giovedì 16 giugno 2011

IL GIUDIZIO UNIVERSALE- prima parte

Ricordo che quando ero adolescente ero fissato con la fine del mondo! Quella fase della nostra vita è fatta di pensieri tumultuosi che possono andare dalla ribellione verso ciò che è visto come autorità (famiglia, scuola, politica), ad un malessere verso la vita (inesistente nella fase pre-adolescenziale) o semplicemente ad una ribellione di tipo mentale (che può manifestarsi, come è stato nel mio caso, nel rifiuto della visione attuale del mondo o nella speranza dell'apocalisse che metta la parola fine a questa nostra "cattiva" civiltà), una ribellione mentale che il maggior acquisto di consapevolezza di sé nel mondo circostante (che inizia dall'adolescenza), porta a vedere il mondo non più in modo innocente, sognatore o smaliziato come quando si era bambini. In molti casi questo porta alle prime esperienze con droghe di vario tipo, a comportamenti vandalici ecc.ecc.
Sono molto cambiato da allora, ma quel periodo della nostra vita dove avvengono le prime e vere esperienze pratiche e materiali ci segna inevitabilmente per sempre.
Con l'adolescenza si esce da quello stato che viaggia dall'onirico all'androgino che è l'infanzia, uno stato dove il dualismo emerge e viene visto in modo fiabesco, ma dove ancora le differenze (di razza, sesso, pelle) non sono ancora così evidenti, dove l'innocenza (intesa come nessun compromesso con la realtà che ti circonda) è ancora fervente.
Può sembrare che c'entri poco tutto questo mio parlare su infanzia e adolescenza con il tema del "giudizio", in realtà come comprenderete, non è così.
La fine del mondo o distruzione del mondo è un archetipo presente in tutti i più sperduti angoli della terra, è l'archetipo della distruzione, ben rappresentato dalla dea Kali distruttrice dei mondi.
Ogni archetipo nasconde un forte significato universale.
Quello che interessa a me adesso, non è parlare di teorie sull'inversione dei poli, sul 2012, sulla caduta di un'asteroide il giorno tot, questi sono argomenti che non c'entrano nulla con questo articolo e neanche con la vera fine del mondo o meglio di un mondo, semmai ne possono essere gli effetti collaterali, perchè la fine del mondo avviene prima di tutto dentro noi stessi, creatori della realtà.
Le religioni e persino la scienza con la fisica quantistica ci ripetono che la mente crea la realtà. Forse ci deve essere un qualcosa di vero se un concetto del genere è presente in svariate culture e si sta affermando persino nel mondo della medicina e della cura verso le malattie.
Allora ci rendiamo conto che le catastrofi naturali molto frequenti in questo periodo non sono altro che il riflesso di qualcosa che è dentro di noi...forse, ma andiamo avanti.
Quello che vediamo attualmente ( e come in molti blog a me amici viene detto, se non esplicitamente, tra le righe) è una esasperazione degli opposti, esasperazione perchè i confini bene e male in una società liquida, relativista e sincretista come la nostra sono sempre più labili.
Ed infatti tutto assume un tono a dir poco teatrale e poco credibile, basti pensare la lotta del bene contro il male dichiarata da Bush Junior
Etica contro ricerca e sperimentazione scientifica (in questo caso i "difensori" dell'etica sarebbero i cristiani per lo più cattolici), ambientalisti contro chi è per lo "sviluppo" della civiltà senza barriere ecologiche, etero contro omosessuali, uomini contro donne, conflitto questo che ha un carattere anomalo, nuovo ed unico, ne parlerò fra breve.
La cosa paradossale di tutto questo è che queste infinite dicotomie sono qualcosa di nuovo, mai avvenuto in passato, aumentano con il passare del tempo ed il tutto è paradossale proprio perchè viviamo nel periodo meno ideologico, meno religioso e più relativista che sia mai occorso all'umanità, almeno della storia che è di nostra conoscenza, eppure gli opposti aumentano, vi è praticamente uno scontro su ogni scibile umano ad un livello così forte e con elementi contrapposti così numerosi, da portare all'attuale confusione presente dove tutti dicono il contrario di tutto e nessuno riesce a trovare un porto stabile o una seppur minima certezza.
La carta del giudizio dei tarocchi è una carta che simboleggia il superamento della materialità, il risveglio della spiritualità.
Il giudizio porta alla resurrezione, ad una nuova vita, simbolo della nuova era, parola che da qualche decennio sentiamo sempre più spesso.

Proprio in questa nostra era se da una parte gli scontri e le dicotomie aumentano, da una parte già pubblicamente o meglio nel mainstream (siamo sempre in una società spettacolo) si trovano diverse parodie che tentano di riconciliare gli opposti in maniera simbolica:
il colore viola simbolo dell'unione dei principi maschili e femminili è un colore che sempre più sale agli onori della cronaca.
il popolo viola


Le grandi parate gay a cui partecipano anche persone non omosessuali, sono manifestazioni distorte di un principio femminile che tenuto a bada per millenni dal principio maschile fin'ora dominante, tenta di emergere e creare un equilibrio.

