venerdì 4 maggio 2018

TEMPI GNOSTICI


Nell’ultimo articolo abbiamo parlato dei vari cambi generazionali di zeitgeist in pochi decenni, di come generazioni che hanno una differenza temporale di massimo 20 o anche 10 anni, hanno una visione completamente opposta della realtà, di come un ragazzo del 2000, pur se in un mondo millennials e virtuale-germinale (ma in cui gli adolescenti ed i giovani erano ancora per lo più della generazione X), messo a fianco ad un ragazzo che chiameremo high millennials (diciamo dal 2008 in poi), troverebbe pochi punti in comune, perché l’high millennials si trova un un mondo post crisi- precarietà, web 2.0 e social network ed anche post 11 settembre, con distruzione totale dell’analogico, appunto il millennial di inizi anni 2000, questo ragazzo ancora immerso nello zeitgeist dei 90 (perché gli anni 90 come atmosfera si sono chiusi proprio l’11 settembre 2001), abbia poco in comune con l’ultima compagine di millennials. Un ragazzo del 2000 che si trova a prendere una macchina del tempo per giungere fino al 2013 ad esempio, senza per forza andare troppo in là, si troverebbe spaesato come Martin Mcfly nel suo viaggio dal 1984 al 2015, ed in effetti proprio quel film, che ho analizzato in vari articoli nel passato, mostra proprio come ogni viaggio del tempo di Martin McFly, che sia negli anni 50, nel far west o nel 2015, possa essere paragonato ad un vero e proprio viaggio in un mondo alieno, ne ha tutte le caratteristiche (l’uso del fulmine, metafora della velocità della luce, la macchina volante, i continui richiami alla pura fantascienza). Abbiamo sottolineato come questi cambi di zeitgeist siano una vera e propria anomalia quantistica, qualcosa di unico nella storia mondiale.

una delle varie suddivisioni generazionali optate dalla sociologia americana

Eppure in questi ultimi decenni, diciamo da fine anni 90 in su, c’è un qualcosa che tiene insieme queste ultime generazioni, ovvero parlo delle ultime propaggini dei baby boomers o comunque le parti meno tradizionaliste e legate al loro zeitgeist, la generazione X e i millennials, ovvero una visione gnostica della realtà che per la prima volta dopo 2000 anni, ritorna nel mainstream.
E’ un fatto storico-culturale, così epocale e profondo, che solo coloro abituati a non pensare linearmente e paradossalmente al di fuori delle logiche mainstream, riescono ad intravederne i contorni e l’incredibile portata storica, tra questi Cristopher Knowles, del blog secret sun, che dopo aver sconvolto il mondo culturale underground con i suoi libri sulle assonanze tra culti misterici e mitologia verso le nuove propaggini della pop-culture come rock e fumetti, dopo qualche anno di silenzio a partire credo dal 2013-2014, ritornò a scrivere sul suo blog in pianta stabile proprio per evidenziare l’epocalità di questa sua visione.
Quando si è pienamente dentro qualcosa, difficilmente la si riesce a storicizzare o inserire in un contesto spazio-temporale preciso.
Uno dei segnali dell'avvento dello gnosticismo nei nostri tempi fu la scoperta di vari testi gnostici nel 1945 a Nag Hammadi.
Ma cosa si intende per “tempi gnostici” e come si differenzia questa visione dal mondo pre-gnostico? Perché si è sviluppata soprattutto nei giovani una visione gnostica della realtà? Come mai temporalmente indichiamo gli anni 90 come il nascere di questa nuova visione che probabilmente sostituirà le ideologie e le religioni attuali? E’ qualcosa di positivo o di negativo?
Dobbiamo fare un passo indietro e soprattutto un excursus storico per capire cos’è lo gnosticismo e cosa successe quando si manifestò per la prima volta 2000 anni fa.
Il termine gnosi deriva dalla parola greca “gnosis” che vuol dire “conoscenza”.
Fu persino usato dai primi padri della Chiesa per significare che la vera gnosi era la conoscenza del messaggio del Cristo. Quando il cristianesimo si apprestò a diventare la religione ufficiale e dell’impero, il termine assunse connotati negativi e fu associato alle varie eresie cristiane e non, fino a sparire completamente dalla storia mainstream.
In questo senso esiste nel cristianesimo delle origini, anche uno gnosticismo cristiano.
La gnosi era di tradizione ellenistica e come particolarità aveva quella di vedere il nostro mondo e più in generale il cosmo come parto di un demiurgo malvagio. La creazione, il nostro pianeta quindi è una matrix, una trappola in cui un demiurgo malvagio ci ha imprigionati, in cui la nostra scintilla divina è stata esiliata. E’ stesso in quel periodo quel demiurgo malvagio era visto come il Dio biblico. Quindi si può capire il perché il cristianesimo abbia visto da sempre la gnosi come un pericolo e come la responsabile di tutte le successive eresie cristiane, dei vari movimenti esoterici e persino della genesi del post-moderno, anche perché la gnosi è stata sempre contraria all’abbandonarsi e alla “non-esperienza fattuale” della fede che come sappiamo è lo strumento principe con cui avvicinarsi ai misteri di Dio e alla creazione, in questo caso per il cristianesimo, ma in senso lato per tutte le religioni istituzionali.
Altra “bestemmia” dello gnosticismo era quella di vedere ogni uomo come Dio: Dio siamo noi e noi siamo Dio. Dio si manifesta in tutti noi e si divide nella manifestazione.
Il male poi assume una vera e propria dimensione ontologica, esso non è più visto come l’insieme delle tragedie che affliggono l’umanità e la sua sede non è neanche in un reame ultraterreno (l’inferno). Vi è una teologia cosmogonica fatta dal demiurgo ed i suoi arconti in cui il cosmo stesso ed il nostro stesso contenitore (il corpo fisico), sono manifestazione del male. Una teologia che descrive soprattutto questo principio di schiavitù e di male che ci seguirà anche nel dopo morte, ma che prima o poi sarà destinato alla distruzione, in cui l’unico sopravvissuto sarà l’anima immortale che ritornerà al vero Dio.
Ne consegue che la gnosi non può che vedere con sospetto ogni manifestazione sistemica, ogni struttura, ogni tradizione, la gnosi è l’anti-katekon per eccellenza e ne consegue che da una parte il complottismo e (non sto scherzando), il testo gnostico moderno ufficiale (il film matrix), siano coloro che hanno riportato nella coscienza collettiva la gnosi ad un livello globale. Queste sono alcune delle compagini più evidenti, ma in realtà in altre dimensioni culturali si sta pienamente manifestando lo gnosticismo. Nella stessa manifestazione del post-moderno vi è insito il suo avvento.
Quando tutto è ritenuto un’illusione, tutto corrotto e corruttibile e, nelle sue manifestazioni più negative ed estreme, quando tra le giovani generazioni vi è apatia e nichilismo verso la politica e le varie compagini culturali, proprio in questo tipo di zeitgeist lo gnosticismo (non per forza come sentire spirituale), si manifesta nell’inconscio collettivo come sentire principale.
Non è forse il crollo delle ideologie, l’apatia e l’estremo non fidarsi verso ogni manifestazione mainstream un sintomo di gnosticismo?
I vari fandom attuali e del recente passato, che siano musicali o legati a qualche serie tv (i trekker ad esempio), sono tutte rappresentazioni post moderne dei vecchi gruppi e culti gnostici del passato, dove una creazione o evento culturale diviene un culto per criticare il sistema attuale e far divenire la propria passione un cammino di vita e solo chi è stato dentro questi fandom può capire fino a dove possono spingersi filosoficamente e la piena affiliazione mentale ed estetica che questi gruppi portano, ad esempio personalmente (senza citare altre affiliazioni molto più underground e persino più significative avute personalmente), anche se musicalmente l’ho seguito per molto tempo e anche nel presente ho una band metal, la mia affiliazione, la mia entrata nel vero culto del metallaro é durata per un breve periodo, all’incirca più o meno di 3 anni, diciamo dal 2001 al 2004 e quando si è davvero dentro qualcosa ci si veste in un certo modo (per lo più, almeno per i metallari della mia epoca, tutto nero e con maglie rappresentanti le proprie band preferite), si ha una visione della commercialità e del mainstream pessima e l’affiliazione al metal diventa una critica verso le corporation televisive e musicali ree di trasmettere merda e rimbecillire la gente, poi ci sono dettagli e sfumature numerose delle quali non è importante parlarne in questo contesto, giusto per far capire che se si è dentro un fenomeno culturale post-moderno esso si configura come culto e non come moda, non sto parlando infatti del semplice interesse temporaneo o della normale partecipazione ad un evento, ma proprio di un culto, di un modo di vivere. Tutti questi gruppi in un mondo ateo, edonista e materialista, hanno sostituito i vecchi culti misterici e sono il prologo ad una futura spiritualità che sarà il requiem dell’attuale impero, però non tutto è oro ciò che luccica, infatti come anticipato all’inizio di questo articolo, dobbiamo andare nel passato per capire cosa potrà succedere nel futuro, perché come ben sappiamo tutto è ciclico e tutto si ripete.
Quando lo gnosticismo si manifestò nelle forme a noi conosciute per la prima volta nel mondo, l’Impero Romano dominava l’Occidente ed era comunque la maggiore potenza mondiale. I Romani ruppero molte tradizioni ed un po' come gli americani oggi verso la vecchia Europa, cercarono di crearsi un passato culturale e storico che potesse essere paragonabile al mondo greco, infatti l’Impero Romano si sentiva inferiore culturalmente al mondo ellenistico, un po' come gli americani oggi, erano i cugini tamarri e guerrafondai, ricordiamo infatti che le prime legislazioni romane nacquero anche per una sorta di diplomazia, scambi culturali e viaggi che gli antichi romani facevano nel mondo greco per carpirne i segreti del buon governo e della legislazione, almeno finché erano una Repubblica.
L’impero Romano divenne probabilmente una delle più grandi anomalie ed esperimenti della storia. Fortemente edonista e materialista nelle azioni, la religione di riflesso era fondamentale nella società ma a differenza di quella greca, aveva un carattere pratico ed utilitaristico. Le solennità e le preghiere infatti traevano spunto dalle guerre e dalla vita campestre. Le forze tradizionali nella romanità assunsero una trasformazione anomala e potremo dire oggi, quasi post-moderna post-litteram. Esso divenne l’archetipo del potere e del concetto di impero, persino la sua legislazione è tutt’oggi moderna (così come i vizi) e tutti i moderni imperi occidentali si sono ispirati o hanno cercato di eguagliare l’impero romano. Fu proprio l’impero romano quello che probabilmente per la prima volta nella storia conosciuta, fece concentrare l’uomo sul benessere e sui piaceri del corpo, rendendoli protagonisti della vita di un uomo. Nonostante la sua carica avveniristica é divenuto un katechon che si credeva invincibile ed imbattibile ed infatti visto il suo carattere materialista, militarista, razionale, chi poteva aspettarsi che la successiva epoca sarebbe stata completamente opposta, un vero e proprio nuovo mondo? L’avvento dello gnosticimo e del cristianesimo (entrambi che delegittimavano chiaramente per la prima volta nella storia umana conosciuta, l’impero ed il potere, il cristianesimo però come concetto terrestre più che come vera e propria idea) fecero crollare il potente impero romano.
Il cristianesimo in realtà fu pian piano accettato dall’impero, che ne capì la sua forza dirompente e soprattutto vide che la sua grande forza era quella di unificare tutte le forze tradizionali passate legate al culto del sole, di cui il cristianesimo era una riproposizione in chiave giudaica-ellenistica, abbandonando definitivamente la carica anarchica dello gnosticismo che fu avversato e distrutto nonostante l’influenza e la carica culturale dirompente che ebbe in quel periodo. L’impero romano infatti entrò a patti e fece divenire il cristianesimo la religione di Stato, ma il germe era oramai stato sparso e l’impero romano (senza citare naturalmente le cause materiali della sua caduta), divenne storia antica.

