrice.
La “pax romana” (che ha garantito l'eterno perpetuarsi dei poteri durante la storia umana) in realtà viene messa in pericolo da un vortice di autodistruzione e malintesi che partiranno dal politico Malgradi, che come tipico dei portaborse, si trova in quella posizione di potere perché ricattabile ed infatti il giovane affiliato della famiglia Anacleti, Spadino, minaccia Malgradi di rivelare delle sue orge e della morte di una ragazza durante uno di questi eventi. Malgradi a sua volta cerca di minacciare tramite numero 8, Spadino, ma l'incontro tra i due psicopatici va male e Spadino rimane ucciso e così Malgradi involontariamente si rende responsabile di un omicidio e della fine della Pax romana il cui garante è stato sempre l'eminenza grigia Samurai.
Questi malintesi creeranno una guerra senza quartiere tra Numero 8 e gli Anacleti. Nonostante Numero 8 sia fondamentale per la conquista dei nuovi confini, rimane sempre un giovane potere poco avezzo ai vecchi patti e rifiuta la pax Romana di Samurai, anzi accusa lo stesso Samurai di essere il passato. Naturalmente con questa sua dichiarazione verso il vecchio potere arcontico, Numero 8 ha praticamente decretato la sua condanna a morte e la decisione di Samurai di lasciare agli Anacleti (potere esotico) le nuove zone di influenza. In questa guerra senza quartiere, in questa mole di ricatti ed uccisioni, le vere vittime sono i colletti bianchi (indebitati fino al midollo) e il potere femminile rappresentato da Viola, che vede tramontare la posizione agiata conquistata.
Proprio le due parti al di fuori dell'elite, stanche e distrutte da questa guerra millenaria che gli sta togliendo i piccoli privilegi conquistati nel post-moderno, compiono azioni eclatanti e che nessuno si sarebbe aspettato da loro:
Sebastiano in un accesso di ira uccide il suo usuraio e detentore oramai dei suoi beni, ovvero il boss Anacleti, facendolo poi sbranare dal suo cane (il potere che per avidità si autodistrugge o meglio il Veltro dantesco, cieca bestia apocalittica che a sua volta ha la funzione purificatrice di uccidere le altre bestie apocalittiche, che potrebbe rappresentare il Frankestein, il Golem e lo stesso elemento naturale che riequilibra il tutto); Viola disperata per l'uccisione del suo amante, in una Roma invasa da un temporale che sta allagando la città e dietro un'abitazione che sta per essere invasa dall'acqua piovana, si presenta addirittura davanti il boss dei boss Samurai, che è incredulo del fatto che possa essere ucciso dalla ragazza. Nonostante il linguaggio forbito ed adulatorio di Samurai, Viola lo uccide con una pistola facendolo sprofondare nell'acqua che invade tutto e tutti, l'acqua versata, la purificazione che fa emergere la verità e distrugge i poteri. E così i codardi (colletti bianchi) e il potere femminile (adulato, passivo, ovvero tossicodipendente), rovesciano il vecchio sistema di dominio millenario, in una Roma invasa dall'acqua ed in preda alla furia distruttiva della natura.
Inizierà così probabilmente un nuovo ciclo più equilibrato e con meno regole e con molte incognite perchè non vi sarà più un burattinaio a dirigere il nostro vissuto.

Samurai, ucciso da Viola, viene sommerso dall'acquazzone
Dopo lo stargate 11-11 effettivamente la pax Romana è messa in grave pericolo, l'unipolarismo occidentale in grossa crisi, é definitivamente tramontato nel 2014-2015 e si sta sgretolando un certo potere e visione della realtà millenario. Ogni parte del vissuto oramai é liquida e con poca stabilità. Ci faremo sommergere dall'acqua o sapremo dominare i flussi delle onde?