Lo vediamo nell'attuale crollo della famiglia patriarcale, nell'aumento di uomini che badano ai loro figli, mentre le loro compagne vanno a lavorare, del sentimento, del pianto come non più "roba da femmine" e questo equilibrio provoca ulteriori distorsioni ad esempio nell'aumento delle donne soldato.
I conflitti e le distorsioni tra sfera femminile e maschile sono in aumento, si continua a discutere giornalmente di aumentare le quote "rosa" in politica, in Italia questa teatralità che è presente a livello mondiale, emerge con il problema delle ragazze che per un giorno di fama sono pronte a vendere il proprio corpo, sono cose che ottengono un clamore enorme che è segno dei tempi, ovvero simbolo di un'epoca in cui le dicotomie presenti da ogni parte e che hanno perso la sacralità del passato, stanno raggiungendo un paradosso che le sta portando ad una sintesi ben espressa dal riequilibramento tra maschile e femminile, che come abbiamo visto crea enormi distorsioni (trans, donne soldato ecc.), proprio perchè si tratta di un equilibrare un qualcosa che fino ad ora pendeva solo da un lato della bilancia.
Il giudizio universale è già tra di noi,nelle numerose dicotomie che avvengono dentro di noi che portano a prendere posizione, un conflitto interno che diventa sempre più forte e che prima o poi dovrà essere risolto.
L'attuale confusione e la mancanza di "solidità" nel nostro mondo, come ripeto in ogni articolo del mio blog, dipende dal giudizio universale iniziato dentro di noi,
giudizio che si manifesta nel caos esterno, nello scontro estremo tra dualismi.

sabato 28 maggio 2011

INTERLUDIO

Quando un evento di qualsiasi tipo, cinematografico e culturale in generale, può influenzare il mondo? Quando la vetrina in cui avviene, è vista o vissuta da milioni di persone, direttamente o meno poco importa, ciò che conta è quante persone ha raggiunto quell'evento, senza un'ampia esposizione quell'evento avrà sempre effetto, ma per lo più invisibile e la sua influenza riguarderà poche persone. Eventi come il crollo del muro di Berlino, l'11 settembre, lo tsunami in Asia, la guerra in Iraq hanno avuto effetto immediato per la loro esposizione.
Le persone sono tutte interconnesse tra di loro, un'interconnessione invisibile che sempre più persone stanno avvertendo, anche per questo negli ultimi anni aumentano i siti e blog sul sincromisticismo che è proprio una materia che trova legami lì dove sembravano impossibili

mercoledì 11 maggio 2011

Pensieri sparsi sulla situazione attuale!

L'ultimo mio post con il titolo "la caduta dei titani", alludeva tra le tante cose, anche allo scoppiare di diverse rivolte popolari, dapprima in Nordafrica e poi in Medioriente. Queste rivolte come risultato hanno portato alla caduta dei regimi di Mubarak in Egitto e Ben Ali in Tunisia, all'attuale guerra in Libia e più in generale una situazione di destabilizzazione che riguarda più o meno tutti gli stati islamici (Siria, Yemen, Bahrein ecc.).

Non è un caso che dopo l'11 settembre il mondo islamico si trovi più che in passato fortemente sotto i riflettori e che debba subire vessazioni, turbolenze, crisi d'identità e varie prove che ne testano la sua vitalità e forza. L'islam come già detto è una tra le poche religioni ancora legate ad un ethos tradizionale (così come i suoi popoli), al vecchio mondo, quello che unisce stato e religione, alla vecchia era dei pesci che nei suoi tratti estremi e negativi ha connotazioni mistico-fanatiche e non è un caso che subito dopo l'11 settembre (che ad un livello simbolico ha rappresentato l'umanità che attraversa e supera le colonne d'Ercole), proprio il mondo islamico sia stato messo in discussione e ne sia stata anche messa in dubbio la sua sopravvivenza.
Dall'11 settembre abbiamo attraversato un territorio ignoto che ci ha portato al caos attuale, una fase che porterà alla distruzione del mondo come lo conosciamo, una fase dove credenze ed istituzioni millenarie ricevono e riceveranno duri contraccolpi, dove certezze scientifiche vengono immediatamente rivoltate. Naturalmente stiamo ancora vagando nel mare ignoto e non abbiamo ancora raggiunto la nuova terra ed il processo di disgregazione del nostro mondo non avviene e non avverrà dalla mattina alla sera. Di crisi del mondo moderno, seppur timidamente, se ne parlava già dagli anni '30 (basti pensare a Guenon o a Evola), ma ultimamente questa crisi è passata dal campo dei valori o dei dibattiti filosofici a quello concreto e pratico, ovvero siamo alla fase finale di disgregazione, dove la crisi si materializza davanti ai nostri occhi, insomma non esiste più come in passato solamente il malessere verso la nostra civiltà (dove vi era una consapevolezza di un crollo totale imminente, almeno a livello inconscio), ma stiamo vedendo in diretta la distruzione di questo mondo. Perchè è pur vero che nel passato vi era la paura di una guerra atomica, vi era la guerra fredda, abbiamo avuto la crisi dei missili di Cuba negli anni 60 che è stato uno degli eventi che più ha avvicinato il mondo ad una terza guerra mondiale, eppure a quei tempi si trattava di un pericolo che rimaneva una possibilità, non una certezza, vi erano diverse scelte, per il resto la società e il sistema in cui si viveva non veniva assolutamente messo in discussione, si era in pieno boom, si conquistava lo spazio. I comunisti a cui non piaceva questo modello si rivolgevano ad est verso l'Urss, insomma le ideologie davano speranze e comunque la gente trovava delle risposte se non nella propria società, in un'altra. La crisi totale del sistema non era percepita come lo è oggi: se crollava il capitalismo ci sarebbe stato il comunismo o qualche altra forma di società alternativa, comunque vi era una maggiore euforia che faceva si che la gente non avesse così tante ansie apocalittiche.