Oggi la storia si sta ripetendo. Lo gnosticismo e il cristianesimo lottarono ed ottennero i cuori e le menti dell’impero e le menti cosmopolite e raffinate dell’impero abbandonarono gli Dei ed i misteri senza rendersi conto che la loro cultura ed eredità sarebbe stata cancellata dalla faccia della terra.
Quello che è successo dopo lo sappiamo purtroppo benissimo, infatti l’impero è risorto sotto nuove forme o come affermò il grande scrittore di fantascienza Philip Dick, l’impero non ha mai fine e trova sempre nuove forme in cui incarnarsi.
C’è anche da dire che 2000 anni fa come afferma anche Cristopher Knowles, il mondo non era ancora pronto per lo gnosticismo, quindi chi erediterà il futuro? Il crollo dell’impero come avvenuto in passato sarà semplicemente una morte temporanea che porterà ad una resurrezione più adatta ai nuovi tempi?
Altra cosa da tenere in conto, evitate chi predice con sicumera il futuro basandosi sul nostro mondo attuale o su una progressione lineare delle cose perché in passato la storia non si è mai svolta in questo modo. Il crollo dell’impero romano portò ad un mondo opposto a quello ellenistico-romano, ultra-religioso e denominato "medievale" e quindi in decadenza e con valori ed una visione del mondo completamente opposti. L’evoluzione vista come progressione lineare è una illusione, quello che ci attende avrà probabilmente connotati opposti alla nostra civiltà attuale come è sempre avvenuto dopo una caduta dell’impero, quindi è da illusi credere che il mondo futuro dovrà essere per forza ultra tecnologico, con uomini schiavi delle macchine o uomini fusi alle macchine, con città senza il minimo verde ed ultra-futuristiche come quelle di Blade Runner, di cui posti distopici come Dubai, tentano di riproporre la filosofia di controllo e de-umanizzazione feudale.
Ed infatti persino un mondo denominato “democratico”, libertario come il nostro, con infiniti difetti e mancanze di libertà, ma dove la circolazione delle informazioni è ancora attiva, potrebbe portare ad un feudalesimo di stampo high tecnology, come detto la storia non è mai lineare, ed infatti la già citata Dubai e la stessa Google ed Amazon, due corporation che sono già molto diverse rispetto a 10 anni fa, articolandosi oramai come corporation con logiche lavorative e filosofiche feudali, mostrano come una certa elite prospetti un nuovo feudalesimo che in alcuni ambiti lavorativi-culturali ed oasi nel mondo, sono già presenti; la stessa deriva di Roma, da Repubblica ad Impero: nel pieno del loro potere l’impero romano soccombe ed una nuova realtà emerge.
Dubai

Diventa naturale che con la sovrabbondanza di informazioni attuali resa possibile da internet, lo gnosticismo, in varie forme apparentemente opposte tra di loro, si diffonda.
Succederà come nel passato dove il crollo dell’impero (certo e sicuro), portò alla restaurazione di un nuovo culto religioso dogmatico rifondando l’impero su nuove basi o ci libereremo definitivamente dalle trappole sistemiche.
C’è da dire che i primi cristiani avevano inizialmente una visione molto religiosa e mistica e fortemente gnostica, quindi incompatibile con l’impero. Successe che dopo varie profezie che promettevano l’apocalisse, il paradiso in terra ed il ritorno di Gesù, i cristiani si erano stufati di attendere, perché il potere di Roma era un horror show crudele e senza pietà per i popoli assoggettati, l’impero era spietato con chi non si sottometteva ed infatti i cristiani divennero i primi guerrieri sociali, si spogliarono delle devianze gnostiche, associarono a se diverse credenze pagane già nel loro dna ed entrarono a patti con l’impero.
Lo gnosticismo quindi apre a nuovi mondi, ma porta anche al caos se mal-gestito. Quale tipo di religione si affiancherà allo gnosticismo? Forse una sorta di neo-paganesimo? Per quelli che pensano che il mondo futuro sarà senza spiritualità o religioni o non ha studiato la storia e di come la religione è stata sempre uno strumento unificatore e di stabilità, al contrario dell’ateismo diffuso in genere in periodi di decadenza (non è un giudizio del tipo buono o cattivo, ma un’evidenza che si è mostrata spesso nella storia), oppure conosce poco l’uomo e la società umana.
Riallacciandomi al precedente articolo, ciò che rende diverso oggi la diffusione dello gnosticismo nel mainstream è proprio la sua portata di diffusione, con strumenti di informazione infinitamente più potenti del passato e soprattutto a differenza di 2000 anni fa, noi viviamo in un villaggio globale. Ne risulta che è tutto una grossa incognita che evidenzia sempre di più l’entrata in una sorta di anomalia, i cui confini stiamo cominciando leggermente a tratteggiarsi solo oggi.

martedì 20 marzo 2018

GAP GENERAZIONALI E PUNTO ZERO


Leggendo l’articolo su civiltascomparse che ripercorreva tramite le immagini della rivista “tv sorrisi e canzoni”, il cambio della tv ed in un certo senso dello zeitgeist e della cultura per lo più giovanile di quegli anni in uno spazio temporale davvero ristretto, mi sono venute in mente riflessioni che spesso in questa sede sono state fatte senza però magari una schematizzazione ed una catalogazione, ad esempio quali sono gli eventi che cambiano il sentire di una generazione? E’ possibile schematizzare gli zeitgeist generazionali? La situazione attuale qual’é?