venerdì 23 ottobre 2015

BOLLE ED AGHI NELLA SOCIETA' DEI LUSTRINI


Benvenuti nel 2015, dove la società dei lustrini regna imperante, dove crepe epocali, vengono prontamente riparate con lo stucco.
In realtà anche questo mio articolo può sembrare una parodia tipica della società dei lustrini, perchè è almeno dal 2012 che continuiamo a parlare di risaputo storico.
Che proprio il risaputo storico, il blocco del loop, la parodia storica, siano una realtà (divenuta apparente negli ultimi anni), questo per chi ama ragionare senza sovrastrutture è assolutamente chiarissimo. Il problema nasce quando continuiamo a sperare che la situazione cambi subito e quindi si parla continuamente di punto zero, di fine della civiltà, ecc. si diventa ripetitivi e si fa la fine dei profeti. E' vero, se 3-4 anni fa qualcuno mi avesse chiesto "come lo vedi il 2015?", diciamo che avrei pensato che eravamo già al di la del punto zero (non inteso in senso messianico o new age) o meglio molti processi di cui discutiamo (disclosure intesa in senso meno hollywoodiano di Wilcock e company, crollo dell'occidente ecc.) già avvenuti e non tanto per una speranza insita dentro di me di qualcosa di migliore, o meglio non solo questo (sono umano ed è anche una parte importante del perché sono interessato a questi argomenti), ma semplicemente perché per fare un esempio illuminante, una stessa nota musicale non può essere tenuta per sempre da un cantante, prima o poi gli mancherà il fiato, oltre che scatterà la monotonia, la noia.
Ma al di fuori delle metafore, basta vedere qualunque grafico che segnala il debito del mondo e di ogni nazione, non vi sembra di essere catapultati in un fumetto Disney? Non sembrano così ridicole e fuori dal mondo quelle cifre? I debiti impagabili, le bolle che se le dovessimo quantificare forse occuperebbero come spazio la distanza tra Terra e Plutone, sono così ridicoli ed impagabili che danno un'idea della farsa in cui viviamo e di come questo sistema finirà prestissimo. Ad una bolla (qual è la nostra civiltà), anche la più grande, basta un ago per scoppiare.
I cicli storici non seguono le nostre speranze e tutto sommato possiamo dire "eppur si muove" e se molti vedevano in questo settembre (o nel famigerato 2012) apocalissi, crollo delle borse, fine della società del debito, asteroidi, crisi peggiore del 2008, ebbene loro amano Hollywood, si affidano ai loro costrutti personali, ai loro fallimenti per sperare in qualcosa che li tiri fuori dalla loro patetica vita e così facendo si perdono cambiamenti davvero importanti, come l'incredibile rituale e gli eventi precedenti e successivi alla quarta luna di sangue e alla fine del Tetrad, ovvero un ciclo iniziato nel 2014 che comprende 4 eclissi lunari, ma di questo parleremo tra un pò, giusto per capire cosa questi segnali simbolici ci dicono per il prossimo futuro e farci davvero capire cosa è accaduto in questo importante periodo di così epocale.
Nel precedente articolo avevo scritto che simbolicamente e geograficamente la California e più in generale gli Usa, rappresentano il limite estremo dell'Occidente (e da un certo punto di vista speculare, anche il Giappone, primo ed ultimo bastione occidentale nell'estremo Oriente).
L'Occidente essendo la terra del tramonto, il luogo in cui si sviluppano le ultime compagini di una civiltà e di un ciclo, vedrà la sua fine in quelle lande, ma alla fine di un'era, principio e fine si mescolano, alfa e omega creano una sorta di stargate, di anomalia quantica che ci porta in una nuova realtà, si è alla fine e si ritorna all'inizio. Lì dove inizio e fine si incontrano avviene l'impensabile.
Qual è il principio simbolico, l'alfa dell'Occidente? La Grecia naturalmente, non solo perché lì è nata la democrazia, ma praticamente tutta la filosofia e la cultura classica, persino l'arte occidentale ha il suo punto zero nella Grecia e come ho accennato in articoli passati, era piuttosto prevedibile per chi ama le concordanze simboliche, che la Grecia avrebbe dato il la alla dissoluzione dell'Unione europea, almeno a come la conosciamo oggi. La crisi economica europea e dell'euro è iniziata nel 2010 proprio in Grecia e la prima possibilità di una dissoluzione e della fine dell'euro come lo conosciamo è avvenuta proprio in Grecia, quest'anno, con il referendum indetto da Tsipras contro le politiche di austerità europee, che parallelamente stavano portandoci anche ad un cambio geopolitico epocale di un paese europeo (avvicinamento della Russia e della Cina) fino all'incredibile voltafaccia e tradimento di Tsipras verso la sua nazione ed anche verso tutti coloro (persino pro-euro convinti) che chiedevano un miglioramento dell'Unione, uno dei più grandi tradimenti democratici della storia attuale avviene nel paese detto "culla della democrazia" (la storia si sa è molto ironica).
La Grecia nei mesi precedenti ha assunto il ruolo simbolico di salvezza dell'Occidente, visto il modo non democratico in cui nella maggior parte delle nazioni è stata imposta l'Unione e l'euro (ovvero senza il consenso e l'accettazione popolare), la Grecia come da tradizione simbolica ha dato un enorme esempio di civiltà democratica che avrebbe cambiato in meglio la situazione, spostando persino (gradualmente naturalmente) gli equilibri geopolitici dell'Occidente. Certo c'è la marcia indietro fatta da Tsipras, ma c'è anche una crepa (il referendum) inammissibile fino a pochi tempi fa in quel paese.