Secondo gli studi di Terence McKenna ci stiamo avvicinando al famigerato punto zero della storia, ovvero di massima novità, prima del quale ci sarà una frenetica accellerazione di eventi ed una sorta di accellerazione del tempo, non a caso la teoria del time wave zero è proposta graficamente come una spirale con dei cerchi concentrici che via via si rimpiccioliscono fino a scomparire.


Questa accellerazione di eventi che vediamo oggi, a causa del vecchio mondo che resiste ancora, si propone come un immenso calderone in cui avviene di tutto, una specie di sintesi di tutto ciò che abbiamo già vissuto, una sorta di riepilogo che porta a grosse crisi nel modo di pensare attuale. Dopo l'11 settembre la crisi (che prima di questo evento era per lo più morale, una sorta di decadenza lussuosa in cui l'umanità, specie l'occidente viveva), si è trasformata in vera e propria decadenza che possiamo toccare con le nostre mani, riguarda la chiesa, l'economia (per quanto ancora da ambienti persino dell'estrema sinistra si ride quando si parla di crisi sistemica), riguarda anche l'unica vera superpotenza mondiale rimasta, l'immagine della politica, Wikileaks, in Italia Berlusconi è il simbolo di come la politica attuale e democratica, sia solo una parodia grottesca, un enorme teatro farsesco non a caso si sprecano ultimamente i film su questo soggetto.Rispetto al passato queste cose le vediamo con i nostri occhi, non vi sono più piccole tracce, segnali, tutto si mostra per come è in realtà: un enorme teatro.
Tutto ciò ha anche naturalmente effetti positivi, se infatti ad esempio l'omicidio del presidente Kennedy solo dopo decine di anni è stato ridiscusso ed è stata mostrata, anche grazie al film di Oliver Stone, la farsa della versione ufficiale, per l'11 settembre si sono dovuti attendere pochi anni per far si che a livello mainstream salisse alla ribalta la versione non-ufficiale. Nel 2011 la falsa foto di Bin Laden è stata smontata in un giorno e le susseguenti dichiarazioni foto e filmati mostrati, sono accolti con un'aria di ironia e di sarcasmo quasi impossibile degli anni fa. Basta farsi un pò di chiaccherate o persino vedere la tv (tranne alcuni programmi irrimediabilmente fossilizzati sul vecchio mondo in disfacimento), più o meno vi troverete davanti le stesse reazioni che dipingono il tutto se non come una farsa, almeno come un teatro dell'assurdo. Sono lontani i tempi in cui un politico poteva mantenere un'aria di sacralità e superiorità, dovuta anche al fatto che specie in Italia almeno fino agli anni 80 raramente essi intervenivano in tv, siamo lontani dall'attivismo politico di decenni fa. Oramai siamo ad un periodo di così forte rimescolamento e di accumulazione di eventi, che è vicino il tempo in cui tutto sarà costretto a implodere prima di raggiungere la farsa che è già chiara a molti.
Questa crisi, questo disfacimento riguarda ogni settore della nostra vita. Non è neanche un caso che proprio nel decennio appena passato, il primo del XXI secolo, nel post 11 settembre, sia emerso a livello ufficiale la diatriba sull'esistenza o meno del Cristo, non è un caso che un romanzo come il Codice da Vinci abbia avuto un enorme successo. Insomma tutto ci appare sempre di più una farsa, senza significato.
Io lo chiamerei processo di accumulazione degli eventi. Rossano Segalerba ben spiega nel suo blog questa pesantissima mancanza di novità, questo girare intorno sempre alla stessa merda (pardon). Simbolicamente almeno fino all'11 settembre la mancanza di novità era più una sorta di teoria, anche perché prima di attraversare le colonne d'Ercole esisteva sempre una piccola spinta propulsiva che dava l'illusione di una storia ancora attiva e in movimento, per fare un esempio potremo dire che a cominciare dagli anni 70 è finita la benzina e la macchina (la storia umana) continuava ancora a viaggiare, ma a folle, in discesa, senza più il motore acceso. La discesa in questo caso è il tempo. Una macchina più scende e più acquista in velocità, fino a fermarsi alla fine della discesa, ecco perchè della sensazione del tempo accellerato. Parlo degli anni 70 perchè è stato il decennio della fine del boom e delle utopie hippie, delle lotte sociali che avevano influenzato tutti gli anni 60, decennio in cui l'economia diventa immateriale e in cui il dollaro si stacca dall'oro, del famoso libro pubblicato dal club di Roma (finanziato dall'elite) che farà prendere coscienza al mondo della scarsità delle risorse e del problema ambientale (temi e termini mai considerati mainstream fino ad allora), insomma delle false illusioni di crescita infinita di cui fino ad allora si godeva, insomma il decennio che ha dato inizio alla stanchezza e disillusione attuale verso il nostro mondo.
Il famoso 1956 indicato da Rossano Segalerba sarebbe l'anno in cui la benzina cominciava a scarseggiare, l'anno probabilmente in cui si è cominciato ad utilizzare il serbatoio di riserva, anche per questo almeno fino gli inizi degli anni 70 abbiamo avuto un periodo abbastanza pionieristico, attivo e rivoluzionario con l'inizio del post-moderno, ovvero una fase in cui si è tentato di sdradicare tutto ciò su cui era fondata la civiltà precedentemente, in cui i processi sempre più globali e la visione più ampia della realtà (dovuta anche alla conquista dello spazio) hanno portato spesso a un'estremizzazione e al prender piede del relativismo, del sincretismo, del nichilismo e dell'anti-illuminismo in diverse parti della nostra società, anche per questo gli anni 50 e soprattutto gli anni 60 ci sembrano così pionieristici, in realtà era iniziato il countdown che nel futuro porterà alla scomparsa di questo mondo.
Il catastrofismo, il millenarismo, la leggenda di Atlantide riappaiono fortemente nelle discussioni comuni, perchè in modo speculare ed opposto ci troviamo nella stessa situazione che esisteva 13mila anni fa come indicato nel blog thesynopticon.
Qualcosa sta succedendo davvero però, perchè se è vero che le catastrofi sono sempre avvenute, la loro entità e accumulazione attualmente, non ha paragoni. Come in basso così in alto, come dentro così fuori la situazione attuale rispecchia ciò che l'uomo ha dentro di sé.