Quello di cui parlerò in questo articolo non è assolutamente un argomento nuovo. Repetita juvant, anche perchè alcune considerazioni credo siano utili per capire il perchè dell'enorme mole di scontri culturali, generazionali, politici ed economici attuali ed anche ciò che avverrà in futuro. 
In passato cercai di ripercorrere i vari cambiamenti dell'umanità tenendo in conto il cambiamento delle risorse e dei meccanismi di produzione. L'articolo si trova a questo link.
In questo articolo parlerò di un binomio di cui ho sempre parlato e che ha naturalmente riscontri da parte di studiosi che hanno dedicato tempo alle analisi dei cicli storici, riguarda i cambiamenti nelle tecnologie della comunicazione che vanno a braccetto con i vari cambi di mentalità, l’imprinting, lo zeitgeist, l’anima, il sentire generazionale. Un binomio indissolubile.
Ad esempio la Rivoluzione francese cambiò molto lo zeitgeist mondiale riguardo la gestione del potere e la visione delle classi sociali, tutto ciò portò lentamente ad un accrescersi dell’alfabetizzazione verso le masse che come risultato portò all’emergere di una produzione in serie di quotidiani, libri, nacque insomma una vera e propria industria che portò il sapere nell’ottocento a varie classe sociali. I libri non erano più questione solamente di nobili e clero o relegati in chiese, monasteri ed oscure biblioteche. Nell’ottocento questa prima rivoluzione nel modo di percepire la comunicazione (non più prettamente elitaria ma neanche completamente massificata) si stava appunto massificando ed infatti si può affermare che i cambi di zeitgeist e di mentalità si accelerarono a partire dall’ottocento proprio per la trasformazione in produzione massificata dei vari supporti della comunicazione (libri, quotidiani ecc., ma anche l’invenzione del telegrafo). Lo studioso svedese Calleman parla di cambi di mentalità ogni 20 anni a partire da metà ‘700.
Se noi oggi ci rivolgiamo ai vari “sentire” della generazione, lo facciamo tenendo sempre in conto i vari decenni, un po' perché storicamente sono anni vicini a noi di cui abbiamo più informazioni, ma soprattutto perché in effetti é così. Quando si parla di “mentalità anni 80” o “mentalità anni 90”, tutti capiscono perfettamente cosa si intende, anche perché se avessimo una macchina del tempo e mettessimo a confronto un ragazzo degli anni 80 con uno di inizio anni 2000, ci troveremo davanti a due persone aliene fra loro che hanno gusti, cultura e visione del mondo completamente diversi e la cosa paradossale e che lo stesso fenomeno si ripeterebbe se mettessimo a confronto un ragazzo o una persona di inizio anni 2000, con un ragazzo o persona del 2017.
Nel passato addirittura quando la stampa non esisteva (quindi si parla del periodo che va dal 1400 in giù per farci capire) e la tecnologia per diffondere comunicazione era a livelli davvero primitivi, come é naturale che sia, vi era una divisione tra mentalità o zeitgeist cristiano e mentalità o zeitgeist “classico” che comprendeva il mondo greco-romano, quindi per gli antichi, per il mondo medievale, l’ultimo gap, sconquassamento dello zeitgeist mondiale, vi era stato addirittura circa mille anni prima con l’avvento del cristianesimo, quindi è vero che oggi con la massificazione della comunicazione notiamo molte più differenze, ma è oggettivo il fatto che sono proprio queste tecnologie che provocano e seguono il fluire dei cambi della mentalità umana e che storicamente i gap generazionali sono roba per lo più post-moderna, questo è un fatto oggettivo.

Questo ci porta ad una rilevazione sconcertante. Oggi che praticamente viviamo in un villaggio globale, dove la velocità della comunicazione è istantanea, dove non solo le elite, ma anche le classi povere possono influire su un sentire (che sia piccolo o meno poco conta) e creare comunicazione, i gap e cambi di zeitgeist saranno più frequenti. Oggi il cosiddetto punto zero di McKenna appare sempre meno una teoria e sempre più un fenomeno che cominciamo a sentire sulla nostra pelle. Non è forse il punto zero di McKenna il crollo definitivo dell’evolversi e del cambio graduale degli zeitgeist che fin’ora la storia ci ha proposto in continuazione? Non è forse il punto zero la fine del ripetersi ciclico della realtà? Non è forse il punto zero la fine dei gap generazionali che sovrapponendosi fra di loro per via del loro spropositato numero, portano ad un’esplosione totale dell’ethos, del katekon, per rendere tutto immanente?
Immanentismo è un concetto filosofico che riguarda l’essere, ovvero che ha in sé già il principio e la fine. Nietzsche quando parlava di “Dio è morto” in realtà come altri dopo di lui, tra i quali Carmelo Bene, affermava la fine della storia, perché l’uomo è lasciato a se stesso e quindi non è più possibile una progressione lineare di tipo scientifico-religioso che vede l’uomo progredire avvicinandosi sempre di più alla verità. Il punto zero quindi potrebbe essere l’immanentizzazione dell’essere che avendo principio e fine in se, non ha più bisogno di strutture ideologiche e culturali.
Ritornando al nostro peregrinare storico sull’importanza delle tecnologie della comunicazione nel rendere immanente l’essere ed il punto zero, fu proprio l’invenzione della stampa, che non a caso precede di poco la scoperta dell’America, a portare la prima rivoluzione dello zeitgeist mondiale dopo più di un millennio, zeitgeist che durò per diversi secoli almeno fino al 700.
E’ stato proprio il “secolo breve” (ovvero il novecento) che ha cominciato a porre un’aurea mitica e caratterizzante ai vari decenni che si susseguivano, anche se è solo a partire dagli anni 50 che almeno nelle giovani generazioni, nella mentalità e nell’inconscio collettivo, ogni decennio influisce e cambia le carte in regola. La durata di questi processi non è naturalmente precisa, non si parla infatti di 10 anni precisi, spesso si parla anche di 15 anni o poco meno. Ad esempio se guardiamo un po' la storia ci accorgiamo che i protagonisti dello zeitgeist del dopoguerra almeno fino all’anno pivotale 1956, seguivano per lo più valori ed una morale tradizionale in uno scenario geopolitico completamente rivoluzionato, ma che ideologicamente proponeva costrutti ed ethos sperimentati ed in nuce teoricamente già da parecchio tempo. Si parla dell’ultima pura propaggine di civiltà contadina che propone l’archetipo del ragazzo di campagna che è costretto a trasferirsi in città, il provinciale che si trova il mondo nel suo cortile, il principe ed il povero.
E’ solamente con la nascita del rock e parallelamente della tecnologia della comunicazione chiamata televisione, che la civiltà umana entra nel post-moderno e nel mainstream entra il termine adolescenza e che i decenni diventano fortemente caratterizzanti di una mentalità e non solo di un processo storico come lo erano stati nei primi decenni del novecento, infatti si parla di Belle Epoque riferendosi al primo decennio del novecento o più precisamente fino all’inizio della prima guerra mondiale, si parla poi dei ruggenti anni 20, ma in questo caso si notano cambiamenti perfettamente sincronizzati con i 20 anni teorizzati da Calleman.
Se è vero che artisticamente e culturalmente quando parliamo di anni 50 immaginiamo happy days, abbiamo in mente il boom economico, ma anche l’Italia povera ma in ricostruzione, con lo spaesamento dovuto alla distruzione non graduale della civiltà contadina e al passaggio traumatico senza intermediazioni per molte classi sociali, dalla società contadina a quella post-industriale (soprattutto nel sud Italia), si può affermare che come zeigeist dominante, la prima metà degli anni 50 fosse fortemente legata alla seconda metà dei quaranta e che infatti la gioventù ribelle alla James Dean nasce con la tv, con il rock, con la beat generation, con uno zeitgeist che avrebbe continuato a tener botta almeno fino agli inizi dei settanta.