Come detto però, l'Occidente rimane pur sempre la terra del tramonto e la speranza di un mondo nuovo, giusto ed equilibrato, verrà solamente dalla cooperazione con la terra là dove sorge il sole, ovvero l'Oriente, ma soprattutto, come Cayce ed altri veggenti e persino alcune apparizioni come Fatima (lasciando stare i loro scopi spesso non positivi) ci indicano, dalla Russia, tutti lo sanno, buoni e cattivi per così dire, perchè la Russia è la terra dell'equilibrio, è sia Asia (per gran parte) che Europa, il trait d'union di due modi di pensare e di vedere il mondo, di due archetipi fondamentali che reggono il vissuto nel nostro pianeta. Attenzione questi discorsi non c'entrano nulla con Putin superman e Salvatore dell'umanità, è semplicemente una considerazione simbolica e del perchè soprattutto negli ultimi secoli, uno degli scopi principali delle forze del caos e della sopraffazione sia stato quello di distruggere ed invadere la Russia ( basti pensare Napoleone ed Hitler). Con il bolscevismo sono riusciti a creare un disequilibrio bipolare che ha isolato la Russia dal mondo ed addirittura con Eltsin sono riusciti persino ad infiltrarsi e per la prima volta nella storia, a tenere per le palle e sotto ricatto la Russia, poi si è passati attraverso lo stargate 2001 e le cose sono divenute un pò più complicate.
Il 2015 è l'inizio della fine dell'impero Occidentale, dopo gli importanti semi sparsi soprattutto nel 2014, quando è emerso finalmente il mondo multipolare seppur in modo grezzo. Alla fine di ogni impero, così come fu per quello romano, ma alla fine di ogni civiltà nel suo complesso, aumentano i flussi migratori, perché come in alto così in basso, l'inversione non è solo geopolitica, ma anche simbolica e i flussi migratori portano sempre all'emergere di una nuova razza, di una nuova ideologia (come fu con le invasioni barbariche che portarono al definitivo affermarsi della razza bianca). Il flusso migratorio è un'inversione dei poli simbolica, spostamenti da sud verso nord, potere da ovest verso est, crescita che si sposta dal nord (in depressione e de-crescita) al sud. L'inversione dei poli non deve essere considerata solamente in maniera letterale, ma per lo più simbolica. E' sempre così alla fine di una civiltà o come nel nostro caso, di un ciclo, tutti i poli (nord-sud, ovest ed est), vengono sconvolti e si inverte il normale ordine delle cose, ed infatti alla fine di un ciclo i punti cardinali non sono più distinti tra di loro, al massimo diventano stereotipi e quindi il nord (ordine, ricchezza, rigore, scarsa emotività), si miscela con il sud (caos, povertà, creatività, passionalità) e l'ovest (pragmatismo, materialismo, pensiero scientifico, benessere materiale), si mischia con l'est (spiritualità, creatività intuitiva, azione dosata e non frenetica). E così la Germania, o meglio i tedeschi che nello stereotipo mondiale sono rigore, precisione e disciplina, con la Volkswagen hanno avuto atteggiamenti non diversi da un mariuolo napoletano (rimanendo sempre all'interno dello stereotipo).
Il sole sorge ad est e manifesta un nuovo giorno, una nuova idea che sarà contemplata e portata a piena maturazione una volta che il sole tramonta ad ovest, portando alla conclusione del giorno e all'inizio di un nuovo giorno che nascerà ad Est.
E ora accenniamo agli eventi di queste ultime settimane, ma prima di farlo, parliamo di un importante "profeta" collegato al Tetrad, Martin Armstrong, di cui ho potuto approfondire qualche dettaglio in più, grazie all'interessante blog Runesoup.
Questo signore è un consulente bancario indipendente, che è da anni che fa parlare tanto di sé, avendo perfezionato il modello di Kondratiev che si occupava di cicli economici.
Armstrong ha previsto tra l'altro la dissoluzione dell'Euro dovuta ad un'unione solamente monetaria e non fiscale, ovvero senza un'unificazione del debito.
Martin Armstrong
Da anni Armstrong parla del 2015 come anno di una enorme crisi economica che avrebbe avuto il suo inizio simbolico il 1° ottobre 2015. Perchè questa data? Armstrong studiando le varie crisi economiche osservò che i panici finanziari erano separati da una media di 3141 giorni (ovvero 8,6 anni). Questa scoperta gli portò successo e gloria, divenendo uno dei consulenti più richiesti al mondo e alla fondazione nel 1983 del Princeton Economics Groups, con numerosi prestigiosi clienti al seguito. Le sue ricerche gli fecero prevedere il crollo del 1987, il collasso del Nikkei del 1989 e il collasso finanziario della Russia nel 1998 e persino scontare la prigione a causa dell'avvertimento che diede all'Amada Corporation, un importante società giapponese del ramo del metallo, sul fatto che Goldman Sachs ed altre importanti società, avrebbero manipolato il prezzo del metallo. In sintesi per Armstrong la crisi è già iniziata ma avrà il suo culmine nel 2017, anche se su internet sono girate voci un pò fuorvianti e catastrofiste sul suo lavoro, come se il 2015 dovesse essere il doomsday per l'economia basata sul debito, in realtà Armostrong parla di inizio della fine nel 2015.
La crisi (di cui abbiamo avuto un anticipo con il crollo della borsa cinese di questa estate) è partita pochi giorni dopo la fine del Tetrad.
Simbolicamente l'ultima importante conferenza di Armstrong si è avuta il 29 settembre, due giorni prima l'inizio della data da lui indicata da anni e si è tenuta non a caso ad Atene, in Grecia.
Sembra che non sia accaduto nulla, in realtà non è così, ma bisognerebbe mostrare noiosi grafici e tabelle che vi risparmio, oltretutto si parla di inizio di un processo.
Sicuramente molti anche ai piani alti seguono con estremo interesse Armstrong (ed è un'ovvia certezza). Ad esempio per molti il là alla famigerata crisi epocale del 2015 sarebbe stata avviata da un evento che tutti attendevano con certezza, ma che alla fine non si è avverato, ovvero la crescita dei tassi d'interesse da parte del presidente della Federal Reserve, Yellen, che avrebbe aumentato il costo del capitale e della manutenzione del debito, creando enorme sfiducia nei mercati, davvero una piccola bomba atomica economica, ma come sappiamo questo evento non è avvenuto.