“Anche se si è consci dell'ineluttabilità del fato, ci si può trovare impreparati. Molti vorrebbero sfuggire al proprio destino, ma è tutto predisposto. Allora siamo senza speranza? Siamo burattini? No. i momenti cruciali arriveranno comunque, ciò che conta è come si reagirà, e quello a cui ognuno è destinato apparirà chiaro”

venerdì 18 febbraio 2011

LA CADUTA DEI TITANI

Il precedente post mi facilita il compito, perchè in questo articolo parleremo di cambiamenti della società, della realtà, del modo di vedere il mondo.
Abbiamo affermato che ogni "era" porta questo cambiamento nella visione del mondo. Come capire cosa ci porterà il futuro? Una prima anticipazione a mio parere ce la può dare internet, un'invenzione sconvolgente che ha cambiato la nostra società e il nostro modo di vivere in maniera a dir poco estrema.
Questa invenzione ha rivoluzionato persino la sociologia, la psicologia ed altre materie che per la prima volta nella storia dell'umanità si sono dovuti scontrare con il concetto di rete, matrice, di interconnessione tra individui. La parola network ha sostituito quella di comunità, oggi si parla (non solo in informatica) infatti di reti interconnesse tra di loro, formate da vari nodi collegati tra di loro da cossiddetti link, era così persino nel passato nelle società gerarchiche. Parliamo della famosa teoria di Milgram dei "sei gradi di separazione", ovvero un'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona nel mondo attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari.
Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato Catene. Per dire il soggetto x tramite 5 intermediari è collegato virtualmente a Papa Ratzinger, giusto per fare un esempio paradossale.
Gli attuali social network (facebook, twitter) fanno proprio loro questo concetto, basti pensare che il primo social network esistente che non ebbe successo solo perchè i tempi non erano maturi, si chiamava proprio "six degrees".
Stanley Milgram chiamò questa teoria quella del "mondo piccolo", di cui solo con internet ne abbiamo la consapevolezza ed anche gli strumenti per testarla.
Stanley Milgram
Milgram selezionò casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto ad un estraneo che abitava nel Massachusetts, a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario, la sua occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma non l'indirizzo preciso. Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all'esperimento di mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio avesse il maggior numero di possibilità di conoscere il destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via fino a che il pacchetto non venisse personalmente consegnato al destinatario finale.
I partecipanti si aspettavano che la catena includesse perlomeno un centinaio di intermediari, e invece ci vollero solo (in media) tra i cinque e i sette passaggi per far arrivare il pacchetto. Le scoperte di Milgram furono quindi pubblicate in Psychology Today e da qui nacque l'espressione sei gradi di separazione.
Internet è quindi il prologo di un mondo futuro che sarà prevalentemente organizzato orizzontalmente, a reti, e che sarà il prologo di una futura società telepatica dove ognuno sarà interconnesso all'altro. Internet è infatti uno strumento che pur creando gruppi di pari e comunità, pone molta enfasi sull'individualizzazione e la personalizzazione dei contenuti.
Soprattutto ha aumentato il processo di riflessività del sé, ovvero ci permette non più, come avviene in contesti off line, di assumere una maschera per ogni contesto (lavorativo, familiare, degli amici, che nella realtà sono spesso separati), ma di riflettere sulle nostre azioni perchè occupiamo e incontriamo gente di contesti diversi anche opposti ai nostri, spesso contemporaneamente. Le nostre azioni, i nostri pensieri sono registrati e possono essere da noi pensati ed elaborati e messi nella giusta luce. Possiamo riflettere sulle nostre azioni anche in base al contesto in cui le abbiamo prodotte. Un processo che aumenta sia la riflessività del sé e sia un processo di autoformazione che tenderà a far scomparire le agenzie di socializzazione primaria come la scuola e la famiglia, perchè tramite la rete potremo prendere ciò che ci serve.
Questo porterà alla caduta dei titani, ovvero del concetto di potenti e di potere come attualmente lo conosciamo.
Non è un caso che il film che fece conoscere al grande pubblico il concetto di matrice, fu matrix, che parlava proprio di ribellione al vecchio sistema e di interconnessione tra tutti gli individui. Il film in modo sincronico uscì nell'epoca in cui internet ebbe il boom di iscritti e di utenti, stava diventando un fenomeno mondiale e quotidiano, infatti i vari studiosi di internet spesso distinguono in varie età, da quella pioneristica di inizio anni 90 quando internet era un oggetto misterioso e spesso sconosciuto, al boom e ai primi studi che partono dal 1997-1998.