Questa è la generazione che la sociologia chiama dei baby boomers e che paradossalmente ha molto in comune con la seguente generazione x, infatti entrambe queste generazioni vissero periodi storici di transizione. I baby boomers emersero tra la fine della storia lineare e l’inizio della post-modernità, quindi vissero ancora elementi tradizionali come la famiglia patriarcale, l’influenza della cultura contadina, l’influenza della cultura classica e proprio trovandosi tra i due mondi cercarono di sostituire la famiglia patriarcale a quella anti-patriarcale, l’affermarsi della classe media sopra quella contadina e la cultura pop a quella classica.
Gli anni 70 (con l’anno pivotale 1973 come descritto nel blog civiltà scomparse), furono anni in cui i baby boomers parallelamente a quello che successe come vedremo alla generazione x, dovettero di nuovo cambiare mentalità, sostituendo l’ottimismo, l’idealismo degli anni 60, con la politicizzazione ed il pessimismo degli anni 70, con in più i primi semi delle rivoluzioni sessantottine che si manifestavano con l’effettivo sgretolarsi della famiglia tradizionale (il divorzio divenuto legge) e dell’abbattimento di diversi taboo sessuali e del rapporto uomo-donna (sdoganamento mainstream dell’erotismo e avvento della pornografia di massa). Anni di fine del boom, dell’inizio effettivo della crisi e della virtualizzazione e del dominio della finanza nell’economia, l’inizio del periodo della notte oscura dell’anima che si ha nella cultura popolare con lo sdoganamento dell’horror nel mainstream che tratta tematiche sempre più quotidiane, estreme e violente. Un giovane degli anni 60 messo insieme ad uno degli anni 70 avrebbe trovato molti argomenti in comune su cui parlare, ma metodi opposti ed una visione del mondo diversa.
La generazione dei baby boomers quindi entrò e cominciò ad influenzare lo zeitgeist mondiale nella seconda metà degli anni 50 e lasciò il passo alla generazione x a partire da fine anni 70- inizio anni 80.
La generazione x a sua volta cominciò la sua influenza a partire come detto, soprattutto da fine anni 70- inizio anni 80 e l’evento pivotale come tipico di una cultura post-moderna, fu un evento pop (con il significato di popolare) musicale, ovvero l’ascesa della musica dance e soprattutto la breve stagione del punk.

Questi due generi (dance e punk) erano opposti e complementari, ovvero il primo si basava su un completo smarcamento da ogni componente ideologica, intellettuale o di protesta (ad esempio il rock negli anni 50 serviva come una specie di protesta contro i costumi o sabba di liberazione sessuale, mentre negli anni 60 come protesta sociale, nella prima meta dei 70 il prog aveva pretese intellettuali e di creazione di una musica rock colta mischiando jazz e classica con i tipici ritmi del rock). I portavoce invece della dance, coloro che lo portarono al successo, erano dj il cui scopo era far ballare, il mito della febbre del sabato sera che in realtà è assolutamente speculare e complementare al punk, al suo no future e nichilismo, come cantava il padrino del grunge Neil Young proprio alla fine degli anni 70, con una frase trovata scritta nella lettera di addio di Kurt Cobain ”It's Better to Burn Out Than to Fade Away” ( E’ meglio bruciare che spegnersi lentamente). Il sabato sera come mito di meglio un giorno da leone che uno da pecora. Dopo una settimana passata a fare un lavoro alienante, il sabato sera era il baccanale, divenne il giorno anarchico per eccellenza, un po' come il carnevale, dove i ruoli schiavo-padrone si ribaltano, dove si sfiora l’autodistruzione, si sfida la vita e le normali regole della civiltà. Dove si può essere spericolati e “re per un giorno”. L’ideologia destra o sinistra fondante e di cui lo zeitgeist era pieno, viene pian piano abbandonata e si aprono i successivi venti anni (avrete notato come i cambiamenti generazionali del 900 seguano il preciso ciclo di cambio di zeitgeist e mentalità ogni 20 anni).
Influssi acquariani annegati nel profitto
La generazione x è la prima generazione nata in un contesto non più tradizionale. I baby boomers avevano infatti ancora un certo ancoraggio alla storia e alla decadente ma ancor viva società contadina. La generazione x, come ho già accennato in questo articolo, é quella dei latchey kids (bambini che non trovano a casa i genitori e il cui educatore fondamentale è la tv), è una generazione senza punti di riferimento stabile. Si trova inserita in un periodo di decadenza delle ideologie e di ascesa di individualismo e materialismo, dopo gli ideali di rinnovamento distrutti nel post-68. 

Molti ancora non sono coscienti dell'epocalità del passaggio dall'analogico al digitale, paragonabile al passaggio dall'età della pietra all'età del ferro, tutto avvenuto in pochissimi decenni. Un passaggio i cui cambiamenti sono di magnitudine enorme sia nel modo in cui interagiamo con il prossimo e sia nel modo di costruire e progettare un'idea

 
La generazione X è la generazione di transizione per eccellenza, nata e cresciuta nell’era analogica, maturata nell’era digitale, nata è cresciuta durante gli ultimi sussulti del mondo ideologico in decadenza, maturata nello zeitgeist post-ideologico.
Eppure è la generazione più snobbata e quasi per vergogna, meno citata dai sociologi, basti pensare che gli attuali giornalisti si concentrano sulla guerra tra baby boomers contro millennials, praticamente non citando mai la “sfigata” generazione x, una generazione che pur per un brevissimo tempo è stata all’avanguardia per quanto riguarda sapere e creazione tecnologica e culturale, tanto che tutte le conquiste attuali più avanzate della società devono praticamente tutto alla generation X, una generazione sempre insofferente alle restrizioni della società e della cultura, tanto da essere influenzata e da affiliarsi ai baby boomers più anticonformisti (mi vengono in mente diversi Baby boomers, ad esempio, della cultura pop, adottati ed entrati a far parte della generazione x, l’esempio emblematico è David Bowie).
Come ha scritto nel suo blog secretsun, il sempre interessante Xer Cristopher Knowles, fu proprio questa generazione che per prima abbracciò internet, e fu questa generazione in cui si formarono i primi imprenditori ed utenti (ed i primi blog) del virtuale e delle nuove tecnologie. Si parla tanto dei videogames e della potenza di questo settore, ebbene sempre i nostri Xer abbracciarono per primi questo medium con i primi imprenditori ed ingegneri. l’elogiato Oculus Rift è poca roba rispetto alle rivoluzioni apportate dai quei pionieri.
Sempre la generazione x fu colei che si ribellò al monopolio musicale della major, con le varie scene punk, metal, hip hop, rave, con le etichette indipendenti, aprendo ad un nuovo mondo d’affari che ha praticamente spianato la strada alla fine di una forte gerarchia nel rapporto tra creatori ed utenti e di un modo di fare affari tradizionali, che è semi-scomparso nel mercato musicale.
Lo stesso discorso nel cinema con il recupero del cinema pulp e trash e la nascita del cinema e dei festival indipendenti.
Insomma come mai questa generazione nella maggior parte dei casi viene dimenticata o maltrattata? Forse perché è stata una delle poche generazioni dall’indole autonoma e non allineata completamente allo status quo, dall’indole anarchica e insofferente alla società. Naturalmente non tutti gli xers sono uguali, tutt’altro, ma stiamo parlando di sentire collettivo e di zeitgeist di una generazione.
Gli xers furono i traghettatori che trascinarono il pianeta dalla società analogica a quella digitale, purtroppo con la deriva millenials che nei suoi tratti più mainstream ha portato ad un appiattimento della tecnologia non più come strumento di liberazione (i vari movimenti cyberpunk, le esperienze totalmente anarchiche ed uniche nella storia mondiale, del primo anarchico internet, le prime esperienze complottiste in canali oramai leggendari come usenet), ma come strumento meramente di piacere ed utilitaristico. La tecnologia è diventata certamente un sesto senso, mirato però all’edonismo e all’utilitarismo individualista.
I millennials da questo punto di vista sono cresciuti e divenuti consapevoli in piena età digitale e post-ideologica, perdendosi molte delle battaglie e delle rivelazioni underground, avendo già tutto a disposizione, certamente il loro vantaggio è quello di essere più cinici e pratici. La generazione millennials ha un inizio simbolico nel 2001, nel mondo post 11 settembre. E’ la generazione che ha superato la dicotomia destra e sinistra e che nelle sue parti più illuminate porterà ad una società più egualitaria, pragmatica e senza quei taboo che ancora attanagliano le vecchie generazioni. Più che i baby boomers, gli xers dovrebbero essere la guida dei millennials e anche gli xers dovranno adattarsi alla mente super flessibile dei millennials, generazione X che da par suo è stata costretta ad una flessibilità mentale per via di delusioni e traumi che i neonati millennials, non hanno ancora pienamente sperimentato.
Questo discorso mostra come il nostro periodo veda lo scontro di vari zeitgeist e gap generazionali ad un livello vertiginoso e francamente unico nella storia dell’umanità conosciuta.
Quando l’individuo, il suo sentire, le sue tribolazioni si ergono sopra la storia e sopra le ideologie, quando tutta l’impalcatura culturale millenaria è sottomessa alle turbolenze dell’animo umano, ebbene quello è il tempo del grande cambiamento.