C'è da pensare che almeno la metà delle aziende cinesi produttrici di materie prime non riescono a pagare gli interessi sul debito, ora immaginate cosa sarebbe successo con un aumento degli interessi, proprio in un periodo di crisi cinese (il crollo avvenuto questo agosto). Questo aumento era previsto proprio a settembre (la data famigerata per molti era il 17), in tutti i giornali nelle pagine economiche i titoli erano "probabili rialzi dei tassi di interesse a settembre". In realtà è successo il contrario, a settembre vi è stato un altro annuncio "vi sarà probabilmente l'aumento dei tassi entro la fine dell'anno".
Il dollaro rimane tutt'ora la moneta di scambio principale, persino per le nazioni che ufficialmente dal 2014, stanno costruendo un sistema economico alternativo, quindi un aumento dei tassi sarebbe l'unica vera arma di cui dispongono gli USA attualmente.
L'ultima volta che la FED si riunì per decidere se alzare o meno i tassi di interesse, avvenne tanti anni fa che nessuno lo ricorda.
Comunque sia vi erano diverse concordanze storiche ed annunci che portavano a settembre 2015, poi bloccati.
Proprio durante il "turning point" indicato da Armstrong, ovvero il 30 settembre, gli Usa, prima del previsto (tutti si aspettavano il mese di novembre), hanno raggiunto il tetto del debito e proprio dal 30 settembre (fine dell'anno fiscale USA) si doveva cercare di trovare una soluzione entro almeno due settimane. Il  tetto del debito degli Stati Uniti ha la cifra ridicola tipica delle nostre società di accumulazione e illusione, ovvero 16.700 miliardi (sic) e il congresso USA ha già detto che se non si riuscirà ad alzarlo dovranno utilizzare 50 miliardi di liquidità a disposizione del Tesoro. Dedicato a tutti i falsi guru economici per cui basta avere la stampante a disposizione ed "essere sovrani" per non cadere in crisi, tanto il debito per chi è sovrano può essere ripagato all'infinito (sic), discorsi schizofrenici che oltre a non tener in conto che viviamo in un villaggio globale, appoggiano oltretutto manovre schizofreniche degne di Paperon de Paperoni. Il problema è il sistema, non l'euro o il dollaro che al massimo sono effetti collaterali, disastrosi ma pur sempre effetti.
Il precedente turning point indicato da Armstrong (1985.65), generò il g5 e l'inizio delle privatizzazioni ovvero globalizzazione, interconnessione, inizio ufficiale della società del debito, invasione della pubblicità e commercializzazione della realtà. 1985-2015, mi ricordano Ritorno al Futuro, ma ci ritorneremo presto in quest'articolo su quel film, brevemente, sul II in particolare, visto chein questi giorni si è celebrato l'anniversario del film, infatti Martin, non Armstrong ma Mc Fly, si recò nel futuro dell'ottobre del 2015.
In questo nuovo Turning point (2015.75), gli Usa saranno a corto di soldi a partire da novembre e questa crisi del debito diverrà sempre più pazza riservandoci incredibili sorprese, come una tessera del domino che porta giù con sé tutto il resto.
Intanto le settimane prima e dopo la luna rossa del Tetrad, New York è divenuta la capitale delle forze dominanti tese a creare un nuovo mondo speculare a questo attuale, i profeti del famigerato nuovo ordine mondiale. Con l'importante riunione dell'Onu in cui erano presenti  i potenti della terra proprio durante la luna rossa (il numero simbolico dei partecipanti scelto è 17, queste cose le mettono sempre sotto il naso), hanno dato vita ad un importante rituale che coincideva anche con i 70 anni della nascita della stessa ONU, con in più la storica visita di papa Francesco in America ( e prima volta di un papa al congresso americano), anch'esso presente all'ONU con uno storico discorso. Insomma tutta l'elite presente durante la fine di un importante ciclo, Tetrad, per dare una svolta al loro piano. I punti esposti all'ONU sono di natura globale e non li esporrò in questa sede, ma mirano come al solito a centralizzazione e controllo, quando la realtà sta andando da tutt'altra parte, ma ognuno ha il ruolo che sceglie per se in questo teatro, prima o poi tutti dobbiamo affrontare la realtà. Si può al massimo discutere uno dei punti, come quello di mettere agli atti la censura su internet a causa della preoccupazione che lor signori hanno verso i diritti sulle donne. Non è una battuta, purtroppo è stata esposta proprio così la questione, poi si sa, verso paesi tipo l'Arabia Saudita, ovvero lo stato più teocratico ed arretrato del mondo, si chiudono gli occhi e si fanno pure lucrosi affari, nonostante lì la donna ha gli stessi diritti di un cane.
Intanto mentre avvenivano questi importanti eventi, in Europa i ministri dell'estero di Francia, Germania e Russia si incontravano, probabilmente per discutere la prossima mossa di Putin, davvero epocale, che è partita proprio dopo il Tetrad (ne parleremo tra poco).
Il giorno dopo la luna rossa (30 settembre), anche la Nasa partecipa al super mega rituale annunciando acqua su Marte, battezzando appunto con Marte dio della guerra, l'avvento del loro nuovo ordine, dichiarando che Marte, il "nuovo mondo", in futuro sarà abitabile.
Questi importanti meeting hanno come simbolo la faccia sorridente ed affabile di papa Francesco, vero sponsor di tutta la baracca, inconsapevole o meno poco interessa.
Ricordiamo che l'umanitaria ONU ha battezzato le sanzioni contro l'Iraq che hanno provocato più di 500 mila morti e che la Clinton con il suo solito spirito umanitario ha detto che ne è valsa la pena, ottimo biglietto da visita per le presidenziali del 2016.