Le attuali rivolte in Nordafrica sono partite proprio dai paesi in cui è ancora fortemente radicato un ethos tradizionale. Come fu per la rivoluzione russa o francese in genere i cambiamenti rivoluzionari della nostra società non partono mai dai paesi più avanti nei tempi, o meglio dai paesi che meglio incarnano il proprio tempo.
Marx affermava che la rivoluzione comunista si poteva avere solo in un paese dove era presente una classe operaia consapevole ed una forte borghesia, avvenne invece tutto il contrario, si verificò in un paese isolato, povero e che con il suo regime zarista ancora incarnava il vecchio ordine mondiale che era sul viale del tramonto già dal 1789. In Francia si ebbe la grande rivoluzione, dove vi era la monarchia più opulenta, immobile e corrotta di tutta l'europa occidentale e non certo in paesi più libertari come Olanda, Inghilterra o America dove vi fu una rivoluzione per lo più nazionale che non ebbe una forte spinta propulsiva come quella francese.
Wikileaks è un fenomeno che fa parte dello spirito dei tempi che è quello in cui la società a rete interconnessa orizzontale, tende a prendere il sopravvento.
Wikileaks (lasciando stare il fatto che possa essere un prodotto di un'elite) è simbolo di una società che mette a nudo i potenti, che richiede trasparenza in ogni ambito sociale, persino quello personale (vedere Berlusconi), dove i soprusi e una relazione verticale (gerarchica), fatta di segreti e di subordinazione, non è più ammessa e quindi vediamo il fenomeno degli hacker, che attaccano siti governativi, aumentare (proprio in questo periodo, basta vedere gli Anonymous che hanno attaccato ad esempio il sito del governo italiano), vediamo agitazione ovunque, oltre il Nordafrica e il medioriente tutto, che ribolle e nei casi più moderati è costretto a dimettere ministri e cambiare governo (Giordania o Siria ad esempio), in Europa in Inghilterra lo scorso dicembre gli studenti sono riusciti a invadere il parlamento e a lanciare oggetti contro il principe Carlo e la sua consorte
in Italia eravamo vicini a questa situazione, ma oramai il livello di tolleranza verso il potere é ai minimi livelli da quando questa nazione esiste. In Belgio da mesi sono senza un governo, negli Usa molti Stati parlano di secessione ed è notizia di pochi giorni che in Wisconsin non si presenteranno i democratici perchè hanno fallito nel loro compito. La Cina censura le manifestazioni che avvengono in Nordafrica per paura di un effetto domino. Il mondo come lo conosciamo certamente cambierà in modo totale.
Nel 2011, anno del coniglio per lo zodiaco cinese, questo processo sarà evidente a molti. Siete pronti ad entrare nella tana del bianconiglio?
 

martedì 18 gennaio 2011

Cambiamento di ERA!

Un cambiamento di ERA quando si verifica non è certo un qualcosa che viene dichiarato in pompa magna in un modo tale in cui tutti possono accorgersene (come alla fine tutti gli eventi importanti della vita), spesso i cambiamenti che esso porta, specie i primi tempi, non sono percepibili da tutti ma sicuramente lavorano sull'inconscio collettivo dell'umanità, sui suoi états d'esprit.
La rivoluzione del '68 fu un fiume in piena che cambiò completamente la concezione della famiglia, della sessualità ed anche dei rapporti tra cittadino e Stato e l'ancor più rilevante rivoluzione francese, cambiò radicalmente il mondo occidentale, eliminando il vecchio ordine mondiale e fondando le basi su cui si poggia tutta la nostra attuale società (la scienza che prende posto della religione, razionalismo, democrazia, uguaglianza teorica delle persone, superamento di termini come gerarchia, diritto divino di regnare, diffusione dell'agnosticismo e dell'ateismo, apatia verso temi religiosi e spirituali ecc.).
Ebbene i cambiamenti portati da queste due rivoluzioni, non sono stati compresi e capiti fino a quando essi non si sono realizzati compiutamente.
Il cambiamento di ERA è qualcosa di più grande, è un cambiamento totale di mentalità,di approccio verso la realtà. A cambiare non sono solamente
alcuni sistemi di pensiero, i rapporti politici, o i sistemi culturali, ma vi è un cambiamento a livello planetario riguardante la percezione della
realtà.
Purtroppo questo argomento negli ultimi anni è stato monopolio della new age, cosa che ha fatto dimenticare a molti il fatto che si parla di qualcosa di cui gli antichi avevano conoscenza, studiavano e che nel passato vi sono numerose prove di tutto questo, non è un vizio millenaristico tipico di un cambio di millennio, non è un sapere derivato da paure ed ansie apocalittiche, ma qualcosa di ancestrale che si perde all'inizio dei tempi.
L'ERA che si è appena conclusa (senza che molti se ne siano accorti, continuando ancora a snocciolare date e statistiche), ovvero dei pesci, la si fa iniziare con la nascita di Gesù Cristo (probabilmente è iniziata molto prima). Ogni era prende il nome da un segno zodiacale. Come vengono misurate queste età? Tutto sta su un fenomeno astronomico e quindi scientifico che è la precessione degli equinozi.
A causa della precessione, la posizione delle cosiddette stelle fisse rispetto alla terra cambia lentamente e, considerando appunto tali stelle come se fossero immote, si suppone che l'asse terrestre ritorni nella posizione originale ogni 25765 anni. Nel cielo delle cosiddette stelle fisse son disegnate le costellazioni zodiacali nelle quali il sole "entra" e vi soggiorna ogni mese, mentre l'equinozio "permane" nel segno zodiacale per (25675/12 =) 2140 anni circa.