venerdì 3 novembre 2017

L'URAGANO HARVEY, LA NOTTE DELL'ANIMA E LA LIBERAZIONE DEI DEMONI COLLETTIVI INTERIORI

Nei precedenti articoli dedicati all'eclissi americana, avevo sottolineato come questo fenomeno dalla tradizione popolare è sempre visto come un presagio di sventura o come un simbolo di cambiamento nelle dinamiche di potere della nazione interessata al fenomeno.
Se prendiamo come valido lo spunto "come in alto così in basso", il fenomeno eclissi può essere visto come l'inizio di un momento di introspezione e liberazione dei demoni presenti all'interno della nazione guida dell'Occidente e più influente del mondo.


Se guardate questa figura possiamo affermare che questa eclissi segue una specie di ciclo che si ripresenterà in modo inverso ma perfettamente speculare nel 2024, come in una sorta di specchio; nel 2024 il cammino degli Usa sarà completamente diverso ed opposto a quello attuale. In questo attuale ciclo 2017-2024 gli Usa si rigenereranno e cambieranno rotta.
Il post-eclissi è stato molto movimentato per gli USA per via di eventi eccezionali che hanno rotto e distrutto molte barriere e creato molto sconcerto. Dapprima abbiamo avuto una serie continua di diversi uragani. Se il numero di uragani apparsi sull'Atlantico (ben 6) pur rappresentando un fenomeno molto raro é comunque avvenuto già due volte in passato (nel 1933, anno dell'ascesa di Hitler e nel 2004), ciò che ha lasciato meravigliato è la loro potenza, una serie così potente di uragani tutti uno dietro l'altro non è mai avvenuta da quando vengono fatte queste misurazioni (30 anni). Ciò ha provocato un disastro in Texas (uragano Harvey) e la più grande evacuazione nella storia degli Stati Uniti nello stato della Florida a causa dell'uragano Irma.
A ciò si aggiunge la più grande sparatoria della storia degli USA a Las Vegas, l'attentato ad Halloween a New York City (se non sbaglio il primo nella grande mela dopo il 9/11) e uno dei più grandi scandali mass-mediatici della storia americana ad Hollywood, la fabbrica delle illusioni. Il caso Weinstein, ovvero l'uragano "Harvey" che si è abbattuto contro Hollywood, al di la del gossip di bassa lega e del mettere in luce qualcosa che tutti sapevamo (l'accoppiata sesso-potere che è vecchia come il mondo e che in Italia conosciamo molto bene per via di Berlusconi) ma che mai negli Usa aveva generato una così grande mole di testimoni, sta praticamente distruggendo carriere e l'immagine di una gran parte dello star system che ha fatto sognare tutto il mondo in questi anni e si sta persino diffondendo a livello politico. Un'anticipazione dei guai che Hollywood ed in genere tutta la pop-culture che ha praticamente forgiato l'ideologia delle nuove generazioni, avrebbe subito, lo abbiamo accennato già in passato in questo articolo a cui può essere associato quest'altro, affermando che il più scabroso caso Saville in Inghilterra, sarebbe stata la miccia per future rivelazioni che stanno avvenendo oramai a cascata tanto che ogni giorno un uomo o donna di spettacolo diverso continuano a rivelare nuovi dettagli che stanno andando anche oltre il caso Weinstein. Visto la portata epocale dell'evento, più in là nell'articolo parleremo più approfonditamente di questo evento che è un vero e proprio spartiacque della storia attuale.
Sembra quasi che demoni ed archetipi potenti, scatenati da particolari rituali, abbiano preso possesso della nostra realtà, in una sorta di Armagedon il cui finale è ancora aperto.
Molti di questi eventi infatti sembrano voler bloccare una sorta di disclosure planetaria che oramai con rallentamenti o meno, sta comunque procedendo spedita per la sua strada.
Infatti siamo tutti bravi ad essere pessimisti, la realtà infatti ci mette anche del suo, però pochi davvero sono quelli che analizzano a fondo questa planetaria disclosure di argomenti fino a poco tempo fa taboo e soprattutto l'evidenza di una maggiore consapevolezza mondiale. Le analisi positive con prospettiva planetaria che vanno per la maggiore hanno purtroppo un retrogusto new age con le solite argomentazioni di passaggio alla quinta dimensione, ascensione, cintura fotonica, extraterrestri simili ad uccelli che arrivano qui per salvarci.
Non voglio discutere la validità o meno di alcune asserzioni, ma il tono sensazionalista ha evitato analisi più serie ed oggettive, tanto che chiunque tenta di proporre nell'informazione alternativa (o complottista) una visione tutto sommato ottimista dal punto di vista dei cambiamenti planetari, viene visto come un tonto-illuso, un collaborazionista dell'elite, un new ager, un sognatore ecc.
Bisogna anche specificare che la situazione non è simile al pre-2012-2013 dove vigeva il pessimismo più nero contrapposto all'ottimismo spiritualista new age, i confini sono più labili, ma nell'informazione alternativa chi propone articoli costruttivi e visioni positive del futuro ha poche visualizzazioni, o meglio come ho detto viviamo in una zona di mezzo che è tipica della fine in questo caso del complottismo come lo conosciamo oggi, ovvero forza dissidente.
Dopo la fine dell'evento apocalittico mai avvenuto più sponsorizzato della storia moderna (il 2012), come ho accennato in articoli passati, l'informazione alternativa è divenuta molto più pratica e cinica. La situazione in questi ultimi anni si è evoluta a livelli così grandi, che anche quei due articoli in cui parlavo del fenomeno 2012, anticipano certamente i tempi, ma descrivono qualcosa di ancora germinale che ora è esploso improvvisamente senza che l'informazione alternativa se ne renda conto.
Come scrissi in passato, nel post 2012 si è sdoganato uno dei più grandi taboo dell'informazione alternativa: l'imbattibilità dell'nwo. Questo però non ha assolutamente eliminato la parte ultra pessimista e nichilista dell'informazione alternativa che con i contenuti fear porn che trasmetteva è diventato paradossalmente uno strumento di potere e potremo dire "il mainstream" di questo movimento, quello che fa milioni di visualizzazioni.
Chi avverte una maggiore apertura ed un cambiamento positivo planetario condisce il tutto con battaglie tra nwo ed un gruppo di dissidenti, una sorta di guerra interna spesso venata da spettacolarismo, dove la gente normale rimane comunque sempre il gregge incastrato in questo gioco di illusione.
Sono davvero pochi i commentatori "alternativi" o "complottisti" che riescono davvero a dare una visione oggettiva e realista del futuro senza condire il tutto da sensazionalismo, fear porn o vedendo l'altro lato della medaglia, "illusione new age". La situazione non è così netta come nel pre 2012, come ho detto c'è più praticità ed oggettività, ma i numeri di coloro che si informano nella cosiddetta informazione alternativa sono il quadruplo in più rispetto al primo decennio del nuovo millennio quando il fenomeno è esploso.
Chi fa informazione alternativa o propone tesi complottiste non è più il pazzo isolato di internet e non appartiene più ad un gruppo di quattro gatti o ad un oscura setta, non si può parlare neanche più di una piccola, ma significativa minoranza silenziosa, questo era vero nel decennio zero (2000-2009). Il complottismo non è più la novità, non è più controcultura, ma è l'opposizione. Quando si è opposizione vuol dire che si entra nei meccanismi del mainstream. L'ufficialità ti rigetta come fa verso ogni cosa vagamente nuova all'orizzonte, ma sei comunque dentro il palcoscenico mondiale.