Però in realtà le cose si sono mosse in modo opposto. Nazioni negli ultimi decenni lasciate ai margini, hanno fatto sentire la propria voce e spinte di decentralizzazione e di inversione geopolitica hanno portato ad eventi inaspettati fino a pochi anni fa.
Il giorno del turning point indicato da Armstrong, per la prima volta nella storia, la bandiera palestinese veniva sollevata all'ONU. Sempre dopo il turning point è scattata nel mainstream l'investigazione riguardo alcune mail della Clinton, rivelazione uscita fuori grazie a degli attacchi spam e di phishing di alcuni hacker verso la Clinton. In sintesi la Segretaria di Stato ha usato canali privati per comunicazioni governative, non separando vita privata e politica come richiede il suo ruolo di segretaria e una volta indagata ha cercato di cancellare molte di quelle e-mail. L'effetto è stato una rapida discesa di consenso nei sondaggi nella sua battaglia per le prossime elezioni presidenziali.
Intanto sempre tra Tetrad e turning point, altri piccoli tasselli che mostrano come chi ama seminare terrore e centralizzare il potere e farci avere una guerra perenne, sta trovando sempre più difficoltà, infatti attorno ad Obama ci sono state significative dimissioni, una di queste riguarda Evelyn Farkass: vice assistente segretaria del Ministero della Difesa e tra le maggiori stanziatrici insieme alla Nuland, del colpo di stato a Kiev e consigliera di tre segretari alla difesa, in cui ha assunto un ruolo di primo piano nelle politiche aggressive ed ostili contro la Russia. Come indicato da Blondet, le dimissioni della Farkas, possono essere viste come una sconfitta dell'ala neo-con, legata alla precedente amministrazione Bush in materia di politica estera.
Altra dimissione eccellente avvenuta a fine settembre è quella del generale John Allen, che Obama aveva indicato come plenipotenziario della "Coalizione globale per contrastare l'Isil", ossia quella coalizione che per più di un anno ha bombardato il Califfato, senza scalfirne minimamente la forza. Notizia che la Casa bianca ha cercato di nascondere per diversi giorni. Allen si diceva frustrato verso Obama, reo di "non avergli dato i mezzi per distruggere l'Isil".
E mentre queste fondamentali pedine si dimettevano, nel turning point questi fatti portarono al dominio della Russia e dei loro Sukhoi negli spazi aerei siriani, praticamente creando una delle maggiori sconfitte geopolitiche della storia da parte dell'America, con in più il paradosso tipico dei nostri tempi che vede le parti più guerrafondaie dell'amministrazione americana che appoggiano Al Qaeda ed Isis contro Assad, un paradosso che persino i giornalisti più mainstream con imbarazzo hanno dovuto ammettere. Comici certi giornalisti, ad esempio quelli di radio Radicale, per cui non appoggiare Al Qaeda significava favorire l'Isil, pensate a che livello di farsa è arrivato il teatrino, pensate se dichiarazioni del genere fossero state fatte appena 2-3 anni fa. Per non parlare della comicità pura di diversi giornali anglo americani con titoli comici del tipo "bombardando il terrorismo, Putin favorisce il terrorismo", svelando a molti una menzogna che durava dal 2001 (Al Qaeda e terrorismo come nemici). Molti giornalisti proprio a causa di questi fatti timidamente hanno persino applaudito le mosse di Putin che in poche settimane ha fortemente indebolito l'Isil, a differenza del disastroso intervento americano e della NATO durato due anni, la cui incompetenza ha aperto gli occhi a molti, persino insospettabili (e lo vedo anche nella mia vita personale) ed è preparatorio agli eventi che ho raccontato in questo articolo passato.
Quello che è avvenuto durante il turning point è un rovescio dei poli che praticamente ha rotto una linearità storica che durava dalla fine della seconda guerra mondiale, ovvero non più gli Usa ( o la Nato, tanto è la stessa cosa), ma la Russia e i suoi alleati, leader e a capo di un'operazione di guerra internazionale, con addirittura gli Stati Uniti a bocca aperta ed impressionati sia dai loro missili a lunga gittata che dalle manovre russe in Siria e la loro velocità di operazione fatta sotto il loro naso (praticamente gli americani in pochi giorni si sono trovati in massa forze russe in Siria). Tutti questi eventi hanno messo gli USA in secondo piano nei bombardamenti sulla Siria, con addirittura un inizio timido di collaborazione con i russi. Un rovesciamento che rimanda anche agli ultimi anni dell'URSS, solo che ora la situazione è capovolta, gli Usa sono diventati l'attuale URSS (vedere quest'altro mio articolo passato).
Ricordiamo che la destabilizzazione del Nordafrica e del Medioriente da parte degli Usa e della Nato, più i loro alleati, iniziata nel 2011, ha portato all'attuale crisi umanitaria dei migranti e alla loro invasione di massa verso i nostri lidi. Tutte queste azioni occidentali di destabilizzazione e caos, per la prima volta nella storia, hanno una forte contrapposizione organizzata, nell'alleanza russo-cinese-iraniana.
A questo si aggiunge, come riportato dall'ottimo blog "verso un mondo nuovo", la crisi della Monsanto che ridurrà del 12% la sua forza lavoro, a causa di una forte perdita di profitti che si protarrà per almeno il 2016, notizia parallela al rifiuto degli OGM da parte di ben due terzi degli stati europei.
E così la società del debito simbolicamente partita ad inizio degli anni '70 con la fine del gold standard ed iniziata ufficialmente nel 1985, ma tutto sommato germinale per tutto il post-moderno, vede l'inizio della sua fine in questo 2015. 
Tutto sommato si sta procedendo (anche se molto gradualmente) verso il punto zero.