Quindi fino ai nostri tempi l'equinozio è rimasto nella costellazione dei pesci, il pesce che è simbolo dei primi cristiani e del cristianesimo in generale.
La maggior parte dei discepoli di Gesù erano pescatori (ed erano 12, assonanza con le dodici costellazioni dello zodiaco) e molte sono le parabole ed i detti di Gesù in cui i pesci vengono nominati. "Vi farò pescatori di uomini" disse Gesù ai propri discepoli. Lo stesso copricapo del papa, di origine babilonese, ha la forma di un pesce.
Gesù disse che sarebbe stato con noi fino alla fine dell'età presente (e non fine dei tempi come viene tradotto da alcuni), ossia fino alla fine dell'età dei pesci, dopo di che il cristianesimo sarebbe crollato (ho già ampiamente discusso nei
precedenti articoli i vari eventi simbolici e non, che precludono alla fine della chiesa cattolica di Roma) e una nuova religione, o meglio una nuova visione della realtà sarebbe emersa.
Prima dell'era dei pesci vi sono state l'età del toro e dell'ariete (capra o agnello) ed infatti questi due animali compaiono spesso nella bibbia, scritta in quell'epoca:
il popolo portato via dall'Egitto da Mosé che adora il vitello d'oro, o le diverse divinità del passato che vengono mostrate nell'atto di uccidere il toro (come Mitra), probabilmente fu in quell'età che nacque la leggenda del minotauro.
Come ho scritto in precedenza, il 2010 ha prospettato simbolicamente in svariati eventi, il verificarsi di una nascita. Che sia forse la nascita di una nuova era? Probabilmente si. Vari siti di sincromisticismo negli ultimi mesi si sono concentrati sul concetto di "due date" (nascita) che appariva un pò ovunque sia nella pop culture che negli eventi mondiali. Molti hanno collegato questa esplosione di segnali, con l'avvento e nascita di un nuovo re. Sicuramente è collegato anche ad un concetto del genere, ma soprattutto si collega all'avvento di una nuova era, ad un nuovo cambio di paradigma e di realtà.
Siamo già dentro ad un cambiamento totale della percezione della nostra realtà, tutte le categorie, le certezze e le credenze su cui fin'ora ci eravamo ispirati, stanno crollando miseramente, lo vediamo sotto i nostri occhi ogni giorno, il relativismo dei nostri tempi (in ogni ambito della nostra società) è un preludio al crollo totale
del nostro sistema che mostra crepe dappertutto.
La storia è già finita da un pezzo e non ce ne rendiamo conto, attualmente almeno ogni settimana avvengono eventi che riassumono in piccolo fatti già avvenuti nel passato e che proprio nel passato avrebbero creato scalpore ed ampi dibattiti, ma che oggi vista la velocità della realtà, hanno influenza per un breve periodo e presto sono dimenticati. Il tempo dei miti, delle leggende, dei grandi statisti, delle rockstar, dei grandi scrittori, di un forte movimento artistico capace di rivoluzionare idee e costumi, ebbene questi tempi sono finiti, nulla riesce a sedimentarsi in un mondo liquido e fragile come il nostro. C'è una generale apatia e routine verso ogni nuova creazione, proprio perchè alla fin fine nuova non é. Si sta sgretolando il sistema, eppure i padroni del sistema imperterriti chiedono ancora di sostenerlo e questo inconsciamente porta malessere generale, ansia, nichilismo e un atteggiamento edonista verso la realtà, in cui la maggioranza non riesce più a dare un senso a ciò che gli gira intorno e quindi preferisce rifugiarsi nella routine quotidiana, nell'uomo marchingegno, nell'uomo ingranaggio di una catena di montaggio, vero e proprio (e forse unico valore) che viene dato all'essere umano attuale.

domenica 16 gennaio 2011

A presto!!!!!