Chi parla di pedofilia ad alti livelli poteva scandalizzarsi e rischiare seriamente qualcosa negli anni 90 o nei primi anni 2000, quando davvero erano quattro gatti a parlare di temi che ora non sono più taboo ma ovvietà. A tutti quei siti alternativi che si sentono superiori ed alternativi o di far parte di una controcultura o magari di pochi iniziati che devono svelare segreti alla grande massa, il mio consiglio é di non pensare di esserlo, perchè solo in Italia siti e blog del genere sono centinaia se non migliaia ed il tempo dei veri pionieri e non dei semplici followers è finito.
Ad un atteggiamento tipico di una buona parte dell'informazione alternativa che tende a mostrarsi "la più trasparente, la più consapevole, quella che rivela segreti inconfessabili e scabrosi", facendo l'errore del giornalismo mainstream che è a caccia di scoop, più che di contenuti, bisogna invece opporre la furbizia, la calma e l'equilibrio del guerriero samurai o aggiungete voi che altro, la praticità, l'organizzazione. Se non volete cadere vittima del teatrino, fuggite dal giochetto di contrapposizione e cominciate a seguire il vostro intuito.
La fase pionieristica, dove quattro gatti parlavano di questo argomento, ripeto non esiste più, non siete speciali, siete in tanti, ci sono in giro per il mondo un numero spropositato di programmi tv complottisti e bisogna evitare il solito argomento sul fatto che si tratta comunque di tv spazzatura, perchè quando diverse case editrici ed anche potenti canali nazionali vi dedicano ampio spazio (Mistero, Voyager ecc.), vuol dire che non si è più underground. Se diverse figure legate alla politica fanno opera di debunking contro di voi, vuol dire che non siete più alternativi ed underground, ma l'opposizione. Se il primo partito o movimento italiano è divenuto tale proprio perché ha ottenuto voti enormi proprio da gente che non crede più al teatrino della politica, alla falsa contrapposizione destra-sinistra e che dal mainstream questo movimento viene chiamato un "covo di complottisti", dove un responsabile nazionale del movimento (Sibilia) si permette in un tweet di ridicolizzare l'allunaggio dell'Apollo del 1969, dove un deputato fa un'interrogazione parlamentare per riaprire una visione alternativa dell'evento dell'11 settembre, se in tutte le città nazionali italiane si fanno marce contro la legge sui vaccini e contro Big Pharma, ecco ha senso ancora fare i pionieri?
Bisogna prendere consapevolezza di come il mondo in bene e in male è cambiato dal primo decennio del nuovo millennio e che la fase attuale è soprattutto di organizzazione ed opposizione e non più la fase della verità gridata a quattro gatti e soprattutto non far verificare il fenomeno della "profezia che si autoavvera".
Alex Jones, uno dei complottisti più famosi al mondo, praticamente era un personaggio oscuro ed underground prima dell'epoca del web 2.0 (periodo che parte ufficialmente negli anni 2007-2008). Ora addirittura si può dire che ha un canale mass-media personale, con studi televisivi da fare invidia ad un tg di medio livello, servizi giornalieri, persino un ricco merchandising e più di 2milioni di iscritti. Ha fortemente influenzato la campagna che ha fatto eleggere il presidente Donal Trump con cui ha un forte rapporto di fiducia. Le visualizzazioni giornaliere che riceve sono enormi eppure difficili da quantificare visto che come nel caso di altri importanti esponenti dell'informazione alternativa, nascono come funghi canali youtube fake, che rubano visualizzazioni ai canali ufficiali.
Personaggi come David Icke e simili pubblicano in continuazione libri che diventano best seller a livello mondiale.
Proprio i giornali cartacei che fino allo scorso decennio ridicolizzavano e ritenevano senza futuro l'informazione su internet, sono stati costretti a trasferirsi proprio nel web per non rischiare un tracollo che comunque è stato rallentato ma non fermato. In Italia i giornali più mainstream o storici sono quelli più in crisi e solo la grande capacità di mezzi a disposizione, gli investimenti fatti nel web e l'enorme mole di contenuti multimediali (mi viene in mente "la Repubblica"), li fa sopravvivere. Vedete che fine ha fatto lo storico giornale "L'Unità", preda di un salvataggio disperato.
E' il crollo dell'informazione ufficiale o meglio della sua influenza che è forte e predominante solamente nella fase paradossalmente più importante, ovvero quella della creazione della notizia il cui monopolio è ancora delle agenzie stampa, dei tg e dei giornali cartacei. La fase seguente di investigazione della notizia oramai non è più monopolio del mainstream, ma il cervello umano automaticamente analizzerà un fatto partendo dallo stimolo iniziale (creazione della notizia del mainstream), appunto solo questo ha fatto si che la narrazione ufficiale della realtà pur con enormi toppe e fortemente traballante, sia ancora quella dominante, ma non più solitaria.
Siamo quindi in un mondo aperto a narrazioni alternative non più taboo. Vivendo in una situazione di caos e iper stimolatoria, risulta naturale che il mainstream essendo più organizzato e con più mezzi, abbia ancora un forte dominio sulla narrazione della realtà, ma state sicuri che se ad un complottista classico avessi detto come sarebbe evoluta la percezione dell'informazione alternativa della realtà ed il suo potere nel mondo attuale, non mi avrebbe creduto, anche perchè lo stesso complottista-tradizionale vi parlerebbe dell'informazione attuale tralasciando tutte le evoluzioni positive avvenute.
Questo è un fatto non raro, ma unico, mai verificatosi nella storia mondiale. La mole di informazioni inaccessibili ai comuni mortali fino a decenni fa, l'esposizione del centro operativo del potere (il re nudo) è qualcosa di nuovo di cui pochi si rendono conto.
E' naturale che l'opposizione pensa di essere una vittima perenne, non riesce a concepire che in un non lontano futuro ciò in cui crede sarà il nuovo mainstream, non riesce affatto a concepirlo, eppure nella storia è sempre avvenuto questo processo.
Tutto questo mio discorso che ha tralasciato innumerevoli altri campi in cui la narrazione lineare è in forte crisi, servono a mostrare come ad esempio le varie rivelazioni sugli scandali ad Hollywood ma anche nella politica inglese, sono parte di questo processo di rottura del mainstream di cui ho accennato svariate volte in passato, ma come al solito molti vedranno il caso Weinstein come uno specchietto per le allodole, non rendendosi conto che è comunque un inizio e sono pronto a scommettere che molti vedranno lo scandalo che colpisce decine di politici inglesi, come un attacco verso un paese che ha voluto adottare la brexit.
Il caso Weinstein in cosa si differenzia rispetto agli altri? Se è vero che la questione sesso-potere è vecchia come il mondo, perchè tutto ciò che sta venendo fuori cambierà tantissimo le dinamiche di potere nel campo del lavoro? Come questi eventi cambieranno il rapporto uomo-donna e la consapevolezza del potere come incubatrice e luogo accogliente verso gli psicopatici e i narcisisti deviati? Qui non posterò un mio giudizio personale sul caso Weinstein la cui disclosure per me è positiva, mostrerò semplicemente dei fatti oggettivi, faremo una sorta di predizione analitica di diverse dinamiche del futuro.