Il 2015

Il 21 ottobre del 2015, Martin Mcfly si trova in un mondo che è una specie di parodia storica degli anni '80. Esistono migliaia di canali tv, come viene mostrato nella scena a casa della famiglia McFly del futuro (l'attuale tv digitale), si vive di nostalgia del passato e di revival (il film lo squalo 19),  con nessuna nuova spinta culturale ed un accumulo di eventi che ha distrutto ogni volontà di vera innovazione provocando un congelamento nel passato (il caffé 80). I costrutti tecnologici si articolano come transumani, dominano completamente la nostra realtà, dominando la nostra sfera privata venendo usati non come mezzo, ma come un nuovo organo sensoriale, un sesto senso, basti pensare che il 2015 di Ritorno al futuro II è un mondo specchio del nostro, ovvero iper-tecnologico, asettico e poco umano, basti pensare il Biff bionico del futuro, il cibo che si ingrandisce e viene "condito" dalla tecnologia, la giovane generazione sconcertata da costrutti tecnologici che richiedono forte manualità, ad esempio i bambini sconvolti davanti un videogames degli anni '80 perchè si usano le mani per giocare, la stessa giovane generazione che ha due simboli in Martin Junior e Biff Junior, completamente senza ideologie e dominata dai costrutti tecnologici. Insomma il 2015 di Ritorno al futuro II è il mondo attuale dei lustrini, un mondo così finto e patetico da ricordare appunto una bolla, dove basta un ago per scoppiare.

domenica 18 ottobre 2015

COMING SOON

Non scrivo da parecchio in questo blog, ma non ho affatto intenzione di chiuderlo. Purtroppo impegni e imprevedibilità varie non mi hanno reso prolifico come avrei desiderato. Questo blog rimane pur sempre un pensatoio e un articolazione di miei pensieri personali (come un pò tutti i blog), che cerco di rendere fruibili a tutti e proprio per questo mi è caro.
Presto pubblicherò un importante articolo riguardo gli eventi prima e dopo il famigerato Tetrad e farò un pò un resoconto dell'attuale situazione. Quindi rimanete su questi lidi perché ci sono interessanti aggiornamenti.
A presto

giovedì 11 giugno 2015

CALIFORNIA UBER ALLES: segnali nell'etere




     Dead Kennedys - California uber alles




San Andreas è un film del filone "catastrofico", uscito nelle sale cinematografiche a fine maggio. Narra di un terribile terremoto che colpisce la California e di un pilota di elicotteri
che per trarre in salvo sua figlia con la ex moglie compie un viaggio da Los Angeles a San Francisco




Andreas Lubitz, il "pilota suicida", a San Francisco, prima foto ufficiale mostrata al mondo




La California è tra i dieci Stati più ricchi al mondo.
Da sola contribuisce al 13% del pil degli USA.
Da diversi anni (ben 4) è colpita dalla siccità più grave della sua storia.
La siccità è al massimo livello nel 42% del territorio e presente nel 99,85% del territorio.
Risulta uno degli eventi più catastrofici che mai ha colpito questa regione, rischiando di danneggiare anche l'agricoltura e l'approvvigionamento di cibo, fondamentale per tutti gli Stati Uniti.
Se fin'ora  le riduzioni nel consumo dell'acqua erano intorno all'8%, in questi giorni è stato emesso un ordine obbligatorio
di ridurre del 25% i consumi d'acqua per via della scomparsa di molti bacini idrici.
Le riserve di neve sono il 6% in meno di quelle normali.
La California per la prima volta nella sua storia raziona le sue riserve idriche ed i suoi consumi




Intanto a maggio 2015 un'altra catastrofe è avvenuta in California, precisamente a Santa Barbara, con 400mila litri di greggio
riversatisi nell'oceano.
Di questi 400mila, 8000 avrebbero già raggiunto l'acqua e si starebbero spostando verso la Refugio State Beach





Intanto le radiazioni di Fukushima hanno raggiunto già da diverso tempo le coste californiane e diverse scuole ed istituti di ricerca stanno monitorando le radiazioni, ad esempio il Lawrence Berkeley National Laboratory monitora le foreste pure di Kelp, fondamentale ecosistema della regione.

Tutti questi eventi e tasselli sono da tenere fortemente in considerazione, perché negli ultimi 60 anni, tutta la cultura occidentale nel bene e nel male è stata forgiata ed influenzata principalmente da ciò che avveniva in California. Non solamente Hollywood, che già da sola ha avuto un effetto dirompente sulla concezione del mondo di miliardi di persone (non solo in occidente), ma anche i pochi esempi di cultura alternativa e controculture del mondo formatesi negli anni 60, che scatenarono in tutto il mondo proteste che generarono la fine del mondo patriarcale e l'avvento della libertà sessuale (il famoso 68), provenivano tutte da quei lidi (il movimento beat, gli hippie, Allen Ginsberg, Timothy Leary, la psichedelia, Castaneda, Charles Manson, il rock psichedelico e di protesta ecc.). 
La moderna new age, la Silicon Valley nei dintorni di San Francisco (sede dei nerd e cervelloni del mondo e di tutte le aziende che hanno rivoluzionato il mondo dei computer e della moderna tecnologia, forgiando la globalizzazione e l'ultima fase del post-moderno, basti pensare che alla Silicon Valley troviamo la sede di Facebook, della Intel, di Linkedin, Microsoft, Apple, Paypal, Google, Ebay ecc.).                                                           Ricordiamo che la fondazione dell'Onu si è avuta a San Francisco, dove fu forgiata la struttura tutt'oggi vigente di questa organizzazione.

L'incredibile influenza della California, braccio ideologico del nuovo ordine mondiale, fu ben sintetizzata dai Red Hot Chili Peppers nell'album Californication del 1999, il cui titolo stava a significare proprio la californizzazione del mondo, ovvero l'appiattimento della cultura verso un unico modello, quello californiano. Anthony Kiedis, cantante dei Red Hot, infatti ha dichiarato che ogni volta che si spostavano per i loro tour mondiali, notava che ogni nazione e luogo che visitavano gli sembrava perfettamente identico alla California.