Causa non possibilità di accesso ad internet negli ultimi mesi, l'attività del blog è stata interrotta. Presto dovrei ritornare spero più attivamente e ricominciare a pubblicare nuovi articoli.
A presto!

sabato 2 ottobre 2010

Coscienza globale e coscienza galattica

I film, le serie tv e tutti i prodotti culturali spesso inseriti nella denominazione pop-culture, spesso volontariamente e involontariamente, anche con anni di anticipo, ci mostrano ciò che avverrà in un futuro prossimo. E' il caso ad esempio della caduta dell'Urss e della vittoria del modello di vita americano basato sul mercato e sui consumi, su quello comunista sovietico.
Il film Rocky è un esempio di questa anticipazione, non a caso da molti è denominato come un film spudoratamente patriottico.
Significativo è il film Rocky 4 (il film ritenuto più patriottico), la trama in sintesi si basa sullo scontro di Rocky con l'orso sovietico Ivan Drago. A differenza di Rocky Balboa, Ivan Drago è molto più alto, atletico e potremo definirlo di razza pura: i suoi capelli fortemente biondi, simbolo della pura razza ariana.
Rocky non a caso è un italo-americano (e non certo un wasp americano), a dimostrazione dell'interculturalità di una nazione che è nata grazie ad un miscuglio di razze diverse. Gli Usa possono definirsi la prima vera nazione globalizzata del mondo, in anticipo sui tempi, gli americani hanno infatti anticipato le attuali nazioni multiculturali che si trovano ad affrontare nuove culture e popolazioni all'interno del proprio territorio.
Rocky quindi è un americano di origini italiane, Ivan Drago è invece "puramente" russo. La vittoria di Rocky non simbolizza solo la vittoria degli Usa sull'Urss,
ma anche l'avvento di un mondo in cui il concetto di razza pura ed originario (in un mondo globalizzato dove le razze comunicano e si intrecciano tra di loro),
non avrà più senso, tanto che oramai i partiti che si arroccano su posizioni del genere, assumono spesso atteggiamenti folkloristici e non al passo con i tempi, che hanno ancora un timido eco per via di una volontà di alcune persone di riesumare un concetto di nazione che oramai non esiste più.
Il primo Rocky fu prodotto nel 1976. Degli anni dopo, precisamente il 1979 (in cui usci il sequel "Rocky II"), fu l'anno di inizio dell'invasione sovietica dell'Afghanistan, evento indicato da molti studiosi di storia come il "Vietnam" sovietico, sicuramente uno dei tanti avvenimenti che diedero il "la" alla caduta dell'ormai vetusto, burocratizzato e stantio Urss.
Evento che poi portò alla creazione di cellule islamiche, la nascita di Al Qaeda e l'islamizzazione dell'Afghanistan e sappiamo come questa zona del mondo sia
diventata importante a partire dal 2001, anno-portale e spartiacque degli ultimi tempi.
Il quarto Rocky quindi si svolge nel 1985. Nelle note precedenti di questo articolo (che forse ha un guinness dei primati per le tante correzioni ricevute, che mi sia di lezione nel fidarmi della mia memoria su film che ho visto secoli fa eeh! Grazie comunque ai sempre attenti lettori...) avevo segnalato il 1982 come anno molto importante ed in effetti lo è, ma è di preparazione verso ciò che successe in Urss nel 1985, anno in cui Michail Gorbačëv fu eletto segretario del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Su quanto l'ascesa politica di Michail Gorbačëv fu importante per la storia mondiale e soprattutto per la storia dell'URSS, penso questo è risaputo da più o meno tutti e quindi non c'è bisogno di sottolinearlo. Nelle note di wikipedia si segnala il Rocky 4 come un film che in effetti è nato in un momento di escalation e di forti pressioni militari e finanziarie verso L'URSS da parte degli USA, ciò mostra ancora di più il carattere patriottico della pellicola cinematografica.
1985 che avevo già segnalato in un precedente articolo, con cui possiamo unire alcuni puntini ed ognuno può fare le considerazioni che vuole.
L'incontro di boxe tra Rocky ed Ivan Drago rimanda a quello di Davide contro Golia. Ivan Drago come Golia, può essere considerato un gigante, soprattutto rispetto a Rocky che nel terzo film anche a causa della morte del suo manager è goffo, impacciato e nessuno più crede in lui. Storia insomma che ha un forte parallelismo con quella biblica di Davide e Golia (come più o meno la maggioranza delle trame dei film Hollywoodiane ispirate ai miti) la parola "Stallone" tra l'altro in inglese, assume anche la denominazione di "sire", quindi sovrano e ci rimanda alle credenze medievali in cui i re sconfiggevano il Drago rappresentante il male (in questo caso Ivan Drago personifica il regno del male).
Il re Davide è ritenuto importante da tutte e tre le religioni monoteistiche principali (cristianesimo, ebraismo e islamismo), perchè dalla sua stirpe uscirà il Messia, infatti nell'islamismo Davide è considerato un profeta, nel cristianesimo Gesù viene indicato come discendente di Davide e gli ebrei attendono ancora il messia che proverrà dalla stirpe di Davide. Non a caso il simbolo di Israele è indicato come stella di Davide.
La stella di Davide