La psicologia moderna afferma che il trauma è un'esperienza così potente da disorientare la mente, tanto che essa stessa, proprio per evitare di affrontare la consapevolezza di esso, si dissocia ed infatti è molto difficile nella vita reale capire chi ha subito un trauma o meno, perché spesso chi lo ha subito (soprattutto un forte trauma) tende a spersonalizzarsi e a regredire l'esperienza agli anfratti più oscuri dell'inconscio. Ciò non eviterà alla persona di avere comportamenti particolari e persino problemi fisici.
Visto che in passato abbiamo parlato spesso di traumi collettivi e planetari, cosa succede quando si affronta un trauma, quando esso emerge e non si può più nascondere? La reazione iniziale è paura, rigetto, dopo di che parte il processo di guarigione o di totale annichilimento. Il caso Weinstein e l'enorme vaso di pandora che è seguito, sembra un'enorme seduta terapeutica dove i vari soggetti coinvolti, messi di fronte al trauma, preferiscono esporsi piuttosto che tacere come in passato, avendo maggiori protezioni e comprensioni dalla coscienza collettiva che la circonda. Quando l'evidenza diviene pubblica, vi è maggiore protezione ed il trauma subìto può essere affrontato.
Se è vero che dietro il caso Weinstein c'è uno star system ipocrita e corrotto ad alti livelli è anche vero che solo adesso c'è il clima culturale favorevole per parlare di queste cose senza evitare derisione ed omertà.
Molti dimenticano che in Italia fino al 1996 era in vigore per quanto riguarda i reati sessuali, il codice Rocco, che vedeva essi come "delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume", con ammesso addirittura il "matrimonio riparatore" ed il delitto d'onore almeno fino al 1981, insomma non era un reato penale. Erano delitti contro la morale e non contro la persona stessa. Nella maggioranza del mondo occidentale la violenza sessuale è divenuta un reato contro la persona solo a partire dagli inizi degli anni 70 dopo i movimenti sessantottini e le battaglie femministe.
In un mondo interamente patriarcale il sistema giuridico ha cominciato a vedere diversamente i reati sessuali poco più di 40 anni fa ed in Italia addirittura negli anni 80 e 90, in più con un retroterra culturale maschilista molto potente fino ad oggi, che paradossalmente proprio con l'avvento del movimento femminista, ha visto i mass-media commercializzare e sessualizzare il corpo femminile come mai avvenuto in passato. Siamo stati bombardati da pubblicità a sfondo sessuale e da culi e tette che coprono intere facciate di condomini ed inondano intere città, con il mito della modella e della valletta, della donna completamente sessualizzata e senza cervello che noi in Italia conosciamo benissimo soprattutto dall'avvento delle tv berlusconiane, in più con la pornografia di massa divenuta virale soprattutto in tempi internettiani, quindi con questo retroterra culturale, con questa forte eredità, con l'ambiente lavorativo post-moderno dominato da maschi e da un sistema gerarchico di favori e di filtraggio a favore di psicopatici e carrieristi, dove il binomio do ut des basato su sesso-potere era una combinazione naturale e di cui tutti, anche il più sprovveduto, non negava la realtà, in questo contesto che rivelazioni scabrose potevano esserci o meglio, chi poteva avere il coraggio di farle senza essere presa per una puttana o una persona macchiata a vita? Stesso discorso vale anche per gli uomini, anzi ancor di più.
Corey Feldman e Corey Haim
Nel 2010 quando Corey Feldman si è fatto avanti per affermare che il maggior problema ad Hollywood è la pedofilia, la sua testimonianza è rimasta relegata all'underground, addirittura nel 2013 quando fu ospite di un programma tv con Barbara Walters che è una dei maggiori volti giornalistici della storia americana (sua l'intervista a Monica Levinsky nel 1999, che ancora oggi detiene il record di intervista più seguita della storia della tv mondiale), proprio essa intimò a Corey di smetterla di infangare il volto di Hollywood. Ecco il video:


Oggi la Walters simbolo del giornalismo perfetto e garbato del post-moderno nella sua fase più illuminata, viene riempita di insulti e provocazioni e tutti fanno a gara per intervistare Corey Feldman, persino la Cnn, che pochi giorni fa ha avuto un'esclusiva dalla star adolescenziale degli anni 80.
Dopo Feldman altre testimonianze illustri sono uscite fuori, come quella dell'attore protagonista del signore degli anelli Elijah Wood, che ha dichiarato come fu grazie ai genitori che lo tennero lontano da party ed ambienti particolari, se lui ora non è una vittima di abusi.
I faccioni di Corey Feldman e dell'amico scomparso Corey Haim, io figlio della generazione x/millennials, li conosco più che bene, star adolescenti simbolo dell'edonismo a mille, dell'ultimo decennio in cui il mainstream era nella sua fase luminosa, accettabile ed ascendente.
Non è un caso che la serie Strangers Thing, praticamente la serie tv cult più acclamata di questi ultimi due anni, sia ambientata nei pieni anni 80 e scimmiotti l'atmosfera, persino la grafica e le musiche nei titoli di testa e di coda di quel decennio e prende ispirazione tra le altre cose, da tutti quei film in cui Corey Feldman era tra i protagonisti, come "i Goonies", "Stand by me", "Lost boys" ecc. Strangers Things mischia X-files, complottismo e tutto l'immaginario fantasy e fantascientifico degli anni 80 parlando in sintesi di abusi e lavaggio di cervello compiuto soprattutto su minori. Gli autori si sono fortemente ispirati al programma mk-ultra della Cia (che viene citato nella serie) che guarda caso prevedeva proprio tra l'altro il lavaggio del cervello tramite l'induzione di traumi alle vittime.
La prima serie di Strangers things parte proprio da una classica sparizione di un bambino, che poi si scoprirà finito in un'altra dimensione popolata da mostruose creature a cui un laboratorio segreto di un governo americano tenta di carpire segreti sfruttando con traumi indotti, una bambina con poteri esp che funge da tramite tra la nostra dimensione e il cosiddetto "altromondo". Vi risulta familiare? Questa sorta di black ops segreta del governo americano simulerà la morte del bambino scomparso per evitare indagini e magagne nella piccola cittadina.
Conferenza sul "panico satanico"
Questa trama dovrebbe anche farci accendere una piccola lampadina, infatti è abbastanza lampante come i genitori oggi siano molto più paranoici e ultra-protettivi verso i propri figli, forse perché siamo nati in un tempo dove un giorno si e l'altro no (proprio a partire dagli anni 80) si è cominciato a parlare in maniera massiccia di ragazzi scomparsi, di rapimenti, di uccisioni, tutto ciò alimentato da una serie di libri e film horror che non parlano più di mostri dell'ottocento, di periodi oscuri medievali, ma dell'orrore della quotidianità. Da Rosemary's baby in poi, con l'esplosione nel mainstream cinematografico a partire dagli anni 70 di pellicole quali "Profondo Rosso" in Italia, "L'Esorcista", "Non aprite quella porta" ecc., l'horror da classico, gotico e distaccato dalla nostra realtà, ha cominciato a parlare del quotidiano, a spaventare intere generazioni inducendo continui traumi, in più un panico anche verso il satanismo e i delitti legati a questi nuovi movimenti, sembrano tutte operazioni di intelligence mirate a creare forti traumi nelle nuove generazioni. Non più mostri classici come Dracula o Frankestein, ma serial killer, sette sataniche, bambini destinati a divenire l'anticristo (la serie dei film omen ecc.). Chi da piccolo non è stato spaventato dal film IT (che guarda caso vede un remake in questo periodo al cinema), dalle voci sui ladri di organi e da altre morbose e spaventose voci su bambini scomparsi?
Questi traumi generazionali bloccano molte persone dal parlare ed affrontare temi scabrosi come la violenza sessuale perfettamente inserita come sistema "naturale" all'interno della società, soprattutto quando si parla di minori.
In America e successivamente in Europa si diffuse a macchia d'olio un "panico satanico", con i primi studi ed articoli sui "delitti rituali satanici". Dalla Chiesa di Satana di Anton La Vey, fino a diversi movimenti simili anche in Italia, il satanismo generava moda e paura. In Nord America l'FBI venne messa in allarme a causa di 62 casi di panico collettivo generato dall'amplificazione dei mass-media di questo fenomeno fra il 1982 ed il 1992.
Oggi sembra riaffiorare la stessa paranoia, stiamo rivivendo gli eighties con una versione meno storica della guerra fredda e con un decadimento del mainstream più forte e con un nuovo "panico satanico".
Ricordo come fosse ieri il caso avvenuto in Calabria a Polistena nel 1994, praticamente per diverse settimane fu un caso da prima pagina nei vari giornali e tg. Lì una famiglia uccise la figlia di 2 mesi a causa di un esorcismo. La famiglia credeva che la figlia fosse posseduta dal diavolo. Colpa della bambina quella di piangere in continuazione e di non calmarsi mai, neanche messa davanti al seno materno. E' un caso che insieme ai vari rapimenti di bambini degli anni 90, come quello famosissimo almeno per chi non era un bebè all'epoca, di Farouk Kassam, il tutto condito dall'attrazione verso gli horror, creava nella nostra generazione un habitat traumatico dove potevano tranquillamente essere inseriti comportamenti deviati e manipolazione mediatica. Forse da lì è nato il nichilismo e pessimismo della nostra generazione. Un bel lavaggio mentale non c'è che dire.
Farouk Kassam
Proprio il rapimento di Farouk Kassam è difficile da dimenticare. Mesi e mesi di servizi ed un piccolo pezzo di orecchio consegnato ai genitori. Un vero thriller horror in diretta nazionale. Il fatto scabroso della consegna di parti del corpo da parte dei rapitori ai genitori, divenne un must nei film che si occupavano di queste tematiche e venne persino parodiato da un Fantozzi degli anni 90 (con tra l'altro la scena mitica del Papa che da San Pietro fa un appello ai rapitori chiamando la bambina babbuina).
In più si aggiunge il fatto che la generazione nata tra i 60 ed 80 che è l'attuale classe dirigente in ascesa, viene da un periodo di rivolta dei costumi, di crisi della famiglia tradizionale e di ascesa di programmi governativi come il citato MKULTRA ed il semisconosciuto MKOFTEN, che partendo dalla sperimentazione e l'effetto di droghe e sostanze tossicologiche sugli animali e sulle persone, fece entrare nel progetto anche diversi maghi, astrologi, medium, specialisti in demonologia, con lo scopo scritto nero su bianco di "esplorare il mondo della magia nera". Sono documenti e progetti governativi, non teorie di un bloghetto sperduto nel web. Chi vuol fare il proverbiale 1+1 troverà pane per i suoi denti.
La nostra generazione ha subito più di ogni altra l'effetto scellerato ed oscuro dei mass-media.
Un trauma indotto, un etat d'esprit artificiale, la cosiddetta "notte oscura dell'anima" che vede il suo inizio ufficialmente nei primi anni 70, ma che ha creato l'humus necessario negli anni 60.
In tutto questo contesto è naturale che finora sia da un punto di vista culturale che legato ad un inconscio fortemente traumatizzato, la coscienza collettiva stia cercando di esorcizzare i suoi demoni e gli abusi continui.
Il caso Weinstein ha creato un effetto cascata inimmaginabile persino dai più ottimisti. Dopo Weinstein anche il capo di Amazon Studios si è dimesso per accuse di violenze sessuale.
Kevin Spacey
Sono quasi un centinaio le accuse verso Weinstein, a cui si sono aggiunte altre accuse verso vari attori, tra cui quella che ha fatto più rumore é l'accusa verso Kevin Spacey per il suo comportamento verso un ragazzino di 14 anni (ma ne seguiranno altre). Dopo l'accusa a Spacey, uno dei più celebrati attori hollywoodiani, suo fratello maggiore Randall Fowler si è fatto avanti avvertendo come il loro padre sia stato un nazista iscritto appunto al partito nazista americano, che imitava anche esteticamente Hitler con l'uso di baffetti ed in più abusava continuamente di lui, con in più immagini pornografiche appese un pò dappertutto nella loro casa tanto che nessuno dei fratelli Spacey poteva mai invitare un amico nella loro abitazione (dalla sua testimonianza emerge come abbiano cambiato casa ben 10 volte). Una vera abitazione degli orrori. "Ho avuto tre matrimoni e quaranta relazioni - spiega Randall Fowler -, nessuno di noi ha avuto la possibilità di crescere normalmente con due genitori così deviati".
Se guardiamo i fatti nudi e crudi, non è affatto strano che tutto avvenga adesso con un tempismo che i paranoici direbbero sospetto, ma in realtà proprio il processo di disvelamento del trauma avviene in questo modo, ad esempio solo con la caduta dell'URSS sono emersi a cascata tutte le atrocità commesse dai regimi comunisti nelle varie nazioni fuori dall'orbita occidentale, sopo dopo l'inizio degli anni 70 vi è stata una rivelazione dei limiti e degli abusi della famiglia patriarcale tradizionale che molti finti alternativi reazionari vorrebbero riaffermare, così come gli abusi e la schiavitù femminile in società. Il trauma si rivela quando esso viene messo in pubblica piazza, perchè nel momento in cui è subito esso viene nascosto ed introiettato. Fino agli anni 70-80 per molti la mafia come è conosciuta oggi, ovvero una potente ed internazionale organizzazione criminale, ancora era una leggenda metropolitana o qualcosa di stereotipato e legato a piccole realtà e romanzata dal cinema. Era quasi vista come l'nwo. Questo finché il trauma di un'organizzazione criminale così potente e radicata nel territorio, parallela allo Stato, così ramificata nel territorio, è emersa in tutto il suo orrore e da lì come avviene oggi con le testimonianze dei vari abusi sessuali, i testimoni sono usciti a cascata, prima pionieri, poi normali testimonianze oramai inglobate nel mainstream.
L'evento attuale di cambio di percezione verso la tematica dell'abuso sessuale-potere vede il suo simbolico inizio con gli abusi negli ambienti cristiani e nelle chiese, con la crisi di immagine del Vaticano che ha portato ad un cambio di immagine a 360 gradi con Papa Francesco, seguito dall'evento germinale (per la pop-culture) delle rivelazioni contro il DJ Jimmy Saville.
Questi eventi possono essere associati alle varie rivoluzioni ideologiche e di costume degli anni 60, ma se quelle rivoluzioni furono ideologiche, ovvero cambiarono un pensiero collettivo, quelle attuali sono anche di potere ed avranno una magnitudine molto più grande, proprio perché si riversa verso la fine di un ciclo. Basti vedere dopo il caso Saville cosa è successo in Gran Bretagna, ad esempio con la rivelazione persino più scabrosa del thriller horror più estremo, della cittadina di Rotherham nel nord dell'Inghilterra, dove sono stati abusati ben 1400 bambini nell'omertà assoluta e non solo, vi era anche una vendita del cosiddetto capitale umano. In questi giorni invece decine di deputati e ministri del governo May sono accusati di comportamenti sessuali inappropriati o di veri e propri abusi, basti pensare che il ministro della difesa Michael Fallon si è dimesso. Molte delle accuse fatte verso i deputati farebbero sorridere noi italiani abituati al ventennio berlusconiano, eppure è simbolo dei tempi che cambiano, dei traumi e della psicopatia, della devianza che viene allo scoperto.
I più intuitivi sanno i forti legami che Weinstein aveva con i Clinton, basti pensare che è stato tra i più importanti finanziatori della sua campagna elettorale, avevano anche delle abitazioni vicine e il produttore Hollywoodiano cercò anche di distruggere il candidato democratico Sanders in favore della Clinton. Un atteggiamento da famiglia mafiosa più che da semplice simpatizzante democratico e liberale.
Proprio il mondo progressista-liberale mostra la sua grande ipocrisia e fragilità, con personaggi che fino a poco tempo fa accusavano il sessista Trump ed ora si trovano a loro volta sotto l'occhio del ciclone a causa di ipocrisia ed omertà.
Quello che stiamo vedendo appunto non è solo un cambiamento nella coscienza collettiva, ma anche un'inversione del potere, sono fatti fortemente legati alla politica ed anche ai ruoli uomo-donna nella società.
Varie volte in passato abbiamo mostrato come i ruoli maschile femminile, emisfero destro e sinistro, oriente ed occidente, si stiano fortemente riequilibrando, portando ad una donna sempre più forte e a varie distorsioni ed eventi che portano ad un'acclamazione generale verso atteggiamenti androgini, l'inclusione e l'accettazione dei gay nella società, la cultura emo ed il nerd che da persona vista in passato come "sfigata" e bullizzata, diventa modello da seguire e quindi l'uomo macho che viene rigettato completamente dalla cultura ufficiale. Senza fare un'analisi complottista di tutte queste cose, si tratta semplicemente di cicli cosmici. Dopo millenni di dominio dell'emisfero sinistro logico-razionale, pratico, amante dell'organizzazione rigido-gerarchica, vuol dire la sua anche l'emisfero destro, dove creatività, intuito, apertura globale sono evidenti. Vivremo una fase lunga di equilibrio che in futuro porterà ad una sorta di matriarcato difficile ora da analizzare.
Tutto quello di cui ho parlato nel passato, ovvero l'emersione dei demoni interiori, l'inconscio collettivo che cerca di ripulirsi, sta avvenendo in diretta e pochi ne sono consapevoli. I messaggi anche nei media, tenendo in conto solamente gli eventi attuali, erano già lì presenti per chi voleva vederli. Tutto è già a disposizione, tutto è già scritto, la cosa fondamentale non è la meta finale che è già prestabilita, ma il viaggio verso la meta. Il tutto sta diventando sempre più trasparente, sia i sincronismi che i rituali mass-mediatici non sono più difficili da decifrare come in passato, sono tempi strani in cui accadono strane cose.