     
      California rest in peace
      Simultaneous release
     California show your teeth

       She's my priestess, I'm your priest



Se quindi la California è stato il luogo dove si è forgiato l'American Dream (o il California dreamin) e l'immaginario degli ultimi 60 anni almeno, proprio in quelle lande si accenderà la miccia o si darà il via alla fine degli USA e del sistema di dominio occidentale
La California e Los Angeles sono definiti infatti "i luoghi più occidentali del mondo" e in effetti dopo la California abbiamo l'infinita distesa del pacifico ed il continente asiatico, la dove il sole sorge (nucleare in Giappone), l'Est, l'inizio del nuovo mondo. Sincrosimbolicamente non è poi tanto strano capire come una terra fino all'800 semi deserta, sia divenuta il centro del mondo, lì dove si crea l'immaginario culturale e dove nuove forme di potere (le multinazionali globalizzate e legate all'informatica), nascono e prosperano. Gli ultimi scampoli del sistema nascono sempre all'estremo occidente.


La California però già nei secoli scorsi è subito entrata nella leggenda, prefigurando da un certo punto di vista la rinascita e lo stradominio occidentale dell'ultimo secolo, enfatizzando il mito della frontiera e della corsa all'oro, il mito dell'Ovest.

     
        Cercatori d'oro nell'800, ricordiamo anche che il personaggio Disney di Zio Paperone,
         nemico di Rockerduck, diventò ricco grazie alle miniere in California.
Per molti entrambi questi personaggi inventati, simbolizzano due potenti famiglie del mondo, I Rotschild e i Rockfeller.



Non è neanche un caso che tutta la cultura edonista degli anni 80 provenga ancora una volta da quelle lande. Portata nelle classifiche da diverse band californiane o comunque che fecero di Los Angeles il loro quartier generale proponendo un'amalgama sonoro fatto di hard rock melodico di classifica, metal contaminato da pop (spesso soprannominato hair metal per le capigliature piene di lacca dei componenti) con in più una sorta di rock che fa sua le lezioni del glam, del travestitismo e della filosofia edonista di alcune band degli anni 70, con testi che vanno alla pura origine del rock, ovvero sesso, divertimento e spensieratezza. 
La California ha avuto un ruolo principe in due decenni fondamentali dell'attuale sistema di pensiero mondiale (tralasciando gli ultimi attuali in cui è ancora principe, ovvero l'era dei computers), gli anni 60 e gli anni 80: gli anni 80 erano speculari agli anni 60, rappresentavano il loro lato oscuro. Se i sessanta proponevano una cultura alternativa e pacifista, gli ottanta un materialismo ed un edonismo estremo. Nella musica come nell'arte, la California simbolizzava e proponeva gli esempi più eclatanti.




Il grande regista John Carpenter creò nei primi anni 80 la mitica figura di Jena Plissken (in originale il vero nome é Snake Plissken, ovvero serpente), diventata una delle ultime icone "storiche cinematografiche" della generazione x. Il film divenne una duologia.
Il primo film ha il titolo di Fuga da New York.
Come tutti i film di Carpenter, che sia una storia di fantascienza, thriller, horror o fantasy, si nasconde un contenuto fortemente politico (basti pensare solamente al famosissimo film fortemente amato dai complottisti "essi vivono"). In questo caso vi è la solita critica alla società americana. 
Nel film oramai gli Usa hanno raggiunto un livello di criminalità intollerabile e quella che un tempo era la libera città di New York ora è un enorme carcere a cielo aperto dove neanche la polizia e l'esercito (che circondano la città dall'esterno), possono entrare. Il film fu girato nel 1981 ma era ambientato in un immaginario futuro 1997.
Alcuni terroristi dirottano l'aereo presidenziale (che doveva partecipare ad un'importante conferenza di pace con Cina e vecchio URSS) ed intendono far schiantare il velivolo contro uno dei grattacieli di New York (mmmmm). Il presidente riesce a sfuggire gettandosi da una capsula di salvataggio ma è bloccato a New York.
Jena Plissken è un prigioniero condannato a morte, ma anche tra i migliori vecchi eroi nazionali ed è per questo che viene ingaggiato per una missione suicida, liberare il presidente, in cambio della sua libertà.

l'aliante di Jena Plissken diretto verso le torri gemelle


La sua missione inizia con il nostro eroe che atterra sul grattacielo del world trade center con un aliante. Il presidente si scoprirà è un uomo senza scrupoli che pur di salvare la pelle sarà disposto a far morire chi lo ha salvato. Jena (ovvero Snake) riuscirà a fuggire da New York e a sabotare la conferenza internazionale, infatti quando il presidente trasmetterà al mondo i nastri che aveva in una valigetta, uscirà fuori la musica jazz.
L'America di Carpenter sincromisticamente è un paese dove manca la libertà (patrioct act), dove la criminalità raggiunge livelli preoccupanti (la proprietà della armi, le stragi scolastiche e le varie stragi da arma da fuoco o l'abuso di potere dei poliziotti) dove i terroristi sono i nuovi "nemici" del potere. Nel finale Jena ridicolizza il potere con la pop culture che ha relativizzato e distrutto l'ultimo impero storico (L'URSS) ed annullato le ideologie e le differenze destra e sinistra. Il Jazz che esce fuori dal nastro è simbolo del caos ordinato (tipico della musica jazz), perfettamente strutturato, e pur se pazzoide, ancora interpretabile (riflusso storico del mondo post-ideologico dal 1989 al 2008-2010).