Ne abbiamo importanti rappresentazioni anche nell'arte, basti pensare al David di Michelangelo, una delle sculture più famose al mondo.
La stella di Davide è indicata anche come sigillo di Salomone, ma la stella a sei punte è anche uno dei simboli più importanti della cabala e dell'occultismo in generale e non è usata solamente dagli ebrei nello loro sinagoghe ad esempio, ma nei primi secoli dopo Cristo si trova anche in alcune chiese cristiane, ma essa è utilizzata delle volte anche dai Mormoni.
La stella a sei punte rimane comunque un simbolo universale e presente in tutte le culture terrestri, ad esempio nel Buddhismo nel "libro tibetano dei morti",
si trova una stella a sei punte con una svastica all'interno, strano il destino a volte, svastica che comunque nel buddhismo (come in altre culture) naturalmente aveva significato opposto a quella data nel nazismo. La teosofia spesso mostrava la stella a sei punte come svastica, essa a sua volta ci rimanda visivamente alla nostra galassia, alla via lattea.
 Ultimamente, l'uso della svastica è stato ripreso dal movimento spirituale cinese Falun Gong, che ne fa un uso di tipo tradizionale:
il simbolo rappresenterebbe il divenire e l'eterno scorrere delle cose nell'universo.
Sempre in Cina, la swastika è considerata come un carattere cinese che si pronuncia wan, in Mandarino.
Sembrerebbe anche che sia l’equivalente di un altro carattere cinese avente la stessa pronuncia, il cui significato è «diecimila; un grande numero; tutto» e che ci rimanda ancora al concetto di eterno divenire, di universo, di galassia.
Un simbolo del genere presente in praticamente in tutti i luoghi del mondo, lasciando da parte il significato che poi gli diede il nazismo, ha un significato archetipale.
Secondo Joe Hofler, che fa anche riferimento al Dott. Kumbari del museo di Urumqi nello Xinjiang, Cina, gli Indo-Ariani del ramo germanico sono arrivati in Europa circa duemila anni prima di Cristo, ed hanno portato con loro il simbolo della svastica (rappresentazione del disco solare o della galassia) della loro arte religiosa di quel periodo, come dimostrano gli scavi nelle tombe di Kurgan, nelle steppe della Russia e le tombe Indo-Ariane nello Xinjiang, Cina.
Simbolo che come già affermato finalmente ritorna ad essere rappresentato senza che vi sia più censura, persino nella Germania.
Da poco l'umanità ha raggiunto una coscienza di tipo globale grazie alla rottura dei confini, alla globalizzazione, ad internet e al contatto più stretto e frequente tra popoli di diverse culture, la prossima tappa è una coscienza galattica che può ben essere rappresentata dalla svastica o dalla stella di Davide, gli ebrei furono infatti probabilmente il primo popolo cosmopolita del nostro mondo, il primo vero popolo globalizzato ante-litteram e leggendone la storia potreste ben capire cosa voglio dire. Con un simbolo così universale non poteva essere diversamente.
Una volta che la stella a sei punte da simbolo occulto, legato alla tradizione, è diventato simbolo pubblico, "essoterico", il mondo ha dovuto farci i conti. Gli ebrei sono diventati un "problema" transnazionale, dapprima affrontato in modo feroce (il loro isolamento, la loro ghettizzazione e persecuzione in ogni parte d'Europa) e successivamente con l'avvento del nazismo è divenuto un problema mondiale che ha portato all'instaurazione della nazione israeliana.
Il legame ebrei-globalizzazione è davvero fortissimo, perchè questo popolo con molti dei suoi esponenti è stato tra i primi ad instaurare e a promuovere un'idea cosmopolita nei rapporti umani. Il primo genocidio globalizzato (brutta parola lo so ma non ne ho diverse) è ebreo e con questo intendo il primo genocidio che ha avuto effetti ed eco mondiale, persino prima del genocidio degli indiani americani (che ha smesso di essere taboo solamente a partire dagli anni 70). Insomma il popolo ebreo è stato tra i motori principali della nascita di una coscienza globale che si appresta a divenire galattica (questa è un'affermazione naturalmente neutra che non ha accezioni né negative e nè positive, qui la politica o la religione non c'entrano davvero niente).
La globalizzazione ha portato la cultura a non essere più racchiusa entro un territorio, essa oramai viene studiata in una prospettiva reticolare e relazionale,
come afferma l'antropologo svedese Ulf Hannerz.
Siamo quindi da diversi decenni dentro una cultura globale che al suo interno ha creato una coscienza globale, non completamente matura, ma comunque
già ben formata. Una coscienza globale può definirsi come un unicum in cui le idee, le azioni non sono più particolaristiche e legate ad un particolare territorio,
ma sono influenzate da fenomeni di tipo mondiale. Persino la religione con fenomeni come l'ecumenismo cristiano o il sincretismo religioso della new age è inevitabilmente influenzato dall'attuale coscienza globale.
Quando è nata? Difficile dirlo, possiamo solamente dire che nella prima metà degli anni 90 (con l'avvento di internet) essa ha cominciato a prendere
il sopravvento ed è quindi passata dall'età infantile a quella adolescenziale e quindi consapevole della sua esistenza. La fine degli anni 50 (con i primi satelliti
e uomini nello spazio) si può far iniziare il concepimento di una coscienza globale che comunque aveva già da secoli preparato il campo per questa nascita.
Vivendo in tempi più veloci e sfuggenti, la nascita della coscienza galattica non avrà un processo di gestazione lungo come quello della coscienza globale, soprattutto se consideriamo il tempo a spirale (come faceva già a suo tempo Terence McKenna) e quindi che pian piano tende a restringersi, a velocizzare gli eventi, fino a raggiungere un punto zero.
la spirale apparsa in Norvegia nel dicembre 2009

La spirale mostrata dalla svastica, la stella a sei punte, nasconderebbero dietro di se questo segreto, ovvero l'eterno divenire, il tempo, il tutto, il meccanismo in cui si muovono i mondi, in cui tutto giunge a una fine per poi riformarsi.

*ari-aggiunte correzioni alla trama di Rocky e inserite importanti aggiunte che arricchiscono l'articolo. Grazie per le segnalazioni!