Il secondo film della duologia di Snake Plissken è Fuga da Los Angeles. 
Questo film Sincromisticamente é persino più pregnante del primo film, ma ha dalla sua una reputazione pessima sia da parte dei fans che dei critici.
Se il primo è uno dei film cult della generazione x e degli anni '80, Fuga da Los Angeles è un film sfortunato, proprio perchè esce in un periodo di mezzo:
l'anno è il 1996, lo zeitgeist è orientato altrove e certamente la tamarragine e il personaggio del "duro a morire" tipico dello zeitgeist degli '80, incarnato dal personaggio di Snake, poco si adatta al clima di attesa dell'apocalisse e alla voglia di spiritualità di fine millennio (nonostante come vedremo, il film contenga anche questi elementi), che ben sarà manifestata in pellicole profonde ed "esoteriche" come Matrix, la nona porta, Dark City ecc.
Il cinema di genere è in caduta libera e gli artigiani ed indipendenti come Carpenter (che non possono permettersi budget altissimi e che vivono sempre all'ombra dello star system nonostante i suoi lavori siano saccheggiati e copiati da più parti) sono dei pesci fuor d'acqua. La sceneggiatura del film oltretutto non sorprende come nel passato, proprio perchè è un ripetersi di varie trovate geniali presenti già nel primo film (la struttura narrativa ad esempio è praticamente identica) e che naturalmente riproposte nuovamente non creano lo stesso effetto sorpresa. Oltretutto in quel periodo vi fu il boom della cgi, ovvero i primi film con effetti speciali creati con la computer grafica in 3d. Matrix fu fortunato perchè uscì in un periodo in cui questa tecnica aveva fatto già passi avanti, (nonostante si tratta di un film uscito pochi anni dopo quello di Carpenter), mentre appunto "Fuga da Los Angeles" si trova in un'epoca semi-preistorica da questo punto di vista e riguardare gli effetti speciali del film, purtroppo da una forte sensazione di falso (da videogioco insomma) e fa scappare più di un sorriso, ma purtroppo è tipico di molti film degli anni 90 (quelli con basso budget naturalmente).
Per il resto il film è narrativamente parlando, adrenalinico, con molto più ritmo del primo (che a conti fatti tralasciando gli effetti speciali tamarri dei '90, in molte parti è invecchiato peggio) e non manca di trovate sorprendenti, tra cui l'incredibile finale che risulta un'esperienza rara nella storia del cinema attuale.



         
                    La musica cosiddetta surf, con i Beach Boys come principali esponenti,
e la cultura del surf, con persino un filone cinematografico, si espande nel mondo grazie alla California, che immette il mito dell'onda perfetta da cavalcare per non farsene travolgere, così come le teorie new age (per lo più californiane) dell'onda quantica
                              
Fatta questa lunga premessa, Snake dopo New York si trova intrappolato e deve fuggire da Los Angeles.
La trama:
siamo nel 2013, il nuovo presidente degli Stati Uniti è un cristiano bigotto che è stato eletto, subito dopo la staffetta epocale del 2000, grazie ai suoi toni da predicatore e soprattutto ai continui proclami su una prossima apocalisse che avrebbe colpito in special modo Los Angeles, città del peccato (ansia apocalittica enfatizzata dal potere dopo il 2001, 2012 docet?). Quando la catastrofe colpisce effettivamente Los Angeles, provocando un disastro geologico di proporzioni bibliche, che porta il territorio di Los Angeles a staccarsi dal continente americano, è facile per il presidente essere eletto-
Nel 2013 la viziata figlia del presidente si è unita ai ribelli di Sendero Luminoso, capitanati dal peruviano Cuervo Jones, il quale ha un dispositivo in grado di rendere inutilizzabile qualsiasi congegno elettronico del pianeta terra. Essi si trovano a Los Angeles, diventata meta di soggetti pericolosi per gli Usa, anche in questo caso, una specie di carcere a cielo aperto.
Snake come a New York, viene costretto a compiere la missione di salvataggio, con l'immissione di un virus mortale nel suo corpo e con la promessa della cura se riuscirà a salvare il mondo dai ricatti di Sendero Luminoso.
Come si vede dal poster sopra e dall'immagine a fianco, varie sono le scene iconiche del film, la più memorabile è lo tsunami che si abbatte su Los Angeles (sincro-tsunami del 2004 e 2011? ), con Snake che con una tavola da surf riesce a cavalcare le onde e a salvarsi, fino allo sconvolgente finale, dove Snake riesce a recuperare il marchingegno capace di portare il mondo nel medioevo, ma stanco di tutti i giochi di potere e della civiltà occidentale del potere, con un gesto sconvolgente e nichilista, sarà proprio lui a spegnere il pianeta.
Snake in questo caso incarna molte idee di questo blog ( ;-) ), infatti la frase iconica di questo film e ciò che porterà allo sconvolgente finale é proprio la convinzione di Snake, parole sue, che "più le cose cambiano, più restano le stesse". L'accumulazione di eventi e il ripetersi ciclico della stessa storia porta Snake nel finale ad una decisione estrema.
Una volta che il pianeta piomba nel blackout, che il reset della nostra civiltà si verifica, Snake ci lascia con un ultima iconica frase, che è un augurio e una speranza: "benvenuti nel regno della razza umana".